angelo
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che vivano sempre il conchetta e l'archivio primo moroni di milano
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da angelo 81132 il 23 gen 09, 18:12:50
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Addio, Pesaro (il viaggio di Ionica)

di Roberto Malini



Addio, Pesaro. Me ne vado. Non mi hai mai visto, non mi vedrai più.

Sono venuto come un uomo, ho vissuto come uno spettro, me ne vado come un padre.

Addio, città dal cuore di metallo, vado dove mi porta il treno della vita, dove mia figlia giocherà nel sole e la mia donna mi darà un bambino.

Vado in un piccolo paese; è povero, ma andrà benissimo per me, perché ha quello che tutti vorrebbero: un'occasione, una speranza, un sogno.

Ti prego Dio, fa' solo che non mi svegli prima che arrivi il treno.

Devo partire o quest'aria ferma toglierà il respiro alla mia bambina e soffocherà il fiore della vita che nasce nel grembo di mia moglie.

Un'occasione, una speranza, un sogno: li coglierò, perché ho mani forti, mani da contadino, mani da padre.

E ho l'anima di un Rom, ho il coraggio di un Rom, ho la fede di un Rom.

Lavorerò con l'energia di dieci uomini e ogni sera tornerò a casa, quando il tramonto scenderà dal cielo, miracoloso come la risposta alle nostre preghiere e avremo cibo a tavola e saremo felici.

Ti prego Dio, fa' solo che non mi svegli prima che arrivi il treno, fa' che sia tutto vero, che un paese accogliente, una casa e un lavoro nei campi - lontano da qui - siano il nostro futuro.
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da angelo 81132 il 31 ott 08, 02:36:45
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diffondiamola il più possibile
Link permanente  2 punti 4 voti scritto da angelo 81132 il 08 ott 08, 22:18:59
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hai pienamente ragione. in italia l'informazione è di regime e non da oggi e si vede da quanti clonati ci sono in giro. per fortuna su ok notizie non sono come nel resto del paese
Link permanente  2 punti 2 voti scritto da angelo 81132 il 08 ott 08, 21:52:36
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mezzuccio!!!!! AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAchi????????????
Link permanente  5 punti 5 voti scritto da angelo 81132 il 08 ott 08, 21:50:04
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non è sparita grazie a decine di migliaia di lavoratori, genitori e studenti che hanno protestato
Link permanente  6 punti 6 voti scritto da angelo 81132 il 08 ott 08, 21:49:01
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ecco come lavora il ministro [oknotizie.alice.it] informatevi prima di parlare perchè molti di voi, come la gelmini, non ne capite quasi nulla
Link permanente  5 punti 5 voti scritto da angelo 81132 il 08 ott 08, 21:48:06
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MORIRE PER L’EXPO Marian Danila, piccola vittima rom di una grande speculazione

Si chiamava Marian Danila [Ciprian], il ragazzino rom che il 23 settembre è morto bruciato in un edificio diroccato di via Trento, all'interno dell'ex area Falk di Sesto San Giovanni (Milano). L’ex area Falk è da tempo l’estremo rifugio di molti Rom, perseguitati dalle normative dei sindaci, che il «Decreto sicurezza» ha notevolmente ampliato e inasprito. Ma neppure qui, tra muri pericolanti, macerie e ratti, i rom trovano pace. In quello stesso sfasciume, perché altra definizione non merita, l’estate scorsa si erano rifugiati una cinquantina di rom, ma il 7 settembre, giunse all’improvviso la polizia. Con freddezza, gli sbirri seguirono la solita procedura: controllarono i documenti; radunarono bambini, donne e uomini fuori dall'insediamento (nessuno spazio al dialogo, nessuna attenzione alle emergenze umanitarie, nessun tentennamento); distrussero baracche e beni personali. Dopo di che, per i cinquanta rom non ci fu altra scelta che un’errabonda ricerca di altri luoghi di rifugio. Quali? E quali risorse per vivere? Negli ultimi mesi, a Milano e dintorni già tre rom sono morti per cause dovute alle miserabili condizioni di vita, cui li costringono le amministrazioni pubbliche, in primis quella di Milano e di Sesto San Giovanni, al servizio di quella grande speculazione che si chiama Expo 2015.

Un progetto faraonico L’ex area Falk, dove è morto Marian Danila, è destinata a una grande speculazione immobiliare, che è strettamente legata all’Expo 2015. L’architetto Renzo Piano ha messo a punto un progetto che prevede una trentina di torri di 30 piani! La costruzione è stata affidata al gruppo dell’immobiliarista Luigi Zunino (che attualmente non naviga in buone acque, ma questa è un’altra storia). L’iniziativa è nata dagli appetiti affaristici dei notabili della zona, prima dell’ex sindaco di Sesto San Giovanni Filippo Penati (oggi a capo della provincia di Milano), poi dell’attuale sindaco, Giorgio Oldrini. Pur di realizzare il grande business, entrambi hanno fatto carte false, sorvolando su delicati problemi, come la bonifica delle ex aree industriali. A coronare i loro sforzi, il 7 dicembre 2007 il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, visitò l’ex area Falk e benedisse il progetto faraonico dell’architetto Renzo Piano. A questo punto, la presenza di qualche rom diventava un piccolo problema di ordine pubblico, che tuttavia avrebbe dovuto prevedere incidenti di percorso, come la morte di Marian Danila. Ma poco importa. Con gran faccia di tolla, i due patroni della speculazione dell’ex area Falk, Penati e Oldrini, hanno partecipato in prima fila alla funzione funebre, che si è tenuta lunedì 29 settembre, alla chiesa di San Giorgio alle Ferriere, a cento metri dal locale dove Daniel è morto tra le fiamme. Al loro fianco, non poteva mancare don Virginio Colmegna, il promotore del cosiddetto «patto di legalità», che costringe i rom di via Triboniano-Barzaghi (Milano) in una condizione simile a quella degli ebrei del ghetto di Varsavia. A questo punto, alla funzione mancava solo il vice sindaco Riccardo De Corato, il piccolo Himmler di Milano. Ma il gioco delle parti ha regole ben precise.

Spezzare le false divisioni Il gioco delle parti fin’ora ha funzionato. Ha creato divisioni tra gli sfruttati, tra italiani e immigrati, in particolare contro i rom, di fronte a un problema come quello della casa, che dovrebbe richiedere un impegno unitario di lotta. Il problema della casa riguarda tutti i proletari: italiani e immigrati. La crisi, e soprattutto le conseguenze devastanti dei mutui subprime, rendono la situazione drammatica: per molti gli affitti delle case popolari sono diventati proibitivi, gli sfratti aumentano e infine chi non è in grado di pagare i mutui si vede la casa pignorata. Di fronte a questo problema, che a Milano colpisce migliaia di famiglie, l’amministrazione comunale starnazza contro poche centinaia di rom. Come mai? Per prima cosa, per mettere gli uni contro gli altri e, poi per mettere le mani sulle aree dove sorgono i campi rom, e regalarle agli amici: ai Ligresti, ai Tronchetti Provera, agli Zunino e a tutta l’allegra brigata di speculatori, che si stanno pappando la città. Sarebbe ora di dire basta. Anche per evitare altre morti, come quella di Marian Danila.
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da angelo 81132 il 30 set 08, 00:27:31
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bellissimo articolo di una donna sulle donne
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da angelo 81132 il 24 set 08, 19:22:42
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lo stato comunque ha esonerato la chiesa dal pagare l'ICI già dallo scorso governo berlusconi a proposito di soldi regalati dallo stato alla chiesa
Link permanente  3 punti 3 voti scritto da angelo 81132 il 21 set 08, 21:34:56
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siamo al delirio, o le forniamo una bella cura da cavallo scendendo in piazza in massa così forse si mette da parte oppure diventa infettiva
Link permanente  2 punti 2 voti scritto da angelo 81132 il 21 set 08, 21:30:14
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la cosa vergognosa è che tgcom ed altri miserabili fanno disinformazione:

"Milano, tensione a corteo per Abba

L'intervento della polizia

Un migliaio di manifestanti si è staccato dal corteo antirazzista di Milano per Abdoul Guiebre ("Abba";), ucciso a sprangate e, correndo, ha iniziato a tirare calci e pugni contro motorini e macchine lungo la strada. La polizia in tenuta antisommossa ha cercato di fermarli. Il traffico è stato bloccato e alcuni giovani manifestanti sono saliti sui tram fermi e svuotati dai passeggeri, tenuti sotto controllo dagli agenti".

gli agenti non hanno tenuto sotto controllo nessuno, ma bisogna dare l'immagine che lo stato (fascista e di polizia berlusconiano) è forte
Link permanente  0 punti 0 voti scritto da angelo 81132 il 20 set 08, 21:52:27
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oggi tra l'altro

Centinaia di persone , conclusa la manifestazione autorizzata in piazza Duomo, hanno dato vita a un corteo non autorizzato per il giovane Abdoul e si stanno dirigendo verso il bar 'Shining' di via Zuretti, davanti al quale una settimana fa avvenne l'aggressione a sprangate in cui rimase ucciso il giovane africano di 19 anni e per la quale sono stati arrestati padre e figlio gestori del locale. Agli amici del ragazzo ) e a molte decine di immigrati di colore, che sono alla testa del corteo, si sono aggiunti anche giovani dei centri sociali e altri manifestanti. La polizia sta scortando i manifestanti in marcia verso via Zuretti, zona stazione Centrale. Numerosi poliziotti sono già arrivati davanti al bar per evitare che si creino situazioni di tensione. I giovani immigrati gridano: 'Vergogna, giustizia, siamo africani non animalì.

aggiornamento 17.45 da radio onda rossa

Gli amici di Abba che hanno dato vita al presidio spontaneo sul luogo dell'omicidio sono stati raggiunti dallo spezzone dei centrisociali. Nonostante la rabbia, la situazione è tranquilla, ma è interessante come gli amici di Abba (writers, immigrati di IIa generazione, ragazzetti vari) abbiano determinato con questa azione lo spostamento del corteo, senza appoggiarsi ai residui del movimento milanese.
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da angelo 81132 il 20 set 08, 21:25:53
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Sull'asfalto di via Zuretti, dove Abba è stato colpito alla testa, probabilmente quando era già a terra, ieri sera c'erano una rosa bianca, un fascio di girasoli e un mazzetto di rose rosse. Accanto la corona di rose bianche del Prc di Milano portata da tutti i consiglieri e da tanti militanti. Sono loro ad avere circoscritto l'area con nastri e a farne un altare a cielo aperto. Lì sono venuti in tanti a salutare e a lasciare un messaggio. Uno viene da Cernusco sul Naviglio, il paese alle porte di Milano dove Abba viveva con papà Assane, mamma Aminata e quattro tra fratelli e sorelle: «Abba sarai per sempre nei nostri cuori. Ci mancherai», firmato "gli amici del muretto". Le stesse parole che una trentina di giovani, rapper e "multikulti", hanno detto tra tanti interventi davanti alla Stazione centrale, in un presidio di 150-200 persone con molte sigle, associative e sindacali. Tante analisi e interventi politici. Ma gli amici di Abba hanno poca voglia di parlare. Perché ancora non ci credono. In serata ancora una fiaccolata e assemblea aperta a Cernusco sul Naviglio e un murales con presidio proprio nel luogo dell'omicidio, promosso dal Leoncavallo. E ancora una probabile manifestazione lanciata dai promotori dell'11 ottobre, partiti della sinistra (Prc, Pdci, Sd, e Verdi) e associazioni della società civile, contro «la crisi di civiltà evocata costantemente dalla destra di governo e dalla Lega per giustificare la restaurazione di una società classista e razzista». Ci sono evidentemente due città. Due sensibilità. Ma la verità dovrebbe essere una sola. «È morto per un pacco di biscotti», ha detto il capo della squadra Mobile Francesco Messina. Secondo la ricostruzione della questura - ci sono dei filmati da una telecamera e diversi testimoni ai balconi - Abba con due amici sarebbe entrato nel bar mentre i Cristofoli scaricavano un furgone. Padre e figlio non li hanno visti entrare ma li vedono uscire e li provano a fermare urlandogli contro. Gli altri due ragazzi parlano di insulti razzisti: «Negro di merda» e così via. I ragazzi si danno alla fuga. Pochi attimi dopo, in via Zuretti, padre e figlio e i presunti ladri si fronteggiano. I primi armati di spranga mentre i tre ragazzi prendono alcuni oggetti dalla spazzatura: bottiglie, lattine e un manico di scopa. Il tutto poi si sdoppia. I ragazzi parlano di Abba che inciampa e viene colpito a terra dalla spranga. I due baristi parlano di legittima difesa. Di sicuro c'è solo che Abba non c'è più. Che i Cristofoli sono stati arrestati dalla polizia e accusati di omicidio volontario. La Pm Roberta Brera gli contesta l'aggravante dei futili motivi. Rischiano l'ergastolo. La magistrata non contesta, invece, l'aggravante dell'odio razziale. Non aggiungerebbe penalmente nulla. Ma è quello che fa dire a tutti, anche al prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, che «non c'è alcun riferimento a una matrice xenofoba o razzista». Solo violenza. Futili motivi. «Non siamo razzisti - fanno sapere i due baristi dal carcere - credevamo ci avessero rubato l'incasso». E tutto ritorna a due verità. La città è diventata intollerante o è colpa della poca sicurezza - e alla fin fine, se si dà retta al centrodestra e alle istituzioni - della presenza di immigrati e clandestini che allarma la brava gente? L'avvocato dei signori Cristofoli dice che sarebbe successo anche se i ragazzi entrati nel bar fossero stati bianchi. Magari. Ma non lo erano. E se il "confronto" è iniziato con un «negro di merda» oppure no, qualche differenza la fa. A meno che in questa città il razzismo sia stato sdoganato a linguaggio comune. Sull'argomento spazza ogni dubbio la signora Cristofoli, madre e moglie dei due assassini: «Sono razzista al 100% - ha detto ai giornalisti - mi ci hanno fatto diventare». Chi? Gli stranieri che al bar la insultano. «Il razzismo l'ho dovuto subire io quando sono arrivata ragazzina dalla Puglia... Ma noi venivamo qui per lavorare, non per rubare e stuprare». A questa donna, straziata pure lei, non viene in mente per un istante che quei ragazzi erano italiani o che poteva succedere lo stesso con dei giovinastri di Varese. No. E' colpa loro. Dei neri, dei diversi, degli stranieri. Loro hanno armato la frustrazione e l'odio dei suoi due maschi di casa. Il secondo punto è il furto. Non ce n'è traccia. Ma è l'alibi sociale, quello di cui si parla anche nel quartiere. I furti, la sicurezza, gli immigrati. Se è diventato senso comune per molta parte della città inseguire un ladro e tirarlo in mezzo alla via per qualche stecca di sigarette, perché non per un pacco di biscotti o di caramelle. E' il mostro. Che prima delle persone si occupa dei beni, delle cose, della "robba" di un nuovo "ciclo dei vinti". Ma qui non siamo ad Aci Trezza coi Malavoglia . Siamo a Milano, nella guerra tra poveri, nell'ansia dell'altro che ruba quello che non riusciamo più a garantirci. Un clima che autorizza la violenza, la predica, vive solo di paure non è più un clima. E' un'oggettiva responsabilità. Della classe politica, in primis. Mai che si dica che c'è poca luce e poca gente in giro. C'è sempre e solo poca polizia. Cosa discutibile. Perché di polizia ce n'è, basta vedere cosa le si fa fare. Chiedetelo a un poliziotto. Fate questa prova, capirete. A mancare è la gente, il prossimo. Le istituzioni non se accorgono? La città si deve dividere ancora tra antirazzisti e gente qualunque che ha paura? Possibile che in via Zuretti, tra il Leoncavallo e la via Gluck, muoia un giovane di 19 anni pieno di energie, simpatico, generoso che faceva lavoretti saltuari come operaio, rappava, tifava Milan, amava la sua ragazza, e la città parli di un problema di sicurezza? Abba era tale e quale a quel ragazzo della via Gluck diventato famoso e amato. Casa popolare, famiglia operosa e operaia, quattro fratelli e sorelle. Come tutti i suoi coetanei andava in giro di notte. Prima di uscire di casa, sabato sera, l'ultima sera, aveva parlato di lavoro con papà Assane. Quel padre, venuto dal Burkina Faso 30 anni fa a lavorare in un'azienda che produce ascensori, e che ci tiene a dire che l'aveva educato «come un italiano». Possiamo parlare di questo? Nel suo letto di dolore, Aminata, la madre di Abdul, ha chiesto più volte a chi entrava in punta di piedi a confortarla: «Come è possibile che un padre e un figlio abbiano fatto questo? Insieme». Ecco. La signora Aminata anche nel momento dello strazio più innominabile ha dato dignità agli assassini di suo figlio. Si è chiesta: come hanno fatto a uscire dall'umanità? Impariamo. Ascoltiamo. Diciamolo. E' brutto condannare. Ma che abisso con le parole di cordoglio istituzionale con il "ma" in canna a tanti politici su notti, giovani, risse... Che abisso con l'autodifesa della famiglia Cristofoli. E' l'abisso in cui è caduta Milano.



Liberazione 16/09/2008 Claudio Jampaglia
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da angelo 81132 il 16 set 08, 19:07:01
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d'accordissimo con freeglass. ieri sera a telelombardia c'era una ragazza leghista che accompagnava speroni ad un dibattito sull'uccisione di abba che ha detto che secondo lei non è giusto che un nero guadagni più di un bianco (non lo ha detto proprio così ma il senso era quello e lo ha confermato), per fortuna agnoletto ha fatto notare che questo è razzismo vero e proprio
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da angelo 81132 il 16 set 08, 18:30:09
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il problema che la gente come la chiami tu, io lo chiamerei il popolo è ormai lobotomizzato dalla propaganda mediatica, o si combattono i media e i loro proprietari cosi come sono oppure il peggio per me deve ancora arrivare
Link permanente  2 punti 2 voti scritto da angelo 81132 il 16 set 08, 00:57:14
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scusa ma perchè in casa si e fuori no, quindi non ti interessa più il discorso degli aguzzini e dello sfruttamento per necessità (altro che bigottismo) poi non capisco perchè si debba cominciare sempre dalla parte sbagliata: ti faccio un esempio io sono un insegnante ed è almeno da dieci anni che si dice che i nostri stipendi sono troppo bassi; perchè si sono alternati 5 ministri ed hanno pensato solo a riformare (in peggio) e a tagliare ma non sono mai partiti dall'aumento significativo dello stipendio
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da angelo 81132 il 16 set 08, 00:50:55
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Castelli quando è stato ministro della giustizia diceva che sparare a chi ti ruba è legittima difesa
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da angelo 81132 il 16 set 08, 00:46:17
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il problema che questa gente è esasperata dall'essere trattata come animali da generazioni e noi pensiamo all'esasperazione per la mancanza della certezza della pena e poi per chi: gli immigrati solo per il fatto di essere immigrati già sono illegali: quando a posteriori i nostri figli ragioneranno su questi drammi ci chiederanno perchè abbiamo fatto tutto ciò tra l'altro come possiamo pensare di arrivare ad un'idea condivisibile di giustizia (a mio parere poi a parlare di pena e di punizione, mi viene sempre da pensare da quale pulpito) se abbiamo un paese governato da gente opportunista ed ipocrita: questa sera ho sentito il comizio di maroni a venezia che diceva tolleranza zero con i delinquenti quando per interessi personali o ideologici si è alleato con mafiosi, piduisti e quant'altro pur essendone consapevole (bossi definì nel 1997 berlusconi il mafioso di arcore).
Link permanente  1 punto 5 voti scritto da angelo 81132 il 16 set 08, 00:44:51
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anche io qualche volta ho rubato nei supermercati ed un paio di volte mi hanno anche beccato, ma non mi sembra che mi hanno inseguito con una spranga urlandomi dietro terrone di merda.
Link permanente  2 punti 2 voti scritto da angelo 81132 il 16 set 08, 00:33:30
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