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Ichino o m’inchino – Il deputato del pd si sbaglia perché per difendere i giovani non è necessario annientare i più anziani. L’art. 18 non si tocca!!

di virtualdog67 44152 il 19 dic 11, 17:46:58
Il governo Monti presto costringerà il Pd a scegliere da che parte stare. Con chi vuole difendere le tutele esistenti – a cominciare dall’articolo 18 – o con chi le vuole ripensare per garantire più diritti a chi oggi è fuori dal sistema, come i giovani precari e le partite Iva. “Non credo alla licenziabilità che produce lavoro”, ha detto ieri l’ex ministro del Welfare Cesare Damiano al Fatto. Gli risponde Pietro Ichino, senatore Pd, giuslavorista. Le sue posizioni sono state finora minoritarie nel Pd, ma ora sembrano coincidere con la linea del governo. [www.ilfattoquotidiano.it]

Modificare l’artico 18 dello Statuto dei lavoratori sarebbe un gravissimo errore che il PD rischierebbe di pagare ad altissimo prezzo. Liberalizzare i licenziamenti non è la giusta soluzione per garantire un posto ai più giovani. Occorre ricercare nuove e più intelligenti vie d’uscita.
Profilo pummarulella
Un grandissimo deficiente. E' minoranza anche all'interno del PD. Continua a scemeggiare. Voleva cacciare Fassina che esprime la linea del PD. A parte questo dovrebbero cominciare a spiegare che c'entra la crisi con l'art 18 e come può la libertà di licenziare incidere sul disastro italiano. Si avrebbe un 'ulteriore contrazione dei consumi, perchè nessuno si indebiterebbe più per un mutuo o per una macchina sapendo di avere questa spada di damocle sulla testa. Ed io sono uno che sarebbe anche "possibilista", a patto che si cominci al contrario. Salario di disoccupazione, aumento degli stipendi almeno di un 20 %, formazione garantita a carico delle aziende, poi si discute di flessibilità in uscita. Ed i politici non si rendono conto che la libertà do licenziare come la vuole confindustria finirebbe per gravare sulle casse dello Stato perchè questi licenziati andrebbero nel limbo dell'assistenza sociale oltre a non produrre più reddito nè pagare tasse. A margine, bisognerebbe bastonare Bonanni ed Angeletti che hanno sapccato il sindacato, si sono appiattiti sulle politiche di sacconi aprendo dei varchi a questo tipo di discussione che non dovrebbe proprio esistere
Link permanente  3 punti 5 voti scritto da pummarulella 12161382 il 19 dic 11, 18:04:39


Profilo saveriox
Modificare oppure non modificare l'art.18, diventa conseguenziale, se si salva il principio, che il lavoro è una condizione unica, sacrosanta e necessaria per il nostro paese. Il difetto sta a monte, sta nella divisione delle parti, perchè stringendo lo stipendio e tassando il costo del lavoro si è ottenuto un corto circuito nell'economia del lavoro nel nostro paese. Le aziende per poter assumere, necessitano di richiesta di prodotto, la richiesta avviene se si consuma, il consumo avvine se si spende, si spende se si hanno i soldi per fare acquisti, di conseguenza se si continuano a tassare la base lavoro, concentrando le risorse della politica sulla sicurezza della tracciabilità, non si riesce a comprendere, come può avvenire la crescita del paese e cercare di eliminare il debito creato da una cattiva gestione politica che ha procurato disoccupazione e debiti nel paese. Lo sprego sta negli stipendi d'oro, nelle pensioni d'oro, ecco perchè non parlerei delle beby pensioni, ma di stipendi favolosi e non concepibili, di multiple e orate pensioni, di evasori e di speculatori, limitare lo stipendio al massimo 7.000 €uro e le pensioni a al massimo 4.000 €uro (unico stipendio e unica pensione, questo non significa porre limiti, in quanto, chi vuole ha facoltà di crearsi pensioni alternative con previdenza assicurativa o bancaria privatamente), questa sarebbe una soluzione per il paese, perchè non significa limitare ma riportare nella normalità il corto circuito scandaloso avvenuto negli ultimi trentanni, senza comprendere il perchè di tanta diversità. Chi ha potuto studiare lo ha fatto grazie a chi ha lavorato nel nostro paese, di conseguenza chi ha potuto studiare deve trovare le soluzioni inteligenti per poter continuare a far vivere tutti nel migliore e piu civile dei modi. I soldi aiutano ma non sono indispensabili per stare veramente bene, in un paese che sa distinguere il bene dalla presunzione di essere diversamente, ricco.
Link permanente  3 punti 3 voti scritto da saveriox 12123 il 19 dic 11, 18:36:33


Profilo saveriox
Non tutti, forse, lo sanno, un tempo lo Stato faceva le case per i lavoratori. Allora si lavorava e si guadagnava, tutti facevano la loro parte ed erano pochi iricchi imbroglioni, venivano subito smascherati, mentre oggi.......................... è lo Stato che ha forse fallito, oppure, gli uomini che lo hanno condotto questi ultimi 25 anni?
Link permanente  2 punti 2 voti scritto da saveriox 12123 il 19 dic 11, 19:19:29


Profilo sputnikmac
hanno creato il precariato. hanno allargato la forbice tra ricchi e poveri. hanno massacrato le pensioni "future" senza sparare un colpo, ci hanno tolto la sovranità popolare. ora vol+gliono marchiare quelli iscritti al sindacato. e che sindacato.

anche stavolta bersani si straccia le vesti.
Link permanente  4 punti 4 voti scritto da sputnikmac 734152 il 19 dic 11, 19:37:56




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