herrdoktor
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Gli ultimi 5 commenti di herrdoktor

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ma poi voglio dire: guardiamo un po' l'intero '900: quando mai non c'è stato il posto fisso. Forse prima di oggi chi faceva l'agricoltore ha fatto poi l'artigiano e infine l'assicuratore? ci sono stati medici che hanno finito a fare gli operai? Ma di che stiamo parlando? L'elogio del cambiamento è ancora più sinistro dell'abolizione dell'art.18. Questo rischia di essere un cambiamento di epoca: tutte le generazioni italiane, almeno dal dopoguerra, hanno avuto la possibilità - di fatto, quando non di diritto - di avere un posto fisso, programmarsi la vita, comprare casa e mandare i figli a scuola (e magari all'università;): tutto questo deve essere cancellato? Per sostituirlo con cosa?
Link permanente  2 punti 2 voti scritto da herrdoktor 18732 il 04 feb 12, 14:59:15
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facile dire "che noia il posto fisso" quando sei senatore a vita. Proprio vero che sono tutti bulìci con il culo degli altri ....
Link permanente  4 punti 4 voti scritto da herrdoktor 18732 il 01 feb 12, 22:06:56
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il più caro d'Europa? ma dove? Vada a fare un giro su Eurostat invece di fare demagogia ..... Il punto non è la burocrazia, ma il fatto che a furia di abbassare gli stipendi non ci sono più i soldi per comprare i beni che le imprese producono
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da herrdoktor 18732 il 24 gen 12, 22:13:57
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ma si informi Lei, mi consenta! ;-) La reintegrazione nel posto di lavoro esiste per lo meno in Austria e Danimarca (due paesi con rating A ...) e persino in Inghilterra può essere ordinata dal giudice quando il licenziamento è discriminatorio. Poi anche fosse valida solo in Italia, sarebbe un problema secondo Lei? Le imprese non sono istituti di beneficenza, ma le leggi le debbono rispettare o no? L'articolo 18 regola la sanzione e si limita a dire che se fai qualcosa di illegittimo lo devi rimediare, come se uno entra in casa di altri se ne deve andare. Ne ho piene le .... di queste lamentazioni delle 'povere' imprese: se i beni italiani sono poco innovativi e non vendono (nonostante un costo del lavoro inferiore del 30% a quello della media UE) non hanno proprio nessuna colpa???
Link permanente  9 punti 9 voti scritto da herrdoktor 18732 il 22 gen 12, 19:04:16
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porre la questione proponendo l'abolizione dell'art.18 significa porre la questione in termini ipocriti, oltre che, profondamente sbagliati. L'art.18 non dice che non si può licenziare: dice che se il licenziamento è illegittimo (perchè ingiustificato o magari discriminatorio o quello che vuoi tu) l'imprenditore è tenuto a riparare il male fatto (male, quanto meno, come violazione alla discipline vigente sui licenziamenti). La reintegrazione nel posto di lavoro non è niente più e niente di meno di un 'risarcimento in forma specifica', previsto come principio generale dal codice civile (firmato da Mussolini e non dai sindacati o dal piddì;). Quando lo statuto dei lavoratori è stato scritto molti pretori del lavoro già ordinavano la reintegrazione, sulla base di questo principio generale. Del resto è un principio giusto: se occupi abusivamente una casa ti sfrattano (mica si limitano a chiederti un risarcimento), se truccano un concorso pubblico e ti escludono, con la pronuncia che lo riconosce ti riammettono ... La norma ha solo - da un lato - riconosciuto il principio generale, ma dall'altro ha escluso le piccole imprese. Non vedo perchè se uno è licenziato ingiustamente non dovrebbe essere reintegrato: non lo capisco proprio. Si dice così perchè abolendo l'art.18 si favorirebbero le assunzione, ma le imprese non assumono nemmeno i precari .... (poi lasciamo stare che in Italia non si può licenziare .... siamo pieni di lavoratori in mobilità, cioè prossimi a rimanere a casa e diciamo che è impossibile licenziare??? Ipocriti). In campo immobiliare, alcuni decenni fa, sospesero gli sfratti per favorire gli inquilini, ma oltre a favorire alcuni che se ne approfittavano bassamente, questa sospensione del diritto di vedere applicata la giustizia non portò a molto .... Altro è dire se la disciplina dei licenziamenti è giusta, specie quelli dovuti a necessità di ristrutturazione aziendale. Oggi in Italia i licenziamenti sono possibili, anche in massa, ma sono difficili. Vediamo queste regole, semplifichiamole dove serve (e dove ha senso) e facciamole applicare (tutte) Dire "beh, le regole ci sono, ma se licenzi qualcuno 'per sbaglio' fa niente..." non ha alcun senso, se non quello - more solito - di dividere l'Italia su questioni di principio e non risolvere nulla (come sempre)
Link permanente  5 punti 7 voti scritto da herrdoktor 18732 il 22 gen 12, 18:52:08


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