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Se davvero la leggenda apocrifa ha ragione, allora non si può neanche parlare di magia, ma di puro gesto propagandistico. Mago infatti è colui capace di modificare direttamente la realtà e differisce dal santo solo perché non sempre modifica la realtà in qualcosa di positivo. Gesù fu infatti "mago" per i suoi avversari, come per esempio Celso. Certo è che il successo del Cristo si fondò molto sui miracoli perché proprio questi sono gli eventi più di altri capaci di influenzare (immediatamente e profondamente) le coscienze del popolo illetterato, che poi all'epoca (e ahimè, anche oggi) rappresenta la stragrande maggioraza degli abitanti della Terra. Non per caso alla figura del Cristo venne contrapposta, da ambienti pagani, la figura di Apollonio di Tiana, anche lui presunto autore di prodigi e perciò bollato senz'altro come "mago" dai suoi detrattori. La questione però, in fondo si rivela sterile: anche se Gesù quei pesci li avesse comprati o pescati direttamente e il popolo fosse stato a conoscenza di ciò, l'evento sarebbe comunque passato alla storia come un "miracolo", perché il credo quia absurdum fa parte di ogni agiografia degna del nome. Santi e dei, in fondo, sono come i politici: è il popolo che li elegge e li fa diventare tali, a volte anche oltre le loro reali intenzioni, spesso con la complicità di chi, da tale santificazione, ci guadagna di proprio.
Colgo l'occasione per salutare Vipom, i cui post invitano sempre alla riflessione e alla discussione.
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