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I delitti di via Poma ( Simonetta Cesaroni) e della villa dell'olgiata ( Alberica Filo Della Torre) opera di fazioni deviate dei Servizi. Ecco le prove - parte settima
Anche gli inquirenti fiorentini che indagavano sul mostro di Firenze a un certo punto intrapresero la pista esoterica e i risultati furono tutt’altro che deludenti.
Analizzando in profondità tutti i delitti ci si accorse che l’assassino preferiva agire in notti calde, non ha ucciso mai in inverno e in notti di luna piena. Ha scelto, infatti, sempre notti senza luna, precedenti o successive la domenica . Ha agito tra giugno e settembre e una sola volta in ottobre. Dal corpo delle vittime donne prendeva il feticcio cimelio, escissione del pube e/o della mammella. Tra gli investigatori che si sono occupati del caso, c’è chi pensa che le sue vittime sarebbero, in realtà, molte di più di quelle conosciute.
Gli omicidi seguono un rituale ben preciso e prestabilito. Ecco riassunti i trenta anni di delitti, scanditi da date-chiave. Tutto ha inizio il 21 agosto del 1968. Quella notte vengono uccisi, nelle vicinanze del cimitero di Lastra, a Signa, una coppia di amanti, il 29enne Antonio Lo Bianco e la 32enne Barbara Locci (non tutti attribuiscono, tuttavia, questo primo omicidio al "Mostro"). Sabato, 14 settembre 1974, è il turno dei fidanzati Pasquale Gentilcore, 19 anni, e di Stefania Pettini 18 anni. La donna viene colpita con 96 coltellate al torace e al pube (Simonetta Cesaroni ne ricevette 29) . Alla fine l’assassino le infila, nella vagina, un tralcio di vite (ritualità?). Sabato 6 Giugno 1981, tocca ad altri due fidanzati, il 30enne Giovanni Foggi e la 21enne Carmela De Nuccio; alla poveretta viene asportato il pube.
Giovedì 22 ottobre dello stesso anno, 1981, è la volta di Stefano Baldi, 26 anni, e di Susanna Cambi 24. Anche a lei viene asportato il pube. Sabato 19 giugno 1982, vengono assassinati Paolo Mainardi di 22 anni e Antonella Migliorini di 19. Sabato 9 settembre 1983, è la volta di due maschi (un errore del mostro?) J. Uwe Rush e Friedrich Meyer, due amici tedeschi 24enni.
Sabato 29 luglio 1984, sono massacrati come abbiamo già visto il 22enne Claudio Stefanacci e la 18enne Pia Rontini, alla ragazza vengono asportati il pube e il seno sinistro. Domenica 8 settembre 1985, Nadine Mauriot di 36 anni e Jean Michel Kravechvili di 25, una coppia di conviventi. Anche in questo caso la donna viene mutilata del pube e del seno sinistro. (Simonetta Cesaroni viene invece morsicata sul seno sinistro). E’ la prima volta che il mostro uccide di domenica. L’assassino, il giorno dopo, spedirà un lembo del seno al sostituto procuratore Silvia Della Monica.
In relazione a quest’ultimo fatto vi è un accadimento quantomeno inquietante. E importante. Perchè può essere accaduto che i delitti servivano agli agenti deviati, con la scusa di riti esoterico-massonici in realtà inesistenti, di esercitarsi in tecniche di depistaggio giudiziario a seguito di omicidio.
Gli agenti deviati commissionavano a Pacciani l’esecuzione dei delitti del Mostro salvo poi mandare a Roma il feticcio della donna uccisa a riprova dell’omicidio eseguito e quindi intascare il premio per l'azione deviata che poi condividevano con Pietro Pacciani. Ci fu un caso in cui sembrò che il mostro volesse giocare a guardia e ladro con gli inquirenti.
Sulla webzine "L’Aspide" [www.aspide.org]) è pubblicata l’inchiesta: "I Mostri di Firenze" firmata da un "Anonimo cistercense".
All’inizio del documento la redazione spiega: "…siamo rimasti stupefatti quando una e-mail diretta al nostro Direttore e proveniente da fonte non identificabile, ci invitava a recarci presso l’antica Abbazia Benedettina di Trisulti, dove avremmo trovato un plico contenente inedite verità sul mostro di Firenze. …il plico esisteva davvero e, inoltre, prometteva, per il futuro, altre rivelazioni. Il contenuto delle pagine che seguono è tratto dal plico anonimo che conteneva una perizia (anch’essa anonima) ‘in merito alla vicenda giudiziaria relativa ai delitti attribuiti al c.d. Mostro di Firenze, in base ad un’accurata analisi storica’. Noi la riportiamo, così come l’anonimo ce l’ha fatta pervenire…".
L’anonimo redattore ci informa di un accadimento quantomeno inquietante, pubblicato, spiega, da "La Nazione", che riportò solo le iniziali della giovane donna, che narrava quanto accadutole mentre era in treno nella zona di Scandicci. Il mostro aveva da poco assassinato i due francesi. La donna racconta che un signore, molto distinto, di mezza età, le rivolse la parola e le chiese se aveva timore a viaggiare da sola dopo quanto era accaduto e aggiunse: "Ma lei non legge i giornali?". Proseguì dicendole che in quel giorno era stato fatto pervenire al Sostituto Procuratore Della Monica un brandello di seno di una donna assassinata dal "mostro". La ragazza giunse a destinazione e dimenticò quello strano individuo e il truce racconto con l’orrido particolare. Quando venti giorni dopo, lesse sui quotidiani della lettera anonima alla dottoressa Della Monica accompagnata dal lembo di seno ebbe uno choc. Chi era quel misterioso uomo e come faceva a sapere di quell’altro terribile omicidio con venti giorni d’anticipo?
Sempre dall’anonimo cistercense un altro mistero. Natalino Mele, il figlio di Barbara Locci, la prima vittima, era rannicchiato sul sedile posteriore dell’auto e semi addormentato mentre la madre e il suo amante Lo Bianco venivano assassinati. All’epoca della tragedia aveva otto anni. Egli avrebbe lamentato, anni dopo, da grande, di avere nella memoria tanti vuoti, black-out strani nella loro manifestazione che lo avrebbero convinto e portato a sostenere che le sue non erano parziali amnesie provocate da choc, ma qualcosa di diverso, di più complesso. Egli, in sostanza, sosterrebbe di essere stato vittima di un "lavaggio del cervello". Se è andata così, chi avrebbe sottoposto alla tecnica del "brainwasch" il giovane? Non è neppure dato sapere a cosa è dovuta questa convinzione e neanche se l’essere stato sottoposto a tale intervento gli fu prospettato, come diagnosi finale, da qualche medico che, dopo aver studiato il suo caso, si espresse in tal modo.
Infine l’ultima vicenda narrata dal misterioso anonimo redattore si svolge quando Pietro Pacciani, nel ’96, tornò a casa assolto dalla Corte d’Assise d’Appello. Nella sua abitazione di Mercatale non trovò sua moglie Angiolina. Nessuno sapeva dove era finita l’anziana donna. Era fuggita o era stata portata via? Per quale motivo gli avvocati di Pacciani presentarono una denuncia per sequestro di persona e contro chi? Si seppe che qualcuno dei vicini di casa vide la donna, che si dibatteva e urlava, trascinata via di forza, quasi di peso e da diverse persone. Sembra che la poveretta sia stata internata in una casa di cura, ma per quale motivo? Da parte del Servizio Sociale o il tutto fu deciso da personaggi influenti? Sembra anche che il suo internamento sarebbe stato deciso dal Servizio Assistenza Sociale della USL. Le carte della richiesta di ricovero erano sparite. Sembra che qualcuno abbia voluto far tacere Angiolina, ma perché? Questo qualcuno è colui che poi ha ucciso Pacciani? Perché Pietro Pacciani, verosimilmente, è stato assassinato.
A marzo 2001 la procura di Firenze apre un fascicolo contro ignoti sul decesso dell'agricoltore morto nel '98, mentre era in attesa del secondo processo d'appello.
Tra le tante cose inspiegabili del personaggio Pacciani vi è la sua incredibile disponibilità economica che "…iniziava a crescere vertiginosamente proprio a partire dagli anni del ciclo seriale degli omicidi… Ciò lascia effettivamente pensare alla presenza di un secondo livello, che ordinava i delitti e riceveva le parti asportate alle ragazze uccise… Questa disponibilità finanziaria e patrimoniale equivale, secondo i calcoli presentati nel processo da un legale di parte civile, ad una cifra attuale di circa 900 milioni di lire. Dall’analisi dei movimenti di quel denaro si poteva constatare che l’acquisto della quasi totalità di buoni era avvenuto tra il 1981 e il 1987 e, cioè, nell’arco di tempo, in cui erano stati realizzati i delitti con le macabre asportazioni" (Michele Giuttari e Carlo Lucarelli, Compagni di sangue, Le Lettere, Firenze 1998). Come poteva Pacciani possedere tanto denaro? Chi gli ha dato tutti quei soldi e per cosa?
Come spiegare, poi, tutte quelle strane morti come quella di Renato Malatesta, coniuge di Antonietta Sperduto, che era stata oggetto di violenze da parte di Pacciani e Vanni, e padre di Milvia Malatesta, bruciata nella sua Panda con il figlio Mirko di 3 anni nel 1993? Malatesta fu trovato impiccato il 24 dicembre 1980 nella stalla della sua casa. Francesco Vinci fu invece trovato morto con un pastore, Angelo Vargiu, in un'auto nel '93, pochi giorni dopo la morte di Milvia Malatesta e del suo bambino. Vinci avrebbe avuto una relazione con la Malatesta. Il figlio di Vinci conviveva con una prostituta, Anna Milvia Mattei, trovata anche lei uccisa, con il fuoco, il 25 maggio del '94. Cinque morti: Vinci, Vargiu, la Malatesta ed il bimbo, la Mattei e, forse, il sesto sarebbe Pacciani. Uccisi da chi? E perché?
E c’è anche il mistero del pittore C. F.. Di quali segreti è a conoscenza l’artista svizzero, di spessore internazionale, che risiede in Francia, ma che per tre anni aveva occupato due suites di una villa situata su una collina, tra San Casciano e Mercatale? Nel citato libro di M. Giuttari, capo della Squadra Mobile di Firenze leggiamo che, tra l’altro, dove visse il pittore furono trovati: "Armi e un’abbondante documentazione pornografica. C’era un revolver calibro 38, alcuni coltelli particolari, foto raffiguranti scene pornografiche impressionanti, molto simili ad alcune scene dei delitti. C’erano numerosissime riviste pornografiche di edizione francese, disegni e quadri raffiguranti, prevalentemente, una femminilità violentata e deturpata… I proprietari della villa e l’artista francese risultano dediti alla magia, così come Pacciani… Tra il materiale sequestrato, c’era una rivista francese… che riproduceva nudi femminili con varie menomazioni, come il taglio del seno sinistro e del pube…" (ibid).
Il pittore, recentemente, sarebbe uscito di scena. Lui con il mostro di Firenze non c'entrerebbe nulla. E' soltanto una persona informata sui fatti. Il pittore sarebbe passato dalla posizione di indagato per detenzione di armi, in un procedimento collegato alle vicende del mostro, a teste dell'accusa nell'inchiesta ter sui duplici efferati delitti. L’interesse degli investigatori ora si potrebbe spostare sulle due donne, proprietarie della villa di San Casciano. E’ possibile che siano state loro a cercare di scaricare su Falbriand tutti i sospetti, forse, per sviare l'attenzione degli inquirenti dalle pratiche poco limpide (magia nera? satanismo?) che si sarebbero svolte nella villa?
Giorgio Medail durante la sua inchiesta "Italia Misteriosa" venne in contatto con uno strano personaggio, che disse di aver fatto lunghe ricerche sui delitti di Firenze e, tra l’altro, affermò: "Esiste una tradizione... secondo cui il sacrificio migliore per evocare i demoni è quello degli esseri umani. E, infatti, ad esempio, nella dottrina di Aleister Crowley si afferma che la morte più favorevole è quella che avviene durante l’orgasmo
Il giornalista commenta: "Una simile affermazione non poteva che condurre agli innumerevoli e ancora misteriosi delitti del ‘mostro di Firenze’ che, guarda caso, colpisce le sue vittime proprio mentre fanno l’amore. Secondo quest’interpretazione, infatti, il ‘mostro’ altro non sarebbe che una frangia impazzita di un certo satanismo che prevede il sacrificio proprio in quel fatale momento.
Taluni esperti sono sempre più convinti che dietro il "mostro di Firenze" ci sarebbe una "cupola" segretissima di intoccabili. La torinese Maria Consolata Corti, regista alla RAI per dieci anni, al giornalista Maurizio Caravella ha raccontato: "Il mostro di Firenze è un personaggio molto noto e potente con una doppia identità, e fa parte di una terribile sètta satanica. Mi ha confessato che i membri della sètta uccidono l’uomo e la donna nell’atto di accoppiarsi, per uccidere l’amore e colpire Dio. Mi ha detto anche: - io strappo il pube o il seno con un coltello milleusi, e lo faccio non solo per odio, ma perché, secondo la sètta, durante l’atto sessuale il corpo libera energie di cui ci si può servire anche per curarsi o per aumentare la forza fisica – .
Dietro i delitti di Firenze effettivamente potrebbe nascondersi una segretissima lobby satanica composta da persone eccellenti, innominabili. Segnalazioni, informazioni, denunce anonime, avrebbero asserito proprio questo, ma, non hanno mai avuto seguito, data l’enorme rilevanza dei personaggi che sarebbero implicati Il vertice della piramide che ha ordinato quegli orribili massacri sacrificali è composto da illustri e insospettabili personaggi, con una vita segreta immersa in mondi di tenebra. Forse, per risolvere questo terribile mistero, è necessario aprire la porta di questi inferni.
Artemide 7. continua
In un'Italia dove non vengono internati nemmeno i malati mente che cercano di ammazzare qualcuno
Ecco cosa succede a chi dice la verità su certa magistratura
e certi fatti
[www.thrillermagazine.it]
É stato un teste informato sui fatti nell’indagine Mostro-ter sui mandanti: cosa ne pensa dell’assoluzione dell’ex farmacista di San Casciano Francesco Calamandrei, accusato di essere stato il mandante degli ultimi quattro duplici omicidi del mostro di Firenze?
Per anni mi sono scervellato su Calamandrei. E’ sorprendente come la moglie del farmacista di San Casciano, la signora Mariella Ciulli, nell’88, quando era sana di mente, rivelò agli inquirenti che “ad uccidere le coppiette erano Vigna e suo marito. Vigna sparava e il marito tagliava”. Lo ha confermato lo stesso Calamandrei in una puntata pormeridiana di una trasmissione condotta da Alda D’Eusanio. Ma perchè la signora Ciulli creò questo connubio? Come arrivò a questa deduzione, considerato che all'epoca era nel pieno delle facoltà mentali?
[ricerca.repubblica.it]
(la signora Mariella Ciulli, moglie del farmacista) nel 2000 è stata interdetta a causa di una gravissima infermità mentale.
I magistrati della procura ritengono che si sia ammalata perché non è stata creduta.
(quindi quando faceva quelle affermazioni era sana!!)
L' avvocato Zanobini ricorda invece che gli stessi suoi amici più cari, gli stessi familiari, fanno risalire i suoi disturbi mentali agli anni Ottanta, e forse anche all' epoca del suo matrimonio (che risale al 1969). Lo psichiatra Giovanni Battista Traverso, il consulente incaricato di esaminarla durante l' incidente probatorio, ha concluso che essa si mise in testa che il marito fosse il mostro e poi andò in cerca delle prove. Delirava già allora. E' vero che sin dagli anni Ottanta, quando tutti cercavano un killer solitario, la signora Ciulli sosteneva che il «mostro» fosse un gruppo di assassini, ma - sottolinea l' avvocato Zanobini - «per lei il gruppo non era costituito da Pacciani, Vanni, Lotti», ma da amici di San Casciano di suo marito, e dal procuratore Vigna: tanto è vero che nel ' 91 mise in allarme don Belladelli, il suo sacerdote di fiducia, confidandogli che suo marito, suo figlio e il dottor Vigna avrebbero ucciso una coppia alla Madonna del Sasso (non lontano da Pontassieve).
(il figlio Marco morì poi "suicida" per overdose)
[mostrofirenze.blogs.it]
Secondo Mariella Ciulli, la ex moglie del farmacista, la notte dell'ultimo duplice delitto (8 settembre 1985 a Scopeti) Calamandrei presentava ferite al volto e agli arti.
Se conosci bene i delitti vedrai che in uno è stata lasciata la firma...
pensa al tralcio di vite
Mariella Ciulli, si recò alla Stazione dei Carabinieri di San Casciano dove riferì di aver visto, anni addietro, l'ex marito con una pistola Beretta e di aver rinvenuto nel frigorifero di casa i feticci strappati alle vittime dei duplici omicidi. Furono effettuati controlli e perquisizioni da cui non emerse niente di significativo.
Nel 1991 scrisse un memoriale in cui raccontava che l'ex-marito era "un soggetto malato rovinato dalla frequentazione di un certo gruppo di persone" e di aver notato ferite al volto e agli arti sull'ex marito il giorno successivo l'omicidio di Nadine Mauriot e Jean Michel Kravechvili. Fornì inoltre alcuni dettagli in merito al primo omicidio attribuito al "mostro di Firenze":
::"Nel 1968, a fine estate, mi trovavo in auto con mio marito, credo la mia Cinquecento, ferma in un viottolo nelle vicinanze di Castelletti di Signa, così mi sembra, anzi ne sono certa. Guidava lui in quanto io non sono molto pratica della zona e presumo che anche lui non lo fosse. Mi sembra che eravamo stati a cena da una nostra amica di Signa che mi aveva dato una pozione di polvere bianca contro il malocchio. Non ricordo come si chiami né dove abiti esattamente. Mentre eravamo in auto abbiamo udito alcuni spari e dopo pochi istanti abbiamo sentito e visto un bambino che piangeva accanto alla nostra auto. Il bambino ci notificò che la sua mamma era morta e ci indicò di andare verso un'altra auto che noi non vedevamo in quanto coperta da una siepe. In effetti notavamo che c'era un'altra macchina parcheggiata dove aveva indicato il bambino, un'auto grossa. Mio marito scese dalla Cinquecento, andò verso questa seconda auto e tornò indietro dicendo che non vi era nessuno a bordo. Con una bicicletta che stava appoggiata a un cespuglio prese il bambino e, fattolo salire in canna, si avviò dicendo che l'avrebbe accompagnato a casa facendosi indicare la strada dal ragazzo stesso. Mentre attendevo in macchina il ritorno di mio marito, vidi transitare un altro uomo in bicicletta: costui indossava una mantella scura e un cappello..."::
I mostri di Firenze operano ancora, vedi l'ultimo omicidio, qualche mese fa, a Bagno a Ripoli.
Firenze, scoperti cadaveri di una coppia - per gli inquirenti è un omicidio-suicidio. Sìììììììììììì, col fischio
La ricostruzione del colonnello: "Il ragazzo è stato colto da un raptus"
"Sono scesi dall'auto. A questo punto, dice il colonnello Saltalamacchia, il raptus: lui ha colpito la ragazza più volte con un coltello per disossare il prosciutto, che evidentemente si era portato dietro."
RAPTUS? Se si è portato dietro il coltello è omicidio premeditato, non è raptus, caro colonnello. Ma questo è niente.
Leggete qui sotto il modo in cui il povero ragazzo si arebbe "suicidato" dopo l'omicidio.
Tragedia di Bagno a Ripoli: Lapo si è ucciso con una coltellata al cuore
Lapo Santiccioli si è ucciso con una coltellata al cuore ed è morto per choc emorragico. A stabilirlo il medico legale che ha effettuato ieri l’autopsia sul corpo del ragazzo che sabato scorso ha ucciso la sua ex fidanzata, Giulia Giusti, nei boschi di Bagno a Ripoli.
Prima ha cercato di uccidersi con tre colpi al collo, ma non riuscendoci si è inferto cinque coltellate all’addome: al cuore quella mortale.
[www.radionostalgia.fm]
Altra versione simile qui
[www.gonews.it]
Non solo! Il coltello è stato trovato ad alcuni metri dal cadavere, quindi il poveretto, dopo ben 8 coltellate in varie parti del corpo e dopo essersi finito con una coltellata al cuore, si è strappato il coltello e lo ha gettato qualche metro più in là.
"I due cadaveri erano distanti l'uno dall'altro 5-6 metri e gli agenti hanno trovato, in mezzo a loro, un grosso coltello..."
[lanazione.ilsole24ore.com]
Mi ricorda tanto il caso di Castellari che, dopo essersi "suididato" con un colpo in testa, ebbe la cura di riporre la pistola nella fondina...
**Sono finite le incongruenze? No, perché il ragazzo, dopo l'omicidio della fidanzata, si sarebbe lavato le mani ad un fantomatica fontanella.
Cavolo, e come fate a saperlo? Non mi direte che aveva anche le mani pulite** !!!! E non se le è sporcate dandosi ben 9 coltellate? O dopo la coltellata al cuore è ritornato un attimo a lavarsi le mani?
Ringrazio per gli interessanti riferimenti postati.
Io penso che anche i delitti del mostro di Firenze come i delitti dei fratelli Savi (UNo Bianca), come anche le stragi facevano parte di un programma di azioni deviate dei nostri c.d. servizi segreti paralleli.
Partiamo da dati concreti. Sui conti di Pacciani furono trovati a un certo punto 900 milioni di vecchie lire. Sui conti di vanni furono anche trovate somme di denaro incompatibili coni suoi redditi. Somme di quella entità non potevano essere erogate da privati cittadini per soddisfare il loro gusto di disporre di feticci di donne uccise alle messe sataniche, con riferimento poi a cinque o sei sedute di questo tipo. Una somma del genere poteva essere erogata solo dal Sisde.
Va quindi ricercata uan ragione per la quale il Sisde aveva esigenza di commissionare quei delitti.
I delitti del mostro di Firenze vanno dal 1968 al 1985, anno in cui ci fu l'avvento di Gorbaciov alla guida dell'Unione Sovietica e quindi la cessazione del pericolo di una possibile invasione sovietica dell'Italia, prospettiva che terrorizzava gli americani. Se l'Unione Sovietica avesse invaso l'Italia avrebbe posto ai vertici delle Istituzioni soggetti del Partito Comunista, che, nel quadro di una serie di azioni destabilizzanti dovevano essere assassinati.
Ed allora attraverso i deliti del Mostro si voleva costituire una rete di persone che, coprendosi dietro la partecipazione a riti satanici segreti, in realtà costituiva una cellula segreta parallela ai Servizi disponibile a ideare, commissionare e gestire azioni omicidiarie e destabilizzanti. E poi a un livello più basso costituire una rete di persone con compiti esecutivi disposte ad eseguire azioni stragiste, omiocidiarie e destabilizzanti, mettendo a punto nel contenpo tecniche e capacità di depistaggio giudiziario e verificando la disponibilità di magistrati e funzionari di polizia a far parte di questa rete parallela, che voleva essere un misto fra Gladio e P2.
La simulazione dell'omicidio finalizzato al rito satanico si sostanziò nie primi omicidi nelle pugnalate che venivano inferte alla vittima dopo l'assassinio dalle quali si ricavava il sangue che doveva poi servire a celebrare il rito satanico. Poi però siccome qeusto signkificato non veniva colto nele cronache evidnetemente si pensò bene nei successivi delitti del mostro di praticare anche l'escissione di feticci quali l'utero o pezzi del seno della donna uccisa perchè fosse più chiara la ritualità satanica dell'omicidio.
I delitti di un possibile mostro ci sono stati pure a Roma, ove si sono verificati in quello stesso arco di tempo (1982-85) nove omicidi di giovani donne uccise da un serial killer, che si attribuivano, similamente a quanto avveniva a Firenze, a una misteriosa organizzazione esoterico-massonica denomnata Rosa rossa, nella quale apparivano esserci alti esponneti delle Istituzioni.
Questi delitti sono poi ripresi a Roma nel 1990 con il delitto Cesaroni che presenta nalogie con i delitti c.d. della Rosa rossa (assenza di sangue attorno al cadavere dopo l'omicidio) e anche con qeulli del mostro di Fiorenze (cadavere pugnalato più volte dopo l'omcidio) e con il delitto della contessa Alberica Filo della Torre. Quest'ultimo però ha avuto anche un significato politico perchè la contessa riciclava alcune tenagenti dell'on.le Martelli, al quale si voleva mandare in questa maniera un sinistro messaggio di morte per condizionare le sue scelte politiche. Per questo il delitto Fiulo Della Torre non presenta segni di collegamento con riti satanici. Tuttavia la contessa temeva di essere aggredita o rapita da eventuali serial killer. Evidentemente aveva ricevuto minacce.
Tanto ciò è vero che - altro dato concreto - fu Parisi ad ordinanre a Nicola Cavaliere allora capo dellea Mobile di Roma e diventato oggi per la sua obbedienza vice capo della Polizia, di depistare le indagini sia sul delitto Cesaroni che sul delitto Filo della Torre e Cavaliere, il quale pure si era dimostrato un buon funzionario di Polizia, puntualmente eseguì a dovere i depistaggi che gli furono richiesti.
Tanto vero pure che il primo provedimento di Berlusconi nel 1994 quandò salì al potere fu quello di cacciare Parisi dalla Polizia e di non coprire più i delitti della banda della Uno Bianca.
Nel 1987 infatti Parisi aveva costituito a Bologna la banda della Uno bianca perchè il suo settore politico di appartenenza, la Sinistra democristiana e le lobby ebraiche americane che vi stavano dietro, non erano d'accordo sull'ulteriore ascesa di Craxi sul piano politico e sulla paralleal ascesa di Berlusconi sul piano economico per le aperture di Craxi agli arabi e dunque intendevano combatterle anche attraverso azioni devianti e destabilizzanti dei Servizi.
Gli agenti del castello Ufteggio che perpetrarono nel 1992 la strage di via D'Amelio erano tutti ex agenti di polizia selezionati dalla Sinsitra D.C. e cooptati nei Servizi attraverso l'inserimento nell'orgaanico dell'Alto Commissariato per la lotta alla mafia, organismo istituito da De Mita nel 1988, e che ebbe come su primo capo il prefetto De Francisci, amico di Parisi (Dracula).
Il sangue di Simonetta Cesaroni non fu quindi ripulito dal portiere Pierino Vanacore, ma raccolto dallo stesso assassino. E' fuorviante poi pensare che l'assassino abbia lasciato la porta socchiusa come pure non è possibile che Volponi, ben conoscendo la delicatezza del lavoro assegnato a Simonetta,non si sia allarmato e non si sia portato sul posto del delitto, quando Simonetta non lo ha chiamato alle ore 18.20 come concordato nè rispondeva alle sue telefonate.
Vanacore era stato pressato da sconosciuti negli ultimi tempi affinchè dicesse la verità.
Trovo impossibile che il P.M. Ilaria Calò dietro la qaule c'è sempre Ormanni, non abbia compreso qeuste cose sicchè quando ella dice "Vanacore ha depistato le indagini per venti anni" certamente si riferisce ad altri ai quali sta mandando messaggi affinchè dicano perchè allora si attuavano tanti depiostaggi e chi c'era a livello politico dietro questa e altre situazioni simili (Manuela Orlandi, Paolo Borsellino ecc.). Credo voglia rivlogersi agli attuali capi della Polizia Antonio Managanelli e Nicola Cavaliere, i quali certamente sanno.
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I delitti di via Poma ( Simonetta Cesaroni) e della villa dell'olgiata ( Alberica Filo Della Torre) opera di fazioni deviate dei Servizi. Ecco le prove - parte settima
Analizzando in profondità tutti i delitti ci si accorse che l’assassino preferiva agire in notti calde, non ha ucciso mai in inverno e in notti di luna piena. Ha scelto, infatti, sempre notti senza luna, precedenti o successive la domenica . Ha agito tra giugno e settembre e una sola volta in ottobre. Dal corpo delle vittime donne prendeva il feticcio cimelio, escissione del pube e/o della mammella. Tra gli investigatori che si sono occupati del caso, c’è chi pensa che le sue vittime sarebbero, in realtà, molte di più di quelle conosciute.
Gli omicidi seguono un rituale ben preciso e prestabilito. Ecco riassunti i trenta anni di delitti, scanditi da date-chiave. Tutto ha inizio il 21 agosto del 1968. Quella notte vengono uccisi, nelle vicinanze del cimitero di Lastra, a Signa, una coppia di amanti, il 29enne Antonio Lo Bianco e la 32enne Barbara Locci (non tutti attribuiscono, tuttavia, questo primo omicidio al "Mostro"). Sabato, 14 settembre 1974, è il turno dei fidanzati Pasquale Gentilcore, 19 anni, e di Stefania Pettini 18 anni. La donna viene colpita con 96 coltellate al torace e al pube (Simonetta Cesaroni ne ricevette 29) . Alla fine l’assassino le infila, nella vagina, un tralcio di vite (ritualità?). Sabato 6 Giugno 1981, tocca ad altri due fidanzati, il 30enne Giovanni Foggi e la 21enne Carmela De Nuccio; alla poveretta viene asportato il pube.
Giovedì 22 ottobre dello stesso anno, 1981, è la volta di Stefano Baldi, 26 anni, e di Susanna Cambi 24. Anche a lei viene asportato il pube. Sabato 19 giugno 1982, vengono assassinati Paolo Mainardi di 22 anni e Antonella Migliorini di 19. Sabato 9 settembre 1983, è la volta di due maschi (un errore del mostro?) J. Uwe Rush e Friedrich Meyer, due amici tedeschi 24enni.
Sabato 29 luglio 1984, sono massacrati come abbiamo già visto il 22enne Claudio Stefanacci e la 18enne Pia Rontini, alla ragazza vengono asportati il pube e il seno sinistro. Domenica 8 settembre 1985, Nadine Mauriot di 36 anni e Jean Michel Kravechvili di 25, una coppia di conviventi. Anche in questo caso la donna viene mutilata del pube e del seno sinistro. (Simonetta Cesaroni viene invece morsicata sul seno sinistro). E’ la prima volta che il mostro uccide di domenica. L’assassino, il giorno dopo, spedirà un lembo del seno al sostituto procuratore Silvia Della Monica.
In relazione a quest’ultimo fatto vi è un accadimento quantomeno inquietante. E importante. Perchè può essere accaduto che i delitti servivano agli agenti deviati, con la scusa di riti esoterico-massonici in realtà inesistenti, di esercitarsi in tecniche di depistaggio giudiziario a seguito di omicidio.
Gli agenti deviati commissionavano a Pacciani l’esecuzione dei delitti del Mostro salvo poi mandare a Roma il feticcio della donna uccisa a riprova dell’omicidio eseguito e quindi intascare il premio per l'azione deviata che poi condividevano con Pietro Pacciani. Ci fu un caso in cui sembrò che il mostro volesse giocare a guardia e ladro con gli inquirenti.
Sulla webzine "L’Aspide" [www.aspide.org]) è pubblicata l’inchiesta: "I Mostri di Firenze" firmata da un "Anonimo cistercense".
All’inizio del documento la redazione spiega: "…siamo rimasti stupefatti quando una e-mail diretta al nostro Direttore e proveniente da fonte non identificabile, ci invitava a recarci presso l’antica Abbazia Benedettina di Trisulti, dove avremmo trovato un plico contenente inedite verità sul mostro di Firenze. …il plico esisteva davvero e, inoltre, prometteva, per il futuro, altre rivelazioni. Il contenuto delle pagine che seguono è tratto dal plico anonimo che conteneva una perizia (anch’essa anonima) ‘in merito alla vicenda giudiziaria relativa ai delitti attribuiti al c.d. Mostro di Firenze, in base ad un’accurata analisi storica’. Noi la riportiamo, così come l’anonimo ce l’ha fatta pervenire…".
L’anonimo redattore ci informa di un accadimento quantomeno inquietante, pubblicato, spiega, da "La Nazione", che riportò solo le iniziali della giovane donna, che narrava quanto accadutole mentre era in treno nella zona di Scandicci. Il mostro aveva da poco assassinato i due francesi. La donna racconta che un signore, molto distinto, di mezza età, le rivolse la parola e le chiese se aveva timore a viaggiare da sola dopo quanto era accaduto e aggiunse: "Ma lei non legge i giornali?". Proseguì dicendole che in quel giorno era stato fatto pervenire al Sostituto Procuratore Della Monica un brandello di seno di una donna assassinata dal "mostro". La ragazza giunse a destinazione e dimenticò quello strano individuo e il truce racconto con l’orrido particolare. Quando venti giorni dopo, lesse sui quotidiani della lettera anonima alla dottoressa Della Monica accompagnata dal lembo di seno ebbe uno choc. Chi era quel misterioso uomo e come faceva a sapere di quell’altro terribile omicidio con venti giorni d’anticipo?
Sempre dall’anonimo cistercense un altro mistero. Natalino Mele, il figlio di Barbara Locci, la prima vittima, era rannicchiato sul sedile posteriore dell’auto e semi addormentato mentre la madre e il suo amante Lo Bianco venivano assassinati. All’epoca della tragedia aveva otto anni. Egli avrebbe lamentato, anni dopo, da grande, di avere nella memoria tanti vuoti, black-out strani nella loro manifestazione che lo avrebbero convinto e portato a sostenere che le sue non erano parziali amnesie provocate da choc, ma qualcosa di diverso, di più complesso. Egli, in sostanza, sosterrebbe di essere stato vittima di un "lavaggio del cervello". Se è andata così, chi avrebbe sottoposto alla tecnica del "brainwasch" il giovane? Non è neppure dato sapere a cosa è dovuta questa convinzione e neanche se l’essere stato sottoposto a tale intervento gli fu prospettato, come diagnosi finale, da qualche medico che, dopo aver studiato il suo caso, si espresse in tal modo.
Infine l’ultima vicenda narrata dal misterioso anonimo redattore si svolge quando Pietro Pacciani, nel ’96, tornò a casa assolto dalla Corte d’Assise d’Appello. Nella sua abitazione di Mercatale non trovò sua moglie Angiolina. Nessuno sapeva dove era finita l’anziana donna. Era fuggita o era stata portata via? Per quale motivo gli avvocati di Pacciani presentarono una denuncia per sequestro di persona e contro chi? Si seppe che qualcuno dei vicini di casa vide la donna, che si dibatteva e urlava, trascinata via di forza, quasi di peso e da diverse persone. Sembra che la poveretta sia stata internata in una casa di cura, ma per quale motivo? Da parte del Servizio Sociale o il tutto fu deciso da personaggi influenti? Sembra anche che il suo internamento sarebbe stato deciso dal Servizio Assistenza Sociale della USL. Le carte della richiesta di ricovero erano sparite. Sembra che qualcuno abbia voluto far tacere Angiolina, ma perché? Questo qualcuno è colui che poi ha ucciso Pacciani? Perché Pietro Pacciani, verosimilmente, è stato assassinato.
A marzo 2001 la procura di Firenze apre un fascicolo contro ignoti sul decesso dell'agricoltore morto nel '98, mentre era in attesa del secondo processo d'appello.
Tra le tante cose inspiegabili del personaggio Pacciani vi è la sua incredibile disponibilità economica che "…iniziava a crescere vertiginosamente proprio a partire dagli anni del ciclo seriale degli omicidi… Ciò lascia effettivamente pensare alla presenza di un secondo livello, che ordinava i delitti e riceveva le parti asportate alle ragazze uccise… Questa disponibilità finanziaria e patrimoniale equivale, secondo i calcoli presentati nel processo da un legale di parte civile, ad una cifra attuale di circa 900 milioni di lire. Dall’analisi dei movimenti di quel denaro si poteva constatare che l’acquisto della quasi totalità di buoni era avvenuto tra il 1981 e il 1987 e, cioè, nell’arco di tempo, in cui erano stati realizzati i delitti con le macabre asportazioni" (Michele Giuttari e Carlo Lucarelli, Compagni di sangue, Le Lettere, Firenze 1998). Come poteva Pacciani possedere tanto denaro? Chi gli ha dato tutti quei soldi e per cosa?
Come spiegare, poi, tutte quelle strane morti come quella di Renato Malatesta, coniuge di Antonietta Sperduto, che era stata oggetto di violenze da parte di Pacciani e Vanni, e padre di Milvia Malatesta, bruciata nella sua Panda con il figlio Mirko di 3 anni nel 1993? Malatesta fu trovato impiccato il 24 dicembre 1980 nella stalla della sua casa. Francesco Vinci fu invece trovato morto con un pastore, Angelo Vargiu, in un'auto nel '93, pochi giorni dopo la morte di Milvia Malatesta e del suo bambino. Vinci avrebbe avuto una relazione con la Malatesta. Il figlio di Vinci conviveva con una prostituta, Anna Milvia Mattei, trovata anche lei uccisa, con il fuoco, il 25 maggio del '94. Cinque morti: Vinci, Vargiu, la Malatesta ed il bimbo, la Mattei e, forse, il sesto sarebbe Pacciani. Uccisi da chi? E perché?
E c’è anche il mistero del pittore C. F.. Di quali segreti è a conoscenza l’artista svizzero, di spessore internazionale, che risiede in Francia, ma che per tre anni aveva occupato due suites di una villa situata su una collina, tra San Casciano e Mercatale? Nel citato libro di M. Giuttari, capo della Squadra Mobile di Firenze leggiamo che, tra l’altro, dove visse il pittore furono trovati: "Armi e un’abbondante documentazione pornografica. C’era un revolver calibro 38, alcuni coltelli particolari, foto raffiguranti scene pornografiche impressionanti, molto simili ad alcune scene dei delitti. C’erano numerosissime riviste pornografiche di edizione francese, disegni e quadri raffiguranti, prevalentemente, una femminilità violentata e deturpata… I proprietari della villa e l’artista francese risultano dediti alla magia, così come Pacciani… Tra il materiale sequestrato, c’era una rivista francese… che riproduceva nudi femminili con varie menomazioni, come il taglio del seno sinistro e del pube…" (ibid).
Il pittore, recentemente, sarebbe uscito di scena. Lui con il mostro di Firenze non c'entrerebbe nulla. E' soltanto una persona informata sui fatti. Il pittore sarebbe passato dalla posizione di indagato per detenzione di armi, in un procedimento collegato alle vicende del mostro, a teste dell'accusa nell'inchiesta ter sui duplici efferati delitti. L’interesse degli investigatori ora si potrebbe spostare sulle due donne, proprietarie della villa di San Casciano. E’ possibile che siano state loro a cercare di scaricare su Falbriand tutti i sospetti, forse, per sviare l'attenzione degli inquirenti dalle pratiche poco limpide (magia nera? satanismo?) che si sarebbero svolte nella villa? Giorgio Medail durante la sua inchiesta "Italia Misteriosa" venne in contatto con uno strano personaggio, che disse di aver fatto lunghe ricerche sui delitti di Firenze e, tra l’altro, affermò: "Esiste una tradizione... secondo cui il sacrificio migliore per evocare i demoni è quello degli esseri umani. E, infatti, ad esempio, nella dottrina di Aleister Crowley si afferma che la morte più favorevole è quella che avviene durante l’orgasmo
Il giornalista commenta: "Una simile affermazione non poteva che condurre agli innumerevoli e ancora misteriosi delitti del ‘mostro di Firenze’ che, guarda caso, colpisce le sue vittime proprio mentre fanno l’amore. Secondo quest’interpretazione, infatti, il ‘mostro’ altro non sarebbe che una frangia impazzita di un certo satanismo che prevede il sacrificio proprio in quel fatale momento.
Taluni esperti sono sempre più convinti che dietro il "mostro di Firenze" ci sarebbe una "cupola" segretissima di intoccabili. La torinese Maria Consolata Corti, regista alla RAI per dieci anni, al giornalista Maurizio Caravella ha raccontato: "Il mostro di Firenze è un personaggio molto noto e potente con una doppia identità, e fa parte di una terribile sètta satanica. Mi ha confessato che i membri della sètta uccidono l’uomo e la donna nell’atto di accoppiarsi, per uccidere l’amore e colpire Dio. Mi ha detto anche: - io strappo il pube o il seno con un coltello milleusi, e lo faccio non solo per odio, ma perché, secondo la sètta, durante l’atto sessuale il corpo libera energie di cui ci si può servire anche per curarsi o per aumentare la forza fisica – .
Dietro i delitti di Firenze effettivamente potrebbe nascondersi una segretissima lobby satanica composta da persone eccellenti, innominabili. Segnalazioni, informazioni, denunce anonime, avrebbero asserito proprio questo, ma, non hanno mai avuto seguito, data l’enorme rilevanza dei personaggi che sarebbero implicati Il vertice della piramide che ha ordinato quegli orribili massacri sacrificali è composto da illustri e insospettabili personaggi, con una vita segreta immersa in mondi di tenebra. Forse, per risolvere questo terribile mistero, è necessario aprire la porta di questi inferni.
Artemide 7. continua
[www.thrillermagazine.it] É stato un teste informato sui fatti nell’indagine Mostro-ter sui mandanti: cosa ne pensa dell’assoluzione dell’ex farmacista di San Casciano Francesco Calamandrei, accusato di essere stato il mandante degli ultimi quattro duplici omicidi del mostro di Firenze? Per anni mi sono scervellato su Calamandrei. E’ sorprendente come la moglie del farmacista di San Casciano, la signora Mariella Ciulli, nell’88, quando era sana di mente, rivelò agli inquirenti che “ad uccidere le coppiette erano Vigna e suo marito. Vigna sparava e il marito tagliava”. Lo ha confermato lo stesso Calamandrei in una puntata pormeridiana di una trasmissione condotta da Alda D’Eusanio. Ma perchè la signora Ciulli creò questo connubio? Come arrivò a questa deduzione, considerato che all'epoca era nel pieno delle facoltà mentali?
[ricerca.repubblica.it] (la signora Mariella Ciulli, moglie del farmacista) nel 2000 è stata interdetta a causa di una gravissima infermità mentale. I magistrati della procura ritengono che si sia ammalata perché non è stata creduta. (quindi quando faceva quelle affermazioni era sana!!) L' avvocato Zanobini ricorda invece che gli stessi suoi amici più cari, gli stessi familiari, fanno risalire i suoi disturbi mentali agli anni Ottanta, e forse anche all' epoca del suo matrimonio (che risale al 1969). Lo psichiatra Giovanni Battista Traverso, il consulente incaricato di esaminarla durante l' incidente probatorio, ha concluso che essa si mise in testa che il marito fosse il mostro e poi andò in cerca delle prove. Delirava già allora. E' vero che sin dagli anni Ottanta, quando tutti cercavano un killer solitario, la signora Ciulli sosteneva che il «mostro» fosse un gruppo di assassini, ma - sottolinea l' avvocato Zanobini - «per lei il gruppo non era costituito da Pacciani, Vanni, Lotti», ma da amici di San Casciano di suo marito, e dal procuratore Vigna: tanto è vero che nel ' 91 mise in allarme don Belladelli, il suo sacerdote di fiducia, confidandogli che suo marito, suo figlio e il dottor Vigna avrebbero ucciso una coppia alla Madonna del Sasso (non lontano da Pontassieve). (il figlio Marco morì poi "suicida" per overdose)
[mostrofirenze.blogs.it] Secondo Mariella Ciulli, la ex moglie del farmacista, la notte dell'ultimo duplice delitto (8 settembre 1985 a Scopeti) Calamandrei presentava ferite al volto e agli arti.
Se conosci bene i delitti vedrai che in uno è stata lasciata la firma... pensa al tralcio di vite
Leggi anche qui, ne vale la pena [lanazione.ilsole24ore.com] ma come hanno fatto ad assolverlo?
E ancora da qui [insufficienzadiprove.blogspot.com]
Mariella Ciulli, si recò alla Stazione dei Carabinieri di San Casciano dove riferì di aver visto, anni addietro, l'ex marito con una pistola Beretta e di aver rinvenuto nel frigorifero di casa i feticci strappati alle vittime dei duplici omicidi. Furono effettuati controlli e perquisizioni da cui non emerse niente di significativo.
Nel 1991 scrisse un memoriale in cui raccontava che l'ex-marito era "un soggetto malato rovinato dalla frequentazione di un certo gruppo di persone" e di aver notato ferite al volto e agli arti sull'ex marito il giorno successivo l'omicidio di Nadine Mauriot e Jean Michel Kravechvili. Fornì inoltre alcuni dettagli in merito al primo omicidio attribuito al "mostro di Firenze":
::"Nel 1968, a fine estate, mi trovavo in auto con mio marito, credo la mia Cinquecento, ferma in un viottolo nelle vicinanze di Castelletti di Signa, così mi sembra, anzi ne sono certa. Guidava lui in quanto io non sono molto pratica della zona e presumo che anche lui non lo fosse. Mi sembra che eravamo stati a cena da una nostra amica di Signa che mi aveva dato una pozione di polvere bianca contro il malocchio. Non ricordo come si chiami né dove abiti esattamente. Mentre eravamo in auto abbiamo udito alcuni spari e dopo pochi istanti abbiamo sentito e visto un bambino che piangeva accanto alla nostra auto. Il bambino ci notificò che la sua mamma era morta e ci indicò di andare verso un'altra auto che noi non vedevamo in quanto coperta da una siepe. In effetti notavamo che c'era un'altra macchina parcheggiata dove aveva indicato il bambino, un'auto grossa. Mio marito scese dalla Cinquecento, andò verso questa seconda auto e tornò indietro dicendo che non vi era nessuno a bordo. Con una bicicletta che stava appoggiata a un cespuglio prese il bambino e, fattolo salire in canna, si avviò dicendo che l'avrebbe accompagnato a casa facendosi indicare la strada dal ragazzo stesso. Mentre attendevo in macchina il ritorno di mio marito, vidi transitare un altro uomo in bicicletta: costui indossava una mantella scura e un cappello..."::
I mostri di Firenze operano ancora, vedi l'ultimo omicidio, qualche mese fa, a Bagno a Ripoli. Firenze, scoperti cadaveri di una coppia - per gli inquirenti è un omicidio-suicidio. Sìììììììììììì, col fischio
La ricostruzione del colonnello: "Il ragazzo è stato colto da un raptus" "Sono scesi dall'auto. A questo punto, dice il colonnello Saltalamacchia, il raptus: lui ha colpito la ragazza più volte con un coltello per disossare il prosciutto, che evidentemente si era portato dietro." RAPTUS? Se si è portato dietro il coltello è omicidio premeditato, non è raptus, caro colonnello. Ma questo è niente.
Leggete qui sotto il modo in cui il povero ragazzo si arebbe "suicidato" dopo l'omicidio. Tragedia di Bagno a Ripoli: Lapo si è ucciso con una coltellata al cuore Lapo Santiccioli si è ucciso con una coltellata al cuore ed è morto per choc emorragico. A stabilirlo il medico legale che ha effettuato ieri l’autopsia sul corpo del ragazzo che sabato scorso ha ucciso la sua ex fidanzata, Giulia Giusti, nei boschi di Bagno a Ripoli.
Prima ha cercato di uccidersi con tre colpi al collo, ma non riuscendoci si è inferto cinque coltellate all’addome: al cuore quella mortale. [www.radionostalgia.fm] Altra versione simile qui [www.gonews.it]
Non solo! Il coltello è stato trovato ad alcuni metri dal cadavere, quindi il poveretto, dopo ben 8 coltellate in varie parti del corpo e dopo essersi finito con una coltellata al cuore, si è strappato il coltello e lo ha gettato qualche metro più in là. "I due cadaveri erano distanti l'uno dall'altro 5-6 metri e gli agenti hanno trovato, in mezzo a loro, un grosso coltello..." [lanazione.ilsole24ore.com] Mi ricorda tanto il caso di Castellari che, dopo essersi "suididato" con un colpo in testa, ebbe la cura di riporre la pistola nella fondina...
**Sono finite le incongruenze? No, perché il ragazzo, dopo l'omicidio della fidanzata, si sarebbe lavato le mani ad un fantomatica fontanella. Cavolo, e come fate a saperlo? Non mi direte che aveva anche le mani pulite** !!!! E non se le è sporcate dandosi ben 9 coltellate? O dopo la coltellata al cuore è ritornato un attimo a lavarsi le mani?
Io penso che anche i delitti del mostro di Firenze come i delitti dei fratelli Savi (UNo Bianca), come anche le stragi facevano parte di un programma di azioni deviate dei nostri c.d. servizi segreti paralleli.
Partiamo da dati concreti. Sui conti di Pacciani furono trovati a un certo punto 900 milioni di vecchie lire. Sui conti di vanni furono anche trovate somme di denaro incompatibili coni suoi redditi. Somme di quella entità non potevano essere erogate da privati cittadini per soddisfare il loro gusto di disporre di feticci di donne uccise alle messe sataniche, con riferimento poi a cinque o sei sedute di questo tipo. Una somma del genere poteva essere erogata solo dal Sisde.
Va quindi ricercata uan ragione per la quale il Sisde aveva esigenza di commissionare quei delitti.
I delitti del mostro di Firenze vanno dal 1968 al 1985, anno in cui ci fu l'avvento di Gorbaciov alla guida dell'Unione Sovietica e quindi la cessazione del pericolo di una possibile invasione sovietica dell'Italia, prospettiva che terrorizzava gli americani. Se l'Unione Sovietica avesse invaso l'Italia avrebbe posto ai vertici delle Istituzioni soggetti del Partito Comunista, che, nel quadro di una serie di azioni destabilizzanti dovevano essere assassinati.
Ed allora attraverso i deliti del Mostro si voleva costituire una rete di persone che, coprendosi dietro la partecipazione a riti satanici segreti, in realtà costituiva una cellula segreta parallela ai Servizi disponibile a ideare, commissionare e gestire azioni omicidiarie e destabilizzanti. E poi a un livello più basso costituire una rete di persone con compiti esecutivi disposte ad eseguire azioni stragiste, omiocidiarie e destabilizzanti, mettendo a punto nel contenpo tecniche e capacità di depistaggio giudiziario e verificando la disponibilità di magistrati e funzionari di polizia a far parte di questa rete parallela, che voleva essere un misto fra Gladio e P2.
La simulazione dell'omicidio finalizzato al rito satanico si sostanziò nie primi omicidi nelle pugnalate che venivano inferte alla vittima dopo l'assassinio dalle quali si ricavava il sangue che doveva poi servire a celebrare il rito satanico. Poi però siccome qeusto signkificato non veniva colto nele cronache evidnetemente si pensò bene nei successivi delitti del mostro di praticare anche l'escissione di feticci quali l'utero o pezzi del seno della donna uccisa perchè fosse più chiara la ritualità satanica dell'omicidio.
I delitti di un possibile mostro ci sono stati pure a Roma, ove si sono verificati in quello stesso arco di tempo (1982-85) nove omicidi di giovani donne uccise da un serial killer, che si attribuivano, similamente a quanto avveniva a Firenze, a una misteriosa organizzazione esoterico-massonica denomnata Rosa rossa, nella quale apparivano esserci alti esponneti delle Istituzioni.
Questi delitti sono poi ripresi a Roma nel 1990 con il delitto Cesaroni che presenta nalogie con i delitti c.d. della Rosa rossa (assenza di sangue attorno al cadavere dopo l'omicidio) e anche con qeulli del mostro di Fiorenze (cadavere pugnalato più volte dopo l'omcidio) e con il delitto della contessa Alberica Filo della Torre. Quest'ultimo però ha avuto anche un significato politico perchè la contessa riciclava alcune tenagenti dell'on.le Martelli, al quale si voleva mandare in questa maniera un sinistro messaggio di morte per condizionare le sue scelte politiche. Per questo il delitto Fiulo Della Torre non presenta segni di collegamento con riti satanici. Tuttavia la contessa temeva di essere aggredita o rapita da eventuali serial killer. Evidentemente aveva ricevuto minacce.
Tanto ciò è vero che - altro dato concreto - fu Parisi ad ordinanre a Nicola Cavaliere allora capo dellea Mobile di Roma e diventato oggi per la sua obbedienza vice capo della Polizia, di depistare le indagini sia sul delitto Cesaroni che sul delitto Filo della Torre e Cavaliere, il quale pure si era dimostrato un buon funzionario di Polizia, puntualmente eseguì a dovere i depistaggi che gli furono richiesti.
Tanto vero pure che il primo provedimento di Berlusconi nel 1994 quandò salì al potere fu quello di cacciare Parisi dalla Polizia e di non coprire più i delitti della banda della Uno Bianca.
Nel 1987 infatti Parisi aveva costituito a Bologna la banda della Uno bianca perchè il suo settore politico di appartenenza, la Sinistra democristiana e le lobby ebraiche americane che vi stavano dietro, non erano d'accordo sull'ulteriore ascesa di Craxi sul piano politico e sulla paralleal ascesa di Berlusconi sul piano economico per le aperture di Craxi agli arabi e dunque intendevano combatterle anche attraverso azioni devianti e destabilizzanti dei Servizi.
Gli agenti del castello Ufteggio che perpetrarono nel 1992 la strage di via D'Amelio erano tutti ex agenti di polizia selezionati dalla Sinsitra D.C. e cooptati nei Servizi attraverso l'inserimento nell'orgaanico dell'Alto Commissariato per la lotta alla mafia, organismo istituito da De Mita nel 1988, e che ebbe come su primo capo il prefetto De Francisci, amico di Parisi (Dracula).
Il sangue di Simonetta Cesaroni non fu quindi ripulito dal portiere Pierino Vanacore, ma raccolto dallo stesso assassino. E' fuorviante poi pensare che l'assassino abbia lasciato la porta socchiusa come pure non è possibile che Volponi, ben conoscendo la delicatezza del lavoro assegnato a Simonetta,non si sia allarmato e non si sia portato sul posto del delitto, quando Simonetta non lo ha chiamato alle ore 18.20 come concordato nè rispondeva alle sue telefonate.
Vanacore era stato pressato da sconosciuti negli ultimi tempi affinchè dicesse la verità.
Trovo impossibile che il P.M. Ilaria Calò dietro la qaule c'è sempre Ormanni, non abbia compreso qeuste cose sicchè quando ella dice "Vanacore ha depistato le indagini per venti anni" certamente si riferisce ad altri ai quali sta mandando messaggi affinchè dicano perchè allora si attuavano tanti depiostaggi e chi c'era a livello politico dietro questa e altre situazioni simili (Manuela Orlandi, Paolo Borsellino ecc.). Credo voglia rivlogersi agli attuali capi della Polizia Antonio Managanelli e Nicola Cavaliere, i quali certamente sanno.
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