Purtroppo questa legge elettorale fa comodo a tutti i partiti, dubito che qualcuno si impegni veramente a cambiarla.
E purtroppo credo che al momento rappresenti il principale problema del nostro paese visto che qualsiasi scelta politica è viziata da un enorme deficit democratico e non esiste più quella netta separazione tra esecutivo e legislativo che i nostri padri costituenti avevano saggiamente pensato.
La legge elettorale conviene al partito più forte o alla coalizione più forte. Naturalmente "più forte" alle elezioni, ma già da prima si sa che non risulterà più forte di tutti un partito come l'udc da sola. Per conseguenza, oggi come oggi la legge elettorale è utile al Pdl (e a chi facesse coalizione con esso) o al Pd (e a chi facesse coalizione con esso). Traduzione, molti vorrebbero che i più forti modificassero la legge in favore dei più deboli. Insomma che i leoni facessero una legge a favore degli erbivori.
Il titolo dunque è sbagliato. Berlusconi AMMETTE di essere contro la modifica, il Pd FA FINTA di essere a favore. E se fosse veramente a favore sarebbe composto da fessi, cosa che io non credo.
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Questa legge elettorale fu fatta prima delle elezioni del 2006 quando il Polo pensava di perdere rovinosamnete le elezioni che poi invece pareggiò.
Si pensò allora di concepire un premio di maggioranza su base regionale al Senato in modo da garantire un'elezione al Senato di molti senatori della Lombardia e del Veneto e così attenuare la sconfitta.
Oggi come oggi questa legge elettorale conviene alla Lega Nord, non a Berlusconi, perchè in base ai sondaggi il Polo vincerebbe alla Camera, il centro-sinistra al Senato. Stando così le cose Npolitano dovrebbe nominare Tremonti premier di un governo di grande coalizione e questo piace alla Lega ma non a Berlusconi.
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1) Se il Polo pensava di perdere le elezioni, perché avrebbe dovuto regalare un premio di maggioranza al centro-sinistra? 2) il premio di maggioranza su base al senato fu imposto al centro-destra dal Presidente Ciampi. Se non lo ricorda, riveda un po' le sue fonti; 3) chi vincerebbe alla Camera e al Senato, in caso di elezioni, lo sa Dio.
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Il premio di maggioranza è nella logica del sistema bipolare. Si da un vantaggio a chi vince anche di un solo voto affinchè possa governare senza essere ricattato.
L'attuale sistema non va bene perchè in caso di piccolo scarto di voti tra le due coalizioni, il premio di maggioranza su base regionale al Senato, produce una sostanziale parità tra le due coalizioni che nel 2006 espose Prodi ai ricatti di Mastella e di Turigliatto e in eventuali nuove elezioni che si dovessero tenere oggi, proprio alla luce della esprienza Prodi, obbligherebbe Napolitano a formare un governo di grande coalzione.
Posto che l'unico leader di centro-destra che Bersani acetterebbe è Tremonti, gradito anche agli USA, l'attuale sistema elettorale conviene solo alla Lega.
Quindi l'attuale legge elettorale non deve essere stravolta ma semplicemente migliorata con un premio di maggiorazna assegnato al Senato con lo stesso cirterio della Camera e con la possiblità per i cittadini di scegliere direttamente almeno una percentuale degli eletti.
Per rafforzare il bipolarismo - secondo me - andrebbe assegnato un premio di maggioranza alla coalzione prima classificata con la elezione di una lista bloccata di soggetti particolarmente qualificati. E andrebbe assegnato un premio di minoranza alla coalzione seconda classificata, sempre con gli stessi criteri, tendenti a portare inParlamento soggetti particolarmente qualificati (es. docenti universitari, professionisti alti funzionari, ovviamente incensurati).
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Ad un premio anche alla migliore minoranza non avevo pensato, e potrebbe essere una buona idea. Per il premio di maggioranza in Senato su base nazionale ricordo che a suo tempo l'impose Ciampi, col rumoroso beneplacito non solo della sinistra, ma di tutto il Paese, in quanto si sosteneva che quella norma fosse scritta nella costituzione. Artemide dunque farebbe anche bene ad indicare l'escamotage per superare quell'obiezione.
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Si pensò allora di concepire un premio di maggioranza su base regionale al Senato in modo da garantire un'elezione al Senato di molti senatori della Lombardia e del Veneto e così attenuare la sconfitta.
Oggi come oggi questa legge elettorale conviene alla Lega Nord, non a Berlusconi, perchè in base ai sondaggi il Polo vincerebbe alla Camera, il centro-sinistra al Senato. Stando così le cose Npolitano dovrebbe nominare Tremonti premier di un governo di grande coalizione e questo piace alla Lega ma non a Berlusconi.
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L'attuale sistema non va bene perchè in caso di piccolo scarto di voti tra le due coalizioni, il premio di maggioranza su base regionale al Senato, produce una sostanziale parità tra le due coalizioni che nel 2006 espose Prodi ai ricatti di Mastella e di Turigliatto e in eventuali nuove elezioni che si dovessero tenere oggi, proprio alla luce della esprienza Prodi, obbligherebbe Napolitano a formare un governo di grande coalzione.
Posto che l'unico leader di centro-destra che Bersani acetterebbe è Tremonti, gradito anche agli USA, l'attuale sistema elettorale conviene solo alla Lega.
Quindi l'attuale legge elettorale non deve essere stravolta ma semplicemente migliorata con un premio di maggiorazna assegnato al Senato con lo stesso cirterio della Camera e con la possiblità per i cittadini di scegliere direttamente almeno una percentuale degli eletti.
Per rafforzare il bipolarismo - secondo me - andrebbe assegnato un premio di maggioranza alla coalzione prima classificata con la elezione di una lista bloccata di soggetti particolarmente qualificati. E andrebbe assegnato un premio di minoranza alla coalzione seconda classificata, sempre con gli stessi criteri, tendenti a portare inParlamento soggetti particolarmente qualificati (es. docenti universitari, professionisti alti funzionari, ovviamente incensurati).
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