Tutti pensano che il motivo scatenante dell'anoressia sia il controllo fisico per raggiungere una immagine prefissata.
Non è solo quello, a volte non lo è.
Esistono altre cause che fanno precipitare in poco tempo in un rifiuto totale del cibo senza che una ragazza lo voglia.
A volte è una tragedia, a volte un grave deperimento da malattia, a volte una causa esterna che sconvolge la vita.
Questi fatti si impadroniscono totalmente della razionalità al punto che una persona davanti ad un piatto, anche cucinato con amore, si domanda: ma perchè devo mangiare, chi sono io per pensare di stare bene quando...
I vostri commenti hanno suscitato tanto interesse tanto che lo staff medico di Villa dei Fiori ha deciso, di concerto con le ragazze, di affrontare questi argomenti in una seduta di gruppo. Posteremo i risultati.
Grazie a tutti!
I vostri commenti hanno suscitato molto interesse tanto che lo staff medico di Villa dei Fiori ha deciso, di concerto con le ragazze, di affrontare questi argomenti in una seduta di gruppo. Posteremo i risultati.
Grazie a tutti!
Ciao Hago, guardando il mondo di oggi, si quello che dici tu esiste e la chiamano crisi di identità, ma questa è una sfaccettatura del benessere, che porta allo stesso risultato.
A volte i genitori si fanno delle proiezioni sulla vita dei figli, che a loro pesano e se non sono in grado di poter realizzare le ambizioni dei genitori entrano in uno stato di colpa.
Non sono sintomi da sottovalutare.
Una volta la definizione di questa malattia non esisteva neppure ed i medici non sapevano come comportarsi.
Ora è diverso, queste ragazze sono in un luogo che a loro da molte attenzioni e stimoli, mi auguro che ne sappiano usufruire. ;)
Non è un argomento da audience come si dice.
Però io ho visto anche diversi dossier sull'argomento con indirizzi di case di cura e medici che lasciavano la disponibilità per essere contattati.
Un posto abbastanza conosciuto nel settore è in Svizzera dove si pratica solamente la cura di questa patologia.
Un altro che io ho sentito è a Vicenza dove è andata per sei mesi una ragazza che io conosco, però onestamente non ne ho saputo i risultati.
La famiglia deve vigilare, non mi vengano a dire non ci siamo accorti.
Una madre deve sapere come si alimenta la figlia, anche quando non è a casa, basta essere un pochino perspicaci e conoscere le amicizie.
Ciao Hagoromo,
ho letto con interesse il tuo post, e, da addetta ai lavori, provo a darti delle risposte.
In italia il fenomeno non è sottostimato, al momento, ma il grosso problema è che, per tutta una serie di fattori culturali e storici, i disturbi del comportamento alimentare sono diventati una realtà tangibile in Italia solo molto più tardi rispetto ai Paesi Anglosassoni. Per intenderci, la generazione di giovani degli anni Sessanta e Settanta non si è trovata a dover affrontare il problema DCA proprio perchè l'Italia veniva da una situazione post bellica distastrosa, e il benessere economico con conseguente abbondanza di cibo sulle nostre tavole, è diventato reale solo a partire dalla metà degli anni Sessanta. Inoltre, in Italia, sempre durante quegli anni, le famiglie erano molto più tradizionali, e il cibo era un modo per stare insieme, riunirsi a tavola, senza contare che avere qualche chilo in più era anche sinonimo di un benessere che si voleva ostentare.
Nei Paesi Anglosassoni, invece, i DCA intorno agli anni Sessanta, erano già una realtà.
La conseguenza di ciò è che in Italia i servizi dedicati a tale disturbo, e la ricerca, e la diagnostica, si è sviluppata con molto più ritardo, e con molto più ritardo intendo ora, negli anni Novanta e seguenti. Il risultato è che,ancora oggi, in molti centri, specialmente di provincia, chi soffre di un DCA non ha un reparto che si occupi solo di tale patologia, e i pazienti girovagano tra endocrinologi, nutrizionisti, ginecologi, gastroenterologi, psichiatri che, nella maggior parte dei casi, non comunicano tra loro.
Non è pertanto una questione di poca professionalità o competenza: è questione di essere in ritardo sulla costruzione di centri e reparti dedicati con equipes multidisciplinari apposite, e, ovviamente, anche di informazione: i DCA esistono e vanno riconosciuti anche da i non addetti ai lavori.
Perciò concordo con te: alcuni servizi giornalistici non andrebbero trasmessi di notte, ma andrebbero pubblicizzati e mandati in oda nelle scuole.
Tuttavia, devo ammettere, ultimamente la stampa e la televisione stanno dando segnali incoraggianti da questo punto di vista.
Spero di essere stata esauriente!
A presto
dott.ssa Angela De Marco reponsabile reparto Dca di Villa dei Fiori
Certamente il medico di base può e deve avere un ruolo sempre più importante perchè questo disturbo può essere combattuto e sconfitto molto più facilmente ai primi sintomi.
E' certamente vero quello che dici: infatti mentre il medico di base molto spesso, ad esempio per un problema cardiologico, manda il suo assistito dallo specialista, questo non succede per chi ha dei problemi che sono prettamente psicologici o psichiatrici, formulando terapie che potrebbero essere meglio impostate da specialisti del settore...
Ma davvero esistono ancora medici di base così impreparati ed imbecilli? il mio non lo è, a dire il vero, e si rende conto subito se un problema è di sua sola pertinenza o sono necessarie visite specialistiche. Ma, anche di fronte ad un medico che minimizza il problema, come fanno i genitori a sentirsi tranquilli, a non chiedere ulteriori accertamenti, di fronte ad una figlia sempre più magra e nervosa e inappetente?
Io ho parlato di cause molteplici.
Tu parli di odio del proprio corpo causa motivi di merci.
Forse non ti rendi conto che stai offendendo chi oggi sta male o chi lo sarà domani.
Ti auguro di non conoscere da vicino esperienze che sembrano senza sbocco.
non offendo nessuno affermando che la cusa principale di moltissime patologie di moda oggi derivano dall'aver interiorizzato in maniera quasi totale l'identità corpo = merce... mancano forse esempi esibiti a tutte le ore del giorno e della notte per poter assimilare ed introiettare simile concetto?... ciò comporta necessariamente il dispregio e l'odio verso il proprio corpo, visto non più nella pienezza della persona, ma solo in quanto "cosa", da comprare o da vendere... ora quest'odio nell'anoressia si esplica rifiutanto totalmente o parzialmente il cibo... la cura?... è ritornare alla persona
Che ci siano esempi di mercificazione è verissimo.
Non vuol dire che questo necessariamente porti alla anoressia.
Chi si mette così esposto ha già messo in conto giudizi negativi ed apprezzamenti anche volgari.
Ma io direi di stare sulle persone dalla vita normale, casa, lavoro, figli ed affetti, tutto nella semplicità.
Tu pensi che a queste persone non possa accadere?
Diciamo piuttosto che vi è magari una tendenza nel carattere, nella sensibilità della persona che magari non aiuta a superare momenti di crisi.
Per l'esperienza che ho io, per quanto ho conosciuto nel campo, posso dire che potrebbe accadere a persone ottimiste, che non prevedono di inciampare, od al massimo pensano di superare tutto facilmente.
Chi nasce già con preconcetti, alcune cose le ha già previste senza illusioni di sorta.
ma pensare il proprio corpo come merce non riguarda mica solo le prostitute... anzi, poiché è il mestiere più antico, hanno molta esperienza in ciò, quindi più rimedi o antivirus... nel trionfo di questa oscena compravendita che oggi investe l'intera persona umana in tutte le sue connotazioni è "il normale" il soggetto più debole e più a rischio... ma come si fa a non spregiare e bestemmiare su qualcosa che può essere alienato da noi stessi... il nostro corpo?... il dispregio dell'anoressico è il suo rifiutare l'alimentazione, per torturare il corpo divenuto ormai una "cosa"... perché allora alimentare una cosa?
Ho compreso ciò che vuoi dire ma il discorso è complesso, troppo.
Come ho detto a Bianca abbiamo una persona competente che è la dott/a responsabile della clinica.
Lasciamo dire a lei qualcosa, anche a beneficio di chi potrebbe oggi averne bisogno.
Da parte mia lascio un augurio sincero di recupero a tutte le ragazze, che possano ritornare leggere e felici.
Mi hai fatto venire in mente una domanda: esisteva l'anoressia in passato? so che è difficile rispondere, ma sarebbe interessante poter valutare se è una patologia causata da un certo tipo di vita e da un certo martellamento dei media, oppure se si svilupperebbe indipendentemente, a causa di una particolare predisposizione del soggetto.
A Rok ho contestato la sua frase sulla mercificazione, non il fatto che sia uomo.
Anzi, il fatto di non essere nelle sfera femminile a volte riesce a vedere con più distacco.
Però prima di dare giudizi perentori ricordiamoci che abbiamo su questo post la competenza di un esperto che è la signora responsabile della clinica.
Proviamo a rivolgere a lei le domande e stiamo sempre sul generale senza andare mai nello specifico perchè nessuno può entrare nella vita di altri.
Beh, forse ha ragione la dottoressa, così a lume di naso: è possibile che un eccesso di attività fisica possa causare dei problemi nelle persone predisposte, non siamo tutti uguali. Per quello che ne so, la labirintite è un disturbo assai noioso e lungo, anche se non grave; ti devi armare di pazienza, eh eh eh, si vede che stai già scalpitando. Ma se ti calmi e cerchi di prenderla con filosofia, vedrai che passerà prima: a volte queste malattie sono aggravate (se non addirittura causate) da un temperamento apprensivo e nervoso. Ma capisco che sia una bella palla. Cerca di non esaurirti, perchè poi si sovrappongono disturbi di origine nervosa che possono farti credere ad un aggravarsi della labirintite, anche quando questa sta magari regredendo. Ascolta le sagge parole del vecchio Lyc! auguri e bacioni, tienimi al corrente.
Lascia perdere lo spinning, stattene buona per un po', e vedrai che ancor prima di quanto pensi ritornerai in attività. Quando starai meglio, allora deciderai cosa fare: vedrai che succederà presto. ancora ciao.
Di seguito troverete le risposte delle ragazze di Villa dei Fiori (Aurora, Rugiada; Sole/Luna).
I vostri post hanno generato una vivace discussione all'interno del gruppo, e le ragazze hanno cercato di rispondere con la loro esperienza!
Grazie a tutti!
Sono rimasta molto colpita dai commenti di Rokkok, il quale sembra esibire verità assolute...in primo luogo concordo con Nonsolopane sul fatto che definire il nostro disturbo la conseguenza della mercificazione dell' immagine femminile sia quantomeno riduttivo. Parlando della mia esperienza personale, ti posso assicurare che quando mi guardo allo specchio vedo tutto meno che una gran bellezza, tutto meno che una modella, tutto meno che una ragazza della mia età. Vedo ossa, vedo scapole e costole e ginocchia appuntite, vedo pelle morta che mi cade addosso. Vedo vestiti che pendono e si spiegazzano e non mi stanno bene. Vedo ciocche di capelli che cadono e una fitta peluria su tutto il corpo. Quella di un ragnetto peloso non è esattamente l' idea di status symbol che i media hanno in mente. Per quanto riguarda vivere i DCA come "patologia di moda" penso tu ti stia sbagliando. E' vero che in Italia anoressia e bulimia si conoscono da poco e hanno avuto una grande visibilità ultimamente, ma questo è anche legato alla contingenza: nei Paesi del Terzo Mondo non ci sono le risorse materiali per permettere ad una ragazza di abbuffarsi e vomitare, mentre nell' opulenza dei Paesi sviluppati il cibo è ormai diventuto scontato. Stare male non è una moda, e noi non siamo ragazzine stupide che vogliono il fisico della Barbie. Siamo persone con un disagio reale, persone che hanno sfogato il loro malessere sulla fonte primaria della vita, mettendo in atto un lento suicidio, non certo una rincorsa verso la bellezza. Sono la prima ad essere consapevole di essere brutta con il corpo di una bambina, non sto inseguendo alcuna illusione vomitando il cibo. E' solo che per qualche motivo sento di non meritarmelo. Santa Caterina da Siena nelle sue lettere parlava del corpo come di un nemico contro cui lottare, da privare del nutrimento; addirittura Kant parlando del dualismo tra corpo e anima riportava quanto quest' ultima volesse mortificare il primo, rendendolo famelico e malefico. Non èquindi la moda che ci porta a stare male, nè il nostro stare male ci porta ad essere di moda. Concludo con un messaggio di speranza: questo corpo tanto odiato, a noi ragazze di Villa dei Fiori ogni tanto serve: quando ci abbracciamo. Siamo anoressiche e bulimiche, magre o grasse, ma quando ci stringiamo ci vogliamo solo bene. Spero che potremmo riflettere ancora insieme, scusa se mi sono infervorata. Ciao Rokkok!
Aurora
La mia malattia, di cui oggi ho piena coscienza, è stata scatenata da vari fattori: una tragedia, fattori esterni che mi hanno circondato per molto tempo, una malattia che dura da anni, ma anche da un muro enorme che c'è stato sempre tra me e mio padre, che pur essendo un uomo meraviglioso, non ha mai creato un vero legame con me.
Quando ero più giovane credevo di non avere bisogno di quel legame, oggi che sono mamma anche io vorrei tanto che ci fosse stato. In qualche modo la mia malattia è stato un tentativo di riprendermi ciò che non avevo avuto, perchè magari, se fossi scomparsa, le persone che amo mi avrebbero sicuramente incominciato a vedere.
Per rispondere a chi si chiede se si possa guarire io dico si; basta mettersi nelle mani di qualcuno che possa aiutarti ad entrare nella strada giusta.
Io oggi mi trovo in quella strada che mi porterà alla guarigione. Il mio corpo finora ha parlato al posto mio, ora voglio usare la mia voce e non mortificare il mio corpo per fare vedere, sentire e per dire, anche con rabbia, che IO ESISTO.
Volevo ringraziare tutti voi, ma in particolare Nonsolopane perchè ci sentiamo capite e incoraggiate dai suoi interventi. Anche noi vorremmo dire a lei:"Coraggio, e non mollare mai!"
SoleLuna
Salve, io mi chiamo Rugiada, e a chi ha parlato di DCA e rapporti familiari, io vorrei raccontare la mia storia.
A volte il DCA può nascere anche dalla mancanza di una vera famiglia, dall'assenza totale di amore, comprensione, coccole e sorrisi. Tutto questo stronca la tua crescita: non sai cosa vuol dire avere un'infanzia, non conosci l'adolescenza e la crescita e ti ritrovi a essere donna già in tenera età. Ogni giorno diventa una lotta per la sopravvivenza, alla ricerca , con una enorme speranza, di avere ciò che non hai mai avuto....è una lotta continua, ma non puoi lottare sola contro il mondo, e quando ti rendi conto di avere costruito solo castelli di carta, e che quello che non è stato non potrà più essere, ti fermi e, lentamente, giorno dopo giorno, decidi di scomparire...se non altro, qualcuno, forse se ne accorgerà. E se non se ne accorge nessuno, in fondo, non cambia nulla. Poi, piano piano, la malattia diventa tua amica, la tua forza!
Poi, un giorno, per caso, chiedi aiuto. E provi ad affidarti. E lì inizia il percorso più duro della tua vita, perchè. per la priam volta lotti contro te stessa ma per te stessa, impari a fare quello che gli altri non hanno saputo fare: impari ad amare te stessa. Vedi mille sorrisi e riesci a regalarli senza chiedere nulla in cambio, ti stupisci del fatto che nessuno ti chiede nulla in cambio per regalarti un sorriso, impari a fare i giusti passi e a gridare al mondo intero che esisti perchè sei viva dentro e perchè, hai il diritto di stare al mondo. Scopri che le persone che incontri sono compagne di strada e, anche se non le rivedrai più, le avrai sempre nel cuore per ciò che ti hanno regalato. Questo è l'amore che io non ho conosciuto. Grazie a tutti voi che partecipate al nostro/vostro blog...e ad hagaromo vorrei dire che ha ragione: l'assenza di alcune figure può davvero segnare il destino di una persona, e, a volte, farti decidere di smettere di mangiare.
Rugiada
Ciao a tutti,sono una ragazza che è stata dimessa da "Villa dei Fiori" soltanto poche ore fa...è entusiasmante che ci siano così tanti commenti GRAZIE A TUTTI! Anche a me ha colpito il post di Rokkok che sembra ricondurre i DCA alla mercificazione del corpo o meglio,all'interiorizzazione dei messaggi mediatici odierni,nei quali troneggia un corpo snello e tonico. Trovo che sia quantomeno semplicistico ridurre l'ossessione per il corpo, per il cibo ad un voler a tutti i costi emulare la Gisele Bunchen di turno.
Io soffro di DCA da ben 16 anni, e ho convissuto con l'anoressia, la bulimia con e senza vomito autoindotto. Partendo dal presupposto che CIASCUN CASO E' A SE',ti posso assicurare che a 13 anni non ho smesso di mangiare per assomigliare a Kate Moss. E' un mostro che pian piano si impossessa di te, che all'inizio credi di controllare,ma che alla fine controlla la tua esistenza, rendendoti schiava del calcolo delle calorie e dell'attività fisica smodata, o delle abbuffate incontrollate ed incontrollabili. Certo è che il "grasso" è abbastanza stigmatizzato nella nostra società ed i media danno una spaventosa risonanza all'equazione MAGRO=BELLO E SOCIALMENTE VINCENTE. Io talvolta vorrei diventare piccola piccola come Alice nel Paese delle meraviglie di Carrol...tanto è lo spazio fisico che sento di occupare...è un disagio profondo che si annida dentro ciascuna di noi...io sto cercando di "sbrogliare" le mie matasse...tre ricoveri,episodi di autolesionismo ed un duro lavoro su me stessa con uno specialista molto in gamba. So bene che la strada per me è ancora lunga, e ciascuna di noi farà il suo percorso, più o meno tortuoso, per giungere ad un "equilibrio" assolutamente soggettivo che però ci consenta di essere serene e stare bene fisicamente. CIASCUNA CON LA PROPRIA STORIA ED I PROPRI MOSTRI CON I QUALI LOTTARE OGNI GIORNO.
Ciao amiche mie vi voglio tanto bene e ci vediamo presto!
Penny Lane
Un saluto a queste ragazze che hanno scritto le loro storie. Sono storie così sofferte che commentandole sembra quasi di rovinare qualcosa... un abbraccio a tutte! :-)
Sono proprio i vostri commenti che hanno suscitato le loro riflessioni: anche uesto contribuisce in modo determinante alla loro crescita ed alla guarigione.
Molto spesso bisogna capire che non si è soli...
Grazie! ed invitiamo tutti gli interessati alla festa di Natale che Villa dei Fiori terrà domani dove verranno presentato il cortometraggio realizzato dagli osptiti della Casa di Cura nonchè ci sarà il concerto del cantautore Goran Kuzminac che eseguirà due brani realizzati con i pensieri e le riflessioni sempre degli ospiti durante il gruppo di Musicoterapia.
Grazie
Ringrazio tutte le ragazze che si sono espresse e faro una dichiarazione che per loro diventerà certezza.
Io all'inizio di questo post ho affermato che sono decenni che sto bene, infatti posso dire senza dubbio che come età potrei essere vostra madre.
Ormai sono almeno 25 anni che la mia vita scorre tra normalita e serenità con figli già grandi un marito che mi vuole bene ed anche con delle piccole soddisfazioni personali nel mio passato lavorativo.
Mi ritrovo almeno per 3/4 nell'esperienza di Luna e qualche cosa anche in quella di altre.
Io non ho avuto i mezzi che ora ci sono a disposizione, ma alcuni medici avevano capito e mi hanno aiutata.
Sopratutto mi sono aiutata, creandomi due punti fermi.
Il mezzo, ed il fine.
Il mezzo per uscirne, dato il mio carattere ed esperienze lavorative, è stato il lavoro, ma ho cercato qalcosa che mi impegnasse di più anche e sopratutto mentalmente.
Ho passato dei test per un'assunzione, per un post su trenta candidate.
Quando mi confermarono che ero stata prescelta mi ricordo che pensai ad un segno del destino.
Ho lavorato molto e con serietà, e la giusta considerazione che ricevevo, poco alla volta mi allontanava dai fantasmi del passato.
Il fine naturalmente erano i miei figli, che non ho mai trascurato.
Ogni minuto libero era per loro, e di loro mi sono interessata di tutto, amici, scuola e tutto il resto.
Naturalmente un grande aiuto l'ho avuto anche da mio marito.
Ancora oggi che ormai non lavoro più, e loro sono uomini e donne riempiono totalmente la nostra vita.
Un abbraccio a tutte voi ragazze, ci sentiamo ancora prima delle feste.
Sono riflessioni importanti le tue che per delle realtà possono essere prese come riferimento. A nome di tutto lo staff e delle ragazze di Villa dei Fiori ti ringraziamo per la tua sensibilità e per la voglia di confrontarsi e di "uscire allo scoperto". In questi casi non è facile e farlo è indice di forza e coraggio.
Un saluto e di nuovo grazie!
Nonsolopane: le ragazze vorrebbero dedicare un post sulle tue riflessioni sul blog di Villa dei Fiori: ti chiediamo se possaimo postare l'ultimo tuo commento. Grazie
Cara Valeria, ti ringrazio innanzitutto per aver condiviso con noi la tua personale esperienza.
E' sempre un piacere venire a sapere che una donna lavorativamente affermata nonchè una mamma sia riuscita ad uscire da questa malattia.
II concetto di mezzo e di fine è assolutamente un punto fermo al quale aggrapparsi per trovare l'energia, la forza di volontà oltre l'ottimismo per guarire. Per quanto mi riguarda il mio mezzo ed il mio fine coincidevano. La realizzazione lavorativa, l'estrema ambizione e sicurezza di me nonchè tutti i miei sogni ruotavano intorno all'affermazione nel mio campo professionale. Purtroppo le prime vere delusioni, escludendo quelle sentimentali, alle quali attualmente potrei e vorrei attribuire il ruolo di mezzo, si sono avverate proprio a livello lavorativo e la malattia è sfociata, ovverro si è rivelata, proprio perchè avevo rivestito di eccessiva importamza questo aspetto della mia vita.
Teoricamente sarebbe meraviglioso se il mezzo ed il fine fosseo la spinta ed il traino per uscire da una condizione psico-fisica invalidante per la vita, a volte però, come nel mio caso si scambiano per mezzo e per fine delle motivazioni e dei ruoli, piuttosto che da rapporti lavorativi o sentimentali, poco soddisfacenti se non distruttivi.
Per non dilungarmi oltre, vorrei concluldere con una nota positiva. Ad oggi, fase della mia vita in cui ho finalmente chiesto aiuto in modo concreto ritengo, anzi sento di essere sulla buona strada per la guarigione, posso affermare che il mio mezzo è stato, è, e sarà l'amore della mia famiglia, la condivisione della malattia con le mie compagne di viaggio, ed in ultimo ma fondamentale il supporto di specialisti estramemente preparati ed umanamente unici. In ultimo vorrei semplicemte dire che fine è vivere una vita serena, in pace con me stessa e con chi mi circonda.
Cara Rachel, mi ha commosso la tua deposizione.
E' vero che non per tutti può andare allo stesso modo.
I fattori esterni che ci circondano possono influenzare.
Sono però convinta che se tu hai basi solide in volontà ed obiettivi ci riuscirai.
Io ad un certo punto mi sono detta che, nonostante l'aiuto e la comprensione che mi venivano da chi mi stava accanto e dai medici, che io da esterna cosultavo, che facevano partire l'oroligio d'oro sulla scrivania per i 55 minuti, ci dovevo pensare io.
In un certo senso mi sono anche annullata, non pensavo più a me ma a chi avrebbe dovuto dipendere da me, i bambini.
Mi è rimasta ancora ora una apprensione a volte anche fuori luogo per loro, ben sapendo che una madre non può accompagnarli per tutta la vita.
Ma vedo che anche loro, che ora sono grandi, molto spesso per decisioni di lavoro o comunque importanti, mascherando un poco, ricercano sempre la mia approvazione.
Perchè poi bisogna dire, che si può uscire dal problema alimentazione ma rimane qualche fobia, qualche paura, rimane l'insonnia, cosa alla quale ho fatto l'abitudine come parte di me.
Io ora sono in pensione, sono abbastanza tranquilla e ti garantisco che la vita è bella, in ogni stagione della nostra esistenza e le ore della giornata non bastano mai.
Per me ora il momento più bello della giornata è la prima luce che vedo al mattino, vuol dire che comincia un nuovo giorno.
Sarà così anche per te, pensa a "loro".
Ciao Rachel infiniti auguri di buone feste da estendersi anche alle ragazze che ti sono vicine ed alla dottoressa.
Le tue parole ci danno forza per continuare questo percorso; tu sei riuscita ad aprire gli occhi quando hai capito di avere un appoggio morale, quello dei tuoi cari, di tuo marito. Hai avuto la forza quando ti sei resa conto che lottare per te stessa e contro te voleva dire vivere una vita fatta di amore e coraggio per una vita più importante: quella dei tuoi figli, sei riuscita a lottare per raggiungere questo scopo sempre accompagnata, sei riuscita a fidarti ed affidarti alle giuste persone e cure, capendo che la tua esistenza valeva moltissimo e significava costruire e avere una vera famiglia: la tua.
Per chi è sola al mondo, come me, è stato molto più difficile, non avendo appoggi morali e sentimentali nei periodi più bui.
Ma poi ti crescono gli artigli e li tiri fuori, riuscendo ad affidarti e fidandoti di persone a te totalmente estranee, sono compagne di strada difficile, fatta di dossi e dune, diventando la tua famiglia.
Le porterò sempre nel mio cuore e continueranno ad illuminare la strada fino a raggiungere il tuo obiettivo: vivere pienamente di te, costruendoti la tua famiglia
Comprendo esattamente le tue difficoltà, ed hai ragione.
Ma hai detto una cosa interessante.
Tirar fuori gli artigli per affrontare il mondo.
Noi donne sappiamo di avere una marcia in più all'occorrenza.
Sopportiamo di più la fatica ed il dolore, senza darlo a vedere.
Tu vivi ora in un mondo di protezione e quella forza che stai trovando in te ti aiuterà.
Io sono poca cosa, ho solo potuto portare un poco di esperienza, ma tu fidati di chi ti sta accanto ed anche delle tue sensazioni, sono quelle che aiutano.
Infiniti auguri.
Ringrazio NONSOLOPANE per avermi dato spunto su cui riflettere e come ognuno di noi può avere il mezzo ed il fine.
Il mezzo per guarire l’ho trovato in questa clinica dove ci sono persone che ci stanno aiutando a fare luce sulla nostra malattia e su come poterlo sconfiggere. Poi c’è la mia famiglia che mi sostiene in modo continuo. Uscita di qui vorrei anche trovare delle piccole soddisfazioni a livello personale magari anche trovando un lavoro e che mi faccia sentire bene e soddisfatta o anche un hobby che mi dia motivazioni.
Il mio fine come te sono i miei figli di 7 e 3 anni, voglio anche cominciare come te ad occuparmi di loro pienamente, interessandomi di tutto e questa è la prospettiva più grande. Ora che sto meglio non vedo l’ora di uscire fuori per tornare da loro ed occuparmene in modo pieno perché finora la malattia non me lo ha permesso
Io per finire vorrei lanciare un messaggio a quanti su questo sito potrebbero intervenire.
Io so che vi sono persone sensibili, istruite, anche medici, che potrebbero dire una parola di augurio a queste ragazze.
Loro per il momento non vedono il mondo reale, ma hanno tutti i diritti di farne parte.
A volte bastano poche parole e proprio da un estraneo per sbloccare un'idea od uno spiraglio di speranza che sta per nascere.
Sono convinta che qualcuno ci sarà e vorrà parlare con voi perchè è sopratutto un arricchimento conoscere altre realtà che non siano solo politica.
Io termino come ho già detto prima con infiniti auguri ed un in bocca al lupo per tutte.
Non è solo quello, a volte non lo è.
Esistono altre cause che fanno precipitare in poco tempo in un rifiuto totale del cibo senza che una ragazza lo voglia.
A volte è una tragedia, a volte un grave deperimento da malattia, a volte una causa esterna che sconvolge la vita.
Questi fatti si impadroniscono totalmente della razionalità al punto che una persona davanti ad un piatto, anche cucinato con amore, si domanda: ma perchè devo mangiare, chi sono io per pensare di stare bene quando...
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Una volta la definizione di questa malattia non esisteva neppure ed i medici non sapevano come comportarsi.
Ora è diverso, queste ragazze sono in un luogo che a loro da molte attenzioni e stimoli, mi auguro che ne sappiano usufruire. ;)
La famiglia deve vigilare, non mi vengano a dire non ci siamo accorti.
Una madre deve sapere come si alimenta la figlia, anche quando non è a casa, basta essere un pochino perspicaci e conoscere le amicizie.
Ti auguro di non conoscere da vicino esperienze che sembrano senza sbocco.
Ma io direi di stare sulle persone dalla vita normale, casa, lavoro, figli ed affetti, tutto nella semplicità.
Tu pensi che a queste persone non possa accadere?
Diciamo piuttosto che vi è magari una tendenza nel carattere, nella sensibilità della persona che magari non aiuta a superare momenti di crisi.
Per l'esperienza che ho io, per quanto ho conosciuto nel campo, posso dire che potrebbe accadere a persone ottimiste, che non prevedono di inciampare, od al massimo pensano di superare tutto facilmente.
Chi nasce già con preconcetti, alcune cose le ha già previste senza illusioni di sorta.
Sei medico?
Rispondimi domani, ora devo andare.
Grazie della risposta.
Valeria.
Però prima di dare giudizi perentori ricordiamoci che abbiamo su questo post la competenza di un esperto che è la signora responsabile della clinica. Proviamo a rivolgere a lei le domande e stiamo sempre sul generale senza andare mai nello specifico perchè nessuno può entrare nella vita di altri.
Io all'inizio di questo post ho affermato che sono decenni che sto bene, infatti posso dire senza dubbio che come età potrei essere vostra madre.
Ormai sono almeno 25 anni che la mia vita scorre tra normalita e serenità con figli già grandi un marito che mi vuole bene ed anche con delle piccole soddisfazioni personali nel mio passato lavorativo.
Mi ritrovo almeno per 3/4 nell'esperienza di Luna e qualche cosa anche in quella di altre.
Io non ho avuto i mezzi che ora ci sono a disposizione, ma alcuni medici avevano capito e mi hanno aiutata.
Sopratutto mi sono aiutata, creandomi due punti fermi.
Il mezzo, ed il fine.
Il mezzo per uscirne, dato il mio carattere ed esperienze lavorative, è stato il lavoro, ma ho cercato qalcosa che mi impegnasse di più anche e sopratutto mentalmente.
Ho passato dei test per un'assunzione, per un post su trenta candidate.
Quando mi confermarono che ero stata prescelta mi ricordo che pensai ad un segno del destino.
Ho lavorato molto e con serietà, e la giusta considerazione che ricevevo, poco alla volta mi allontanava dai fantasmi del passato.
Il fine naturalmente erano i miei figli, che non ho mai trascurato.
Ogni minuto libero era per loro, e di loro mi sono interessata di tutto, amici, scuola e tutto il resto.
Naturalmente un grande aiuto l'ho avuto anche da mio marito.
Ancora oggi che ormai non lavoro più, e loro sono uomini e donne riempiono totalmente la nostra vita.
Un abbraccio a tutte voi ragazze, ci sentiamo ancora prima delle feste.
Valeria
E' sempre un piacere venire a sapere che una donna lavorativamente affermata nonchè una mamma sia riuscita ad uscire da questa malattia.
II concetto di mezzo e di fine è assolutamente un punto fermo al quale aggrapparsi per trovare l'energia, la forza di volontà oltre l'ottimismo per guarire. Per quanto mi riguarda il mio mezzo ed il mio fine coincidevano. La realizzazione lavorativa, l'estrema ambizione e sicurezza di me nonchè tutti i miei sogni ruotavano intorno all'affermazione nel mio campo professionale. Purtroppo le prime vere delusioni, escludendo quelle sentimentali, alle quali attualmente potrei e vorrei attribuire il ruolo di mezzo, si sono avverate proprio a livello lavorativo e la malattia è sfociata, ovverro si è rivelata, proprio perchè avevo rivestito di eccessiva importamza questo aspetto della mia vita.
Teoricamente sarebbe meraviglioso se il mezzo ed il fine fosseo la spinta ed il traino per uscire da una condizione psico-fisica invalidante per la vita, a volte però, come nel mio caso si scambiano per mezzo e per fine delle motivazioni e dei ruoli, piuttosto che da rapporti lavorativi o sentimentali, poco soddisfacenti se non distruttivi.
Per non dilungarmi oltre, vorrei concluldere con una nota positiva. Ad oggi, fase della mia vita in cui ho finalmente chiesto aiuto in modo concreto ritengo, anzi sento di essere sulla buona strada per la guarigione, posso affermare che il mio mezzo è stato, è, e sarà l'amore della mia famiglia, la condivisione della malattia con le mie compagne di viaggio, ed in ultimo ma fondamentale il supporto di specialisti estramemente preparati ed umanamente unici. In ultimo vorrei semplicemte dire che fine è vivere una vita serena, in pace con me stessa e con chi mi circonda.
Tanti auguri di Buon Natale.
Rachel
Io ad un certo punto mi sono detta che, nonostante l'aiuto e la comprensione che mi venivano da chi mi stava accanto e dai medici, che io da esterna cosultavo, che facevano partire l'oroligio d'oro sulla scrivania per i 55 minuti, ci dovevo pensare io.
In un certo senso mi sono anche annullata, non pensavo più a me ma a chi avrebbe dovuto dipendere da me, i bambini.
Mi è rimasta ancora ora una apprensione a volte anche fuori luogo per loro, ben sapendo che una madre non può accompagnarli per tutta la vita.
Ma vedo che anche loro, che ora sono grandi, molto spesso per decisioni di lavoro o comunque importanti, mascherando un poco, ricercano sempre la mia approvazione.
Perchè poi bisogna dire, che si può uscire dal problema alimentazione ma rimane qualche fobia, qualche paura, rimane l'insonnia, cosa alla quale ho fatto l'abitudine come parte di me.
Io ora sono in pensione, sono abbastanza tranquilla e ti garantisco che la vita è bella, in ogni stagione della nostra esistenza e le ore della giornata non bastano mai.
Per me ora il momento più bello della giornata è la prima luce che vedo al mattino, vuol dire che comincia un nuovo giorno.
Sarà così anche per te, pensa a "loro".
Ciao Rachel infiniti auguri di buone feste da estendersi anche alle ragazze che ti sono vicine ed alla dottoressa.
Valeria.
Rugiada
Comprendo esattamente le tue difficoltà, ed hai ragione. Ma hai detto una cosa interessante. Tirar fuori gli artigli per affrontare il mondo. Noi donne sappiamo di avere una marcia in più all'occorrenza. Sopportiamo di più la fatica ed il dolore, senza darlo a vedere. Tu vivi ora in un mondo di protezione e quella forza che stai trovando in te ti aiuterà. Io sono poca cosa, ho solo potuto portare un poco di esperienza, ma tu fidati di chi ti sta accanto ed anche delle tue sensazioni, sono quelle che aiutano. Infiniti auguri.
Valeria.
Sole e Luna
Tantissimi auguri di buone feste anche a te.
Valeria.
Sono convinta che qualcuno ci sarà e vorrà parlare con voi perchè è sopratutto un arricchimento conoscere altre realtà che non siano solo politica.
Io termino come ho già detto prima con infiniti auguri ed un in bocca al lupo per tutte.