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poesia sull'addio di un rom alla città di pesaro

di angelo 81132 il 31 ott 08, 02:36:45
Addio, Pesaro (il viaggio di Ionica)

di Roberto Malini



Addio, Pesaro. Me ne vado. Non mi hai mai visto, non mi vedrai più.

Sono venuto come un uomo, ho vissuto come uno spettro, me ne vado come un padre.

Addio, città dal cuore di metallo, vado dove mi porta il treno della vita, dove mia figlia giocherà nel sole e la mia donna mi darà un bambino.

Vado in un piccolo paese; è povero, ma andrà benissimo per me, perché ha quello che tutti vorrebbero: un'occasione, una speranza, un sogno.

Ti prego Dio, fa' solo che non mi svegli prima che arrivi il treno.

Devo partire o quest'aria ferma toglierà il respiro alla mia bambina e soffocherà il fiore della vita che nasce nel grembo di mia moglie.

Un'occasione, una speranza, un sogno: li coglierò, perché ho mani forti, mani da contadino, mani da padre.

E ho l'anima di un Rom, ho il coraggio di un Rom, ho la fede di un Rom.

Lavorerò con l'energia di dieci uomini e ogni sera tornerò a casa, quando il tramonto scenderà dal cielo, miracoloso come la risposta alle nostre preghiere e avremo cibo a tavola e saremo felici.

Ti prego Dio, fa' solo che non mi svegli prima che arrivi il treno, fa' che sia tutto vero, che un paese accogliente, una casa e un lavoro nei campi - lontano da qui - siano il nostro futuro.

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