Home > Commenti
Votata OK da:
meseglise109
ivano72214
purrandgrowl885
prokofiev8967
Karat454095
Vediterollo27
marioinvest11607
Spofforth433
Alice773246
onglive0
PartigianoDiDestra2304
Danx109
elRubio1
PippoRossi150
EnormeVigenti35
NONSOLOPANE2886
licaone2012
micia1254
Utente rimosso0
agofeis10
talete1846
PesceSega_Azzurro692
dami6163144
lolli300
giaburu162
FrenckCinemaBlog222 e altri 115 anonimi
Votata NO da: 2 utenti e 8 anonimi
Puoi iscriverti al feed RSS dei commenti di questa notizia per seguire la discussione.
Per aggiungere un commento effettua il Login.
Fatto è che nessun partito dovrebbe ricevere soldi dallo stato in tale quantità. Poi si cadrebbe in mano ai finanziatori privati? ma questi agiscono lo stesso, non abbiamo idea delle valanghe di soldi che transitano sottobanco. Ma perlomeno lo stato potrebbe utilizzare meglio quelle somme.
Come mai questo governo di tecnici, che dovrebbe essere libero dalle pastoie del clientelismo, non mette mano a questa faccenda?
Ora siamo all’ennesimo replay, con le indagini sui suoi uomini di punta nelle regioni Lazio, Emilia, Liguria, mentre il centrosinistra lo taglia fuori un’altra volta, Grillo fa man bassa nel suo elettorato più movimentista e Report ricicla le accuse degli “ex” sui rimborsi e sulle case. Si rimetterà in piedi anche stavolta, o il vento anti-partiti che soffia impetuoso nel Paese spazzerà via anche il suo? Cominciamo da Report, programma benemerito da tutti apprezzato: domenica sera Di Pietro è apparso in difficoltà, davanti ai microfoni dell’inviata di Milena Gabanelli. Ma in difficoltà perché? Per scarsa abilità dialettica o perché avesse qualcosa da nascondere, magari di inedito e inconfessabile? A leggere (per noi, rileggere) le carte che l’altroieri ha messo a disposizione sul suo sito, si direbbe di no: decine di sentenze, penali e civili, hanno accertato che non un euro di finanziamento pubblico è mai entrato nelle tasche di Di Pietro o della sua famiglia. E nemmeno nelle case, che non sono le 56 che qualche testimone farlocco o vendicativo, già smentito dai giudici, ha voluto accreditare: oggi sono 7 o 8 fra la famiglia Di Pietro, la famiglia della moglie e i due figli. Quanto alla donazione Borletti, risale al 1995, quando Di Pietro era ancora magistrato in aspettativa e imputato a Brescia: fu un lascito personale a un personaggio che la nobildonna voleva sostenere nella speranza di un suo impegno in politica, non certo un finanziamento a un partito che ancora non esisteva (sarebbe nato tre anni dopo e si sarebbe presentato alle elezioni sei anni dopo, nel 2001, e l’ex pm lo registrò regolarmente alla Camera tra i suoi introiti). Il resto è noto e arcinoto: all’inizio l’Italia dei Valori era un piccolo movimento “personale”, tutto incentrato sulla figura del suo leader, che lo gestiva con un’associazione omonima insieme a persone di sua strettissima fiducia. In un secondo momento cambiò lo statuto per dargli una gestione più collegiale. Decine di giudici hanno già accertato che fu tutto regolare, fatta salva qualche caduta di stile familistica e qualche commistione fra l’entourage del leader e il movimento. Di Pietro potrebbe anche fermarsi qui: se, in vent’anni di processi, spiate dei servizi segreti al soldo di chi sappiamo, campagne calunniose orchestrate da chi sappiamo che l’hanno vivisezionato e passato mille volte ai raggi X, riciccia fuori sempre la solita minestra, già giudicata infondata e diffamatoria da fior di sentenze, vuol dire che di errori ne ha commessi, ma tutti emendabili, perché il saldo finale rimane positivo.
Senza l’Idv non avremmo votato i referendum su nucleare e impunità; i girotondi e i movimenti di società civile non avrebbero avuto sponde nel Palazzo; in Parlamento sarebbe mancata qualunque opposizione all’indulto, agl’inciuci bicamerali e post-bicamerali, alle leggi vergogna di B. e anche a qualcuna di Monti; e certe Procure, come quella di Palermo impegnata nel processo sulla trattativa, sarebbero rimaste sole, o ancor più sole. Senza contare che Di Pietro non ha mai lottizzato la Rai e le Authority. É vero, ha selezionato molto male una parte della sua classe dirigente (l’abbiamo sempre denunciato). Ma quando è finito sotto inchiesta si è sempre dimesso e, quando nei guai giudiziari è finito qualcuno dei suoi, l’ha cacciato. Ora la sorte dell’Idv, fra l’estinzione e il rilancio, è soltanto nelle sue mani. E non dipende dal numero di case di proprietà, ma da quel che farà di qui alle elezioni. Siccome è ormai scontato che si voterà col Porcellum, dunque ancora una volta i segretari di partito nomineranno i propri parlamentari, apra subito i gazebo per le primarie non sulla leadership, ma sui candidati. E nomini un comitato di garanti con De Magistris, Li Gotti, Palomba, Pardi e altri esponenti dell’Idv o indipendenti al di sopra di ogni sospetto. Qualche errore sarà sempre possibile, ma almeno potrà dire di aver fatto tutto il possibile per sbarrare la strada a nuovi Scilipoti, Razzi e Maruccio. Nel prossimo Parlamento, verosimilmente ingovernabile e dunque felicemente costretto all’inciucione sul Monti-bis, ci sarà un gran bisogno di oppositori seri, soprattutto sul tema della legalità. Se saranno soltanto i ragazzi di Grillo o anche gli uomini dell’Idv, dipende solo da lui.
Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano del 31 ottobre.
gli uni peggio degli altri, non ne veniamo fuori, la cricca alla lunga la vince sempre perché è come una piovra, le persone si stufano di protestare, non ne hanno i mezzi né possono pagare legali o class action e soprattutto sono impegnati a LAVORARE PER DAVVERO e tirar su famiglie, loro......mentre altri tra un festino e un'abbuffata si organizzano per rubare allo stato
Barnard lo seguo per conto mio..ma la Gabanelli non si tocca!Barnard è un appassionato idealista che amo per la sostanza del suo pensiero ma è totalmente incapace di fare gioco di squadra,soprattutto incapace di mediare di fronte ai sottili e necessari compromessi di cui si nutre la politica.Ovvero il potere con la P maiuscola.
Dopo Report e il casino di cui parli,si è creato il vuoto intorno e lo seguiamo in quattro gatti in rete ma non è suffieciente!allora passa anche il messaggio di Grillo no?
In ogni caso, spero che dopo questo servizio qualcuno faccia accurate indagini: su Di Pietro (che peraltro vi è già stato sottoposto), ma anche su molti altri partiti che l'hanno fatta più o meno franca.
Ora che mi ricordo: non è stato proprio Di Pietro a proporre un altro referendum per l'abolizione del rimborso statale ai partiti? proposta che poi, mi pare, è finita nel nulla?
Inoltre, preferirei che a giudicare Di Pietro ( o chiunque altro) fosse un tribunale; se è sempre uscito indenne dalle varie denunce pur essendo colpevole, c'è da pensare che abbia in pugno la magistratura, via. Il sospetto è che tirino fuori, per l'ennesima volta, questa faccenda delle case proprio per eliminare, in questo momento, uno dei pochi avversari comunque fastidiosi. Ma staremo a vedere. Posso sbagliare anch'io, ma prima voglio avere delle prove ben più consistenti.
Un po' come per i preti pedofili.
--------------------------------
Tutti gli immobili E veniamo alla “storia dei 10 appartamenti” (che poi non sono dieci, perché se ne vendi uno per comprarne un altro con i soldi del primo, non ne hai due ma sempre uno). È vero che qualcuno negli anni passati ha alluso ad un utilizzo indebito da parte mia dei rimborsi elettorali, ma – come potrà prendere atto leggendo il decreto dei Gip di Roma n.4620/07 del 14.03.2008 che le invio integralmente – non solo è stata disposta nei miei confronti – su conforme richiesta del pm – l’archiviazione perché il fatto non sussiste ma addirittura sono stati rimessi gli atti alla Procura per la valutatone circa il reato di calunnia nei confronti del denunciante. Ma, potrebbe obiettare lei e giustamente: d’accordo, la gestione della tesoreria di Italia dei Valori sarà pure corretta ma i soldi per gli appartamenti dove li hai presi? Ecco, allora, l’elenco delle mie proprietà, il loro valore di acquisto e la provenienza dei relativi fondi. A Montenero di Bisaccia sono proprietario di una azienda agricola (lasciatami in eredità da mio padre e mia madre) con circa 15 ettari di terreno e casa colonica annessa (che ho ben ristrutturato a mie spese, con i fondi (e le pietre) provenienti proprio dall’azienda: produco in proprio, infatti dalla morte di mio padre (1987) soprattutto, olio e grano (quest’anno oltre 400 quintali). A Curno, in provincia di Bergamo ho una villetta a schiera in via Lungobrembo 62, acquistata alla fine degli anni ’80 e quindi per definizione con soldi non del partito (che, come noto è stato fondato ne! 2000 ed a cui i primi contributi sono cominciati ad affluire nell’autunno del 2001). Sempre a Curno, in via Lungobrembo 64 (contigua alla precedente) vi è una vecchia casa con giardino, di proprietà di mia moglie che l’ha comprata nel 1985 per 38 milioni di vecchie lire e che e stata dalla stessa (e con il mio contributo, anche manuale) ristrutturata nel 1986 (e quindi in epoca anch’essa non sospetta). È il luogo dove siamo andati a vivere dopo sposati. A Bruxelless sono comproprietario di un piccolo appartamento in via Scarabee 3, acquistato nel 1999 per 204 milioni di vecchie lire (di cui la metà con prestito bancario della Bbl di Bruxelless, sede del Parlamento europeo) quand’ero parlamentare europeo (ed a tal fine). Anche questo immobile è stato acquistato in epoca precedente alla costituzione di Idv. A Bergamo sono proprietario di un appartamento in via Locateli, da me acquistato, a seguito di gara pubblica, ad un’asta indetta dalla Scip per conto dell’Inail in data 10 novembre 2004 (rogito 16.03.2006) per euro 261’661,00 oltre spese e tasse. Non sono invece proprietario di alcun altro immobile in tale città, come invece pure era stato scritto. Vi sono invero lo studio e la casa di mia moglie (che, come Lei sa, fa l’avvocato da una vita e fa pane di una famiglia benestante di avvocati e prima di notai che Lei, gentile direttore, essendo di Bergamo, credo conosca molto bene).
La società Antocri A Milano ho comprato nel 2004 (tramite la società Antocri) un appartamento in via F. Casati 1/a, per euro 614’500,00, di cui 300’000,00 con mutuo Bnl ed il resto con parte dei fondi provenienti dalla vendita di due appartamenti di mia proprietà che avevo a Busto Arsizio (acquistati nel 1999 – e quindi sempre in epoca antecedente alla costituzione di Idv – per lire 845’166’000 e rivenduti nel 2004 per 655’533,46 euro). Gli atti notarili sono a sua disposizione. Quanto alla provenienza dei fondi per acquistare gli appartamenti di Busto Arsizio, non me ne voglia ma lei dovrebbe ricordarla bene essendo stata una delle persone che vi hanno in qualche modo contribuito (ricorda i 400 milioni di lire che l’editore de “II Giornale” (ove egli faceva all’epoca il direttore responsabile) mi versò, a titolo di risarcimento danni con assegno circolare? All’epoca peraltro furono in molti a versarmi denaro per risarcirmi dei danni provenienti da articoli di giornali ritenuti diffamatori dai giudici o comunque, in via di transazione bonaria). L’altra parte dei soldi provenienti dalla predetta compravendita li ho usati per acquistare (tramite la società Antocri) a Roma nel 2005 un appartamento in via Principe Eugenio per euro 1’045’000,00 (il resto della provvista è stato reperito da un mutuo bancario Bnl di 400’000,00 euro e dai miei risparmi di cui in appresso). Tale immobile è stato rivenduto nel 2007 a 1’115’000,00 e con la relativa provvista, una volta estinto il mutuo, ho comprato l’anno scorso una casa ai miei due figli più piccoli a Milano, in zona Bovisa, per studiare. Ho anche aiutato mio figlio maggiore, con donazioni in denaro (per un totale di circa 80 mila euro) in parte quando si è sposato ed in parte quando sono nati i suoi tre figli trigemini. Soldi che egli, coscienziosamente ha utilizzato per pagare l’ anticipo di una casa a Curno quando abitava li e che poi ha rivenduto ricomprandosi, a minor prezzo, casa a Montenero, quando si è trasferito al paese natio. Sempre a Roma, sono attualmente proprietario dell’appartamento di via Merulana, ove abito quando mi reco li per ragioni legate al mio lavoro parlamentare. L’ho comprata, nel 2001 – e quindi ancora una volta prima dei rimborsi elettorali confluiti in questi ultimi anni al partito – per 800 milioni di vecchie lire ( di cui, come al solito, parte in mutuo) Queste sono,- o sono stata- le mie proprietà. Mi si dirà. D’accordo hai fatto delle compravendite ed hai stipulato dei mutui, ma per il resto dove hai preso i soldi? Ebbene, i miei redditi pubblici e che possono essere consultati presso il sito della camera dei Deputati e del senato ammontano dal 1996 ad oggi ad oltre 1’000’000,00 di euro ( al netto tasse), come da tabella riepilogativa che le invio a parte. A tutto ciò devono aggiungersi ulteriori rinvenienze attive, tra cui una donazione mobiliare per circa 300 milioni di vecchie lire ricevuta nel 1996 dalla contessa Borletti ( i fatti sono notori in quanto hanno riguardato come beneficiari anche altri personaggi pubblici) e come detto plurimi risarcimenti danni ricevuti ( da me e dai miei familiari) per circa 700’000,00 euro negli anni in relazione alle varie diffamazioni subite nel tempo nonché i frutti dell’agenzia agricola e dei relativi cespiti immobiliari lasciatimi in eredità dai miei genitori dopo la loro morte.
----------------------------------
Il resto è un mix di già visto.
[www.italiadeivalori.it]
e pure questo è precedente
[www.emiliaromagna.italiadeivalori.it]
quindi di cosa stai parlando?
[www.ilfattoquotidiano.it]
Su moglie e figli è un'altra vecchia storia. Può non piacere (e non si sa perchè) ma non è un reato. Intanto il figlio è ultraquarantenne e può fare quello che vuole, anche entrare in politica. Che poi c'è da mo, ha cominciato da consigliere comunale e si è fatto tutti i gradini, com'è che solo ora diventa un problema? Certo il cognome aiuta, ma cosa fai, una legge che vieta ai figli di fare lo stesso mestiere del padre? Dal piccolo artigiano, il salumiere ecc. in poi? E questo vale anche per la moglie, che fai, se sposi uno o una devi abbandonare qualsiasi lavoro collegato a uno dei due? E' un idiozia. E' il risultato del rosicamento del figlio del professore che fa lo stesso mestiere non importa il resto. E' il segno dei tempi, la gente vota per rosicamento o invidia, non con congnizione di causa. Per questo Grillo avanza pur se i suoi elettori stessi dicono che non saèrà governare.
Tu dici che Report ha ragione oltre la documentazione, le sentenze, la storia. Poi che ometta le sentenze, la documentazione e la realtà dei fatti di contro diventa ininfluente. Qui si entra nella malafede.
Il patrimonio immobiliare, come dice Travaglio (report si e Travaglio no?) è di ben più scarsa entità e il giochino "proprietà-immobili" è stato scoperto subito. Ma la gente non si pone domande, scatta come un cane acon la bava alla bocca.
facciamo un ragionamento semplice semplice.
Pippo si spacca la schiena per pagarsi una casetta, fa un nutuo decennale che deve ricontrattare perchè si accolla anche i debiti dei genitori che non ce la fanno più.
Pippo si sposa e continuando a pagare il mutuo di quella casa (casa + garage + cantina = 3 proprietà) ci mette dentro la madre rimasta vedova e con una pensione da fame senza ovviamente chiederle l'affitto. Ha una macchina scassata di quarta mano ma non può permettersi altro ( + un altra proprietà).
Si sposa con una moglie di un altra regione, distante, e vanno a vivere in un centro nella regione di Pippo, prendendo una casa adeguata a una famiglia di 4 persone, unendo i loro stipendi e pagando il mutuo con grande fatica (casa + un garage + una cantina = 3 proprietà e fanno 7 proprietà per Pippo + la macchina di terza mano della moglie che serve per andare a lavorare, come per Pippo. E fanno 8).
La moglie è figlia di altri lavoratori che si sono spaccati la schiena con grande fatica e hanno la loro casa (casa + garage + cantina e pezzetto di terreno per un orto = 4 proprietà che per acquisizione fa diventare 12 le proprietà della famiglia di Pippo che arrivano a 13 per la macchina dei suoceri).
I suoceri hanno un altro figlio, il fratello della moglie che si è preso una casa del quale sta pagando con grande fatica il mutuo e si spacca la schiena tutti i giorni, (casa + garage + cantina + auto + motorino = 5 proprietà).
Pippo e la sua famiglia possiede potenzialmente quindi ben 18 proprietà. Tutte persone oneste e lavoratori, che mangiano una pizza ogni tanto quando possono e se possono, modesti e umili. Questo è il giochino che è stato fatto.
E non ho apprezzato molto il "perito" che ha fatto la valutazione: si è "tenuto basso", però il valore potrebbe essere tre o quattro volte tanto...che c. di valutazione è, allora?
aggiungi che nel corso del tanto lodato Report venivano riprese le facciate di grandi palazzi, lasciando credere che l'intero immobile fosse di Di Pietro, e non solo un appartamento.
Insomma, mi sembra che questa trasmissione - che non conoscevo - sia più di parte di quelle di Santoro, e molto più furbescamente condotta.
Stasera LA7 ha smontato il servizio di Report e Travaglio pure. Credo che la Gabanelli stavolta abbia toppato, senza controllare i contenuti del servizio.
Poi se qualcuno ti vuole attaccare trova sempre un motivo, meglio, un pretesto per farlo. Prima era l'analfabetismo di Di Pietro, ad esempio.
Sono d'accordo sull'orchestrazione piddina. E Donadi è il loro cavallo di troia (da tempo) all'interno del partito, e dalle sue dichiarazioni che ho letto ci sono già delle cadreghe promesse... Non dimentichiamo Sua maestà Napolitano che ci ha pure messo del suo.
E indovina chi è l'unico che lo ha salvato in queste ore????
Evvaiiiii, in sicilia ci starete a guardare da fuori, 15 persone di altissimo livello altro che il siculo Scilipoti.....per il momento cappotto 15-0, e il futuro sarà ancora meglio !!
Sul salvataggio... non è un mistero che tra i due ci sia un buon rapporto da sempre, per cui non mi stupisce. Anche ADP ha avuto buone parole verso Grillo.
(Cosa che non cambia la sostanza sull'arruffapopolo barbuto.)
------------------------------------------------------
Caro Beppe, facciamo paura perché siamo nel giusto
Caro Beppe,
hai visto che casino sta venendo fuori a seguito della mia intervista di questa mattina su Il Fatto Quotidiano? E, soprattutto, del tuo successivo post in cui hai affermato che mi vedresti bene a fare il Presidente della Repubblica? “Troppa grazia Sant’Antonio”, direbbe mia sorella Concetta. E non mi pare proprio il caso di insistere. Però, il tuo paradosso ha certamente colto nel segno, se è vero, come è vero, che si è scatenato il mondo intero contro di noi.
Tutto l’establishment istituzionale ce l’ha con te per la tua proposta che reputano oscena. E, buona parte dei dirigenti “nominati” del mio partito, questi sì graziati da Sant’Antonio, se la sta facendo sotto temendo che una rinnovata accoppiata fra me e te metterebbe fuori automaticamente i riciclati, che pure si sono infilati nell’Italia dei Valori. Stiano tranquilli e sereni coloro che in Italia dei Valori ci sono venuti e ci stanno per amore e per passione di questo partito e di tutto il lavoro che abbiamo fatto insieme in questi anni (Travaglio in un esemplare editoriale di ieri ne ha fatto una sintesi meditata). Io non abbandonerò mai la nave IdV e rimarrò al suo comando fino all a fine, ovvero fino a quando non troveremo insieme una persona che lo farà con altrettanto amore e passione.
Certo, tutti quelli che nell’IdV, fino ad oggi, ne hanno approfittato e speravano di poterne approfittare ancora per riciclarsi, con abili manovre di trasformismo politico, fanno bene ad essere preoccupati. Perché sono effettivamente arrivati al capolinea all’interno del partito. E’ bene che costoro si preparino a traslocare altrove, giacché il Congresso prossimo venturo che ci aspetta non è, né può essere, riservato solo agli amici e agli amici degli amici. Insomma, a coloro che portano un mucchietto di tessere ogni tanto solo per assicurarsi una ricandidatura e una poltrona, sfruttando il lavoro e lo sforzo dei tanti, tantissimi militanti e dirigenti perbene che hanno fatto il loro d overe civico dentro il partito.
A costoro ribadisco: state sereni che l’IdV continuerà ad esistere e a lottare per le proprie battaglie di legalità e democrazia nel nostro Paese. Nessuno ha intenzione di ammainare la bandiera! Certo, quanto prima, e sicuramente in occasione del Congresso, toglieremo anche il mio nome dal simbolo ma questo solo perché, una volta eliminate le mele marce e i tanti “mosconi verdi” che erano saliti sul nostro carro, saremo tutti in grado di camminare a testa alta senza più il pericolo di coltellate alle spalle.
Quanto alla mia intervista di questa mattina su Il Fatto Quotidiano, i “soliti soloni”, soprattutto quelli presenti all’interno dell’IdV, mi chiedono di smentirne il contenuto e di rettificare il mio pensiero. E perché? Che cosa ho detto di male? Ho solo segnalato che l’azione di killeraggio politico in corso, su vari fronti, ai danni dell’IdV (da ultima quella realizzata da chi a Report ha dato informazioni false e documenti parziali e farlocchi, traendo così in inganno anche la sua conduttrice) sta scientemente delegittimando la nostra forza politica. Questo, allo specifico scopo di voler impedire al partito di raggiungere il quorum del 5% e così farlo restare fuori dal Parlamento ne lla prossima legislatura. Una riprova? Ebbene, in Parlamento stanno approvando una legge elettorale che prevede lo sbarramento del 5%, ad hoc solo per noi giacché per i partiti che si presenteranno all’interno della coalizione lo sbarramento è ridotto al 4% e per la Lega è previsto un diverso sbarramento se lo supera in almeno tre regioni e cioè quelle del Nord.
E’ evidente, quindi, che il regime partitocratico e dei poteri forti vuole che non ci sia più nemmeno una forza di opposizione all’interno del Parlamento e IdV ha dimostrato di sapersi opporre all’interno e fuori del Parlamento sia nei confronti del Governo Berlusconi che del Governo Monti. Nel corso dell’intervista ho poi aggiunto che – nel deprecato caso in cui l’IdV non dovesse riuscire a superare lo sbarramento del 5% (ma io e tutti noi dobbiamo batterci a morte per riuscirci) – mi auguravo, e mi auguro, che almeno in Parlamento ci possano andare tante persone perbene che ho visto nascere e crescere attorno al Movimento 5 Stelle. Sono ragazze e ragazzi puliti che, stufi pure loro, come noi, di stare ad aspettare che chi sta al Governo pensi un po’ al bene comune, si stanno rimboccando le maniche per occuparsi direttamente loro della cosa pubblica.
Una riprova? Guardate cosa è successo alle recenti elezioni siciliane: noi di IdV purtroppo non ce l’abbiamo fatta, ma quelli di M5S sì. Ed è un bene per la Sicilia che almeno loro ci siano riusciti ad entrare nel Consiglio regionale: così almeno ci sarà qualcuno che potrà controllare, informare e denunciare pubblicamente ciò che faranno i sempre soliti noti. E mi riferisco cioè a coloro che, durante la recente campagna elettorale, hanno fatto finta di correre l’uno contro l’altro, ma che da domani torneranno a governare insieme, ripetendo il copione di prima.
Caro Beppe, insomma e in conclusione: come mai una mia sola semplice e sincera intervista per elogiare il buon lavoro dei militanti di M5S e il tuo post di solidarietà alla mia persona hanno scatenato tanta preoccupazione? In fondo, io e te non ci siamo nemmeno sentiti, né parlati in questi giorni e men che meno abbiamo concordato, come invece qualcuno vorrebbe far credere, ciò che pubblicamente abbiamo affermato singolarmente. Sappiamo bene, tutti e due, che l’IdV e il M5S probabilmente andranno ognuno con il proprio simbolo al prossimo appuntamento elettorale. Ma ciò non toglie che sento il bisogno di ribadire il mio pensiero: rispetto ai tanti politici di professione, che hanno rovi nato l’Italia in tutti questi anni, è un bene per il Paese che sia scoppiata la reazione della società civile. Una reazione che anche tu, Beppe, anzi soprattutto tu in questo periodo, hai saputo amalgamare e rappresentare.
Antonio Di Pietro