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riguardo al conflitto tra bene e male c'è un luogo nell'al di là, sul limitare dell'inferno, dove Dante colloca coloro scacciati sia dai demoni che dagli angeli... è lo sterminato cerchio degli ignavi (fottuti stronzi di sempre) a cui va il disprezzo dei due contendenti e del poeta e del sottoscritto (e spero anche il tuo)... :)
Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli
e guarda la perizia di dante che mette ai piedi di costoro gli animali più vili della terra: vermi, mosconi, eccetera... inoltre il loro eterno correre dietro un qualunque straccio gli si rappresenti, segno della loro "cecitade di discrezione"... mai si registra un disprezzo così profondo verso alcun peccatore come qui, nemmeno nella caina...
ah, ma lui stesso, nel purgatorio ammette la propria inclinazione alla superbia... c'è inoltre nella sua biografia un fatto (se è vero) che lo evidenzia chiaramente: doveva andare a roma come ambasciatore del comune e nella seduta deliberativa pare che abbia esclamato: "Se io vado chi resta, e se io resto chi va?"... più superbo di così... :)
ho finito di rileggermi da poco il de rerum natura... stupendo... cmq gli amanuensi erano chierici quasi tutti e s. girolamo mi sembra non sia l'unico a raccontare questa sua follia derivata, sembra, dall'assunzione di filtri amorosi...
infedeli...