Prendendo spunto dalla legge approvata lo scorso 14 luglio in via definitiva dal Senato argentino sul matrimonio gay pubblichiamo il parere del teologo, padre Giordano Muraro.
letto ma non sono d'accordo.
non entro nella sfera sessaule , che enanche nel articolo è la parte principale.
penso che due persone che dividano la vita , hanno gli stessi diritti sociale di una coppia tradizionale...
Il contrario mi sembra che focaliza tutto il raporto umano solo sulle pratiche sessuali.
Il sacerdote ha una visione ben ridutiva di quello che è condivisione ecc..
Certo, sono ossessionati dal sesso. Scopassero un pò di più alla luce del sole farebbero meno crociate contro i gay. Secondo me i preti dovrebbero sposarsi. Ovviamente tra di loro.
Il teologo esprime proprio il contrario,la valorizzazione dell'umanità attraverso lo scambio delle sensibilità diverse che una coppia etero fornisce a se stessa ma ancor di più alla comunità,mentre un rapporto omosessuale termina con all'interno del nucleo per sua stessa natura.E' come dire l'uomo può in comunione con la donna arricchire questa delle sensibilità o qualità proprie all'uomo e viceversa può fare la donna e se questo avviene ne nasce una dualità che rende l'umanità più perfetta.Certo nella pratica si deve lavorare per questa comunione che porta l'uomo alla sublimazione ed è molto al di sopra della pura sessualità.In pratica ci si contraddice,spesso,ma quando si pensa non si può pensare in termini pratici,altrimenti tutto si svilisce.Ben diverso riconoscere forme giuridiche di convivenze,ma il matrimonio è altro.
La verità è un'altra: c'è un profonodo egoismo nella mentalità Cattolica! Perchè invece di porsi tutte quelle domande Padre Muraro avrebbe dovuto chiedersi: Cosa andrebbe a togliere alle coppie cattoliche un eventuale provvedimento sul riconoscimento delle coppie "di fatto"?
La risposta sarebbe stata: Nulla!
... perchè i credenti ovviamente andrebbero a sposarsi in chiesa per rendere manifesto il loro sentimento agli occhio di Dio nell'istituto del matrimonio religioso ma, in più, le coppie non credenti (a prescindere dal loro essere etero o gay) avrebbero la possibilità di beneficiare di un riconoscimento giuridico che adesso non hanno e che, ripeto nuovamente, non andrebbe a togliere nulla ai credenti.
Vorrei capire,e non esiste il matrimonio civile per le coppie etero?Ed anche il divorzio?Non può essere che il riconoscimento delle coppie di fatto incontra il desiderato di un tipo di umanità che non vuole più progettualità a lunga scadenza nè impegni di sorta?Ed indipendentemente dalla religione,un laico non deve porsi il problema cosa significa "libertà" e cosa significa "libertà nel contesto attuale"?Una normativa serve,anche fuori dall'oggetto di cui si discute o a sposare un comportamento condiviso o a correggerlo.E' molto più facile interrompere una unione di fatto,una raccomandata costa poco!Atteso ,poi,che la passione,scientificamente è solo chimica e dura poco,quante coppie di fatto si potrebbero realizzare in una vita umana?Ed ogni coppia di fatto quanti figli,quante dispersioni umane in nome di quello che chiamiamo amore,noi oggi?Ben diverso i diritti giuridici di un malato per es che convive....E,ben diverso la questione omosessuale.La mia osservazione si riferisce agli etero.
Io vivo con la mia ragazza/compagna, non siamo sposati né abbiamo in cantiere di sposarci. Il nostro obiettivo per il futuro è di avere dei figli ed il nostro auspicio è di vivere insieme anche per tutta la durata della nostra vita amandoci ed onorandoci nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia.
Appartengo forse ad un tipo di umanità che non vuole progettualità a lunga scadenza? Né impegni?
Cosa ci sarebbe in questo di così sbagliato da imporre una normativa che abbia come fine ultimo di correggere questo comportamento?
Io vivo con la mia ragazza/compagna, non siamo sposati né abbiamo in cantiere di sposarci. Il nostro obiettivo per il futuro è di avere dei figli ed il nostro auspicio è di vivere insieme anche per tutta la durata della nostra vita amandoci ed onorandoci nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia ma siamo anche consapevoli del fatto che il sentimento dell’amore (in generale) è quanto di più irrazionale ed indipendente dalla volontà umana esista in natura e prendiamo quindi atto dell’impossibilità di poter promettere PER SEMPRE all’altro un qualcosa di cui non si è pienamente padroni … prendiamo atto ed accettiamo l’idea che questo sentimento, un giorno, potrebbe finire per entrambi. E allora mi chiedo: perché contrattualizzare (perché il matrimonio legale, di fatto, è un contratto) un qualcosa di cui non si è certi di poter garantire? Perché contrattualizzare un sentimento?
Ed inoltre mi e ti chiedo: qualora dovessero esserci dei figli pensi sia meglio restare insieme presentando al figlio un contesto familiare spesso logoro perché si è sposati ed un divorzio “costa” (non solo in termini economici)? … oppure è meglio separarsi quando si è preso atto della fine di un sentimento presentando quindi al figlio due genitori che, seppur separati, mantengono un buon rapporto fra loro?
E comunque: un provvedimento simile cosa andrebbe a togliere alle coppie cattoliche che vorrebbero sposarsi in chiesa o alle coppie laiche che vorrebbero comunque sposarsi in comune?
La risposta è ancora una volta una: non andrebbero a togliere nulla!
ti rispondi io il perchè..
perche non avette nessuna copertura sociale , che è una lunga conquiesta anche delle donne nel matrimonio.., perche si muori o viceverso non po usufruire de un lavoro che avette condiviso..
non poi neanche rimanere nello stesso apartamento si il contrato e a un nome .
si stai al ospedale e come sucede spesso (anche nelle coppie etero ) non sei simpatico a sua famiglia , rischi di non potere neache andarla a trovarla
io credo nel impegno non capisco si faciamo contrati per tutelarsi in ogni ramo anche per una banale autovetura e sembri strano nei rapporti interpersonali...
ne conosco di storie tremende... di persone che si amavano e l'akltro rimasto nei guai.. si ricordavamo che siamo mortali.....
credo anche nel onestà e quando o fatto qualcosa anche con amici sempre cose scritte.. chi è in buona fede non a paura di tutelare anche l'altro..
Non c'è tutela per le coppie "di fatto" OGGI.
...nulla esclude che un DOMANI anche l'Italia decida di entrare a far parte dei paesi socialmente evoluti (come del resto quasi tutti gli altri paesi dell'Unione Europea) e regolarizzi queste realtà.
Il contrario mi sembra che focaliza tutto il raporto umano solo sulle pratiche sessuali. Il sacerdote ha una visione ben ridutiva di quello che è condivisione ecc..
io penso invece che la famiglia tradizionale è un picolo nucleo individuale che si ripiega su se stessa..
solo si sei daccordo.. mancherrebe... odio il voto di scambio
:))))
Io vivo con la mia ragazza/compagna, non siamo sposati né abbiamo in cantiere di sposarci. Il nostro obiettivo per il futuro è di avere dei figli ed il nostro auspicio è di vivere insieme anche per tutta la durata della nostra vita amandoci ed onorandoci nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia ma siamo anche consapevoli del fatto che il sentimento dell’amore (in generale) è quanto di più irrazionale ed indipendente dalla volontà umana esista in natura e prendiamo quindi atto dell’impossibilità di poter promettere PER SEMPRE all’altro un qualcosa di cui non si è pienamente padroni … prendiamo atto ed accettiamo l’idea che questo sentimento, un giorno, potrebbe finire per entrambi. E allora mi chiedo: perché contrattualizzare (perché il matrimonio legale, di fatto, è un contratto) un qualcosa di cui non si è certi di poter garantire? Perché contrattualizzare un sentimento?
Ed inoltre mi e ti chiedo: qualora dovessero esserci dei figli pensi sia meglio restare insieme presentando al figlio un contesto familiare spesso logoro perché si è sposati ed un divorzio “costa” (non solo in termini economici)? … oppure è meglio separarsi quando si è preso atto della fine di un sentimento presentando quindi al figlio due genitori che, seppur separati, mantengono un buon rapporto fra loro?
E comunque: un provvedimento simile cosa andrebbe a togliere alle coppie cattoliche che vorrebbero sposarsi in chiesa o alle coppie laiche che vorrebbero comunque sposarsi in comune? La risposta è ancora una volta una: non andrebbero a togliere nulla!
non poi neanche rimanere nello stesso apartamento si il contrato e a un nome .
si stai al ospedale e come sucede spesso (anche nelle coppie etero ) non sei simpatico a sua famiglia , rischi di non potere neache andarla a trovarla
io credo nel impegno non capisco si faciamo contrati per tutelarsi in ogni ramo anche per una banale autovetura e sembri strano nei rapporti interpersonali...
ne conosco di storie tremende... di persone che si amavano e l'akltro rimasto nei guai.. si ricordavamo che siamo mortali.....
credo anche nel onestà e quando o fatto qualcosa anche con amici sempre cose scritte.. chi è in buona fede non a paura di tutelare anche l'altro..