27 Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia
turbato il vostro cuore e non abbia timore. 28 Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a
voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di
me. 29 Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate. 30
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli non ha nessun
potere su di me, 31 ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che
il Padre mi ha comandato».
Gesù, dopo aver parlato dello Spirito Santo, dona ai suoi discepoli la sua pace. Essa sintetizza la pienezza dei
beni messianici e si differenzia da quella del mondo che si esaurisce nella gioia effimera del piacere e del
successo (Gv 16,20). Inondato dalla pace di Cristo, il cuore dei credenti non deve turbarsi o spaventarsi per
la prossima partenza del Maestro, perché egli ritornerà da loro (vv. 27-28).
I discepoli non devono rattristarsi, ma rallegrarsi perché Gesù va dal Padre che è più grande di lui. In realtà il
Padre è più grande di tutti (Gv 10,29), anche del Figlio suo, perché è la fonte dell’essere, della vita e
dell’agire del Figlio e di tutte le creature (Gv 5,19ss). Egli è l’ideatore delle storia e della salvezza.
Gesù informa in anticipo i suoi amici della sua partenza per favorire la loro fede quando questo avverrà (v.
29). Gli avvenimenti finali della vita terrena di Gesù stanno concludendosi: il Rivelatore è alle ultime battute
della sua missione. Il principe di questo mondo ha già scatenato la sua ultima offensiva (v. 30). Egli può
dominare gli uomini e servirsene come satelliti, ma non ha alcun potere su Cristo. Con l’esaltazione del
Cristo, il demonio è stato sconfitto e detronizzato (Gv 12,31), è stato giudicato e condannato (Gv 16,11).
Gesù però deve dimostrare il suo amore per il Padre, eseguendo il suo piano di salvezza che esige il suo
sacrificio, perciò deve accettare la sconfitta della croce che è la vittoria effimera del principe di questo
mondo.
Facendo la volontà del Padre, sottomettendosi spontaneamente alla sua passione dolorosa, Gesù mostra
all’umanità fino a quale punto egli ama il Padre (v. 31). Questo sembra l’unico passo del vangelo di
Giovanni nel quale si parla dell’amore di Gesù per il Padre.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non ve la do come la dà il mondo. Non si turbi il vostro cuore e non abbiate paura.
Come vivere questa Parola?
Gesù sta concludendo il primo colloquio coi suoi, dentro il grande discorso di addio. Eredità che Egli vuole lasciarci, dono precipuo del suo amore è la sua pace. In senso biblico che cos'è la pace? Non un semplice augurio ma il complesso dei beni messianici: pienezza di vita, profonda letizia e quella capacità a stabilire rapporti non malati di egoismo, che viene dalla comunione con la volontà di Dio e col fatto della sua presenza tra noi. Invece la pace che dà il mondo è un benessere passeggero e limitato alla sfera dell'ego.
Sì, la pace è un dono di Gesù che ci è ottenuta come frutto dello Spirito (cfr. Gal.5,22), è sostanzialmente grazia di Dio che invade il cuore. Se esso si spalanca a riceverla, ci mette in sintonia con Dio e crea volontà di benevolenza e solidarietà con gli altri.
La pace di Cristo non coincide con quella che gli uomini dicono di cercare: è un dono che entra nel profondo del cuore. La pace di Gesù non è una conquista sanguinosa, ma un dono di Dio, che viene attraverso Gesù. Chi lo riceve è liberato dall’ansietà e turbamento del cuore. Le tribolazioni ci saranno sempre, ma con la Sua presenza, la Sua grazia, esse diventano mezzo di salvezza, luogo di incontro e di cammino nel regno di Dio. Come lo sono state per San Paolo. Egli, predicando il vangelo, ha subito ogni tipo di persecuzione. Ma la stessa tribolazione è mezzo di fede, per portare il Vangelo dove Cristo non è accettato. Questa fede ha reso Gesù vivo in mezzo ai discepoli. Anche oggi solo la fede ci fa entrare nel mistero del risorto. Entrarvi è possibile se amiamo e facciamo la volontà del Padre nella missione ricevuta.
Vi dò la mia Pace. (gv 14,27-31)
Come vivere questa Parola? Gesù sta concludendo il primo colloquio coi suoi, dentro il grande discorso di addio. Eredità che Egli vuole lasciarci, dono precipuo del suo amore è la sua pace. In senso biblico che cos'è la pace? Non un semplice augurio ma il complesso dei beni messianici: pienezza di vita, profonda letizia e quella capacità a stabilire rapporti non malati di egoismo, che viene dalla comunione con la volontà di Dio e col fatto della sua presenza tra noi. Invece la pace che dà il mondo è un benessere passeggero e limitato alla sfera dell'ego. Sì, la pace è un dono di Gesù che ci è ottenuta come frutto dello Spirito (cfr. Gal.5,22), è sostanzialmente grazia di Dio che invade il cuore. Se esso si spalanca a riceverla, ci mette in sintonia con Dio e crea volontà di benevolenza e solidarietà con gli altri.
"La via della pace è la via della verità. La sincerità sta a monte di un atteggiamento pacifico. La menzogna è madre della violenza"
Gandhi
Buona giornata.