Si sta trasformando l'immagine della Fede da esperienza per tutti, che parte dal cuore di Giovanni Paolo II a insieme di norme e divieti per pochi bigotti....
Il titolo è fuorviante: viene semplicemente permesso, a coloro che ne facciano esplicita richiesta, di avere la celebrazione della S. Messa in latino senza dover attendere l'autorizzazione del Vescovo, come accadeva fino ad ora. Si tenga conto che in Trentino l'uso della Messa in latino da parte di piccole comunità è consolidato da sempre.
Si tratta quindi di un'apertura alle minoranze. Evitino gli anticlericali di commentare cose di cui non sono a conoscenza, o almeno che si informino.
Comunque tu la veda, è un passo indietro.
Si è passati dall'apertura rappresentata dalla messa in italiano alla presunta "possibilità di scelta".
E chi sceglie?
Se il prete di un paesino vuole cerebrarla in latino, coloro che non capiscono che fanno?
Annuiscono in silenzio come si faceva prima di Lutero?
Assolutamente no, informati meglio. Qualunque prete, se è per questo, può alzarsi e celebrare in qualunque lingua del mondo, anche in copto. Il Cattolicesimo non ha una lingua ufficiale, a differenza delle altre relligioni monoteistiche(ed anche del Cristianesimo Ortodosso). Quindi l'uso del latino è consentito solo a chi ne faccia esplicita richiesta al parroco, quindi è considerato meno di una lingua moderna. E faccio umilmente presente altri due fattori:
1)Che la S.Messa del Papa domenicale è recitata in gran parte in latino.
2)Che il rito tridentino prevede la figura del predicatore che "spieghi" il Vangelo in "volgare" come avveniva un tempo.
Forse non sono chiaro...
è stata stralciata una consuetudine che prevedeva l'autorizzazione del vescovo per la celebrazione della messa in latino.
Quindi, de facto, se ne facilita l'uso nelle messe, come si faceva una volta.
E' indiscutibile che ciò possa essere interpretato come un passo indietro, anche se non clamoroso.
Poi permettimi una postilla sulla tua seconda "umile" precisazione:
il predicatore che spiegava il vangelo lo faceva a modo suo. Diceva ciò che voleva, conscio del fatto che il "popolino" che lo ascoltava non fosse ingradodi controbattere.
Indiscutibile lo sarà per te, ogni revoca di una limitazione da che mondo e mondo è considerata un'apertura e non viceversa.
E, riguardo alla tua postilla: scusa perché adesso il "popolino" controbatte durante l'omelia del parroco? Chiunque può leggere il Vangelo a casa e interpretarselo come vuole, non c'è bisogno di ascoltarselo in Chiesa. La messa secondo il rito tridentino - volenti o nolenti - fa parte della cultura cattolica ed è stata in uso per oltre mille anni. Sinceramente, sono curioso di vedere in cosa consisteva, ma al di la di questo che venga ammessa la possibilità da parte di un gruppo di fedeli(e se non erro c'è un'associazione apposita con sedi in tutto il mondo che si batte per questo) di richiedere il rito in questione mi pare una nota estremamente positiva in una Chiesa troppo spesso accusata di immobilismo.
Forse vorrai dire ripristinare la pena di morte oppure revocare il divieto alla pena di morte, mi auguro.
E comunque il paragone con la pena di morte, che coinvolge le Leggi di uno Stato civile, non c'entra nulla con i regolamenti del rito di una religione, che fatta in un modo o nell'altro non sconvolge la vita a nessuno.
Che centra l'anticlericalismo. Trovo solamente assurdo questo voler guardare al passato in maniera "estetica" quando e' il futuro che dobbiamo cavalcare ed aggredire per renderlo meno sterile ed ateo....
E con cio' si sta parlando di Dio, di fede non di gare ai cavalli vestiti da medioevali. Il fatto di voler tornare ala latini ha il risultato, a maio avviso, di considerare la messa come una rievocazione...e non e' affatto cosi'!
Il Palio di Siena è forse una manifestazione di Fede ancora più profonda e genuina che non la partecipazione alla Messa. Tra parentesi alla fine del Palio si canta il "Te Deum" in Duomo.
Sono sempre piu' convinto che l'introduzione "facilitata" della messa in latino rendera' la religione cattolica agli occhi di molti un credo folcloristico e nulla piu'
Il titolo non e' poi cosi' forviante. Il latino torna nella messa perche' qualunque prete, senza nessuna richiesta e segnalazione ad alcuno, puo' alzarsi la mattina e celebrare in latino....
Si tratta quindi di un'apertura alle minoranze. Evitino gli anticlericali di commentare cose di cui non sono a conoscenza, o almeno che si informino.
Si è passati dall'apertura rappresentata dalla messa in italiano alla presunta "possibilità di scelta".
E chi sceglie?
Se il prete di un paesino vuole cerebrarla in latino, coloro che non capiscono che fanno?
Annuiscono in silenzio come si faceva prima di Lutero?
1)Che la S.Messa del Papa domenicale è recitata in gran parte in latino.
2)Che il rito tridentino prevede la figura del predicatore che "spieghi" il Vangelo in "volgare" come avveniva un tempo.
è stata stralciata una consuetudine che prevedeva l'autorizzazione del vescovo per la celebrazione della messa in latino.
Quindi, de facto, se ne facilita l'uso nelle messe, come si faceva una volta.
E' indiscutibile che ciò possa essere interpretato come un passo indietro, anche se non clamoroso.
Poi permettimi una postilla sulla tua seconda "umile" precisazione:
il predicatore che spiegava il vangelo lo faceva a modo suo. Diceva ciò che voleva, conscio del fatto che il "popolino" che lo ascoltava non fosse ingradodi controbattere.
E, riguardo alla tua postilla: scusa perché adesso il "popolino" controbatte durante l'omelia del parroco? Chiunque può leggere il Vangelo a casa e interpretarselo come vuole, non c'è bisogno di ascoltarselo in Chiesa. La messa secondo il rito tridentino - volenti o nolenti - fa parte della cultura cattolica ed è stata in uso per oltre mille anni. Sinceramente, sono curioso di vedere in cosa consisteva, ma al di la di questo che venga ammessa la possibilità da parte di un gruppo di fedeli(e se non erro c'è un'associazione apposita con sedi in tutto il mondo che si batte per questo) di richiedere il rito in questione mi pare una nota estremamente positiva in una Chiesa troppo spesso accusata di immobilismo.
E comunque il paragone con la pena di morte, che coinvolge le Leggi di uno Stato civile, non c'entra nulla con i regolamenti del rito di una religione, che fatta in un modo o nell'altro non sconvolge la vita a nessuno.
La S.Messa in latino è comunque facoltativa, nessuno ha il dovere di asservirsene, se non ne ha voglia.
In latino.