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Lunedì notte la Spallone, imparentata con la famiglia di medici che hanno curato l’attività tra l’altro di «Villa Gina» al centro di uno scandalo negli anni scorsi, è stata rintracciata dai carabinieri del Nucleo operativo e portata in carcere a disposizione dei pubblici ministeri Giovanni Bombardieri e Giancarlo Capaldo che indagano sui risvolti della vicenda «Lady Asl».
La Spallone, assistita dall’avvocato Roberto Rampioni, era ricercata da più di tre mesi ed è stata rintracciata nei pressi di Latina. L’ordine di custodia cautela per la Spallone e altre tre persone arrestate il 14 dicembre scorso era stato firmato dal gip Luisanna Figliolia nel filone delle indagini sulla sanità del Lazio e sulle presunte tangenti che sarebbero state versate da imprenditori a funzionari delle asl romane. In carcere finirono subito l’avvocato Sergio Aiello, già responsabile dell’ufficio legale della Asl Rmc, la sua convivente Sofia Mohamed Yesuf e l’imprenditore Maurizio Porcari titolare della clinica Sacli-Fabia-Mater. Era sfuggita, invece, alla cattura la Spallone nipote di Mario Spallone che fu il medico di Palmiro Togliatti. I carabinieri quella mattina perquisirono sia la clinica «Annunziatella», sia la clinica Fabia Mater.
La famiglia Spallone, prima vicina al PCI, poi ai DS, controllava la maggior parte della Sanità privata del Lazio.
equilibrato e con riferimenti ad entrambe le versioni.