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Profilo artemide1955
Questa intervista a Paolo Borsellino del 21 maggio 92 (due giorni prima della strage di Capaci) viene ancora una volta postata su questo digg nell'ambito di una strategia depistante delle reali responsabilità morali giuridiche e politiche delle stragi di Capaci e di via D'Amelio.

L'intervista è alla base dell'incriminazione di Berlusconi e di Dell'Utri per le stragi del 92.

Prima che fosse rinvenuta la famosa foto del capitano Arcangioli che lo ritraeva nell'atto di portar via la borsa di Paolo Borsellino e quando la Procura di Caltanisetta era ancora diretta da magiastrati diversi da quelli che attualmente - meritoriamente - la conducono, si sosteneva in sotanza che Borsellino e Falcone avessero acquisito un eccessivo bagaglio di conoscenze sui rapporti Mangano-Berlusconi-Dell'Utri e che non essendo magistrati malleabili, erano stati per questo motivo eliminati. Con stragi.

I giudici che hanno inquisito Berlusconi e Dell'Utri sulla base di questi elementi, ritenevano quindi che in casa di Borsellino c'erano delle cimici che avvisavano i servizi segreti deviati che Borsellino stava parlando di Mangano. Di modo che i Servizi decidevano autonomamnete e all'istante di uccidere Falcone, passavano questa decisione ai mafiosi, i mafiosi si mettevano immediatamente all'opera, scavavano il tunnel sotto l'autostrada di Capaci e facevano l'attentato, il tutto in soli due giorni.

E ammazzarono due magistrati come la Morvillo e Falcone e quattro uomini di scorta sol perchè Borsellino in un'intervista a un giornale francese aveva mostrato che lui e Falcone sapevano troppe cose su Mangano, Berlusconi e Dell'Utri.

La verità è un'altra ed è che all'epoca (1992) c'erano rapporti molto tesi fra il governo francese e Berlusconi per le invasioni di Berlusconi nelle reti televisive francesi e in particolre in Canal Plus e c'erano anche rapporti molto tesi fra Craxi e Andreotti da un lato e il governo francese dall'altro per questioni legate a un intervento dei servizi segreti italiani in Tunisia (la parte sana) che fu quasi un colpo di stato e che irretì fortemente il governo francese (vedi: [www.repubblica.it]).

Per cui questa pseudo-intervista era in verità un atto di indagine di sedicenti giornalisti francesi in realtà agenti dei servizi segreti francesi, come si può facilmente rilevare da una prolusione degli stessi Fabrizio Calvi e Jan Pierre Moscardo quando poliziescamente chiedono a Borsellino: "C'è un individuo che in paritcolare ci interessa: Vittorio Mangano".

Perlatro si nota il tentativo maldestro, più da inquirenti che da giornalisti, di far dire a Borsellino anche cose che lui non sa su Mangano e su Dell'Utri, non essendo egli il titolare dell'inchiesta allora in corso.

Per cui i bene informati, ipotizzano, molto più sensatamente, che anche i servizi segreti francesi siano intervenuti nel grande complotto stragista del 1992 contro Craxi e contro Andreotti, supporters politici di Berlusconi, anche sollecitando questa intervista o attingendo attraverso essa informazioni.

Ci sono in realtà elementi molto più seri che portano ad altri personaggi per individuare i veri mandanti esterni delle stragi di Capaci e di via D'Amelio come le amnesie di Mancino, le chiamate in causa di Cosa Nostra nei confornti di Rognoni, le strane mosse di Scalfaro, il fatto che nessuno ha mai chiesto una commissione parlamentare di inchiesta sulle stragi per vedere se ci sono collegamenti fra le stragi e i fondi neri del Sisde e le assurde iniziative criminali dei fratelli Savi, il telecomando fornito dal Sisde deviato alla mafia che operò a Capaci già molti giorni prima dell'intervista, le informazioni passate dal Sisde deviato sempre prima dell'intervista circa giorno e ora dell'arrivo di Falcone a Palermo.

Ma quella che viene qui ripetutamente offerta, a scopi chiaramente suggestivi dell'ignaro lettore e forse nel disperato tentativo di valorizzare ancora una tesi assurda che è già stata o sta per essere accantonata dagli inquirenti, è sempre e soltanto questa intervista a Borsellino dei sedicenti giornalisti-agenti segreti francesi Fabrizio Calvi e Jean Pierre Moscardo.

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Link permanente  2 punti 2 voti scritto da artemide1955 674133 il 28 dic 09, 08:16:04


Profilo LucaRinaldi
Con ciò non mi pare che l'importanza del documento sia sminuita Artemide
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da LucaRinaldi 180132 il 28 dic 09, 13:51:50
Profilo artemide1955
Il documento sicuramente è importante ma a sostegno della tesi che nel 1992 più servizi segreti stranieri si coalizzarono e complottarono contro di noi o meglio contro l'asse Craxi-Andreotti-Berlusconi, che - detto fra noi - era un pò uscito dal seminato.

Purtroppo da parte delle altre parti politiche non ci fu tutela della dignità nazionale ma pieno asservimento all'azione di questi Servizi in funzione di pretesi vantaggi che poi non sono venuti.

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Link permanente  2 punti 2 voti scritto da artemide1955 674133 il 28 dic 09, 14:11:52


Profilo LucaRinaldi
Avrebbero fatto un bel lavoro se avessero rispedito quei tre da dove erano venuti... Invece hanno fatto l'esatto contrario. fatto fuori l'antimafia, mandato Berlusconi al governo e far tacere tutto attorno alla mafia...
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da LucaRinaldi 180132 il 28 dic 09, 15:15:28



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