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L'Italia ha il 14% della forza lavoro impiegata nell'impiego pubblico. In Austria, in Germania e in Lussemburgo i paesi più virtuosi dell'UE la forza lavoro nel pubblico è dell' 11%. Abbiamo il 65% della forza lavoro impegnata nel terziario.
Andrebbero quindi ridotte qeuste due grandezze, l'impeigo pubblico e il terziario epr cercare di rinvigorie la base produttiva anche eventualemnte tornando a imprese a partecipazione statale o regionale.
Non lo dice nessuno.
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O spostiamo le scelte a dopo le medie o insegnamo nel modo dovuto la tecnologia.( insegnare significa far amare).
Lo statuto dei lavoratori , l'articolo 18 hanno fatto prevalere gli interessi dei lavoratori all'interesse del cittadino.
Se devi esportare e ti confronti con gli altri paesi, non puoi sopportare uno stato così costoso e così inefficente.
Io sono per la riduzione dello stato non per l'ampliamento.L'URSS è fallita.
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In Germania ove le regioni si chiamno land e le province circondari rurali c'è questa impostazione. La Germania impiega solo l'11% della popazione attiva nell'impiego pubblico e fornisce servizi ottimi.
Noi parliamo di abolizione delle provinc perchè vorremmo imitare l'esempio di Val d'Aosta e del Trentino Alto Adige. Ma lì il territorio della regione (Trentino e Alto Adige sono di fatto ormai due regioni separate) coincide con quello della provincia. E' evidente che dove non è così occorre un ente intermedio fra la regione e il comune.
Il problema è il numero degli enti che si riflette sulla pressione fiscale perchè Irpef e Iva vanno allo Stato, il bolo auto alle regioni, l'ICI e la Tarsu ai comuini. Meno sono gli enti locali, meno sono le tasse. La Germania ha un terzo della popolazione in più rispetto alla nostra e ha 16 regioni (che lì chiamano land) anzichè 21. E nessuna nazione al mondo ha ottomila comuni ciascuno con il proprio sindaco i propri assessori e tutti gli uffici.
I parametri per ridurre di numero gli enti locali (tutti) dovrebbero essere quello della poplazione e quello dell'estensione territoriale. In effetti la provincia di Sondrio che ha meno di 200.000 abitati ma più di 3.000 kmq andrebbe mantenuta.
Il criterio del confine è ridicolo e incostituzionale.
Le dieci province sarde pure.
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Le idee più o meno buone saltano fuori qua e la; le tue considerazioni le trovo competenti e nuove.
Io credo però che ci scordiamo i mali endemici dell'Italia: siamo stati uniti 150 anni fa,col centralismo francese e probabilmente era molto meglio il federalismo tedesco.
Abbiamo combattuto due guerre senza avere la preparazione economica e culturale necessaria.
Ci hanno liberato dai nazifascisti , ma i nostrani principali artefici volevano un'altra dittatura.
Grazie alla DC ,che io non ho mai votato (perchè dicevano che rappresentavano i padroni) siamo cresciuti come democrazia in un sistema di libero mercato.
Il sud è stato tenuto sotto controllo con l'assistenzialismo per paura di una affermazione comunista.
Gli eredi del PCI ,che non hanno mai ammesso esplicitamente tutti i errori gravi della loro storia,sono incapaci di accettare il verdetto delle urne e l'affermazione del capitalismo.
Abbiamo testate giornalistiche che non fanno che insultare e deligittimare il governo, e continuano a parlare di dittatura (chissà se questo era permesso nelle dittature vere?: ventennio, a Cuba o in Iran, o nella D.D.R.).
I dipendenti pubblici negli ultimi 10 anni hanno avuto aumenti non giustificati, ne dalle crisi, ne dai conti dello stato ne dall'inflazione, e il sindacato promette battaglia.
Ma la nostra sinistra massimalista, comunista ha accettato il sistema capitalista? A me sembra di no. Perchè il capitalismo ha le sue regole e ,i conti a posto, sono indispensabili per una società sostenibile.
Es: Verese o Bergamo - clientelismo come a Ceppaloni!!!!!!!
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