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Già la storia la scrivono i vincitori.. certo, e per fortuna, altrimenti la scrivevano i nazisti, loro veri compagni di merende del nostro ducetto da 4 soldi.
Il crimine lo si combatte con la magistratura, ma a voi questa cosa non entra nella boccia. Nessuno tocchi Caino lo dici tu, ed è il nome di un associazione creata da un terrorista condannato a 25 anni di galera.
Nessuno tocchi gli innocenti e i giusti, tutti tocchino i colpevoli e i criminali che devono assolutamente pagare il carcere duro e pene pecuniarie, certamente dopo un processo , che non deve durare vent'anni e non deve avere più di due appelli. Tutte questi trucchi non sono altro che scorciatoie per i colpevoli, difesi in genere a spada tratta dai pidiellari.
Personalmente io sono sempre per un giusto processo anche in caso di carnefici come Mussolini. I magistrati vi sono simpatici solo quando arrestano uno del PD.
Fanno ridere piuttosto i pidiellari che difendono a spada tratta imputati urlando al giustizialismo semplicemente se c'è un giusto sviluppo nel processo dimostrato da prove inconfutabili. Negli anni 40 lo chiamavano lavaggio del cervello, esiste ancora oggi in italia.
Perciò ti dico che per me andava processato, ma comprendo che sia stato ucciso in quel particolare periodo storico. Un periodo dove si fucilavano i militari che non volevano combattere con lui, dove i suoi ex-alleati tedeschi violentavano le nostre donne, dove il giornale era uno e la voce una, dove squadre di polizia punivano seduta stante gli imputati colpendoli o facendoli sparire, dove fece persino uccidere il marito della figlia,dove l'unica mezza conquista fu un paesello d'africa, dove mandò senza batter ciglio italiani nei campi di concentramento, dove si mise contro la più grande super potenza democratica del mondo..
Sinceramente quei 4 palazzi che ha costruito sono l'unica cosa buona che si ricorda di quel periodo. E dico questo non per divagare, ma per farti capire che è comprensibile quando sbagli così tanto durante una guerra che la tua storia finisca così, per mano di ribelli che poi hanno fondato una democrazia sopra una dittatura.
credo che questo definisca bene la tua statura morale....
fai giganteggiare brunetta!!
quali che siano le tue qualità morali stanno nelle tue scelte riflesse in quanto scrivi.
ps.
quando parli di intolleranza evidentemente continui nella buona autocrtica che stai facendo.
te la regalo, tutta per te.
Che da Almirante in poi qualcuno abbia cercato di riscrivere la storia, e che qualcuno soprattutto oggi ci stia riuscendo a piene mani, sembra assodato. Questa è l'unica, incontrovertibile verità.
Mi spiace Inge, ma non permetto a nessuno di sputare sui fatti inconfutabili. Ho avuto parenti partigiani, vittime della pazzia fascista. E sono stati i fascisti i voltagabbana che alla fine della guerra tentarono di passare dall'altra sponda, e non viceversa. Ed il contributo dato dai partigiani fu unico ed inequivocabile.
Questo a dispetto di chi continua ad arrossare darlene66 per l'anima del...
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No Inge, va letto tutto, ma proprio tutto e non un paragrafetto e basta. E tu ben lo sai, da donna intelligente.
Il fatto che oggi si tenda volutamente a smitizzare ciò che in realtà fece molto, ovvero la Resistenza, non è cosa che dovrebbe stupire neppure tu, che considerato più o meno che potresti essere mia coetanea, almeno sui banchi di scuola la storia l'hai studiata allo stesso modo. Ciò che ti frega, è evidente, è un vissuto diverso.
Furono i partigiani che fecero, al limite delle loro possibilità, saltare diversi obiettivi militari. Furono i partigiani che salvarono molte persone. E vero è che molti vili si aggregarono a loro quando salirono sul carro dei vincitori. Soprattutto i fascisti. E' notorio anche questo.
Quando il mio prozio, per l'esattezza, si consegnò ai tedeschi affinché liberassero la zia alla quale vennero strappate le unghia di mani e piedi affinché dicesse dove lui fosse, non lo fecero davvero perché i partigiani non dessero loro fastidio. Tutt'altro. E furono di grande aiuto ai fini della liberazione, se consideri soprattutto che fecero da ponte con gli inglesi in mille modi. Da qui le famose vedette partigiane, donne che si unirono nella resistenza che davvero non ebbero ruoli minori; a meno che il considerare missive importanti mettendo a rischio la propria vita sia considerato tale.
Inge, non gliela farai mai, perlomeno sino a che le generazioni come la mia potranno ancora tramandare i fatti e non le minchiate sparate dai governi di destra.
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Ho avuto esperienze di famiglia diverse dalle tue, ma non per questo dissimili in ciò che la storia ha raccontato tanto a te quanto a me in termini di fatti. Dal prozio di cui ti ho raccontato, al fratello di mia mamma che è stato in un lager di Tito per ben due anni, in Macedonia. Ti garantisco che i suoi racconti non sono diversi da alcuno di quelli ascoltati di persone che hanno sopravvissuto ai lager nazisti.
Ci sono dei fatti di cui dobbiamo tenere conto e che rientrano nella natura umana. Ovunque, tanto da una parte quanto dall'altra, tanto ieri quanto oggi, ci sono stati, ci sono e ci saranno sempre episodi di infiltrazione. Chi per comodità, chi per fuggire, chi per apparire con una faccia a nuovo: non credo siano stati e siano in molti quelli esenti dalla vigliaccheria umana.
Stante quanto sopra, va da sé che tanto da una parte quanto dall'altra, partigiani compresi, ci furono dei veri e propri delinquenti. Partiamo da un autore che credo possa incontrare il tuo appoggio (ed in parte anche il mio), in queste informazioni che ho trovato:
Giorgio Bocca, nel suo libro “Storia dell’Italia partigiana”, ha dato cifre precise (mai contestate) nell’arco degli anni bellici. Il 18 settembre 1943, secondo le stime di Bocca, i partigiani in tutto sono 1.500, a novembre 3.800, il 30 aprile 1944 salgono a 12.600. Una stima ufficiale la fece nel 1944 il loro stesso comandante Ferruccio Parri, per conto del Clnai (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) contava al 18 settembre 1943 i partigiani in tutto sono 1.500, a novembre 3.800, il 30 aprile 1944 salgono a 12.600. A luglio c’è la stima ufficiale che li fa arrivare a 50.000, di cui 25.000 delle Brigate Garibaldi del Pci, 15.000 per Giustizia e Libertà del Partito d’Azione, 10.000 autonomi di area di centro, 2.000 tra socialisti delle Brigate Matteotti e repubblicani delle Brigate Mazzini e Mameli. Si arriva ad agosto 1944 a 70.000 unità, a ottobre a 80.000, poi si cala a dicembre a 50.000. A marzo 1945 sono 80.000, il 15 aprile si arriva a 130.000 uomini e quando tutti possono dichiararsi tali, perché l’alleato è entrato nelle città, ecco l’escalation fino a 300.000 partigiani o sedicenti tali. Riepilogando, solo 1 partigiano su 23 ha combattuto almeno un anno; 5 su 6 hanno preso le armi negli ultimi 4 mesi e quasi 4 su 5 negli ultimi 2 mesi. Addirittura 1 su 2 negli ultimi 10 giorni. In conclusione, da una analisi di questi dati di fonte non sospetta, emerge una considerazione finale: senza i partigiani, gli Alleati ci avrebbero messo qualche mese in più a risolvere la guerra in Italia, ma senza gli Alleati, la resistenza non avrebbe neanche potuto iniziare. Non a caso, fino a un anno prima della caduta del fascismo, le forze partigiane erano oscillate tra i 1.500 e le 12.000 unità. Che siano pertanto state fondamentali per la vittoria degli anglo-americani, come sostenuto da Napolitano, è una tesi smentita dagli stessi storici della sua area.
Credo che la chiave di lettura giusta sia quella di attribuire tanto agli alleati quanto ai partigiani il ruolo che ognuno di loro ha rivestito nella liberazione. Gli uni sono stati funzionali agli altri. Certo, poca cosa oggi a noi parrebbe il pensare che senza i partigiani la guerra si sarebbe protratta di qualche mese (quanti? 1 o 11? è una bella differenza in un periodo in cui i morti ammazzati dalla follia fascio-nazista sono stati tantissimi; quanti ebrei oggi non sarebbero ancora qui a raccontare ciò che hanno raccontato? quanti altri?)
Il merito dei partigiani va riconosciuto per ciò che tuttavia hanno dato e rappresentato: persone che sono state pronte a sacrificare la propria vita (ma forse, peggio ancora, quella delle proprie famiglie), vivendo sempre con la paura di essere stanati, scoperti, uccisi ammazzati. No, non mi sembra davvero poco. Il tutto con l'unico fine di salvarci da quanto stava avvenendo. Se consideri questo in virtù dell'aiuto comunque apportato, io direi che sono elementi sufficienti a fare sì di queste persone dei veri eroi che hanno sacrificato la loro vita in nome della libertà. Il resto: il rivisitamento storico, la conta di chi ne fece parte ecc., almeno per me è davvero secondario. E considera che non sono una di quelle che non tiene conto delle foibe, presenti anche nel paesino di mia mamma.
Ma a tutto va dato il giusto riconoscimento, e che faccia piacere o meno i partigiani che si adoperarono per la salvezza furono degli eroi che diedero il loro contributo con tutto ciò che avevano a disposizione e che potevano fare. Oggi l'unica cosa che sappiamo fare per lottare per le nostre idee è scrivere ad un PC. E spesso facendo i professori senza muovere una foglia.
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[www.cnj.it]
di cui ti riporto lo stralcio finale:
In un libro bianco dello Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, risalente al 1946 dal titolo "Trattamento degli Italiani da parte jugoslava dopo l'8 settembre 1943" (libro poi distrutto per ordine del Ministero degli Esteri) si dà per trucidato dai partigiani e gettato nella foiba di Cregli tale Pietro Toffoli di Oreste, il quale fu invece fucilato dai tedeschi il 29 settembre. Nell'elenco delle vittime delle foibe del settembre istriano 1943 troviamo ancora i nominativi di Lorenzo Bonassin, gettato nella foiba di Terli, che invece cadde in combattimento da partigiano il 4 ottobre 1944, cioè un anno dopo essere stato "infoibato", e di Luigi Godetti, inserito in un elenco di deportati dai partigiani sloveni e scomparso, quindi ipso facto infoibato, che cadde in realtà in combattimento a Delnice, sui monti della Croazia, negli ultimi giorni di guerra nel 1945. Non mi dilungherò oltre. Sull'argomento ho scritto un libro che presto verrà alla luce, aggiungendosi ad altri miei saggi storiografici già usciti, come "Foibe e fobie" e "Mosaico foibe, nuove tessere". Concluderò dicendo che una volta per tutte bisogna sottrarre la storia ai politici e ridarla agli storici, impedendo che se ne faccia strumento di scontro ideologico, respingendo - come ha scritto uno studioso triestino, Fulvio Senardi, "le ventate sempre più impetuose di revisionismo falsificante ". E' nell'interesse dei popoli italiano, croato e sloveno, e in primis delle genti italiane e slave che vivono mescolate nell'area del confine orientale d'Italia, sconfiggere quelle forze politiche che nei loro programmi rifiutano la tolleranza e la convivenza attizzando invece l'odio, il razzismo e lo sciovinismo. Bisogna operare affinché la sparizione delle frontiere tra Italia e Slovenia, e presto anche di quelle con la Croazia in seguito all'allargamento dell'Unione Europea, si accompagni alla sparizione delle frontiere mentali, dei pregiudizi. Vogliamo uno spazio culturale intercomunicante - come lo fu per secoli, prima dell'avvento di ideologie dittatoriali - nel quale si intrecciano culture diverse, come in Istria e nell'intera Venezia Giulia. Lo spero per i nostri figli, che potranno finalmente operare in un laboratorio di tolleranza e convivenza, quale dovrebbe essere quella regione e non nell'incubo continuo degli spettri del passato, nell'angoscia di scontri nazionali.
Questo mi porta alla memoria racconti di miei familiari. Paesani che sparirono durante quel periodo. Alcuni di essi furono ritrovati nelle foibe. Altri in realtà mai furono ritrovati e nessuno ne seppe più nulla. Ma mal comune mezzo gaudio fece pensare che anche loro furono infoibati.
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[www.taicinvriaul.org]
Questa è una testimonianza. Ed io di testimonianze ne ho ascoltate con le mie orecchie.
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Qui troverai una lunga lista di libri da leggere. Sino a che nessuno rivisiterà la storia, vi troverai grandi verità su chi furono i partigiani e cosa fecero.
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Ma com'è che tutti avete la memoria corta oggi e rifiutate persino ciò che avete studiato?
Oggi i partigiani per voi tutti sarebbero stati dei delinquenti. Pietro, di te ho grande stima, ma non posso esimermi dal dirtelo: Vergognati.
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Il minimo che potevano fare era appenderlo all'insù come hanno fatto...
Come si chiamano quei suoi seguaci...
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Per un attimo sono entrato nei vostri cervelli, brrrr
Se la sono presa in quel posto con la loro corruzione e la loro inefficienza, poi si sono riciclati come SERVI e CAMERIERI della DC, degli AMERICANI e ora anche dei SIONISTI.
Gente senza dignità.
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Su History channel hanno mostrato tempo fa le immagini private del Fuhrer, filmati amatoriali di Hitler con la compagna, parenti e nipotini: ti posso assicurare che Hitler aveva una vera passione per i nipotini ed era un nonno giocherellone e disponibile.
Vorresti quindi giustificare un eventuale nipote che saltase su a dire che non possiamo chiamare "mostro criminale" il Fuhrer, perché con lui era buono e dolce???
Guarda che solo sui fumetti e nei cartoni animati il cattivo è TOTALMENTE cattivo, tutti hanno dei lati buoni e dolci, fa parte degli aspetti della personalità che non è MAI monolineare. Ciò non toglie che il comportamento pubblico e comunque quello prevalente deve valere per definire una persona dal punto di vista storico, altrimenti tutto diventa relativo ed ingiudicabile.
La Mussolini sbaglia, o fa finta di sbagliare, e sbaglia chiunque la difenda, anche in buona fede.
Il consiglio è lo stesso dato a darlene: prima di rispondere, leggere tutto sin dall'inizio e non dare interpretazioni personali a quanto è scontato ed ovvio nelle parole (nulla è celato, sibillino od altro in quanto da me scritto).
Ribadisco il concetto da me espresso: come nipote di Mussolini, la si può giustificare per il fatto di scagliarsi a difesa del nonno.
Da nessuna parte leggerai da me scritto che questo non voglia dire che noi, dalla nostra parte, non lo si debba invece condannare.
La Mussolini non sbaglia. La Mussolini parla come nipote. In più è notoriamente fascista. In cosa sbaglia? Lei segue la SUA logica di pensiero. Fascista, ma almeno coerente in ciò che è sempre stata.
Sempre difficile spiegarsi eh? Buona continuazione.
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Ma se nonno benito avesse visto queste foto, che avrebbe detto????
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