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Delle tre possibilità ipotizzate, anch'io da democratico, ma un pò meno radicale, escluderei l'ennesima riedizione di un governo Berlusconi.
Ne rimarrebbero due: governo tecnico o elezioni anticipate.
Se andiamo a esaminare le varie posizioni scopriamo che per le elezioni anticipate propendono Di Pietro e Vendola. Ma sono posizioni miopi o, peggio, proposte di respiro corto, che cercano di tutelare solamente gli angusti interessi di bottega. Non lavorano di certo per la causa generale, che "in primis", si potrebbe riassumere: tutelare gli interessi del Paese. Secondariamente, ricacciare l'attuale premier all'opposizione.
Per questo faccio il tifo per il "governo tecnico", l'unico in grado di soddisfare le appena citate due esigenze, a cui se ne dovrebbe aggiungere una terza: la riforma elettorale.
Senza quest'ultima condizione, si rischia di favorire "sine die" la permanenza di Berlusconi. Che invece va evitata ad ogni costo.
Ne rimarrebbero due: governo tecnico o elezioni anticipate.
Se andiamo a esaminare le varie posizioni scopriamo che per le elezioni anticipate propendono Di Pietro e Vendola. Ma sono posizioni miopi o, peggio, proposte di respiro corto, che cercano di tutelare solamente gli angusti interessi di bottega. Non lavorano di certo per la causa generale, che "in primis", si potrebbe riassumere: tutelare gli interessi del Paese. Secondariamente, ricacciare l'attuale premier all'opposizione.
Per questo faccio il tifo per il "governo tecnico", l'unico in grado di soddisfare le appena citate due esigenze, a cui se ne dovrebbe aggiungere una terza: la riforma elettorale.
Senza quest'ultima condizione, si rischia di favorire "sine die" la permanenza di Berlusconi. Che invece va evitata ad ogni costo.