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Dunque lo stato democratico è laico per la sua non-identificazione con qualsivoglia «visione del mondo», ma non è affatto «neutrale» nei confronti dei suoi valori fondanti. Si tratta di una contraddizione, perchè nella frase si afferma simultaneamente una cosa e il suo contrario. Nella parola "neutrale" è implicito il concetto di non intervento, di sostanziale "inerzia" di fronte agli eventi, dove la suddetta inerzia, spogliata della sua connotazione negativa, sostanzia il significato di neutrale. Se dunque non esiste alcuna identificazione con qualsivoglia visione del mondo, ne consegue necessariamente il non propendere operativo per alcuna di esse. Sembrerebbe però, leggendo lo scritto nella sua formulazione più completa ed estesa, che una qualche propensione ancorchè negata da una laicità a-priori venga sollecitata dal popolo che perciò sposta lo stato verso di essa. Dunque il concetto sarebbe che lo stato continuerebbe a essere laico se, pur pronunciandosi per la laicità, "parteggia" per una qualche confessione, a furor di popolo. Quello che emerge è il concetto di uno stato confessionale laico. Che farebbe piacere al cardinale, ma che si configura come puro simulacro verbale, ossia, un sofisma.
La neutralità dello stato è la grande finzione di tutta la scienza politica moderna, che del resto si è del tutto "incartata su se stessa" nel tentativo giuridico (Kelsen) di trovare un fondamento all'organizzazione politica.
La verità è che lo Stato per il fatto stesso di esistere non è neutrale, comporta delle scelte, si impone sulla comunità. Personalmente fatico a descrivere uno "stato laico", perché laica può essere compiutante e soltanto una società libera e plurale, inevitabilmente sempre colpita dalle varie cricche politiche che di volta in volta si susseguono al potere dello stato
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Lo stato è entità storica che in quanto tale sfugge all'assolutismo di concetti che per tale assolutezza abitano il mondo delle idee di Platone. Lo stato, se mai è diventato laico, ciò è avvenuto attraverso una progressione storica che non si può dire giunta al suo compimento. Dunque uno stato laico come potremmo disegnarlo sulla carta in realtà non esiste. Esiste invece una pulsione verso la laicità che, attraverso alterne vicende, si è più o meno dispiegata. L'idea non è certo nuova e sicuramente è nata dalla volontà di superamento della matrice confessionale, presumibilmente allo stesso modo di come da forme statuali assolutiste si è passati a forme costituzionaliste. La laicità dello stato si impone, prima ancora che per le sue ricadute sulle confessioni o non confessioni dei cittadini, per la laicità dell'istruzione e dunque della cultura. Una cultura confessionale è una contraddizione. Similmente un'istruzione confessionale. Lo stato, attraverso cui veicolano la cultura e l'istruzione, non può essere per ciò stesso confessionale. Deve essere necessariamente laico: che poi questa laicità sia più o meno compiuta, fa parte della nostra storia.
la laicità è invenzione (in senso letterale) cristiana, pertanto da cristiano respingo ogni idea di "stato confessionale", ma guardo con grande diffidenza per lo stesso motivo (l'idea liberticida) tutte le istanze stataliste e "laiciste"
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Concordo sulla matrice cristiana della laicità. Tutto si può dire di Dante men che non fosse cristiano, ma proprio in lui troviamo un convinto assertore della laicità dello stato. Lo stesso Federico II, imperatore sacro e romano, fa della laicità dello stato un punto fondamentale della sua concezione politica. Al punto di fondare l'Università di Napoli, "ad scientiarum haustum et seminarium doctrinarum": una roccaforte ante-litteram del sapere non deturpato dall'approccio confessionale.
la laicità è invenzione (in senso letterale) cristiana
Non appena il cristianesimo divenne religione lecita, occupò tutte le funzioni dello stato romano, fino a divenire religione di stato, appunto. Già a partire da Costantino, i vescovi avevano privilegi fiscali ed amministrativi, ad esempio.
Se davvero la laicità fosse un tratto del cristianesimo, come mai alla prova dei fatti c'è voluto l'Illuminismo per far emergere il principio di separazione tra Stato e Chiesa?
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Al contrario, il cd. "illuminismo" francese è in gran parte una perversione dell'idea di laicità, infatti da quelle parti si rintracciano facilmente le origini di tutti i totalitarismi moderni.
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Mi sembra una posizione ingiusta nei riguardi dell'illuminismo. Se mai all'illuminismo potesse farsi risalire l'origine dei totalitarismi, non per questo l'illuminismo ne sarebbe colpevole. Per due ordini di ragioni: la prima, per cui applicando all'illuminismo il meccanismo iterativo della causa e dell'effetto, anche l'illuminismo è figlio della cultura cristiana, che dunque finirebbe con l'essere, ingiustamente, responsabile di tutte le nequizie che si sono succedute; la seconda è che, accanto ad elementi discutibili, si finisca per buttare alle ortiche quanto dall'illuminismo è stato portato. L'illuminismo è un fenomeno borghese. Nasce dal tentativo, poi culminato nella rivoluzione francese, di guadagnare al terzo stato emergente il suo posto in una società dominata, sterilmente, dall'aristocrazia e dal clero. "Tutto ciò che è reale è razionale; tutto ciò che è razionale è reale", diceva Hegel. La monarchia francese prima della grande rivoluzione, che era espressione dell'aristocrazia e del clero, non era razionale. Per ciò stesso era irreale. Come ha dimostrato la rivoluzione.
Va da sé che ogni giudizio troppo semplicistico è sbagliato, e non butto all'ortiche tutto l'Illuminismo, contesto che la laicità - ripeto: invenzione cristiana - sia lì originata. Ho parlato di illuminismo(rivoluzione) francese, per distinguerlo da altra tradizione di pensiero (e rivoluzionaria: quella americana), che non hanno subordinato alla teoria dello stato la società civile, e non hanno avuta alcuna pretesa di fare tabula rasa.
Quanto alle origini totalitarie ivi espresse ve ne sono chiare tracce ideologiche e persino fin nelle tecniche di pulizia etnica lì introdotte, nello sterminio di Vandea, per es.
Va da sé che non tutto ciò che viene dopo Cristo è responsabilità di Cristo, perché c'è la libertà dell'uomo.
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contesto che la laicità - ripeto: invenzione cristiana - sia lì originata
Devi ancora dimostrare che la laicità sian nata col cristianesimo.
ve ne sono chiare tracce ideologiche e persino fin nelle tecniche di pulizia etnica lì introdotte, nello sterminio di Vandea, per es.
Posso ricordarti che dell'invenzione della "pulizia etnica" (come usi tu impropriamente questo termine) dovrebbero andare orgogliosi i cristiani, che l'hanno applicata secoli prima ai catari, proprio da quelle parti?
non tutto ciò che viene dopo Cristo è responsabilità di Cristo, perché c'è la libertà dell'uomo.
Il Cristianesimo è la dottrina di Cristo per come è stata compresa e applicata dai cristiani, ivi inclusi i governi cristiani che per secoli hanno mischiato Stato e Chiesa (ti ricordo che fino al 1870 la Chiesa cattolica possedeva uno Stato).
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Forse si imporrebbe un distinguo tra illuminismo e rivoluzione. L'illuminismo è un fatto di pensiero. Esso non è propedeutico alla rivoluzione che si qualifica come fatto violento, ma all'ingresso di una nuova classe nella società. Questo fenomeno è una costante nella storia e segna il passaggio dall'egemonia aristocratica a quella borghese. In alcuni stati questo passaggio è avvenuto senza traumi epocali.Come nell'Inghilterra di Oliver Cromwell. In Francia invece si è realizzato attraverso un bagno di sangue, la rivoluzione appunto, che se paradossalmente non fosse stata strozzata dalla restaurazione napoleonica sarebbe arrivata, con il Terrore, alle sue estreme conseguenze. Paradossalmente perchè la rivoluzione, nata per sopprimere la monarchia, sfocia nell'instaurazione dell'impero. Anche in Russia avvenne la stessa cosa. Potremmo dunque dire che il Tolstoi di Guerra e pace o il Korolenco de il sogno di Makar si sono lordati del sangue della Rivoluzione? Il fatto di volere o meno fare tabula rasa non è nei prodromi culturali che precedono la rivoluzione, ma nell'esacerbazione del conflitto che ne è alla base. Anche sulla Vandea ci sarebbe da dire. Alla prossima!
ciao Boromir, come va? come mai sei stato bannato? secondo me è solo per partito preso degli amministratori, tu non hai scritto nulla di male. ma io dico: forza e coraggio, non abbandonare okno. abbiamo bisogno anche di te. appunto perchè sono così accaniti verso di noi, dobbiamo mostrare fermezza e che non ci arrendiamo.
dai retta a me, ricaricati, e combattiamo tutti insieme.
Il cardinale Scola fa il Patriarca di Venezia, se ho ben capito. Il sito da cui è tratto l'articolo postato merita di essere visto per la bellissima coesistenza, in alto a destra, di simboli cristiani e simboli arabi. Come nella Cattedrale di San marco: che inviterei tutti a visitare, a cominciare dai nostri politici, per vedere se sono in grado di provare l'emozione profonda che io ho provato, quella di essere in una chiesa e sentirmi in una moschea, o viceversa. la stessa che si prova nel Duomo di Palermo. O nella chiesa di San Cataldo. L'incontro di due grandi civiltà, nel nome di due grandi religioni. A sottolineare il comune denominatore, a prescindere: l'uomo.
L'aspetto interessante della questione è che la parte della Chiesa che è venuta più a diretto contatto dell'islam, ossia, per un'ovvia argomentazione, quella che lo conosce maggiormente, mantiene le posizioni più equilibrate e assolutamente irreprensibili sul piano dell'intolleranza e della faziosità. Il che ci porterebbe a dire, universalizzando il concetto, che è l'ignoranza alla base dei conflitti tra gli uomini. Sono perciò arrivato alla convinzione che gli uomini, quando si parlano, finiscono per capirsi. E per apprezzarsi reciprocamente.
La verità è che lo Stato per il fatto stesso di esistere non è neutrale, comporta delle scelte, si impone sulla comunità. Personalmente fatico a descrivere uno "stato laico", perché laica può essere compiutante e soltanto una società libera e plurale, inevitabilmente sempre colpita dalle varie cricche politiche che di volta in volta si susseguono al potere dello stato
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Non appena il cristianesimo divenne religione lecita, occupò tutte le funzioni dello stato romano, fino a divenire religione di stato, appunto. Già a partire da Costantino, i vescovi avevano privilegi fiscali ed amministrativi, ad esempio.
Se davvero la laicità fosse un tratto del cristianesimo, come mai alla prova dei fatti c'è voluto l'Illuminismo per far emergere il principio di separazione tra Stato e Chiesa?
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Quanto alle origini totalitarie ivi espresse ve ne sono chiare tracce ideologiche e persino fin nelle tecniche di pulizia etnica lì introdotte, nello sterminio di Vandea, per es.
Va da sé che non tutto ciò che viene dopo Cristo è responsabilità di Cristo, perché c'è la libertà dell'uomo.
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