J_Stirling
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Gli ultimi 5 commenti di J_Stirling

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Qua il video dell'intervento: [www.youtube.com]
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da J_Stirling 65562 il 10 feb 12, 18:26:40
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< Mia moglie viene dall'Ungheria ed ha conosciuto da ragazza il "paradiso del socialismo reale". Mi ha detto: “ecco da noi succedeva la stessa cosa”. >
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da J_Stirling 65562 il 09 feb 12, 20:28:27
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< Tralasciando per un momento il confronto Italia e Norvegia, ed estendendo lo sguardo al modello scandinavo, è importante notare come questi paesi siano stati per un lunghissimo periodo di tempo estremamente liberali, con bassi livelli di tassazione e bassi livelli di spesa e caratterizzati da politiche di “laissez-faire” solide. Solo dopo aver raggiunto un livello di ricchezza alto e una crescita economica sostenuta , seguendo il principio della legge di Wagner, si è proceduto progressivamente alla “socializzazione”, il che ha causato un rallentamento della crescita senza azzerarla mai del tutto, ma a volte la socializzazione eccessiva e qualche esperimento poco fortunato (vedi la fallimentare adozione della tassa sulle transazioni finanziarie da parte della Svezia, poi abbandonata) ha causato anche brevi periodi di stagnazione, che sono stati superati variando l’intensità di politiche sociali e liberalizzazioni. Ma qualcosa del passato “liberale” è rimasto ed ha lasciato un potente imprimatur in questi paesi ancor oggi riscontrabile nella solidità e nella chiarezza del sistema legale, nell’adozione di politiche monetarie responsabili, nell’apertura dei mercati e nel basso livello di corruzione, tutte caratteristiche che attenuano l’effetto dispersivo del welfare permettendo a questi paesi di rientrare nella classifica delle libertà fra i posti più alti. Tutte cose che spesso i socialdemocratici e i conservatori, dimenticano di menzionare nelle loro considerazioni.

L’Italia è difficilmente ascrivibile alla categoria dei paesi “liberisti” e chi lo fa ha un concetto di liberismo bizzarro, sopratutto considerando dati quali: l’iper-regolamentazione economica, il funzionamento deficitario della giustizia, l’incidenza del settore pubblico sul PIL (ben oltre il 50%), la lunga serie di società pubbliche e la pressione fiscale asfissiante, il deficit e il debito pubblico incontrollato, gli indici di libertà economica degni di un paese in via di sviluppo, la corruzione, il sindacalismo esasperato, la criminalità sempreverde e la politica tentacolare che parla per “slogan” e non si assume nessuna responsabilità. Questi sono tutti indicatori che ci fanno assomigliare a paesi di stampo sudamericano più che alle democrazie liberali >
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da J_Stirling 65562 il 09 feb 12, 16:08:29
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Stai chiedendo se mi sembra normale che un debitore paghi il suo debito secondo le regole del contratto che ha volontariamente stipulato. Sì, mi sembra assolutamente normale; anzi, mi sembra doveroso. Violare le regole del contratto, viceversa, mi sembra anormale (oltrechè rischioso sotto il profilo economico).

Il motivo per cui bisogna rispettare i contratti, oltre che "morale", è pratico: senza clausole come la chiusura della posizione a breve, gli investitori si fiderebbero meno a prestare denaro allo Stato. Se Morgan Stanley sa di poter riscattare subito il prestito qualora le cose vadano male, può fidarsi e prestare soldi allo Stato italiano. Viceversa, o non si fida o chiede un tasso di interesse maggiore (per compensare il maggior rischio che corre). Finora allo Stato italiano ha fatto comodo quella clausola, perchè gli ha fatto pagare interessi minori di quelli che sarebbero stati altrimenti.

Il fatto che una persona o un'azienda cerchi di tutelare i suoi soldi mi sembra assolutamente giusto. Tu compri titoli di debito greco ? O piuttosto, allarmato dalle notizie di probabile insolvenza della Grecia, tuteli i tuoi risparmi evitando di investirli in quei titoli rischiosi ? Se è così, allora non c'è differenza tra quello che fai tu e quello che fa Morgan Stanley. Tutti cercano di cadere in piedi.

PS: il fatto che lo Stato non voglia tagliare altre spese inutili e vada a colpire i pensionati è la ovvia conseguenza dell'aver affidato il sistema pensionistico allo Stato. Non è colpa di Morgan Stanley, ma della politica italiana.
Link permanente  1 punto 3 voti scritto da J_Stirling 65562 il 09 feb 12, 16:03:59
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Lezione di italiano per Roberto Fiore: quando una persona restituisce i soldi che le sono stati prestatati da un'altra persona, per definizione non li sta "regalando" ma "restituendo". Chi l'avrebbe mai detto ? Mah, questa strana lingua. Dunque lo Stato italiano non ha "regalato" nulla, ha solo restituito i 2 miliardi che Morgan Stanley gli aveva prestato.

Non dubito che prestare soldi all'Italia (un paese in cui ci sono politici del calibro di Fiore) sia un'operazione altamente "tossica" - cioè rischiosa, dal momento che uno Stato mal gestito potrebbe non restituire i soldi che gli vengono prestati (vedi Grecia). Tuttavia questo dovrebbe indurre a non prestare soldi allo Stato, non a sollevare lo Stato dal suo dovere di ripagare i debiti contratti.

Dovrebbe vergognarsi Fiore per aver scritto quelle vaccate.
Link permanente  1 punto 3 voti scritto da J_Stirling 65562 il 09 feb 12, 14:55:26


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