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Letto tutto il libro qualche anno fa. Si tratta di un circolo: le città più competitive attirano gay e creativi, che a loro volta aumentano la competitività economica e via dicendo...
Qualcosa si muove anche qui ovviamente. Il problema sta soprattutto nella mentalità: siamo ancora poco disposti a trasferirci per lavoro, e se lo facciamo pensiamo prima al posto di lavoro che alla città. Negli USA le persone scelgono prima dove vivere, e poi le aziende le seguono (quelle valide). ;-)