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C’era una volta il federalismo. Quello vero!! – Poi vennero “i leghisti”.

di virtualdog67 44252 il 11 lug 11, 12:34:47
Oltre un secolo fa, prima dell’Unità d’Italia, nel nostro Paese erano molto vive le idee federaliste. In particolare l’800 italiano può contare su illustri e grandi esponenti di questo nobilissimo pensiero: Gioberti, Cattaneo, Ferrari e i sardi Asproni e Tuveri. Purtroppo le battaglie per realizzare queste idee si arenarono allorquando prevalse, affermandosi, la soluzione unitaria per la formazione dello Stato nazionale. Solo i maggiori esponenti del federalismo sardo del XIX secolo continuarono a lottare per questa idea, anche dopo l’Unità d’Italia. Uno dei filoni più importanti del federalismo italiano fu decisamente quello di Cattaneo, che è un figlio dell'illuminismo. Per lui il progresso umano non deve essere individuale, ma collettivo, e realizzato attraverso un continuo confronto con gli altri. Secondo il suo pensiero, la soluzione più naturale per un paese tenuto diviso per così tanti secoli, sarebbe stata quella federata e decentrata, prendendo semplicemente atto delle diverse peculiarità regionali, che avrebbero dovuto porsi in maniera paritetica. Importante anche il pensiero federalista che si richiamava al cattolicesimo moderato che aveva come maggiori rappresentanti: Vincenzo Gioberti e Antonio Rosmini, i quali teorizzavano un’Italia confederata sotto la guida della Chiesa.

Nel secondo dopoguerra, dopo un tentativo fatto nel corso della Costiuente da Emilio Lussu, che rimase in solitudine, in Italia non si parlò più di federalismo, fino a quando D’Alema, attraverso la riuscita operazione relativa alla modifica del titolo quinto della Costituzione, non riuscì a rilanciarne l’idea. Idea che venne subito cavalcata dalla Leganord, ma in chiave strumentale e diversa da quella originaria: non federalismo solidale, ma egoistico e nord-centrico. Tanto è vero che oggi assistiamo tristemente al fallimento di questa politica, che si limita a condurre false battaglie fiscali ai danni dei comuni italiani del centro-sud e alla sistemazione di alcuni uffici ministeriali decentrati al Nord, tali da rendere più comoda la vita di alcuni ministri.

Oggi, nostro malgrado, siamo costretti a prendere atto che il vero federalismo è morto!!
Profilo paologia1
un bel testo, complimenti, breve e conciso. magari avresti dovuto spiegare meglio cosa significa federalismo solidale, che so, un esempio pratico ... comunque bravo
Link permanente  1 punto 3 voti scritto da paologia1 85132 il 11 lug 11, 12:53:50
Profilo virtualdog67
Grazie per l’utile suggerimento e la benevola attenzione, nata magari proprio perché il testo era breve e conciso: questa la ragione per cui non c’era molto spazio per ulteriori dettagli o esempi. Ora posso tentare di seguire la tua indicazione, ma partendo dal presupposto che relativamente al concetto di “federalismo solidale” esistono più significati. Molti, e sicuramente due: uno lessicale, l’altro politico. Per quest’ultimo posso indicarti questo link. [o_0_0107114390.shtml" title="http://archiviostorico.corriere.it/2001/luglio/11/Che_cos_federalismo_solidale_co_0_0107114390.shtml" rel="nofollow">archiviostorico.corriere.it]

Il significato lessicale è però più genuino perché legato alle origine storiche, se è vero, infatti, che il termine “solidarietà” nella lingua italiana vuol dire “patto” fra più persone fisiche, appartenenti ad una collettività, e finalizzato all’assistenza e alla collaborazione reciproca. Se poi questo patto viene stipulato, non da singoli individui, ma fra Stati o Enti assimilati (per esempio: Regioni, Province o Comuni) ci troviamo davanti al Federalismo. Formula politica che può ottenersi per via ascendente o discendente. Ciò che conta è che esista un accordo fra soggetti che partono alla pari. Quindi uno Stato Federale è un accordo fra più Stati o Enti che decidono di mettere in essere un “governo superiore” cedendo a quest’ultimo parte della loro sovranità, dentro i limiti di alcune funzioni fondamentali. Il caso italiano è un po diverso perché riguarda il suo decentramento interno. Quindi è in forma “discendente”.

Un possibile esempio pratico ed attuale riferito all’Italia potrebbe essere quello inerente i provvedimenti relativi al cosiddetto “federalismo fiscale”, deciso per decreto. La cui forma legislativa non sarebbe di per se in discussione se fosse stato preceduto da un vero patto "liberamente stipulato alla pari" fra le varie Regioni d’Italia. Cosa che invece non è avvenuta, ma che è stata sostiuita dalla “Conferenza delle Regioni”. Il chè non è la stessa cosa.
Link permanente  1 punto 3 voti scritto da virtualdog67 44252 il 11 lug 11, 17:52:49



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