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A parte questo, basterebbe leggere l'articolo senza fermarsi al titolo (in genere, si fa così prima di commentare).
< Ora scusatemi, ma onoro il pizzo al politicamente corretto: le tasse si pagano e la lotta all’evasione è cosa buona e giusta. Ecco, sganciato l’obolo all’ovvio, passiamo al lato oscuro. In uno Stato di diritto, ove la giustizia funzioni, vale il principio: male non fare, paura non avere. Nel caso fiscale: le persone oneste non hanno nulla da temere. Ma noi viviamo nel Paese in cui prima t’arrestano e poi ti ascoltano, per poi chiudere la partita dopo una decina d’anni. Abbiamo un fisco che prima accerta, poi contesta, quindi pretende d’incassare e, se proprio insisti, con calma e senza spingere, consulta un giudice. Da noi lo Stato che ti deve dei soldi ti ride in faccia e ti rimanda al futuro, ma se pensa di doverli avere se li prende subito, anche ove il cittadino creda di avere ragione, di essere onesto, di non dovere avere paura e, per questo, ha presentato un regolare ricorso. >
E ancora:
< Il redditometro va benissimo, è uno strumento utile a stanare chi consuma più di quel che guadagna e che, quindi, deve essere chiamato a spiegare. Ma se mentre spiega, o, meglio, se mentre attende di potere spiegare a qualcuno che non sia l’esattore, gli si toglie qualche cosa, allora diventa uno strumento di tortura. E se molti cittadini saranno attizzati dalla voglia di vedere gli altri pagare, senza badare alle loro ragioni, altri, non pochi, subiranno frustate sotto le quali possono stramazzare (specie se si tratta di aziende) e sanguinare >
No, sono andati a cercare quelli che evadono 60 milioni di euro. Quanti dipendenti delle municipalizzate bisogna controllare per recuperare una tale cifra?
I ladri sono ladri, quando vengono presi vanno ridotti sul lastrico, altro che sanguinare.
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L'esempio che riporti è abbastanza rappresentativo: il Fisco ha accusato le società di un imprenditore e per 4 anni ne ha sequestrato i beni (400 milioni di euro). In 4 anni non è stato emesso alcun grado di giudizio. Infine, dopo la minaccia dell'arresto, Stronati ha accettato di pagare un "compromesso". Se capitasse a una persona innocente (cosa che avviene nel 60% dei casi) ? Quanti anni e quanti soldi dovrebbe perdere prima di ottenere giustizia ?
Un cittadino protesta quando lo Stato abusa dei suoi poteri, un suddito lo incoraggia.
Se porti 10 casi andati male su 10mila... be risarcisco quei 10 e basta, non è che fermo tutto e continuiamo a vivere in questo modo!!!!
In uno Stato di diritto, chi evade viene punito severamente, anche con la galera!
Continuiamo a giustificare gli evasori in maniera diretta od indiretta e non risolveremo mai nulla!
Mai che legessi proposte per combattere l'evasione fiscale, scrivete solo quanto sono cattivi i finanzieri!
Come appena scritto, prima bisognerebbe accertare che una persona abbia evaso e poi si dovrebbe punirla. Fare il contrario non significa punire gli evasori, significa violare i diritti dei cittadini onesti. Il fatto che un sopruso ogni tanto colpisca chi se lo merita non giustifica i soprusi fatti a chi non se li merita.
Per diminuire l'evasione basta diminuire le tasse e semplificare il sistema fiscale. Minore è il guadagno (tempo e denaro) nell'evadere, minore è l'incentivo a farlo.
Quando ci si lamentava di quella legge, molti liberali di destra hanno fatto le barricate o sbaglio?
Anche io vorrei che si colpisca chi realmente lo merita, ma vorrei anche che gli evasori pagassero le tasse e che non tocchi sempre agli onesti pagarle anche per loro!
Alla bufala che se diminuisci le tasse, si riduce l'evasione non ci credo e non esiste proprio... in Italia non si paga e basta, anche 1 euro lo rubiamo!
Metti pene severe per gli evasori, tipo il carcere e la confisca totale dei beni (a sentenza in giudicato) e poi vediamo se diminuisce l'evasione.
Per decenni in Italia siamo stati buonisti con gli evasori ed anche un presidente del consiglio li giustificava... ora ci siamo rotti di essere buoni e vediamo se dopo la carota, il bastone funziona!
Un conto è voler punire un reato, un altro è condannare qualcuno prima di averlo processato. C'è differenza, è questo che sostiene l'articolo. Peraltro la pena dev'essere proporzionale al danno recato: è lo stesso principio per cui non si taglia la mano a chi ruba una mela ( vedi qualche analogia col togliere il patrimonio a chi ha evaso mille euro? ).
Le persone non iniziano a evadere perchè si svegliano male la mattina, altrimenti l'evasione sarebbe elevata in ogni paese. Tasse elevate producono evasione elevata, è una questione di incentivi. A parità di rischio nell'essere scoperti dal fisco, si è più incentivati a evadere 1000€ anzichè 100€ (è una constatazione, non un'opinione).
Dipende dal fatto che in Italia si è sempre tollerata l'evasione fiscale e non si è mai fatta una vera lotta contro chi evade... quindi non si evade in ogni paese, per il semplice fatto che ogni paese ha il suo sistema di controllo... e da noi non è mai stato veramente incisivo.
"Tasse elevate producono evasione elevata, è una questione di incentivi."
Ma in Europa, ci sono nazioni che hanno una tassazione uguale se non superiore alla nostra... eppure solo NOI abbiamo questa altissima evasione fiscale o sbaglio?
L'evasione elevata la combatti solo in un modo... con pene serie e senza trovare sempre la giustificazione per evadere le tasse.
Dal rapporto Paying Taxes 2012 ( [www.pwc.com] ) a pag. 125 puoi verificare che l'Italia è al 170° posto nel mondo per carico fiscale sulle imprese - pari al 68.5% del ricavato. La Germania ha una tassazione del 46.7%, la Svezia del 52.8%, la Norvegia del 41.6%, La Danimarca del 27.5%; si avvicina a noi, col 65.7%, solo la Francia. Non bisogna confondere pressione fiscale (tasse pagate dal paese intero, conteggiando anche chi evade) e carico fiscale (tasse pagate da chi paga tutte le tasse).
Ovviamente bisogna tener conto anche di altri fattori. Un articolo interessante è questo ( [noisefromamerika.org] ), in cui si fa notare che una legislazione che penalizza l'assunzione di lavoratori dipendenti (vedi articolo 18 in Italia) genera un maggior numero di lavoratori autonomi e tende a causare maggiore evasione.
In sostanza, a parità di tutti gli altri fattori, l'evasione è maggiore laddove c'è una maggiore tassazione effettiva. Uno dei fattori italiani che non è "pari" a quello degli altri paesi è la legislazione sul lavoro, che incentiva il lavoro autonomo a scapito di quello dipendente. Si potrebbe agire anche in tal senso, oltrechè sul carico fiscale.
Questo governo, non è politico e quindi se ne frega dei voti da prendere... ovviamente interessa ai partiti che lo sostengono, quindi vedremo se detti partiti faranno la loro parte.
Non capisco il discorso sulle tassazioni separate... non eri tu che dicevi di andare a cercare i dipendenti?
Implicitamente dici che evadono le aziende e basta?
Polemiche a parte... in Francia si evade come da noi? In Svezia non ci vanno leggeri... si evade come da noi?
Io mi concentrerei più sulla legislazione di detti paesi, per capire se sono cosi buonisti come noi, se fanno condoni a ripetizione o cose simili.
Interessante il tuo articolo e conferma in toto quello che si sapeva da sempre... il lavoratore autonomo tende ad evadere di più delle altre figure lavorative!!!!
Che l'articolo 18 "costringa" le gente a lavorare autonomamante, mi sembra una supposizione MOOOOOOLTO forzata... io propenderei per il più semplice assunto che il lavoratore sceglie di essere autonomo, cosi può evadere più soldi e la normativa gli permette di farlo!!!
Sempre sull'articolo 18, ti propongo questo articolo ([ [www.lavoce.info] ]), che dati alla mano dimostra che non ci sia tutta questa fobia nelle aziende.
Sull'articolo 18 siamo andati OT, ma credo che se ne debba parlare... ma identificare in quello il neo della crescita Italiana è un pò semplicistico.
Ricordiamoci da dove siamo partiti. Sostengo che una tassazione elevata, a parità di tutti gli altri fattori, incentivi a evadere. Tra gli altri fattori ci sono l'efficacia dei controlli fiscali (e siamo d'accordo che il ricorso ai condoni la diminuisca) e il modo in cui vengono pagate le tasse (da sè - come nel caso degli autonomi - o per intermediazone altrui - come nel caso dei dipendenti). In Italia, rispetto ad altri paesi, abbiamo sia una tassazione elevata sia una proporzione elevata di lavoro autonomo. Sostengo quindi l'opportunità di agire su queste due leve.
In questo contesto si inserisce l'articolo 18. Lo Statuto dei Lavoratori incentiva il nanismo delle imprese ed il lavoro autonomo, dal momento che queste due "soluzioni" sono meno burocratizzate. L'articolo che citi - pur ammettendo la natura deleteria di tale misura - sostiene che i dati non mostrino un addensamento delle imprese verso il numero di 15 dipendenti e una drastica diminuzione delle aziende che ne hanno 16. Tuttavia l'addensamento al di sotto dei 15 dipendenti c'è: il grafico mostra che la stragrande maggioranza delle imprese si tiene (prudentemente) ben al di sotto della soglia. L'ISTAT conferma che il 95% delle imprese italiane ha meno di 10 dipendenti ( [it.notizie.yahoo.com] ), mentre negli USA lo stesso dato ammonta al 75% ( [www.bls.gov] ). Le imprese italiane tengono basso il numero di dipendenti e, casomai, sopperiscono con gli autonomi. Il lavoro autonomo esiste in tutti i paesi (ed è abbastanza proporzionale all'evasione, come mostra il grafico nell'articolo che ti avevo indicato), ma non è esteso come in Italia. Eppure, se fosse solo un modo per evadere le tasse, in tutti i paesi dovrebbe esserci una notevole quantità di lavoratori autonomi.
Quindi, tirando le somme: aumentare l'efficacia dei controlli (ammesso e non concesso che si possa fare e che la politica lo voglia fare) non risolve gran parte del problema. Diffiderei di quei partiti che pianificano spese contando sui fantomatici proventi dalla lotta all'evasione.
PS: nel mio commento iniziale non stavo chiedendo più controlli per i dipendenti. Facevo solo notare chi sono le vere sanguisughe: l'esercito di impiegati pubblici che i contribuenti sono costretti a mantenere.
Che in Italia ci siano tantissime aziende sotto i 10 dipendenti, non deriva "solamente" dall'articolo 18, ma dalla vocazione Italica all'artigianato ed alla "repulsione" per le grandi multinazionali... insomma è un mix di cause e ridurla solo all'articolo 18 è quantomeno semplicistico, lo sai anche tu.
"Il lavoro autonomo esiste in tutti i paesi... ma non è esteso come in Italia. Eppure, se fosse solo un modo per evadere le tasse, in tutti i paesi dovrebbe esserci una notevole quantità di lavoratori autonomi."
Ribadisco il concetto... in Italia non abbiamo il senso civico di molti altri paesi, siamo sempre stati molto permissivi con gli evasori fiscali e non abbiamo MAI adottato misure serie di contrasto all'evasione fiscale, compresa la galera!!!!
"Diffiderei di quei partiti che pianificano spese contando sui fantomatici proventi dalla lotta all'evasione."
A differenza di tutti i suoi predecessori, Monti non ha messo un euro a bilancio derivante dal recupero dell'evasione fiscale. Già questo dovrebbe farci capire che non gli servono quei soldi per farsi tornare i conti o fare manovre finanziarie in 9 minuti.
Io direi una cosa molto semplice... in Italia abbiamo tantissimi problemi di natura economica e sociale, i primi sono evasione fiscale, corruzione, crescita inesistente... concentriamoci su queste e dopo si potranno fare ragionamenti virtuosi su una diversa tassazione e via dicendo.
In uno Stato di diritto, chi ammette di aver evaso le tasse è un ladro. Continuare a proteggere gli evasori, dei ladri che succhiano il sangue delle persone oneste, è un'infamia.
Io mi sono rotto le scatole di tutti quelli che difendono gli evasori: gli uni e gli altri andrebbero puniti severamente. E' finita la pacchia, per evasori e leccapiedi.
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< Ma noi viviamo nel Paese in cui prima t’arrestano e poi ti ascoltano, per poi chiudere la partita dopo una decina d’anni. Abbiamo un fisco che prima accerta, poi contesta, quindi pretende d’incassare e, se proprio insisti, con calma e senza spingere, consulta un giudice. >
Si chiama "solve et repete" ( [www.brunoleoni.it] ). Continuare a difendere un sistema fiscale che pretende di aver ragione e di essere pagato subito - oltretutto considerando che nel 60% dei casi sbaglia - è un'infamia. Non mi stupirebbe se una persona onesta, pur di non dover passare anni di calvario e spese, preferisse scendere a patti con siffatto fisco. Gli costerebbe sicuramente meno. Ma, finchè tocca agli altri, un suddito non si impensierisce di queste cose.
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Si perseguano i dipendenti che commettono attività illegali e gli evasori CONTEMPORANEAMENTE!!!!!
Inoltre, se io dovessi ridurre l'evasione fiscale e far rientrare più soldi possibile, preferirei perseguire 1 solo soggetto che evade 100, piuttosto che 100 soggetti che evadono 1. Spendo di meno nel perseguirlo, non devo fare 100 cause ma una e faccio rientrare di sicuro più soldi!
Quando avremo un'evasione fiscale "normale" e non megagalattica, ci potremo dedicare ai lavori di fino... se conviene farlo... visto che spesso chi evade 100 euro, ne guadagna 1000 al mese e quindi non è che sia sto riccone che ruba ai poveri... chi evade 1 milione di euro, ne guadagna 10 e quello si che affama la società!
Ma ci vuole tanto a capire che se si evade di meno, le tasse si abbassano per tutti!!!!!
Il modo migliore di abbassare le tasse e ridurre l'evasione fiscale (in aggiunta alla corruzione)!!!!
Quando il fisco accusa qualcuno, quella persona viene trattata dalla legge come se fosse colpevole a priori. Prima paga, poi (se fa ricorso) ci sarà un processo - che peraltro durerà degli anni, quindi in certi casi (pur avendo ragione) conviene pagare subito e stare zitti. In uno Stato di diritto dovrebbe essere il contrario: prima si dimostra (rapidamente) la colpevolezza, poi si fa pagare la pena. Cito:
< In Italia, attraverso una norma di recente introduzione (art. 29, D.L. n. 78/2010, e D.L. n.138/2011), gli atti di accertamento (che per più del 60% in sede contenziosa risultano infondati) daranno luogo a riscossione immediata di un terzo della maggiore imposta pretesa, pur in pendenza di ricorso, e quindi pur nella consapevolezza che nel 60% dei casi la pretesa tributaria è illegittima e il pagamento da parte del contribuente non dovuto.
In Italia, quindi, è stato reintrodotto il principio del solve et repete: un principio incivile, dispotico, contrario al diritto e alla dignità del cittadino, un principio inaccettabile, micidiale sul piano etico e giuridico, che provocherà danni incalcolabili all’economia e alla sopravvivenza delle imprese e dei privati contribuenti. > [www.chicago-blog.it]
Il fatto che lo Stato abbia un atteggiamento radicalmente diverso verso se stesso e i suoi dipendenti è solo un ulteriore indice dell'assurdità di questa situazione. Non si tratta di "prendere il posto di altri", volevo solo far notare che i veri parassiti (cioè quelli che obbligano gli altri a mantenerli) hanno un trattamento diverso.
Le tasse si abbassano tagliando la spesa. Se meno persone evadessero le tasse, la spesa sarebbe semplicemente più elevata. Ogni volta che lo Stato ha avuto delle entrate extra, le ha spese - lasciando invariate le tasse. Dubito molto che i politici attuali farebbero diversamente.
Basterebbe cambiare la legge e non eliminare i controlli! Che vadano tagliati gli sprechi è ovvio, ma perchè si deve sempre dire che c'è sempre altro da fare prima???
Per ridurre le tasse, basterebbe che i governi decidessero di mettere i soldi recuperati per fare questo... li elegiamo noi quelli che governano o sbaglio?
Secondo: finora il mio voto non ha appoggiato alcun Governo. Dubito che potrà farlo in futuro, ma un po' di ottimismo non fa mai male. Avrò premura di avvertirti se e quando succederà.
L'articolo non mette in discussione i controlli (lo dice chiaramente), ma il trattamento dei presunti (sottolineo: presunti, che al 60% vuol dire innocenti) evasori.
Ho un'opinione ben precisa su come si comportano i Governi e sul perchè lo fanno ( [riecho-economiaeliberta.blogspot.com] ). Diciamo che non sono ottimista quanto te. In fondo, se siamo in questa situazione, vuol dire che gli elettori non hanno fatto un controllo certosino sulla politica.
Comunque mi fa sorridere il fatto che lei sostenga che i dipendenti pubblici non evadono: secondo lei non hanno mai bisogno di un dentista / avvocato / notaio / commercialista / geometra / falegname / idraulico / fabbro ? Se evadono quelle categorie, evadono anche i loro clienti. Compresi quelli che di lavoro fanno le sanguisughe pubbliche. Ci pensi su.
< Nel periodo compreso tra il 2006 e il 2008, l'Agenzia delle Entrate ha sbagliato le richieste di pagamento fatte ai cittadini in circa il 60% dei casi, parola della Corte dei Conti nella relazione fatta dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, che ha analizzato "I motivi di soccombenza dell'amministrazione finanziaria nel processo tributario". > [www.usirdbricerca.info]
Il fatto che lei non voglia ammetterlo o faccia finta di non sentire è del tutto irrilevante per me. Basta che non tenti di negarlo, perchè questa volta casca male. Inoltre, cito di nuovo:
< In Italia, attraverso una norma di recente introduzione (art. 29, D.L. n. 78/2010, e D.L. n.138/2011), gli atti di accertamento (che per più del 60% in sede contenziosa risultano infondati) daranno luogo a riscossione immediata di un terzo della maggiore imposta pretesa, pur in pendenza di ricorso, e quindi pur nella consapevolezza che nel 60% dei casi la pretesa tributaria è illegittima e il pagamento da parte del contribuente non dovuto. > [www.chicago-blog.it]
Quindi prima si paga l'agenzia delle entrate, poi casomai si viene rimborsati. Idem come sopra sul fatto di sentire/negare.
2) L'elusione non è reato (lo è l'evasione). Comunque non esiste alcun ricatto: c'è il prezzo regolare e c'è il prezzo a nero. Se lei richiede la fattura, il professionista è obbligato a farla; se il professionista vuole fare la fattura, lei è obbligato a pagare il prezzo regolare. La scelta del prezzo a nero è sempre consensuale. E si tratta sempre di evasione. Può scagliarsi sui professionisti, ovvio, ma deve necessariamente farlo anche coi loro clienti (che, spesso, sono lavoratori dipendenti). Altrimenti manca di coerenza.
comunque i software che uso sono tutti freeware, ma tanto mi dirai che non ci credi e bla bla bla. le solite chiacchiere... ;)
Nell'articolo si parla di Stato di diritto o di stato civile... in uno stato di diritto ed in uno stato civile, non hai centinaia di miliardi di evasione!!!!!
Siamo arrivati alla frusta, per il semplice fatto che ce la meritiamo, visto che qui si evadono vagonate di miliardi!!!!!!
Invece di proporre altrenative a questi controlli, li si incrimina come cattivi e basta... che facciamo??? lasciamo tutto com'è? speriamo che gli italiani si ravvedano e diventino virtuosi???
Altra perla imperdibile:
"... pagare un master di specializzazione...è un comportamento socialmente virtuoso, perché ci si priva di consumi immediati in vista di maggiori capacità con cui far crescere il mercato... spesa, che dovrebbe essere defiscalizzata, perché si tratta d’investimento privato in istruzione che ha valore pubblico..."
E perchè si dovrebbe defiscalizzare un master di specializzazione? Non fai crescere il mercato, ma fai crescere le TUE capacità e quindi stai investendo soldi tuoi, per avere più guadagni TUOI in futuro... non è che se fai il master, aiuti la società, ma aiuti te stesso!
Allora io faccio un corso d'inglese per farmi un curriculum migliore e pretendo che mi venga defiscalizzato, perchè aiuto il mercato...
Questi hanno uno strano concetto di Stato, società e bene comune!!!!!
Sono MIE scelte personali o meglio sono MIEI investimenti personali!
Le spese mediche o gli interessi del mutuo, sono spese diverse e di genere sociale.
Che non si abbassino le tasse lo dici tu. Se allo stato serve 100, vuol dire che se gli entrano 120, può benissimo rimettere quei 20 in meno tasse o più servizi!
Il taglio agli sprechi è sacrosanto, ma non capisco perchè le cose dovrebbero escludersi a vicenda.
Si può e si deve combattare l'evasione, la corruzione e gli sprechi... INSIEME!!!!