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Frate Indovino, testimone a carico.

di osipensaosicrede 32554 il 28 set 10, 00:12:42
L’ultimo sproloquio del defunto frate Indovino, quello che Mariangelo Budelli ci lasciò nel suo ultimo Calendario del 2003 – quell’anno fu il periodico più diffuso nel mondo – il testamento spirituale del più bieco senso comune. Così lo aprì con un incipit accogliente ed ecumenico: «Ho incontrato l’ateo ricco e l’ateo povero: ho voluto dialogare con entrambi, ma essi non sono riusciti a connettere un discorso logico: puzzavano di vino e di droga.» E lo chiuse proprio con il suo prototipo dell’Intelligent Design:

«Se attribuiamo al Caso questo immenso panorama di viventi, perché il Caso non mi ha costruito una zappetta, un’ascia, un martello, un piccolo aereo…? Signori scienziati, con quale serietà e convinzione potete sostenere ipotesi, che contrastano con il più elementare principio della “casualità” e della razionalità?»

Visto quindi che il caso non esiste, non resta che la volontà divina e quindi il defunto Frate Indovino altro non è che un ulteriore testimone a carico della responsabilità di Dio per i milioni di vittime senza colpe, dovute alle “provvidenziali” leggi che governano questo mondo.

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