Home > Commenti
Votata OK da:
NanoBurningRome697
devis762057
louis511536
progvolution1482
Utente rimosso0
Dac4856178
saturninox7656
mczeitgeist35 e altri 9 anonimi
Votata NO da: 2 utenti e 2 anonimi
Puoi iscriverti al feed RSS dei commenti di questa notizia per seguire la discussione.
Per aggiungere un commento effettua il Login.
Le critiche quotidianamente rivolte dalla stampa internazionale a Sua Impunità, comprese quelle contenute nell'articolo dell'Observer qui riportato, non sono insulti gratuiti ma, al contrario, la semplice descrizione/denuncia di una realtà evidente a chiunque abbia un minimo di senso critico e autonomia di giudizio, quale che sia l'orientamento politico (costituiscono, in ogni caso, libero e sacrosanto esercizio del diritto di critica). E sono doppiamente utili.
In primo luogo, pongono questioni che la maggior parte dei cosiddetti "giornalisti" nostrani si guarda bene dal sollevare ("docili pecore" sono stati recentemente definiti da un corrispondente estero incredulo testimone di una pseudo-conferenza stampa del Barattiere di Arcore in cui non era permesso fare domande [italiadallestero.info] ), contribuendo in tal modo a evidenziare fatti rilevanti per l'opinione pubblica, al tempo stesso disvelando l'indecente latitanza e l'ignobile servilismo di gran parte della "informazione" italiana.
In secondo luogo, smascherano platealmente la sesquipedale balla, sempre sbandierata ai quattro venti da questo Governo di impresentabili, del presunto "prestigio internazionale" di Berlusconi.
Se poi ti senti ben rappresentato, in Italia e nel mondo, da un simile personaggio e dalla sua corte dei miracoli e ritieni che le pesantissime stroncature dei media esteri (che peraltro sono tutt'altro che un fatto recente) non siano altro che il frutto di un planetario complotto giudaico-massonico-comunista finalizzato a "screditare" il ‘grande statista’ di Arcore, sei naturalmente liberissimo di farlo. Così come di credere alla befana.
Non si tratta di politica, si tratta di una guerra tra Rupert Murdoch fra altri, e Berlusconi. La sinistra, il cui modo unico di espressione oggi sembra di limitarsi alla critica, accoglie volentieri tutte 'notizie' che serve ad annerire Berlusconi ancora.
Ciò che trovo indegno, senza considerare o giudicare il comportamento di Berlusconi, è che la sinistra italiana dare retta alla stampa straniera controllata da Murdoch, in luogo di condannare tali allusioni alla vita privata del Cavaliere, ecc. perché si tratta comunque del vostro Primo Ministro. Qualunque sia il vostro colore politico, se permettete alla stampa straniera di provare sminuirlo, in linea di principio state permettendola di sminuirvi proprio anche voi.
In ogni modo se Berlusconi è tanto pieno di difetti, sarà una questione di tempo prima che il popolo esigi un cambiamento. Italia è comunque una democrazia. In effetti il problema è altro. Non è nessuno alla sinistra, che io ne sappia, in grado di far meglio di lui.
Franco Fratini sembra avere la stature, il coraggio e l'integrità. Lui si fa notare per le sue qualità reale, ma non vedo nessuno alla sinistra ancora capace a dirigere il paese, e questo mi pare essere la situazione generale in Europa all'epoca attuale.
(Un altro aspetto di Berlusconi è che ha perfino le qualità di sfruttare proprio di tali critiche, e non gliene importa un cavalo di che genere di critica si tratta. Allora in realtà tali tattiche non si conducono mai da nessuna parte).
Il fatto di risiedere o meno in Italia (o di essere o meno italiano), di per sé, non dà alcuna garanzia di maggiore obiettività.
Le critiche mosse a Berlusconi dai media esteri (non alla persona in quanto tale, ma al Berlusconi capo di Governo) più che a una questione "partigiana", attengono a una questione 'pre-politica', riguardante il rispetto delle regole del gioco democratico, principi di legalità e di responsabilità politica in primis (altro che "allusioni alla vita privata", qui si tratta di sistematici abusi di potere e di scempio della decenza istituzionale). Il discorso destra-sinistra da te evocato, per quanto mi riguarda, è del tutto fuori luogo ("legge e ordine" e rispetto delle istituzioni non dovrebbero forse interessare anche alla destra?).
Attribuire le critiche della stampa internazionale all’asserita "guerra tra Rupert Murdoch e Berlusconi" mi sembra difficilmente sostenibile, visto che le pesanti stroncature nei confronti di Berlusconi provengono da ogni parte della stampa mondiale (non solo da quella "controllata da Murdoch" ), dai più vari orientamenti politici e latitudini geografiche, e hanno accompagnato Berlusconi anche nelle sue precedenti esperienze di governo. Tali critiche sono veramente così infondate da giustificare simili dietrologie?
Pur ammettendo, per assurdo e con un certo sforzo di fantasia, l'esistenza di una congiura planetaria ai danni di Berlusconi, bisognerebbe pur sempre entrare nel merito delle critiche mossegli, giacché le intenzioni, anche le peggiori, non incidono di per sé minimamente sulla veridicità (o meno) dei fatti richiamati o sulla validità (o meno) degli argomenti sostenuti, i quali potrebbero pur sempre essere veritieri e fondati: occorrerebbe dunque affrontarli nel merito. Ma evocare il fantomatico complotto, con tutta evidenza, serve proprio a questo: a evitare di entrare nel merito delle questioni. Come al solito, si guarda al dito e non alla luna.
Dici di non voler giudicare il comportamento di Berlusconi (come se non fosse proprio questo il punto), ma qualifichi chi osa criticarlo come "indegno", come se chi riveste alte cariche istituzionali fosse immune, oltre che dai processi penali, anche dalla critica. Riesumare la lesa maestà mi sembra francamente eccessivo.
"Sminuisce" gli italiani chi, chiamato a rappresentarle, disonora le istituzioni con i propri comportamenti inappropriati (spesso addirittura valutabili sotto il profilo penale), non chi critica quei comportamenti. “Sminuisce” gli italiani non la critica al capo del Governo ma la supina accettazione degli abusi del potere.
Il fatto che Berlusconi possa permettersi di fregarsene bellamente delle critiche, da te bizzarramente presentato come una "qualità", si deve solo ed esclusivamente all'incomparabile controllo da lui esercitato sui mezzi d’informazione in Italia, televisioni in primis (e dunque al suo enorme potere di condizionamento dell'opinione pubblica). In qualsiasi altro Paese realmente liberale e pluralista (o semplicemente decente) tutto ciò non gli sarebbe affatto permesso: difficilmente potrebbe fregarsene delle critiche perché, in quanto titolare di un'alta carica pubblica, sarebbe continuamente incalzato e obbligato a rendere conto ai cittadini dei propri comportamenti da un’informazione indipendente (quantomeno da lui).
In Italia gran parte dell'informazione 'mainstream' (vista l'anomalia di cui sopra) ha da tempo abdicato a questo ruolo di controllo del potere a difesa dei cittadini (per trasformarsi nel suo esatto opposto). Anche per questo è un bene che l'informazione estera continui a interessarsi del nostro Paese.
Opporsi a Berlusconi non significa necessariamente essere “di sinistra”, basta semplicemente essere dalla parte dei basilari principi della democrazia liberale. Molto spesso, anche semplicemente della decenza. Si può forse essere "neutrali" tra chi commette uno scempio e chi lo subisce? Il fatto stesso che chiunque osi criticare Sua Emittenza venga ipso facto etichettato come "di sinistra", o "comunista" o "fazioso" o altre amenità simili la dice lunga sulla pervasività del condizionamento mediatico cui sopra accennavo: avere proprie idee non plagiate dal teatrino politico-mediatico è diventato addirittura sospetto, o automatico indice di "insincerità".
Il fatto che nei media a maggiore diffusione ci siano anche voci 'critiche' non contraddice affatto quanto da me detto: se leggi bene, ho scritto "gran parte dell'informazione mainstream", non la totalità, e mi riferivo in particolare alle televisioni, che sono la principale fonte d'informazione per la maggior parte degli italiani, nonché uno dei fattori di gran lunga più determinanti relativamente agli esiti elettorali [www.adnkronos.com] .
Se ritieni che il controllo di Berlusconi sui media (televisioni ma non solo) non sia, come da me detto, "incomparabile", citami qualche esempio di democrazia liberale in cui il capo del Governo (e, alternativamente, dell’opposizione) abbia nelle proprie mani una concentrazione di mezzi di comunicazione di massa "comparabile" a quella dell'attuale Presidente del Consiglio italiano.
Ognuno può naturalmente pensarla come vuole, ma credo sia un bene che l'informazione svolga un ruolo critico e di controllo nei confronti del potere, anche quando ‘connotata’ politicamente. Altrimenti non è più informazione bensì adulazione, cortigianeria. E trovo assai singolare che molti mostrino insofferenza e ostilità nei confronti dei media critici (spesso senza nemmeno entrare nel merito delle questioni e fermandosi all'evocazione delle 'etichette' politiche di cui sopra) e non s’indignino, per esempio, di fronte all’inqualificabile servilismo dei vari Fede, Vespa, Mimun e compagnia cantante.
L’annoverare "OkNotizie" e i blog della rete tra i 'contrappesi informativi' alla potenza di fuoco mediatica di Mr. B ... beh, non male come battuta di spirito. Ciao!
A proposito dell'obiettività, credo che essendo all'esterno dell'Italia si è ovviamente meno impegnati in tutti i sensi ed abbastanza a distanza per vedere la cosa più globalmente se non in una prospettiva più semplice. Ritengo che questa è già una garanzia di obiettività. Sono anche non partigiano per principio in ogni modo. Per me è la persona che conta, prima della tendenza politica.
Non credo che Berlusconi sia criticato come capo di governo, perché senza trattare degli aspetti considerati scandalosi dai tutti quelli individui santi, perpetuati anche dalla stampa di sinistra seguendo 'fedelmente' quella di RM (e fra cui molti, se fossero onesti, ammetterebbero di essere un pochino gelosi) non si può trovare molto di male a proposito della sua maniera politica di gestire il paese, soprattutto durante una crisi più importante dagli anni 30.
La differenza tra la moderatezza e la smoderatezza in cui 'gli scandali' sono presentati dalla stampa internazionale è comunque troppo 'stridula' per non essere notate. E quest'accanimento dura troppo a lungo per non essere altro che una campagna concertata di denigrazione.
In effetti come Berlusconi si comporta nella sua vita privata proprio non c'entra. Il fatto che certi giornalisti hanno preso la pena di violare tutti i regoli di giornalismo per far il loro 'scoop di merda' è molto più grave di ciò che pretendevano di aver rivelato. Ma in luogo di condannarli, tutti i santi che non sognerebbe mai comportarsi in tale maniera scandalosa- non è vero, accolgono tali notizie come se fosse un messaggio scritto proprio di Dio.
Berluscono si permetta giustamente di fregarsene bellamente delle tale critiche, perché lui sa, meglio di chiunque, che la maggiore parte di queste critiche sono formulate dagli ipocriti e quelli che non sono in grado di trovare qualsiasi cosa per screditare seriamente la sua maniera politica di dirigere il paese. È questa, dopo tutto la priorità.
(Poi riguardando la 'qualità', va senza dire che si può essere dotati di cattive qualità come di buone).
Se la sinistra conta vincere nelle prossime elezioni italiane, non lo farà mai usando le tattiche facile di critica, qualsiasi B farà di più in privato che non sarà interamente illegale. Beninteso si è liberi di criticare, l'Italia è comunque una democrazia, ma sarebbe molto meglio trovare qualcuno alla sinistra più forte e più capace di lui politicamente, per dirigere più efficacemente il paese. Ecco il vero problema che è il fondo e la realtà.
(Sono comunque d'accordo con certe cose che hai scritto, soprattutto nel secondo commentario. Se è vero che Berlusconi abusa del suo potere del media, sarà questo che determinerà la sua fine, perché nessun popolo, specialmente in Europa, può tollerare indefinitamente tal abuso, che in somma è una violazione della democrazia stessa).
Io penso che l’abitudine a dividere tutto in "destra" e "sinistra", e in "chi è peggio" e "chi è meglio", rappresenti un modo fuorviante di interpretare i fatti del mondo. In quanto consente a ciascuna "parte" di farsi alibi delle colpe dell’altra, e a ridurre ogni discorso a una contesa tra "tifoserie" politiche. Preferisco considerare i singoli fatti e le singole azioni, e valutare se sono buone o cattive. Non migliori o peggiori. Concordo con te che il cosiddetto "centro-sinistra" ha dato una pessima prova di sé al governo (così come all’opposizione). Ma questo non può rendere immuni dalla critica i loro successori o legittimare qualsiasi scelleratezza.
Pur discordando radicalmente dalla tua valutazione sull’operato dell’attuale esecutivo (a mio avviso a dir poco orribile), concordo sul fatto che in linea di principio la valutazione va data all’azione di governo e non ai comportamenti privati dei suoi esponenti. Ma ciò solo fin quando questi comportamenti non assumono rilevanza pubblica (p.es. perché rivelano abusi di potere, o contraddizioni significative tra il discorso pubblico e la condotta privata, o palesi menzogne dette spudoratamente davanti a milioni di cittadini).
Essere informati sui fatti del genere (anche se rispetto al curriculum giudiziario e politico del pluri-prescritto e auto-depenalizzato Berlusconi sono inezie) non è una questione di santi o di moralismo, ma di semplice e sano utilitarismo politico.
Nonostante i disaccordi (anzi a maggior ragione!), ti ringrazio per i cortesi e interessanti commenti.
L'abuso del potere è così vecchio della civilizzazione, e B non è certamente un tiranno, almeno non in confronto di altri. E malgrado tutto ho sempre fede nella democrazia, compreso quella dell'Italia.
Tuttavia se è vero che Berlusconi abusi troppo il suo potere, mantengo che sarà solamente una questione di tempo prima che sia detronizzato.
Il peggio esempio dell'abuso di potere è ovviamente quello di Ahmadinejad. Impossibile confrontarlo con Berlusconi, ma lo stesso principio si applica. Si il regime iraniano attuale pretende rappresentare una democrazia, il popolo iraniano non accetterà mai un tal abuso di potere. Non gli restano che due scelte, applica i regoli della democrazia, o applica quelli di una dittatura, che sarebbe finalmente più onesta. In entrambi i casi eventualmente Ahmadinejad perderà.
Malgrado tutto Berlusconi è sempre popolare in Italia, ma è obbligato ottenere sempre i buoni risultati per non perdere l'appoggio dei suoi fedeli. È proprio questo che la vera democrazia ci garantisce quando i regoli sono pienamente rispettati: la rappresentazione meglio possibile ad ogni epoca. È quindi anche perché la maggiore parte dei dittatori sono i poveretti mediocrità poiché non è mai alcuna concorrenza.