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Profilo J_Stirling
< Tralasciando per un momento il confronto Italia e Norvegia, ed estendendo lo sguardo al modello scandinavo, è importante notare come questi paesi siano stati per un lunghissimo periodo di tempo estremamente liberali, con bassi livelli di tassazione e bassi livelli di spesa e caratterizzati da politiche di “laissez-faire” solide. Solo dopo aver raggiunto un livello di ricchezza alto e una crescita economica sostenuta , seguendo il principio della legge di Wagner, si è proceduto progressivamente alla “socializzazione”, il che ha causato un rallentamento della crescita senza azzerarla mai del tutto, ma a volte la socializzazione eccessiva e qualche esperimento poco fortunato (vedi la fallimentare adozione della tassa sulle transazioni finanziarie da parte della Svezia, poi abbandonata) ha causato anche brevi periodi di stagnazione, che sono stati superati variando l’intensità di politiche sociali e liberalizzazioni. Ma qualcosa del passato “liberale” è rimasto ed ha lasciato un potente imprimatur in questi paesi ancor oggi riscontrabile nella solidità e nella chiarezza del sistema legale, nell’adozione di politiche monetarie responsabili, nell’apertura dei mercati e nel basso livello di corruzione, tutte caratteristiche che attenuano l’effetto dispersivo del welfare permettendo a questi paesi di rientrare nella classifica delle libertà fra i posti più alti. Tutte cose che spesso i socialdemocratici e i conservatori, dimenticano di menzionare nelle loro considerazioni.

L’Italia è difficilmente ascrivibile alla categoria dei paesi “liberisti” e chi lo fa ha un concetto di liberismo bizzarro, sopratutto considerando dati quali: l’iper-regolamentazione economica, il funzionamento deficitario della giustizia, l’incidenza del settore pubblico sul PIL (ben oltre il 50%), la lunga serie di società pubbliche e la pressione fiscale asfissiante, il deficit e il debito pubblico incontrollato, gli indici di libertà economica degni di un paese in via di sviluppo, la corruzione, il sindacalismo esasperato, la criminalità sempreverde e la politica tentacolare che parla per “slogan” e non si assume nessuna responsabilità. Questi sono tutti indicatori che ci fanno assomigliare a paesi di stampo sudamericano più che alle democrazie liberali >
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da J_Stirling 737102 il 09 feb 12, 16:08:29



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