Una volta Benedetto XVI ha affermato (ma ricordo a memoria) che è impossibile un dialogo tra "religioni" ma è possibile il dialogo tra uomini che appartengono a religioni diverse!
Ora per il cristiano uno dei connotati che lo definiscono è la missionarietà che coincide con l'identità, non nel senso che ogni cristiano si mette ad andare in giro a predicare il vangelo, ma nel senso che per il fatto stesso che un cristiano vive da cristiano, testimonia, con la vita più che con le parole, ciò in cui crede. Basta questo per essere missionari.
Permettimi di fare un'ipotesi: metti che il cristiano in questione sono io: E'perchè ho questa precisa identità che sono quel che sono. E' la mia identità, unica (conosci qualcun altro uguale a me? anche come cristiano), che non mi impedisce di dialogare con te che non sei cristiano, anzi sembra che addirittura odi il cristianesimo (o meglio: odi l'idea tua di cristianesimo...ma di questo altrove)
Il dialogo è confronto tra persone sulla base della ragione che tutti hanno. (infatti vedi che quando sei tu, proprio tu, con le tue poesie, è facile dialogare?)
Non è contrapposizione ideologica e nemmeno litigio.
Il dialogo tra te e me non è su base religiosa, ma unicamente sull'uso della ragione.
Uso della ragione che tento di allargare secondo l'insegnamento di
QUESTO Papa. NOn certo di altri che mi pare invece usino la ragione e il proprio limitato modo di vedere il reale come misura della realtà.
E se il mio orticello diventa il metodo per valutare tutto è chiaro che non riuscirò a capire granchè di quello che è al di fuori del mio orticello.
In questi giorni ci interroghiamo tra amici sul perché accadano certe cose, convinti che, finchè non si arriva al perchè non si è contenti.
Personalmente mi sto chiedendo cosa manchi e cosa serva al dialogo tra te e me. Soltanto che la ricerca non può essere solo mia....
Beh.. comunque io sto cercando di fare la mia parte...
Una volta Benedetto XVI ha affermato (ma ricordo a memoria) che è impossibile un dialogo tra "religioni" ma è possibile il dialogo tra uomini che appartengono a religioni diverse!
Ora per il cristiano uno dei connotati che lo definiscono è la missionarietà che coincide con l'identità, non nel senso che ogni cristiano si mette ad andare in giro a predicare il vangelo, ma nel senso che per il fatto stesso che un cristiano vive da cristiano, testimonia, con la vita più che con le parole, ciò in cui crede. Basta questo per essere missionari.
Permettimi di fare un'ipotesi: metti che il cristiano in questione sono io: E'perchè ho questa precisa identità che sono quel che sono. E' la mia identità, unica (conosci qualcun altro uguale a me? anche come cristiano), che non mi impedisce di dialogare con te che non sei cristiano, anzi sembra che addirittura odi il cristianesimo (o meglio: odi l'idea tua di cristianesimo...ma di questo altrove)
Il dialogo è confronto tra persone sulla base della ragione che tutti hanno. (infatti vedi che quando sei tu, proprio tu, con le tue poesie, è facile dialogare?)
Non è contrapposizione ideologica e nemmeno litigio.
Uso della ragione che tento di allargare secondo l'insegnamento di QUESTO Papa. NOn certo di altri che mi pare invece usino la ragione e il proprio limitato modo di vedere il reale come misura della realtà.
E se il mio orticello diventa il metodo per valutare tutto è chiaro che non riuscirò a capire granchè di quello che è al di fuori del mio orticello.
In questi giorni ci interroghiamo tra amici sul perché accadano certe cose, convinti che, finchè non si arriva al perchè non si è contenti.
Personalmente mi sto chiedendo cosa manchi e cosa serva al dialogo tra te e me. Soltanto che la ricerca non può essere solo mia....
Beh.. comunque io sto cercando di fare la mia parte...
Per me il rigore morale è un pregio. Per te è un difetto?!
Basta un sì o un no. volevo rendermi conto se ho capito bene.