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Una storia tristissima.
Se solo si riuscisse a denunciare i suoi primi datori di lavoro "padroni", sarebbe un grande passo verso la giustizia, in un paese dove i diritti umani dovrebbero essere scontati, ma di scontato alla fine c'è solo l'ignoranza.
Purtroppo il fenomeno è molto più diffuso di quanto non sembri. Ora che sono in contatto con il mondo dell'immigrazione per lavoro, conosco tante altre storie tristi di persone abbagliate da finti lavori, sfruttati, ridotti alla fame e alla schiavitù. Temo che ci siano troppi altri problemi perché qualcuno si preoccupi di queste persone, e gli sfruttatori vivono tranquilli
Qualche volta il percorso dell' esistenza di alcuni di noi fa pensare che all' opera ci siano forze così maligne e potenti da schiacciare qualsiasi nostra velleità di controllo.
E, per aggiungere pena al dolore, qualche "illuminato" pretende di esigere anche un castigo infinito per un gesto dovuto ad un dolore intollerabile, alla solitudine, alla terribile frustrazione di sentirsi incapaci di proteggere coloro che ami.
La storia narrata è molto più che triste : è la cupa desolazione di chi assiste giorno dopo giorno allo sfiorire irrimediabile delle proprie speranze, costretto alla lucida coscienza di un ' agonia senza fine.
Che un Dio infinitamente più misericordioso di quanto ci vogliano far credere ti possa restituire, ora e quando riabbraccerai coloro che hai amato, la pace dell' amore.
Cosa dire....il mondo non è sempre un bel posto in cui vivere....ma il problema è sempre lo stesso. Sono passati secoli, l'uomo si è 'evoluto', modernizzato ma quando si tratta di sfruttare un suo simile allora sembra che il tempo non sia mia passato....non abbiamo capito e imparato NIENTE.
Ogni sera, prima di addormentarmi, ricordo al Signore i miei cari defunti e tutti quelli che nella giornata sono morti. Aggiungerò anche questo alla lista infinita. Che Dio l'abbia in gloria e protegga le sue bambine. Però, mi domando: ma Dio dov'era? Che angoscia!
Per chi crede, può essere un sollievo pensare che le persone care si trovino al sicuro, tra le braccia di chi li conforterà per l'eternità. Per chi non crede, invece, la tristezza di aver perduto un bene assoluto, un'amicizia importante, è motivo di dolore senza speranza di recupero. L'impegno di chi ha vissuto un'esperienza così dolorosa deve essere quello di gridare, lottare, informare perché ciò non accada più. Ma purtroppo le nostre forze di singoli cittadini sono ben poca cosa davanti all'indifferenza dello Stato. Conosco altre situazioni che sono terribilmente simili a quella che ho raccontato. Ho una gran paura che presto queste pagine conosceranno nuovamente le note laceranti del dolore e della disperazione.
E, per aggiungere pena al dolore, qualche "illuminato" pretende di esigere anche un castigo infinito per un gesto dovuto ad un dolore intollerabile, alla solitudine, alla terribile frustrazione di sentirsi incapaci di proteggere coloro che ami.
La storia narrata è molto più che triste : è la cupa desolazione di chi assiste giorno dopo giorno allo sfiorire irrimediabile delle proprie speranze, costretto alla lucida coscienza di un ' agonia senza fine.
Che un Dio infinitamente più misericordioso di quanto ci vogliano far credere ti possa restituire, ora e quando riabbraccerai coloro che hai amato, la pace dell' amore.