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> Bisogna comunque ricordare che l'equivalenza HIV=AIDS è estremamente semplicicistica (autorevoli ricercatori e premi Nobel l'hanno posta in discussione) sul piano scientifico ed è servita soprattutto a creare enormi quanto disonesti profitti per Big Pharma. Un'approfondita indagine di Report aveva, già diversi anni fa, mostrato quali fossero i reali interessi in gioco: [www.report.rai.it]
Dopo aver letto il libro ampiamente documentato di Duesberg (prima proposto per il Nobel e poi opportunamente isolato dalla comunità scientifica) ho sviluppato seri dubbi sull'equazione HIV=AIDS anche perché ho visto negli anni crollare rapidamente persone con i farmaci e al contrario cosiddetti "sieropositivi" che che da anni conducono una vita normale senza aver sviluppato alcuna patologia. Mangiano bene, seguono uno stile di vita sano, si aiutano con pratiche psicocorporee e/o rimedi fisiologici che sostengono il SI... Qualcuno non risulta neanche più sieropositivo.
Il link corretto alla vecchia trasmissione di Report è [www.report.rai.it]
Se oggi è tutto cambiato e i farmaci non t'ammazzano più come una volta prima del tempo, sono contento.
Peter Duesberg, il Nobel Kery Mullis e altri scienziati che non si sono venduti a Big Pharma, non mi risulta però che, a differenza di quanto sostiene questo vecchio post, siano stati ancora seriamente smentiti.
Mi spiace ma questa storia dell'AIDS ha dei lati oscuri, a partire dalla trionfale scoperta all'epoca del supposto unico agente causale (il famigerato HIV) per cui si accapigliarono 2 scienziati a colpi bassi, vista la succulenta posta economica in gioco e giù giù fino a tutte le porcherie (corruzione, falsificazione di dati ecc.) delle multinazionali farmaceutiche ben illustrate nell'inchiesta della Gabanelli. Per questo non mi sento così sicuro di sposare la tesi ufficiale. L'hanno fatta troppo sporca...
porto una piccolissima testimonianza (ho lavorato in ospedale nell'ematologia). Molti casi di HIV+ passano prima da ematologia e poi vengono spediti a malattie infettive e 3 casi mi hanno colpito tantissimo.
Le tre persone hanno scoperto di essere positivi all'HIV dopo molto tempo (addirittura uno dei tre, dall'anamnesi, l'avrebbe contratto una quindicina di anni prima)... I tre pazienti si presentavano con un quadro (abbastanza diverso, non racconto tutto) critico EMATOLOGICO. Nemmeno il mio prof riusciva a spiegare la "sopravvivenza" senza farmaco contro l'HIV dei suddetti pazienti, considerando che essi non avevano mai fatto alcuna terapia.
Oggi i farmaci non ammazzano perché "LI HANNO CAMBIATI" in quanto dare dei veri e propri chiemioterapici non portava da nessuna parte (INFORMATEVI SU QUELL'ARMA MICIDIALE DELL'AZT, un farmaco vergognoso, resuscitato per l'occasione negli anni '80, ha fatto più morti il farmaco che la malattia, oggi non si usa più ma si usano analoghi meno potenti)... Se prendete un libro di malattie infettive fino a 5-10 anni fa si dava come termine ultimo dell'AIDS massimo una 10ina d'anni (CI SONO I GRAFICI, cfr Moroni) e questo termine (a mio modesto parere) così fisso tra i malati era esclusivamente di origine iatrogena quindi un FALSO PROBLEMA; non ultimo il fatto che oggi la vita si è "allungata" di almeno altri 15 anni (per i pazienti di AIDS), davvero un miracolo pensando al fatto che farmaci specifici non ne hanno ancora inventati e pensando che le MALATTIE INFETTIVE (virus dipendenti) seguono altri tipi di epidemiologia (basti pensare alle semplici influenze stagionali).
Si potrebbe parlare all'infinto dei virus HIV1 e HIV2 ma finché non si accetterà di far crollare il modello scientifico in uso sarà molto difficile.
due domande aperte per gli infettivologi:
- perché SOLO HIV non rispetta i postulati di koch? - perché la correlazione HIV-AIDS viene fatta a posteriori, riclassificando numerose malattie in AIDS quando si trova il virus in questione anche in tempi successivi al quadro clinico? - come può un VIRUS dare una sindrome (e non patologia) con quadri clinici così diversi e tuttavia sovrapponibili nello studio statistico? - non è mai venuto in mente che almeno alcuni dei casi di AIDS conclamato possano essere sovrapponibili al più generico TUMORE (e per essere più precisi tumore del sangue, qualche sottotipo di Linfoma di tipo T?)
SONO solo domande aperte...
E' ovvio che ogni caso è a sé ed io credo nell'efficacia di alcuni farmaci... ma il problema è sempre quello: una malattia infettiva per dirsi tale deve rispettare alcuni parametri, l'AIDS non li rispetta tutti.
Questo lo dico proprio per i PAZIENTI perché il mondo scientifico si sta muovendo da circa 30 in modo azzardato.
Ti voglio citare solo un'altra cosa: il Nobel Kery Mullis ha scritto l'introduzione a Peter Duesberg (il famoso libro citato nel commento iniziale), questo signore, Mullis appunto, è stato colui il quale ha INVENTATO la PCR ovvero il metodo d'elezione (la PCR serve ormai a tutto) per diagnosticare un virus.
la PCR è la reazione a catena della polimerasi ed è stata forse una delle invenzioni più importanti degli ultimi 50, ha rivoluzionato il concetto di medicina, diventata così soprattutto molecolare.
Ora non capisco come mai un Nobel pone un'interessante quesito sull'HIV e la comunità scientifica lo mette da parte. E pensare che tutta la comunità scientifica per controbattere Mullis usa la PCR, davvero incredibile!
Io ti faccio i più sentiti in bocca al lupo, e spero tanto in una nuova "discussione" nel mondo scientifico rispetto alla faccenda HIV.
(quantomeno non esistono per l'HIV)