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Profilo gabriele_m
almeno le farfalle sono più vicine ^_^
Link permanente  3 punti 3 voti scritto da gabriele_m 4821412 il 27 gen 12, 19:46:16


Profilo alibaba
Invece, nonostante siano così lenti, risultano incommensurabilmente più veloci e audaci dell'uomo nel cercare condizioni migliori.

L'uomo abita il Vesuvio esattamente negli stessi posti dove lo abitava 2000 anni fa, ignorando la sequela tragica di eruzioni per cui sarebbe stato opportuno spostarsi più in là.

Per non dire dei terremoti, che si ripetono sistematicamente in presenza di faglie attive. Posti popolosi, Come San Francisco, in California, o Messina, tra Scilla e Cariddi...dove qualcuno voleva addirittura costruirci un ponte.
Link permanente  3 punti 3 voti scritto da alibaba 51743 il 27 gen 12, 19:53:16
Profilo ernst2
purtroppo l'Italia è tutta a rischio sismico, se si fa eccezione per la sardegna, motivo per il quale seguendo una simile logica ci sarebbero ampie zone disabitate. mi pare poco fattibile onestamente
Link permanente  2 punti 2 voti scritto da ernst2 3032 il 28 gen 12, 09:20:11
Profilo alibaba
La questione non è in senso assoluto, ma relativo, vale a dire ciò che sono capaci di fare gli uomini rispetto agli animali. Per quanto riguarda la fattibilità di abbandonare o meno certe zone, ciò non ne inficia il principio. Purtroppo a fronte di determinati fenomeni naturali l'allontanamento è una pratica sana, che spesso non è perseguita per ragioni di interesse. A Torre del Greco si è costruito fino a ridosso delle bocche secondarie del Vesuvio. Ci hanno fatto una clinica, addirittura. Comunque, dopo la terribile eruzione del 1631, a Portici fu posta la lapide di cui si riporta l'iscrizione:

O posteri, o posteri

si tratta di voi

un giorno è lume all'altro

e il dì precedente è norma per il dì che segue

udite

venti volte da che splende il sole

se non sbaglia la storia

arse il Vesuvio

sempre con strage immane di chi a fuggir fu lento.

affinchè dopo l'ultimo lutto più non vi colpisca

io vi avviso.

Questo monte ha grave il seno

di bitume, allume, zolfo, ferro, oro, argento, nitro, di fonte d'acque

presto o tardi si accende

ma prima geme

trema, scuote il suolo

mescola e fumo e fiamme e lampi

scuote l'aria, rimbomba, tuona, mugisce

scaccia ai confini gli abitanti

tu scappa finchè lo puoi.

Ecco che scoppia e vomita di fuoco un fiume

che vien giù precipitando e sbarra la fuga a chi si attarda

se ti coglie è finita: sei morto.

Disprezzato oppresse gli incauti e gli avidi

cui la casa e le suppellettili furono più care che la vita.

Ma tu, se hai senno, di un marmo che ti parla odi la voce

non ti curar dei lari senza indugi fuggi.

Anno di salute 1631

Filippo IV Re

Emmanuele Fonseca Viceré
Link permanente  2 punti 2 voti scritto da alibaba 51743 il 28 gen 12, 13:41:15
Profilo ernst2
Ammazza che poema! :-D
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da ernst2 3032 il 11 feb 12, 20:43:41




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