Home > Commenti

Puoi iscriverti al feed RSS dei commenti di questa notizia per seguire la discussione.

Profilo J_Stirling
"Bocciata dalla Consulta invece la richiesta di referendum avanzata sempre dall’Idv sull’acqua con cui si puntava a sottrarre il settore dalle norme introdotte con la riforma Ronchi. Altro quesito ‘bocciato’ dalla Corte Costituzionale quello del comitato ‘Siacquapubblica’ che chiedeva l’abrogazione dell’art. 150 del d. leg. 152/2006 del “Codice dell’Ambiente” che ha previsto l’affidamento del servizio idrico con la gara o tramite società per azioni a capitale misto/interamente pubblico. Sì invece agli altri due quesiti del comitato e in particolare a quello che riguarda la richiesta di l’abrogazione dell’art. 23 bis della legge 133/2008 (che prevede la privatizzazione della gestione dei servizi idrici attraverso un progressivo abbassamento delle quote azionarie che ancora i comuni detengono nelle ex municipalizzate). Ammissibile anche la richiesta di referendum sull’acqua nella parte che riguarda la determinazione delle tariffe: il quesito vuole cancellare la previsione secondo la quale la tariffa è determinata anche in base all'adeguatezza della remunerazione del capitale investitoe non solo rispetto alla qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell'entità dei costi di gestione delle opere." [www.ilvelino.it]
Link permanente  2 punti 2 voti scritto da J_Stirling 737102 il 12 gen 11, 18:50:14


Profilo vince61
ovunque c'è stata la privatizzazione dell' acqua sono aumentati i costi, non è migliorato iol servizio ed i cittadini non hanno nessun referente per le loro legittime richieste. ci sono posti dove vengono richiesti pagamenti a vario titolo (distribuzione, conguaglio, canone fognario, ecc...) anche dopo 5 anni meno un mese (dopo 5 anni decade la bolletta). due anziani possono arrivare a pagare fino a 400-500 euro all' anno.
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da vince61 6731 il 12 gen 11, 19:28:38
Profilo J_Stirling
Considerazione preliminare: nessuno ha "privatizzato l' acqua". Si sta discutendo della gestione del servizio idrico, cioè di chi porta l' acqua (che è di proprietà pubblica) nelle case degli Italiani.

Si tratta di un servizio come un altro e non c'è alcun motivo logico per cui debba essere gestito da un ente pubblico anzichè essere affidato tramite gara al privato che faccia l' offerta migliore (cioè che offra maggiori investimenti al prezzo minore). C'è mai stato bisogno di un ente pubblico per gestire gli alimentari, i negozi, i trasporti aerei ? No, appunto.

La situazione del sistema idrico italiano (gestito finora perlopiù da enti pubblici e da società controllate da comuni e provincie) è disastrosa: ci sono perdite fino a un terzo dell' acqua erogata che si traducono in tariffe più alte per i consumatori. Mancano inoltre gli investimenti per rinnovare la rete: si stima che servano 60 miliardi (100 euro per ogni uomo, donna, vecchio e bambino di questo paese) per rimettere a posto le tubature di tutta Italia. Questa situazione è il prodotto della gestione pubblica: per mantenere le tariffe basse (e quindi accattivarsi l' elettorato), il settore pubblico non fa gli investimenti necessari e quindi il servizio peggiora di anno in anno.

Le tariffe vengono decise da enti pubblici, quindi non è vero che sono i privati a far aumentare il costo. E' ovvio che, per fare gli investimenti necessari al servizio, bisogna alzare le tariffe: ma questo avverrebbe anche se fosse il settore pubblico a gestirlo in maniera responsabile (cioè come non ha fatto finora). La questione è semplice: se si vuole un servizio che funzioni, bisogna pagare più di quanto si fa ora. Se si vuole un servizio efficiente, bisogna aprirlo alla concorrenza con gare trasparenti (cioè diversamente da quanto accadeva prima delle legge Ronchi).

Chi difende la gestione politica sta dalla parte dei clientelarismi e delle inefficienze che hanno caratterizzato il servizio pubblico finora.
Link permanente  2 punti 2 voti scritto da J_Stirling 737102 il 13 gen 11, 00:17:08
Profilo saturninox
scusa ma alcune affermazioni non sono vere.

nella mia zona, il servizio è stato fino ad ora pubblico. il privato entra su una rete costruita dal pubblico e sfutta l'esistente senza dare un corrispettivo per lo sfruttamento delle attrezzature. il tipo di servizio è un monopolio naturale. essendo impensabile a più di un fornitore per ogni territorio. Mentre uni può cambuare negozio o compagnia aerea, non può cambiare acquedotto. il privato ha più interesse a massimizzare i profitti che nell'effettuare investimenti, specie a lungo periodo. questo vuoll dire che negli ultimi 5 anni della concessione non si fanno investimenti, ma si rattoppa. Certo che i servizi pubblici devono essere produttivi, ma il privato ha sempre (almeno nei casi fin'ora accaduti) portato a forti aumenti e non miglioramenti del servizio.
Link permanente  1 punto 3 voti scritto da saturninox 7656132 il 13 gen 11, 00:23:30
Profilo J_Stirling
Le attrezzature ovvero le tubature da riparare ?

L' affidamento tramite gara (a differenza di quanto fatto negli anni scorsi) garantisce la concorrenza tra i gestori.

Una volta stabilite le tariffe dall' autorità pubblica tramite contratto, il privato può massimizzare i profitti solo riducendo le perdite - dunque effettuando gli investimenti necessari a tale scopo.

Come dicevo prima, finora i prezzi sono stati tenuti più bassi del normale. E' ovvio che per mantenere il servizio in maniera decente debbano aumentare le tariffe, perchè diversamente aumenteranno ancora di più le perdite di acqua (le tubature non si aggiustano da sole). Questo non significa che il privato costi più del pubblico e ripeto che le autorità che stabiliscono le tariffe sono enti pubblici.
Link permanente  2 punti 2 voti scritto da J_Stirling 737102 il 13 gen 11, 01:34:03
Profilo saturninox
ti faccio un esempio.in alcuni comuni a me vicini, il servizio è già affidato ad una azienda privata. Ci sono ampie zone di tubature vecchie (in amianto) che necessitano di essere sostituite, visto che causano spesso rotture e disservizio. L'azienda non provede alla sostituzione delle medesime, perchè troppo oneroso e peferisce i disservizi dovuti alle rotture ed alle perdite, piuttosto che investire considerevoli somme, avendo solo quattro anni di gestione, e poi ci sarà gara.

altro esempio: i pozzi di pescaggio dell'acquedotto del monferrato sono (haimè;) posizionati a poche centinaia di metri ed a valle dei depositi di materiale radioatrtivo di saluggia (VC) Che hanno già provveduto, i depositi, ad inquinare la falda di superfice con il rischio di penetrare più in profondità e di finire nelle acque potalili. il consorzio attuale, pubblico, ha deciso di aprire pozzi a monte, per evitare il problema. Pensi che un'azienda privata avrebbe fatto altrettanto? ovvero fatto notevoli investimenti per un pericolo definito da molti teorico? io ne dubito fortemente.

Terzo: la presunta concorrenza: tu dici che si fa prima del contratto. Vero, ma resta il fattoche una volta vinta la gara non è possibile, o almeno i tempi sono molto lunghi, uscire da quel contratto. Prendi i telefoni: se il servizio non mi piace èposso cambiare gestore. con l'acqua no. e stiamo parlandio di un servizio essenziale, non di una cosa "sospendibile".
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da saturninox 7656132 il 13 gen 11, 09:08:03
Profilo J_Stirling
Primo esempio. Come ti ho detto sopra, le tariffe vengono decise dall' autorità pubblica. [www.cb.camcom.it] Dunque l' azienda privata (tra parentesi: sicuro che sia privata e non ad azionariato pubblico ? ) può fare gli investimenti solo se le tariffe gliene garantiscono il rimborso e un minimo ricavo (per coprire il resto delle spese di gestione). Se il contratto vale solo per pochi anni, le tariffe dovrebbero essere più alte: quindi convengono contratti più duraturi per diluire il rimborso degli investimenti. Se però l' ente che decide le tariffe non accetta di aumentarle in proporzione all' investimento fatto, allora non c'è modo di fare investimenti nel settore - nè per l' azienda privata, nè per quella pubblica (a meno che quest' ultima non utilizzi i soldi delle tasse, ma in tal caso equivale ad aumentare le tariffe). Dunque il problema è l' ente che stabilisce le tariffe, non l' azienda privata: sarebbe bene che tale ente fosse il più 'tecnico' possibile, ma è ovvio che ci possano essere pressioni politiche per mantenere basse le tariffe.

Secondo esempio. Chi ha costruito i pozzi vicino al materiale radioattivo (oppure: chi ha messo il materiale radioattivo vicino ai pozzi) ? Chi ha permesso che fossero costruiti lì i pozzi (o che il materiale radioattivo fosse messo vicino ai pozzi) ? Anche in questo caso, il problema è legato all' amministrazione pubblica. Nota che aprire nuovi pozzi ha un costo, dunque abbiamo due possibilità: o l' ente che gestisce le tariffe del Monferrato ha aumentato le tariffe per permettere all' azienda di pagare i lavori, o i Comuni hanno sborsato i soldi necessari. In ogni caso, si è trattato di un aumento tariffario per il contribuente. Se fosse stata un' azienda privata, non avrebbe avuto problemi a fare altrettanto purchè le tariffe si fossero adeguate al costo sostenuto come è avvenuto per l' ente pubblico.

Terzo esempio. Nei contratti si stabiliscono doveri e diritti dell' azienda affidataria: ovvio che chi affida il servizio (l' autorità pubblica) deve scegliere chi offre il servizio migliore. Una volta che si ritiene accettabile l' offerta e la si accetta, non si può tornare indietro; se però l' azienda non rispetta gli impegni del contratto, allora subisce una penalità (che può essere anche la rescissione del contratto). Se l' azienda invece rispetta il contratto, allora non c'è motivo valido per lamentarsi.
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da J_Stirling 737102 il 13 gen 11, 15:03:05




Per aggiungere un commento effettua il Login.

© 1997 - 2012 MATRIX S.P.A. TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P. IVA 11586340157