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solo gli allocchi e sono tanti anche a sinistra, dove storicamente dovrennero avere un tantino più di fiuto in materia, hanno creduto nelle " RIVOLUZIONI ARABE " con tutto cio non intendo dare patenti di democrazia e liberta ai governi che hanno governato o governano quei paesi. come mi fanno ridere quei paesi occidentali che pensano di vivere in democrazia perchè votano gli zerbini di chi con la più perfette delle dittature governa il globo. è ora di non essere schiavi dell'informazione pilotata dalle lobbie economico finanziarie che con le strutture collaterali delle multinazinali della produzione fanno il bello e cattivo tempo sul pianeta schiavizzando miliardi di esserei umani e destabilizando i già fragili equilibrii di quel che rimane della politica.
I nemici dei miei nemici non è detto che siano miei amici. La questione, adesso come una volta, non è quella di prendere le difese di questa o quella fazione, dei lealisti o degli insorti. La questione è sconfessare la guerra senza se e senza ma, l'uso delle armi, la violenza elevata a sistema all'ombra di una bandiera o di un accordo anche scritto. La violenza come elemento pregiudiziale che inficia la bontà di qualunque prodotto. L'avevano capito anche i grandi rivoluzionari, che della violenza hanno conservato il senso della colpa: "la rivoluzione non è un pranzo di gala,non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, che si può fare con tanta eleganza,con tanta serenità e delicatezza,con tanta grazia e cortesia: la rivoluzione è un atto di violenza" (Mao Zedong).