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Parlo da uomo che tiene in casa PER AMORE una donna divorziata e 2 figli del (peccato) divorzio.
E alla domanda fatta ai figli: "ritornereste a vivere insieme a mamma e papà?" rispondono sempre: "no,mai, non ci sentiremmo sereni come siamo ora."
La loro fobia è sempre quella: continuare a perdere potere... Ma non ce la faranno a tornare, o meglio, a far tornare l'Italia e l'Europa nello stato di degrado culturale in cui le hanno tenute per secoli.
Uccidere il dentista... per "eliminare" il mal di denti... Belissimo.
D'altra parte, con la stessa "intelligenza" si vorrebbe abolire la legge che regola l'aborto, come se l'aborto, al pari del divorzio, una causa e non un effetto.
Qualche giorno fa, in un commento fatto non so a chi e a che proposito, ho ricordato al contraddittore il colpo di mano di Montini che, di fronte ai dubbi dei cardinali, ha avocato a sè il problema della pillola e, con l'"Humanae vitae", e con il reiterato ostruzionismo controogni altra forma di contraccezione, ha aperto la strada ad una valanga di aborti, impedendo il diffondersi di una maggiore coscienza sociale.
Il divorzio e l'aborto non sono le cause dei mali di cui parliamo.
Il divorzio costituisce il rimedio per ovviare a scelte che, col tempo, si sono rivelate non positive e, per esperienza professionale (sono avvocato e mi è capitato di essere indicato da amici sacerdoti a qualche loro fedele in difficoltà...), ti dico che è molto meglio vivere in una nuova famiglia dove ci si ami, o in una famiglia dove manchi uno dei due genitori, piuttosto che nella famiglia originaria con mamma e papà che si scannano dalla mattina alla sera. Che ci sia una legge dello stato che regoli i rapporti tra gli ex coniugi; che -soprattutto- garantisca i diritti dei figli, mi pare che sia un segno di civiltà. IL DIVORZIO NON è STATO "INVENTATO" CON LA LEGGE CHE LO REGOLA. Questo mi pare chiaro. Nè è vero che la legge che regola il divorzio favorisca il divorzio stesso. Così come la possibilità di annullare il matrimonio, ricorrendo alla sacra rota (...) non ha inverntato nulla; ha solo introdotto un rimedio.
L'borto. Idem. Nel senso che non è l'invemzione di una legge dello stato, nel mentre la legge che regola la materia, sottraendola a speculazioni e pratiche stregonesche, è segno di civiltà.
La questione di base, tuttavia, è sempre la stessa:
I NON CATTOLICI (o coloro che si avvalgono delle leggi suddette) non avranno mai la minima tentazione di imporre ad un cattolico di divorziare o abortire.
I CATTOLICI, invece, vogliono imporre a TUTTI il loro pensiero.
Senza ricorrere alla categoria dell'imbecillità, valuta tula differenza tra le due posizioni: una libera e libertaria; l'altra... Tu come la definiresti?
Che poi gli abortisti e i divorzisti e, in genere, i non cattolici, siano potenziali assassini... meglio non commentare.
Dire che anche non cattolici e atei possano avere problemi col "non uccidere" anche in riferimento al feto non implica che chi non ha questo genere di problemi sia considerato un potenziale assassino. Immaginare che i cattolici si adeguino all'insegnamento della Chiesa in fatto di contraccezione e non si curino dei Comandamenti di Dio e, aggiungo, del concetto di persona a loro proprio è dire che sono imbecilli.
Molti cattolici hanno votato il divorzio e l'aborto---tra noi l'ultimo giudice delle nostre azioni è la coscienza di ciascuno, che si confronta con l'insegnamento di Cristo Signore e della sua Chiesa--- Abbiamo preso atto del verdetto dei referendum senza scendere in piazza a sfasciare vetrine e incendiare auto, ma continuiamo a sostenere che essi non sono nel segno del progresso ma un ritorno indietro a ben prima del medioevo.
Continuiamo a segnalare i danni che queste due leggi fanno nel tessuto sociale.
A tal proposito, l'"Humanae vitae", te la ricordi? E' l'enciclica con la quale Paolo VI, nel 1968, dopo aver sottratto la materia alla discussione e alle decisioni conciliari; in disaccodo con la maggioranza della Commissione di studio che era stata istituita da Giovanni XXIII, sancì il divieto della pillola e di ogni altra forma di contraccezione. Quanti aborti si sarebbero evitati se quella "legge" non avesse creato una certa mentalità?
E' vero che per la chiesa si tratta di sviluppare la patermnità responsabile e l'amore coniugale in vista della procreazione. Ma, a distanza di oltre 40 anni, e dopo secoli di... visione irrealistica della realtà (gli ormoni scoppiano dalla pubertà in poi, in ogni tempo e in ogni luogo), non sarebbe il caso di rivedere le posizioni di chiusura? No; Ratzinger le rilancia alla grande... con quali risultati? Che sui campi dove bivaccano i papa-boys, quando si ripulisce, si raccolgono centinaia di preservativi... E menomale!!! Tante fornicazioni in più, che con una bella confessione saranno perdonate... ma anche qualche rischio di aborto in meno... Non ti pare? Non ti sembra un avallo alla solita doppia morale che si imputa alla chiesa?
Intanto continuiamo a segnalare i danni che quell'enciclica fa nel tessuto sociale.
Ma, alla fine, nessuno vi chiede/impone nè di divorziare e nè di abortire. Perchè ritenete di poter fare il contrario con i non cattolici?
Ma ai tempi dei miei nonni mica si viveva in un'arcadia in cui tutte le famiglie erano perfette e unite e nessuno litigava. tutt'altro, c'erano solo modi più incivili per andare avanti.
Perchè dovremmo tornare indietro? Perchè avrei dovuto sopportare ancora anni di liti fra i miei genitori quando ho, con molta fatica, potuto ricostruirmi una vita serena per quanto possibile? Forse c'è chi non vuole capire che chi si separa soffre, e parecchio, e non lo fa per gusto o per fare un dispetto ai cattolici. Lo fa perchè non ci sono altre vie d'uscita.
ma chi ha detto poi che il Papa vorrebbe abolire il divorzio?
che il matrimonio religioso sia una perdita di tempo è una tua opinione,ma chi si sposa in chiesa diventa responsabile anche e soprattutto di fronte a Dio,e così facendo risponde a una chiamata interiore che tu per ora non senti.
A de andrè c'avevo pensato...
Lo scorso anno ho preparato un mio lavoro dal titolo "CARAVAGGIO, PASOLINI, DE ANDRE', INCONTRI D'ARTE E DI VITA".
L'ho proposto in scuole e presso associazioni interessate... tutto a gratis, naturalmente, per il solo piacere di diffondere, specie tra i ragazzi, la conoscenza dei tre grandi, che hanno tante cose in comune.
Pensaci, e se vuoi ne riparliamo.
certamente non può essere solo un patto a vincolare due persone,ma non puoi mettere a confronto un matrimonio con una forma di convivenza.
chi convive ha meno doveri di chi è sposato,lo so che fa sentire più liberi di amare il proprio partner senza bisogno di nessun vincolo,ma a meno doveri corrispondono anche meno diritti,ad esclusione dei diritti e dei doveri chesi hanno verso i figli.
i dico,o pacs di cui hai sentito parlare,ad esempio, mirano certamente a legalizzare per legge di fronte allo stato talune forme di unione per le quali si vuole far sì che si abbiano gli stessi diritti ma meno doveri.
pensi davvero di sentirti più libera continuando a convivere e non sposandoti?libera da cosa?tu mi hai portato l'esempio di coppie che si separano al primo screzio,o che continuano a tradirsi come nulla fosse,e figli stramaleducati.non è certo questo lo stereotipo di famiglia cattolica,ma nemmeno di famiglia in generale,ma lo sai benissimo anche tu che esistono anche le famiglie felici,e se tu hai fatto la tua scelta di vita,questa deve rimanere tua personale,ma la responsabilità sociale del matrimonio rispetto a un'unione di fatto è fuori discussione.
la tua situazione è simile a quella di molti altri,ma,credimi, io non faccio parte di quelle persone che non vogliono uno stato laico o che vogliono negare i diritti di quelli che lottano per questa causa.
penso però che le famiglie possano essere cementate unicamente con una sana educazione ai valori che ci accomunano e in cui credo anche io come tu,e che riguarda ogni singolo individuo,dall'infanzia fino all'età adulta,anche dopo la formazione di una famiglia.
una cosa sola dico sul divorzio,e mi sembra di averla già detta:esso rappresenta non soltanto il fallimento di un progetto di vita,ma è una sconfitta per l'intera società,poichè è proprio la famiglia la cellula della società stessa.per cui il divorzio deve essere considerato una libera scelta prima che un diritto,ma chi si sposa o di più,chi decide di accogliere dei figli,deve sapere a che razza di responsabilità va incontro.e molte volte sai che non è così.
e non ti ho detto la settimana scorsa cosa ho sentito rispetto a quali possono essere le conseguenze per i bambini che fanno parte di coppie separate e i cui genitori hanno trovato un altro partner.mi è capitato addirittura di sentire la storia di un bambino il cui padre se n'è andato di casa,si è messo con un'altra,e con questa ha avuto un altro figlio.il bambino,andando a trovare suo padre nella sua nuova casa,alla vista del fratellastro nella culla si è letteralmente buttato giù dalla finestra:-(
è una storia vera questa,e io mi chiedo:chi è quel figlio di coppie separate,bambino o adulto che sia,che non darebbe chissà cosa per poter vedere i propri genitori naturali riuniti?anche se con certi genitori non vorrebbero mai più tornare a vivere?
"io ti amo/rinuncio a una parte di me a tuo favore"
"tu mi ami/rinunci a una parte di te per me"
questo è amore,ma,molto più difficile, si può rinunciare anche a tutto se stessi per il proprio partner.
sul divorzio,la stessa prof ci ha fatto vedere un film sulla saldezza del sacramento del matrimonio.questo film si chiamava "la bottega dell'orefice".lo hai mai visto?
ebbene,in ogni tempo e in ogni luogo Gesù manda tali persone a riparare la Chiesa.Dio si fida degli uomini,ci ama quando sbagliamo,cerca di risollevarci sempre, addirittura permettendo che noi ci facciamo del male a vicenda,poichè siamo liberi.e la libertà,come ti ho detto,deve sempre andare di pari passo con la responsabilità.
Dio opera sempre attraverso gli uomini,non potrebbe essere altrimenti.da quel che ho capito non solo credi comunque in Gesù,ma se affermi vorrei solo che tornasse Cristo e che vedesse come si è ridotta la sua Chiesa, vuol dire che credi che quella che non ami troppo è comunque la Chiesa di Cristo.
lascio questo argomento che è off topic con il post.mi sembra che comunque ci capiamo molto in fatto di come debbano essere governati i sentimenti,anche se su certe cose abbiamo idee totalmente diverse.
a proposito,ho anche un cugino che è andato a convivere,ha avuto una figlia,e tuttora convive come fosse sposato con la sua famiglia,compagna e figlia,ed è felicissimo.certo non dispiacerebbe ai miei zii se facesse il grande passo,ma se per adesso ha deciso così...
tornando al film la bottega dell'orefice,dimenticavo che è tratto da un libro scritto,indovina un po',nientemeno che da Giovanni Paolo II,che penso tu hai ammirato moltissimo.
Dalla caverna e per molti altri millenni, la cura della prole è stata affidata quasi esclusivamente alla madre. Solo dal '68 in poi ci sono padri che cambiano i pannolini, danno il biberon... ed è anche quella la data in cui è cominciata l'emancipazione della donna...
Peraltro, tu, da cattolico, concepiresti una donna ministro della tua chiesa? No. Perchè mai? Perchè Gesù aveva solo discepoli maschi? Intanto, non è vero; dovunque nei Vangeli, e negli Atti degli apostoli, c'è riferimento a donne che seguivano il Maestro... quanto ai DODICI, sai bene che quel numero ha significati che nulla hanno a che fare col messaggio cristiano.
Se vuoi, risparmiami l'accenno alla Madonna, posta al culmine dell'Organizzazione celeste, accanto al Figlio e immediatamente sotto il Padre. Il culto mariano è stato introdotto nel tardo medioevo e si è costantemente accresciuto per supplire alla mancanza di una figura-divina femminile, ancora troppo radicata nel "paganesimo" mai estirpato completamente dalal chiesa.
Peraltro, la figura della Madonna è quanto di meno umano si potesse inventare... altro che emancipazione.
Per i laicisti francesi ciò che è prima della Rivoluzione non esiste, anche se dal passato venivano il concetto di libertà, fraternità e uguaglianza. Non mi sembri così sprovveduto da vedere nel 68 l’inizio di “ogni bene senza alcun male”, come il Paradiso del catechismo. In quella caverna il femminile umano – legato fisicamente alla prole dalla natura con la gravidanza e l’allattamento – è stato liberato dalla necessità di procacciare cibo, rifugio e difesa per sé e per la prole caricando questo fardello sul maschio. Il 68 è stato un piccolo passo in avanti, nell’occidente plasmato dal cristianesimo, di un cammino lungo millenni. Nel resto del mondo non c’è stato un 68. Non poteva esserci. Ancor’oggi per la maggioranza delle coppie umane, la divisione dei ruoli è la condizione principale per garantire alle mamme e ai figlioletti la stesse possibilità di sopravvivenza dei maschi.
Da cattolico Accetto la Chiesa come l’ha voluta il suo Fondatore, che per me è il Figlio di Dio fatto uomo. Ma non mi passa nemmeno per la testa di includere questo nel mio diritto di partecipare alla vita politica e legislativa del mio Paese. Questo resta nell’ambito della fede. Ho una certezza: da quando Lui è venuto e fino a quando tornerà nell’ultimo dei giorni, la Chiesa tutta, ogni giorno, approfondisce e comprende sempre meglio il suo insegnamento e la sua volontà e vi si adegua. Potrebbe avvenire che magari un Dottore – nel senso di maestro della fede – femmina come Caterina da Siena, Teresa d’Avila, Teresa di Lisieux…colga con certezza la ragione della scelta da parte di Gesù dei dodici tutti maschi, non per il loro sesso, ma – come in tante altre occasioni –solo per la sua volontà di camminare a passo d’uomo partendo dalla nostra situazione esistenziale per guidarci verso concezioni di vita sempre più alti.
La riflessione della Chiesa, tutta concentrata nel I° secolo sulla figura di Gesù, comincia a guardare anche a quella di Maria fin dall’inizio del II°. S. Ignazio di Antiochia, terzo vescovo di quella metropoli dopo S. Pietro, morto martire a Roma il 107 già si riferisce a Maria come “la Vergine” con chiari cenni al parto verginale. La chiama “avvocata”. - Il Protovangelo di Giacomo, apocrifo del II° secolo la chiama “Vergine del Signore”.-.Tra il II° e il III° secolo col diffondersi tra gli uomini e le donne dell’ideale ascetico e di perfezione evangelica – monaci ed eremiti – la Vergine Maria ne diventa il modello cui guardare e da imitare. È la “Panaghia” (la tutta santa). In questo periodo nei monasteri e nelle Chiese si inserisce la memoria della Madre del Signore nel credo e nella preghiera eucaristica. - La preghiera più antica alla Vergine Maria, “Sub tuum praesidium”, ancora in uso nella liturgia cattolica e in quella copto bizantina, secondo gli storici, è stata composta tra il 260 e il 270. – si conserva in un papiro ritrovato in Egitto nel 1917 – Tradotta in italiano inizia così: “Sotto il tuo presidio ci rifuggiamo, o Santa Madre di Dio…”. - la prima chiesa dedicata alla Madonna sorse a Gerusalemme, ben prima del concilio di Efeso, per celebrare l’Assunzione di Maria in cielo, “Dormitio” per la chiesa orientale, “Transitio” per quella latina. Ci vollero più di 1600 anni prima che Pio XII ne proclamasse il dogma nel 1950. - Il concilio di Efeso ratificò come ortodosso, in termini di fede cristiana, attribuire alla Vergine Maria il titolo di “Theotokos” (Madre di Dio). Fu tenuto in una chiesa dedicata a Maria Santissima nel 431.
Gli storici pongono l’inizio del Medioevo nel 476, anno della caduta dell’impero Romano d’occidente. E il termine “medioevo” significa qualcosa solo per noi occidentali.
Spero che, contrariamente a quel che dice B16, per te dire laico non equivalga a dire persona triste, infelice, tendente al male.
E ceto che il '68 non è "l’inizio di ogni bene senza alcun male", ma qualcosa di buono l'ha portato e, mi spiace contraddirti, in larga parte del mondo.
Buona giornata.