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Il dott. Enzo Iannelli e il dott. Luigi Apicella dal punto di vista morale, sono due persone completamente all’opposto!
Cominciamo dal dott. Enzo Iannelli. Questo Magistrato, una volta entrato in possesso, grazie all’avocazione disposta dal suo predecessore, dei delicati processi istruiti dal dott. De Magistris (Poseidon e Why Not) sapete che cosa ha fatto? Li ha spezzettati assegnandoli una parte a questo una parte a quel Sostituto Procuratore Generale, una parte a lui. E sapete perché li ha spezzettati?
Perché li vuole insabbiare. E gli insabbiamenti – ovviamente - non si fanno gratis. Gli insabbiamenti costano. Quei due processi, in termini di “gestione”, per i personaggi che toccano, valgono almeno 600 milioni di euro (300 milioni di euro a processo ma forse anche qualcosa di più;).
Naturalmente non è che tutta questa somma può essere incassata dal solo dott. Iannelli. Sarebbe scandaloso e non glielo farebbero fare. Ed è per questo - e non per altro - che il dott. Iannelli i processi li stava spezzettando, perché, così facendo, quelli della Procura Generale avrebbero potuto – se avessero voluto - mangiare tutti.
Richiesto dal Procuratore della Repubblica di Salerno di fornirgli copia degli incartamenti processuali per valutare la fondatezza di alcune querele proposte contro i magistrati calabresi dal dott. Luigi De Magistris, si è rifiutato (e non una ma più volte!) di consegnarle. E sapete perché? Perché, se le avesse date, questo gioco dello spezzettamento sarebbe stato scoperto.
E quindi ha costretto la Procura della Repubblica di Salerno a disporre il sequestro. Una volta disposto il sequestro nemmeno allora le ha volute dare! Assumendo che gli spezzoni dei processi si trovavano nelle case dei Magistrati. Una volte disposta la perquisizione nelle case dei Magistrati nemmeno allora le hanno volute dare! Per cui i carabinieri di Salerno sono stati costretti a perquisire anche gli zaini dei bambini alla ricerca – evidentemente – di queste benedette carte processuali.
I giornali di regime, tra cui il tuo "Repubblica" hanno dato molto risalato al fatto che uno dei Magistrati di Catanzaro ha dichiarato di essere stato perquisito e denudato. E chi lo dice questo? Lo dice lui! E quale credibilità può avere uno di questi Magistrati di Catanzaro? Nessuna.
Non solo! Ma poi una volta disposto legittimamente il sequestro da parte della Procura di Salerno, il dott. Iannelli ha disposto il controsequestro delle carte. Non lo poteva fare! Perché lui è il Procuratore generale presso la Corte di Appello mentre una mossa del genere, seppure illegittima, poteva tutt’al più essere pensata dalla Procura presso il Tribunale di Catanzaro e non dal suo Ufficio!
Ora un Magistrato del genere il Consiglio Superiore della Magistratura vorrebbe solamente trasferirlo. Ma un Magistrato così deve essere radiato dalla Magistratura, non trasferito!
Dove lo metti uno così? Se lo togli da Catanzaro certamente andrà a far danni da un’altra parte!
L’unico posto in cui può andare, al massimo, sarebbe il Massimario della Cassazione, dove – magari - potrà spezzettare le massime dalle motivazioni dalle sentenze, posto che – ormai lo si è capito – lo spezzettamento delle carte processuali è la sua specialità.
Diverso è il discorso per il dott. Luigi Apicella. Qual è l’addebito che si può fare a questo eccellente Magistrato? Nessuno, posto che se un indagato nasconde il corpo del reato è giusto perquisirlo per venirne a capo.
Ma quell’indagato era un Magistrato. E allora? Vogliamo equiparare il Magistrato alla vacca sacra della religione Indu? Quale norma del codice ci impone questa equiparazione?
Ma il Consiglio Superiore della Magistratura non se la vuole far sfuggire questa occasione di far fuori un altro Magistrato onesto dopo Forleo e De Magistris!
Invece una soluzione ottimale del caso sarebbe quella di riconoscere i meriti del dott. Luigi Apicella, encomiarlo e confermarlo alla guida della Procura della Repubblica di Salerno, cosa che il Ministro Alfano e il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazzione, titolari dell'azione disciplinare, posono ancora fare. Di poi occorre sollevare il caso di legittima suspicione presso il Tribunale di Catanzaro (ormai inevitabile dato questo precedente) e quindi disporre, trramite la Cassazione, il trasferimento del processo “Toghe Lucane”, che è già a giudizio, dinanzi il Tribunale di Salerno, con la pubblica accusa affidata al dott. Apicella.
Solo così i cittadini, i quali hanno ben compreso quali recondite motivazioni si nascondano dietro la rimozione del dott. De Magistris, si sentiranno garantiti della serietà dell’accusa e potranno quindi nuovamente riacquistare fiducia nella Giustizia.
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Dato il bassissimo livello dell'argomentazione di D'Avanzo, direi che è d'Avanzo che si scredita....
Povero De Magistris, neanche il Pool di Milano ha mai dovuto affrontare tanti e tali veleni da destra e da sinistra....
Cominciamo dal dott. Enzo Iannelli. Questo Magistrato, una volta entrato in possesso, grazie all’avocazione disposta dal suo predecessore, dei delicati processi istruiti dal dott. De Magistris (Poseidon e Why Not) sapete che cosa ha fatto? Li ha spezzettati assegnandoli una parte a questo una parte a quel Sostituto Procuratore Generale, una parte a lui. E sapete perché li ha spezzettati?
Perché li vuole insabbiare. E gli insabbiamenti – ovviamente - non si fanno gratis. Gli insabbiamenti costano. Quei due processi, in termini di “gestione”, per i personaggi che toccano, valgono almeno 600 milioni di euro (300 milioni di euro a processo ma forse anche qualcosa di più;).
Naturalmente non è che tutta questa somma può essere incassata dal solo dott. Iannelli. Sarebbe scandaloso e non glielo farebbero fare. Ed è per questo - e non per altro - che il dott. Iannelli i processi li stava spezzettando, perché, così facendo, quelli della Procura Generale avrebbero potuto – se avessero voluto - mangiare tutti.
Richiesto dal Procuratore della Repubblica di Salerno di fornirgli copia degli incartamenti processuali per valutare la fondatezza di alcune querele proposte contro i magistrati calabresi dal dott. Luigi De Magistris, si è rifiutato (e non una ma più volte!) di consegnarle. E sapete perché? Perché, se le avesse date, questo gioco dello spezzettamento sarebbe stato scoperto.
E quindi ha costretto la Procura della Repubblica di Salerno a disporre il sequestro. Una volta disposto il sequestro nemmeno allora le ha volute dare! Assumendo che gli spezzoni dei processi si trovavano nelle case dei Magistrati. Una volte disposta la perquisizione nelle case dei Magistrati nemmeno allora le hanno volute dare! Per cui i carabinieri di Salerno sono stati costretti a perquisire anche gli zaini dei bambini alla ricerca – evidentemente – di queste benedette carte processuali.
I giornali di regime, tra cui il tuo "Repubblica" hanno dato molto risalato al fatto che uno dei Magistrati di Catanzaro ha dichiarato di essere stato perquisito e denudato. E chi lo dice questo? Lo dice lui! E quale credibilità può avere uno di questi Magistrati di Catanzaro? Nessuna.
Non solo! Ma poi una volta disposto legittimamente il sequestro da parte della Procura di Salerno, il dott. Iannelli ha disposto il controsequestro delle carte. Non lo poteva fare! Perché lui è il Procuratore generale presso la Corte di Appello mentre una mossa del genere, seppure illegittima, poteva tutt’al più essere pensata dalla Procura presso il Tribunale di Catanzaro e non dal suo Ufficio!
Ora un Magistrato del genere il Consiglio Superiore della Magistratura vorrebbe solamente trasferirlo. Ma un Magistrato così deve essere radiato dalla Magistratura, non trasferito!
Dove lo metti uno così? Se lo togli da Catanzaro certamente andrà a far danni da un’altra parte!
L’unico posto in cui può andare, al massimo, sarebbe il Massimario della Cassazione, dove – magari - potrà spezzettare le massime dalle motivazioni dalle sentenze, posto che – ormai lo si è capito – lo spezzettamento delle carte processuali è la sua specialità.
Diverso è il discorso per il dott. Luigi Apicella. Qual è l’addebito che si può fare a questo eccellente Magistrato? Nessuno, posto che se un indagato nasconde il corpo del reato è giusto perquisirlo per venirne a capo.
Ma quell’indagato era un Magistrato. E allora? Vogliamo equiparare il Magistrato alla vacca sacra della religione Indu? Quale norma del codice ci impone questa equiparazione?
Ma il Consiglio Superiore della Magistratura non se la vuole far sfuggire questa occasione di far fuori un altro Magistrato onesto dopo Forleo e De Magistris!
Invece una soluzione ottimale del caso sarebbe quella di riconoscere i meriti del dott. Luigi Apicella, encomiarlo e confermarlo alla guida della Procura della Repubblica di Salerno, cosa che il Ministro Alfano e il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazzione, titolari dell'azione disciplinare, posono ancora fare. Di poi occorre sollevare il caso di legittima suspicione presso il Tribunale di Catanzaro (ormai inevitabile dato questo precedente) e quindi disporre, trramite la Cassazione, il trasferimento del processo “Toghe Lucane”, che è già a giudizio, dinanzi il Tribunale di Salerno, con la pubblica accusa affidata al dott. Apicella.
Solo così i cittadini, i quali hanno ben compreso quali recondite motivazioni si nascondano dietro la rimozione del dott. De Magistris, si sentiranno garantiti della serietà dell’accusa e potranno quindi nuovamente riacquistare fiducia nella Giustizia.
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