Già, anch'io la penserei così. Ma faccio un'altra riflessione: se io, persona convintamente atea, avessi il dono della fede, vivrei in uno stato di perenne felicità. Se davvero credessi che le batoste e i dolori di questa vita sono solo bazzecole, che un giorno non certo lontano rivedremo le persone che ci sono state care e che non sono più su questa terra, beh, che altro potrei chiedere? invece, ho conosciuto moltissima gente che si dichiarava autenticamente religiosa, e che non era nè felice nè tranquilla, che aveva terrore della morte e che in parecchi casi era anche cattiva ed egoista. Allora, dov'è l'ancora di salvezza? dov'è la serena certezza in un futuro migliore? Non so darmi una risposta, sinceramente.
Io credo che la religione sia costruita su di un'intima esigenza emotiva, che prescinde dalla logica e di fatto la trascende. La scienza è la conoscenza che si può raggiungere attraverso la sperimentazione e la logica e non c'entra un gran che con la religione. Uno può dire: "non posso conoscere ciò che non posso conoscere, né credere e neanche non credere". Un altro può dire : "mi piace credere per andare oltre i miei limiti". Io dico: "fate un pò come vi pare ..."
Io non credo in questa separazione netta tra scienza e religione, e sono piu' per un punto di vista olistico.
Se poi il futuro sia scritto o da inventare quotidianamente forse bisogna provare a chiederlo alla fisica quantistica.
Nel mio piccolo credo che la differenza tra bene e male sia nella lotta quotidiana per un futuro migliore, non solo per me ma anche per chi mi ricordera'.
Ci sono Religioni e Religioni: le tre religioni elementari (Cristianesimo, Islamismo ed Ebraismo) che credono in un Dio Personale sono senz'altro destinate a scomparire. Ma Induismo e Buddismo si accordano bene con le scoperte della Fisica moderna e credo che dureranno ancora a lungo.