Con un apparato pubblico sano, dove i meritevoli avanzano e guadagnano e gli altri vengono spazzati via; anche i mitici truffatori napoletani dovrebbero desistere.
Ti è mai capitato di essere sottoposto a qualche visita in proposito?
Secondo Liviadotti davanti al tribunale di Napoli sostano i testimoni a pagamento , per risolvere gli incidenti "pilotati"; dei giudici "sani" impedirebbero questi sconci.
Non è vero che questo sistema è stato voluto da tutti, c'era chi lo denunciava anche tanti anni fa(anche dentro al mitico PCI).
Ma schierarsi contro i sindacati, contro i dirigenti pubblici, contro i dipendenti pubblici(bidelli, docenti, giudici) era impossibile; in uno stato nel quale la costituzione non prevede un governo che governi.
Rivoltarsi adesso non è troppo comodo e doveroso , se non vogliamo sprofondare nel baratro.
Andava bene a tutti, prima c'erano le raccomandazioni del parroco poi siamo passati a quelle dei compratori di tessere e adesso siamo qui a lamentarci di quello che tutti noi sapevamo e vedevamo senza mai alzare un dito per cambare l'andazzo.
Che ci piaccia o no le raccomandazioni ci saranno sempre; quando hai bisogno di un meccanico chiedi ad amici e conoscenti.
Se però quel meccanico risulta: poco onesto, incapace, caro, o semplicemente antipatico ; lo molli e finisce lì, e quel meccanico o cambia o chiude.
Per i super tutelati dipendenti pubblici, non funziona così; bisogna che anch'essi siano: responsabili , capaci, onesti e affabili; altrimenti che cambino mestiere anch'essi.
Celentano non ha sanato lo scandalo con la beneficenza :
1 - troppa pubblicità - si ricordi che la mano destra non deve sapere cosa fa la mano sinistra e viceversa;
2 - Tutto sommato il vero scandalo è la RAI - Celentano o chi per lui - con i propri soldi può farci quel che vuole senza renderne conto a nessuno la RAI ,invece,considerato che piange sempre miseria deve rendere conto di come spende i soldi dei contribuenti e giustificarne gli importi.Il fatto che un personaggio porti pubblicità deve essere ininfluente nella determinazione dei cachet perchè con questo criterio si appropria del guadagno che dovrebbe essere della RAI.
Poi, parliamoci chiaro : ammesso che parli e non lasci passare le ore in silenzio ma da quale pulpito parla il signor Celentano ? lui che del cemento ha fatto la sua fortezza ? predicare possiamo farlo tutti,praticare la predica viene un pò più difficile.
Un ultimo pensiero : se il cosidetto canone è una tassa sul possesso del televisore perchè la stessa viene attribuita alla RAI e non viene invece suddivisa tra tutte le reti nazionali ? Mi sembra un quesito interessante.
ma quei soldi erano soldi nostri ne piu ne meno...lo stato dovrebbe preoccuparsi con le tasse che paghiamo di aiutare gli indigenti....lo scnadalo e che la rai paghi un cachet cosi alto con soldi pubblici in contemporanea all aumento del canone
Da 20 anni paghiamo circa 4 miliardi di € all'anno , tanto costa la pubblicità che paghiamo per i prodotti pubblicizzati sulle reti Mediaset.
Tutti soldi pagati dai consumatori, Celentano farà incassare alla Rai più di quanto spende per i cachets con buona pace per tutti.
I falsi invalidi godono di corruzioni nel pubblico impiego.
Ti è mai capitato di essere sottoposto a qualche visita in proposito?
Secondo Liviadotti davanti al tribunale di Napoli sostano i testimoni a pagamento , per risolvere gli incidenti "pilotati"; dei giudici "sani" impedirebbero questi sconci.
L'Italia è un paese marcio nelle sue basi, dai Savoia ad oggi.
Ma schierarsi contro i sindacati, contro i dirigenti pubblici, contro i dipendenti pubblici(bidelli, docenti, giudici) era impossibile; in uno stato nel quale la costituzione non prevede un governo che governi.
Rivoltarsi adesso non è troppo comodo e doveroso , se non vogliamo sprofondare nel baratro.
Se però quel meccanico risulta: poco onesto, incapace, caro, o semplicemente antipatico ; lo molli e finisce lì, e quel meccanico o cambia o chiude.
Per i super tutelati dipendenti pubblici, non funziona così; bisogna che anch'essi siano: responsabili , capaci, onesti e affabili; altrimenti che cambino mestiere anch'essi.