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PATACCA ....che rappresenta un inesistente nazione......
ci voleva una rapresentanza di PATACARRI....con di ministri PAGLIACCI....
In realtà la riforma del decentramento dei Ministeri è una riforma che è già stata attuata da molto tempo nei tre paesi più evoluti di Europa: Francia, Germania e Gran Bretagna.
Dallo studio della Fondazione Agnelli che è del 1993 (e quindi non tiene conto degli ulteriori decentramenti successivi al 1993) si evince infatti quanto segue:
1. in Gran Bretagna il decentramento è iniziato nel 1963, con lo spostamento da Londra verso il resto del paese di trentaduemila posti di lavoro dati dai Ministeri, con ulteriori decentramenti di treuntunomila addetti nel 1973 ed altri diciassettemila nel 1990 (quindi complessivamente ottantamila dipendenti ministeriali n.d.r.). Le delocalizzazioni hanno riguardato le strutture di interi ministeri: il Dipartimento per il Lavoro e l’occupazioneha la sua sede principale a Sheffield, il Dipartimento per la Sanità e la sicurezza sociale si divide fra Leeds e Newcastle. Il processo di ristrutturazione è continuato con i governi conservatori thatcheriani e, purtroppo, la ricerca della Fondazione Agnelli, ferma al 1993, non prende in considerazione gli effetti che si sono avuti in seguito al processo di Devolution varato dal governo del laburista Blair. Il risultato è che Londra è una città amabile e vivibile differentemente da Roma che è una caotica e invivibile. Qualcuno provi a dire il contrario.
2. In Francia la politica di decentralizzazione ha avuto punte di ancora maggiore incisività. Oltre a provvedimenti in senso negativo, quali i limiti alle concessioni edilizie per uffici e centri direzionali nell’area di Parigi, (il Parlamento francese ha approvato una legge per la quale Parigi non si può più espandere) si è provveduto a spostare anche le sedi di funzioni non strettamente ministeriali: dopo aver portato in grandi e medie città di provincia le sedi di numerose attività di ricerca, sono stati interessati a trasferimenti anche settori delle «grandes écoles»: le nuove sedi hanno costituito il nucleo di numerosi tecnopoli che si sono innestati su una vasta area del territorio francese. Non solo: la struttura direzionale delle ferrovie è stata in parte portata a Lione, la compagnia aerea di bandiera si è decentrata su Nizza, l’Ecole nationale d’administration è stata trasferita a Strasburgo. Migliaia di posti di lavoro sono stati spostati al seguito di funzioni quali l’Agenzia per l’ambiente, le amministrazioni dei monopoli di stato, altre attività di ricerca e formazione, enti centrali del settore militare. Sono state riservate a città intermedie sedi di attività europee e internazionali: Lione per le sedi centrali dell’Interpol e di Euronews, Grenoble per la sede delle ricerche nucleari europee, Tolosa per le attività spaziali dell’Esa: il tutto mirato alla creazione di poli nazionali di eccellenza nelle metropoli regionali.
E da parte dei parigini o dei londinesi non c'è stata alcuna protesta. Nè alcun parigino o londinese è morto di fame perchè andava via qualche Ministero.
3. In Germania i Ministeri si trovano per metà nella città di Bonn e per metà nella città di Berlino E' vero che prima del 1989 Germani Ovest e Germani Est erano due paesi diversi ma dal 1989 sono passati ventidue anni e i governanti tedeschi hano ritenuto opportuno non unificare le due capitali, il che significa che i tedeschi apprezzano questa forma di decentramento. Inoltre ci sono altri casi famosi di ulteriore decentramento che sono la Bundesbank e l'hub aeroportuale a Francoforte, la Corte federale di giustizia (sarebbe la nostra Cassazione) a Karlsruhe, l’Istituto centrale di statistica a Wiesbaden e l’Istituto federale per il commercio estero a Colonia.
Questo decentramento è stato voluto da questi governi di persone più serie dei nostri politici per decongestionare le capitali e nello stesso tempo per valorizzare i centri metropolitani regionali di media dimensione, onde spalmare l'effetto capitale sul teritorio.
Perchè anche in Italia non deve essere possibile fare questo tipo di riforma?
Si dice: Perchè la Cei non vuole. Perchè il P.D. non vuole. Perché Napolitano non vuole. E' un problema della Cei, del P.D. e di Napolitano che non vogliono. Non è un problema nostro.
Invece in Italia c'è una ragione in più rispetto a Francia, Germania e Gran Bretagna per volere il decentramento di Ministeri e di uffici pubblici non solo da Roma ma anche da Firenze e da Venezia, capoluoghi di regione della Toscana e del Veneto.
In Italia negli ultimi 12 anni le presenze turistiche in queste tre grandi città d'arte (Roma, Firenze, Venezia) sono fortemente aumentate passando dai 43 milioni del 1990 ai 77 milioni del 2002, registrando quindi un aumento in dodici anni di ben il 79%, con un contributo al Pil nazionale che nel 2005 era intorno al 1,5% (fonte Federculture).
Questo contributo al pil nazionale può raddoppiare e diventare del 3%, perchè questo trend positivo è ancora in atto e secondo gli esperti le presenze turistiche nelle tre città d'arte dalle attuali 26.000.000 circa per città tendono a diventare 50.000.000 circa per città nel giro dei prossimi venti anni. Dopo si dovrebbero stabilizzare.
Domanda: stiamo pensando a dove ospitare questi nuovi 150.000.000 di turisti?
Occorre invece prepararsi, agevolare questo maggiore afflusso, impedire che diventi fonte di ancora maggiore mobilità fra centro e periferia, predisporre per Roma Firenze e Venezia le opportune modifiche in tema di mobilità e di aumento delle capacità ricettive.
In questo senso sarà quindi necessario e indispensabile per qualunque governo di qualunque colore politico attuare il decentramento graduale di alcuni Ministeri da Roma e di assessorati e di uffici pubblici da Firenze e da Venezia e riconvertire le sedi spesso prestigiose e centrali di questi uffici in nuove strutture ricettivo-turistiche di alto livello, ridurre la mobilità determinata dagli uffici pubblici che affiancata a quella dei turisti produce negativamente caos e confusione.
Ciò che invece è giusto chiedere è delle compensazioni nelle città dalle quali vanno via alcuni Ministeri o Uffici pubblici onde non creare distorsioni nel breve termine sulla occupazione. Per esempio si può chiedere una vasta zona franca nella aree delle provincia di Roma, Firenze e Venezia, onde favorire l'insediamento di nuovi impianti industriali. Questo sarebbe un dibattito serio, non la drammatizzazione di una riforma che comunque - qualunque sarà il governo in carica - si dovrà fare per forza per conquistare quell'ulteriore 1,5% in più di p.i.l. nazionale indispensabile alla sopravvivenza economica del nostro paese.
Purtroppo in Italia funziona un solo potere: il potere di veto. Qualunque cosa si voglia fare c'è sempre qualcuno che pone un veto e non si fa mai niente.
Siccome è nel potere di un ministro trasferire un ufficio del suo Ministero in una sede periferica per il momento è stato fatto questo per significare che il veto di Napolitano non ci induce ad abbandonare il progetto.
Poi si vedrà. Probabilmente bisognerà salvare dalla galera qualche altro esponente del P.D. per andare avanti.
Anche il Ministero per l'attuazione del programma di governo non può che stare a Roma, dove continuano a rimanere il Governo e le Camere.
Ho la sensazione che il salvataggio delle province sia stato scambiato con il salvataggio del sen. Tedesco. Non vedo altra ragione per cui Tedesco è stato salvato e Papa è stato affossato.
Numeri, suddivisi per partito, degli inquisiti e condannati dell'attuale parlamento. Sono ovviamente in vantaggio numerico quelli del partito degli onesti, a cui Bossi e compari si appoggiano per attuare le loro fantozziane cagate pazzesche
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