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GUADAGNEREBBE QUATTRO VOLTE DI PIU’ SE GRILLO FAREBBE “IL LECCACULO” INVECE “DELL’ANTIPOLITICA”
Oltre 4 milioni di euro (denunciati al fisco) in tasca al paladino della giustizia Beppe Grillo? Lui che urla all’antipolitica? Ma così tanto porta in tasca fare antipolitica? Un contratto con la Rai o Mediaset avrebbe fruttato altro che quattro milioni ma bensì ben quattro volte tanto. In cambio il potere vuole che il sorriso sulle labbra resti sulle labbra degli utenti ma non arrivi ha far meditare la parte del cervello che sta sopra e non lo stimolasse l’utente a certe di riflessioni. Molti soldi gli servono di quel biglietto dei quei spettacoli ( sempre pieni) servono per pagare i suoi avvocati per le molteplici querele che subisce in nome dell’informazione che attua. E vai Grillo…non abbiamo bisogno di leccaculi.
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Link permanente 0 punti 2 voti scritto da ciapan0 331 il 15 mag 08, 13:12:01 Commento modificato dall'amministratore
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[lnx.pueblounido.it]
Queste sono parole di Giancarlo Caselli ad una assemblea con i studenti :Le Brigate Rosse avevano vinto. In questo momento, ancora una volta, vennero fuori gli antidoti e cominciò una straordinaria stagione di assemblee, come quella che stiamo facendo noi stamattina. Assemblee nelle fabbriche, nelle scuole, nelle sedi di partito, nelle sedi del sindacato, nelle parrocchie, per discutere della realtà del terrorismo, per far toccare con mano a tutti che il terrorismo non è un problema solo per le vittime potenziali, per quelli che rischiavano di essere uccisi o “gambizzati”, ma è un problema per tutti. Terrorismo significava imbarbarimento dei costumi, involuzione reazionaria delle regole, restringimento degli spazi di libertà.
Gossiga in un’intervista disse: MORO… In mille sapevano dov’era «No. Era una mossa per salvarlo. Infatti da quel momento crebbero la commozione e la paura per la sua sorte. Le Br lo uccisero senza accorgersi che avevano vinto. Alla direzione in cui Fanfani avrebbe chiesto di riunire il consiglio nazionale per aprire la trattativa, io andai con la lettera di dimissioni: il ministro dell’intransigenza non poteva essere il ministro della trattativa. Già da giorni la Dc aveva cominciato a cedere».
Moretti che era il capo delle Brigate Rosse, una volta che fu arrestato, smaltellò con le sue dichiarazioni l’organizzazione e per ” premio ” gli fu concesso la riduzione di pena, I rapporti di forza in quell’epoca erano favorevoli alle Brigate Rosse Anche perchè l’organizzazione com’era cèerano ancora tanti militanti non pentiti.
LA DOMANDA DI CIVILTA’ CATTOLICA
Perché Mario Moretti, “esecutore materiale” dell’uccisione di Aldo Moro, gode del regime di libertà vigilata “dopo appena 13 anni di carcere” e “soprattutto senza aver mai rivelato nulla circa la sua attività sovversiva passata, nonostante i misteri che ancora la circondano”?. Se lo chiede la Civiltà cattolica nell’editoriale del prossimo numero, dedicato ai 30 anni dell’assassinio di Aldo Moro, “un maestro di democrazia e un politico di alto profilo”. Moretti, “per sua stessa ammissione” assassino di Moro, nonché colui che condusse l’interrogatorio, condannato a sei ergastoli, “dal 1994 - rimarca la rivista romana dei gesuiti le cui bozze vengono riviste dalla segreteria di Stato vaticana - é in libertà condizionata”. “Non abbiamo dubbi - afferma l’editoriale - sulla correttezza legale delle decisioni prese dalla magistratura, forse troppo formali, ma meno sensibili ai diritti dei familiari delle vittime a conoscere la verità o almeno la sua parte sostanziale, e comprendiamo l’atteggiamento di Moretti, che non ha mai detto una parola significativa sullo svolgimento del caso Moro”. “Non riusciamo però a capire - argomenta il quindicinale dei gesuiti - come in un Paese democratico il responsabile del più pericoloso attacco allo Stato avvenuto nella sua storia, per di più condannato a sei ergastoli, possa ottenere la libertà vigilata dopo appena 13 anni di carcere, soprattutto senza aver mai rivelato nulla circa la sua attività sovversiva passata, nonostante i misteri che la circondano”.
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Link permanente 1 punto 1 voto scritto da ciapan0 331 il 15 mag 08, 11:49:05
Queste sono parole di Giancarlo Caselli ad una assemblea con i studenti :Le Brigate Rosse avevano vinto. In questo momento, ancora una volta, vennero fuori gli antidoti e cominciò una straordinaria stagione di assemblee, come quella che stiamo facendo noi stamattina. Assemblee nelle fabbriche, nelle scuole, nelle sedi di partito, nelle sedi del sindacato, nelle parrocchie, per discutere della realtà del terrorismo, per far toccare con mano a tutti che il terrorismo non è un problema solo per le vittime potenziali, per quelli che rischiavano di essere uccisi o “gambizzati”, ma è un problema per tutti. Terrorismo significava imbarbarimento dei costumi, involuzione reazionaria delle regole, restringimento degli spazi di libertà.
Gossiga in un’intervista disse: MORO… In mille sapevano dov’era «No. Era una mossa per salvarlo. Infatti da quel momento crebbero la commozione e la paura per la sua sorte. Le Br lo uccisero senza accorgersi che avevano vinto. Alla direzione in cui Fanfani avrebbe chiesto di riunire il consiglio nazionale per aprire la trattativa, io andai con la lettera di dimissioni: il ministro dell’intransigenza non poteva essere il ministro della trattativa. Già da giorni la Dc aveva cominciato a cedere».
Moretti che era il capo delle Brigate Rosse, una volta che fu arrestato, smaltellò con le sue dichiarazioni l’organizzazione e per ” premio ” gli fu concesso la riduzione di pena, I rapporti di forza in quell’epoca erano favorevoli alle Brigate Rosse Anche perchè l’organizzazione com’era cèerano ancora tanti militanti non pentiti.
LA DOMANDA DI CIVILTA’ CATTOLICA
Perché Mario Moretti, “esecutore materiale” dell’uccisione di Aldo Moro, gode del regime di libertà vigilata “dopo appena 13 anni di carcere” e “soprattutto senza aver mai rivelato nulla circa la sua attività sovversiva passata, nonostante i misteri che ancora la circondano”?. Se lo chiede la Civiltà cattolica nell’editoriale del prossimo numero, dedicato ai 30 anni dell’assassinio di Aldo Moro, “un maestro di democrazia e un politico di alto profilo”. Moretti, “per sua stessa ammissione” assassino di Moro, nonché colui che condusse l’interrogatorio, condannato a sei ergastoli, “dal 1994 - rimarca la rivista romana dei gesuiti le cui bozze vengono riviste dalla segreteria di Stato vaticana - é in libertà condizionata”. “Non abbiamo dubbi - afferma l’editoriale - sulla correttezza legale delle decisioni prese dalla magistratura, forse troppo formali, ma meno sensibili ai diritti dei familiari delle vittime a conoscere la verità o almeno la sua parte sostanziale, e comprendiamo l’atteggiamento di Moretti, che non ha mai detto una parola significativa sullo svolgimento del caso Moro”. “Non riusciamo però a capire - argomenta il quindicinale dei gesuiti - come in un Paese democratico il responsabile del più pericoloso attacco allo Stato avvenuto nella sua storia, per di più condannato a sei ergastoli, possa ottenere la libertà vigilata dopo appena 13 anni di carcere, soprattutto senza aver mai rivelato nulla circa la sua attività sovversiva passata, nonostante i misteri che la circondano”.
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[lnx.pueblounido.it]
In un Paese dove anche di fronte alla più palese ingiustizia o al più evidente errore commesso dalla pubblica amministrazione il Cittadino è sempre costretto prima a pagare e poi, se sarà il caso, a chiedere la restituzione di quanto non era dovuto (magari facendo cause e ricorsi onerosi), Tutti i Comuni hanno inviato i bollettini ma devono avvisare i cittadini l’invito ad “attendere un chiarimento che dovrà arrivare dal Governo prima di pagare l’ICI”, fa notizia prima ancora di far piacere. Dato il giudizio positivo, riterremmo utile che gli Amministratori degli altri comuni dell’Italia facessero proprio l’appello. Il motivo è semplice da spiegare: se nelle casse comunali venissero versati impropriamente dei soldi, è evidente a tutti che tali soldi dovranno essere restituiti ai legittimi proprietari. Questo significherà costi per l’amministrazione e per i contribuenti. Dato che sulla questione “ICI”, si stanno aspettando le decisioni del Governo, promesse nei tempi brevi, il rimandare l’esazione è un semplice provvedimento di buon senso. Le promesse ora vanno mantenute…niente scuse
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Link permanente 0 punti 2 voti scritto da ciapan0 331 il 15 mag 08, 08:25:37
In un Paese dove anche di fronte alla più palese ingiustizia o al più evidente errore commesso dalla pubblica amministrazione il Cittadino è sempre costretto prima a pagare e poi, se sarà il caso, a chiedere la restituzione di quanto non era dovuto (magari facendo cause e ricorsi onerosi), Tutti i Comuni hanno inviato i bollettini ma devono avvisare i cittadini l’invito ad “attendere un chiarimento che dovrà arrivare dal Governo prima di pagare l’ICI”, fa notizia prima ancora di far piacere. Dato il giudizio positivo, riterremmo utile che gli Amministratori degli altri comuni dell’Italia facessero proprio l’appello. Il motivo è semplice da spiegare: se nelle casse comunali venissero versati impropriamente dei soldi, è evidente a tutti che tali soldi dovranno essere restituiti ai legittimi proprietari. Questo significherà costi per l’amministrazione e per i contribuenti. Dato che sulla questione “ICI”, si stanno aspettando le decisioni del Governo, promesse nei tempi brevi, il rimandare l’esazione è un semplice provvedimento di buon senso. Le promesse ora vanno mantenute…niente scuse
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Come abitante di Bergamo sono “orgoglioso” di essere la prima città lombarda e la seconda d’Italia per diminuzione del consumo di energia elettrica per uso domestico. Lo rivelano i dati dell’Istat, Osservatorio ambientale sulle città, elaborati dalla Western Co. A Bergamo la diminuzione media per abitante è stata di -209,9 Kwh nel 2006 rispetto al 2005. La «prima classificata» è Bolzano un decremento record pari a 288,3 kwh. Dopo Bergamo si trovano altre città del Nord come: Biella -207,6, Bologna -192,6, Genova -186,9, Cuneo -178,1, Lecco -174,8. Scendendo più giù altre città lombarde come Lodi -152,8, Varese -149,6, Como -140,1. Milano (-38,5) e Roma (-37,1) figurano in coda alla classifica insieme a Siracusa -33,5, Nuoro -30,5 e Matera. Un piccolo gruppo di province italiane ha registrato un incremento del consumo: fra queste ci sono le lombarde Brescia +11,5 e Cremona +11,9, Carbonia +16,5, Gorizia +28,7, Vercelli +32,4 e Torino +41,7.Fra le motivazioni della diminuzione dei consumi lo studio indica non solo il caro-energia, ma anche una sempre maggiore coscienza ambientale. Nel 2006 il calo medio nazionale è stato di 76 kwh per abitante
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Le ultime 5 notizie di ciapan0
Fin dal suo arrivo in Italia la Staller si occupò di politica, intervenendo sui temi d’attualità nelle interviste e negli spazi radiofonici a lei concessi. Nel 1979 venne candidata nella “Lista del Sole“, senza tuttavia conseguire un grosso successo personale. Nel 1985 passa al Partito Radicale, lottando contro l’energia nucleare e per i diritti umani: viene eletta deputato nella X legislatura del Parlamento italiano nel 1987, con 20.000 preferenze, risultando seconda, nelle liste del Partito Radicale, solo a Marco Pannella
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