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Adesso, i moralisti, stanno a giudicà anche quanto si spende per un fiore che si porta al cimitero ad una persona cara?
Ma riuscite a capire cosa sia il dolore, i sentimenti delle persone?
Oppure volete eliminare tutto l'umano che ancora rimane nel cuore della gente?
Ma perche non stai a giudicà, chi spende e spande i suoi soldi in cose inutili e futili??
ah! vipom e metti un bel fiore nel tuo cannone vah!
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io lo penso e mi sembra che il mio pensiero si equivalga al tuo.
per me i cimiteri sono una forma di esaltazione della classe sociale..a chi fa la tomba più bella....io ci vedo unicamente la cretineria della gente...dopo morti TUTTI siamo uguali...siamo niente..un mucchio di carne che marcisce.
Molto meglio investirli per pagare una delle rate del suv da 125.000 euro.
Poveri noi. Come siamo messi male!
I defunti si onorano mantenendosi testimoni dei loro valori, della loro eredità spirituale. I fiori non servono ai morti; servono soprattutto ai fiorai ed ai parenti per sentirsi a posto con la coscienza... il solito codice fatto di ipocrisia ed apparenza.
Gli umani sono esseri imperfetti, non sono macchine senza sentimenti ed emozioni. E' troppo facile fare demagogia gratuita, quelle che hai scritto sono frasi stereotipate che vengono a volte utilizzate da coloro che non sanno di cosa stanno parlando. Ti auguro con tutto il cuore di non provare mai cosa significa perdere una persona cara.
Ti prego di non prendertela, non voglio provocarti in alcun modo ma solo cercare di farti conoscere quello che prova una persona che ha subito un'enorme perdita. E ce ne sono tante.
Tu stesso dici dei fiori che vengono utilizzati nell'inutile speranza di mitigare un dolore straziante che non ti lascia mai per tutta la vita.
Ci scriverei un libro sulla tua frase... Partendo dalla INUTILE SPERANZA. Se sai già che è inutile, a che serve nutrirla? A prendersiin giro? Ad illudersi? A tenere la testa sotto la sabbia per non guardare in faccia la realtà?
E poi, parli di dolore straziante che non ti lascia mai... Non so (perchè tu conosco poco) se tu hai una fede o meno. In entrambi i casi dissento. Se hai fede in un essere supremo, in un aldilà, lo offendi se, per tutta la vita, ti fai soggiogare da un dolore straziante. Non ha senso. E' un rifiutare, un ribellarsi al suo disegno divino, alla storia che egli ha preparato per te e che, evidentemente (anche se tu non lo comprendi) prevede che tu affronti tale prova.
Se non hai una fede, se hai fatto dell'Uomo il centro dei tuoi pensieri, sai che nasciamo senza che nessuno ci assicuri, con un contratto, la durata della vita; sai, fin da subito, che la morte è parte della vita stessa; l'una presuppone l'altra. Lo sappiamo che è un esperimento a termine. Basta non illudersi che debba per forza durare in eterno.
Insomma, il dolore è decisamente umano; ma al dolore deve sostituirsi al più presto la consapevolezza dell'oppotunità avuta per l'aver avuto accanto la persona che ora non c'è più. Se hai una fede, ringrazierai il tuo dio per ciò che hai avuto e non lo maledirai per ciò che -se condo te- ti avrebbe tolto; se non hai una fede e ti lasci guidare dalla ragione, ti rallegrerai con te stesso per i medesimi motivi, e non avrai nessuno da maledire.
Il nostro dramma è che delal morte parliamo pochissimo; la rifuggiamo, la manteniemo a distanza, non impariamo a conoscerla e ad avere con essa dimestichezza. Quando arriva, ci sembra sempre la Nemica massima, il Male peggiore... A me piace scrivere poesie, vedi se ti piace questa...
ULTIMO VIAGGIO
Speravo non dovesse mai arrivare
il taglio doloroso di quei fili...
l'attimo in cui, immerso tra la gente,
qualcosa dentro dice sono solo.
Manca il respiro, manca quella sponda
che indica da sempre la mia via;
un taglio alle radici della vita,
e il sangue si sparpaglia non so dove.
Anche i ricordi vanno in confusione,
come vagoni senza più binario;
dalla corolla petali strappati
da un soffio irresistibile di vento.
Giorni caduti dal mio calendario
che mostra le parole Su, coraggio!
della natura l'opera è compiuta.
Ti voglio bene, Mamma. Fai buon viaggio.
o questa...
ALLA MORTE, UNA QUARTINA.
Chè senza te, io non avrei la vita,
nè capirei che senso ha il vagito,
che senso la mia angoscia mai sopita,
nè il sogno che mi porta all'infinito.
Se ti interessa, sulla morte ne ho altre. Qui non voglio appesantire... tra poco arriverà una mia amica che è allergica alle mie poesie... e non vorrei che le venisse una crisi d'asma... Infatti, le arrossa tutte e vota no ai miei post poetici. Non vorrei, la prossima, doverla dedicare a lei... proprio il 2 novembre... Lunga vita a tutti!
Non ho alcuna fede in cui rifugiarmi, solo una grande difficoltà nell'accettare con serenità il termine prematuro della vita di una persona a me particolarmente cara.
te ne propongo un'altra e poi giuro basta...
SETTIMO GIORNO
Dopo giorni e notti di penombra
ogni pensiero si è fatto musica;
la crisalide è volata farfalla.
Si è compiuto il ciclo lunare
e il tuo viso ha illuminato
il mio settimo giorno.
Nell’ottavo,
ogni ago di pino, ogni foglia
ogni filo di vento che vorrà mulinarle
avrà la mia voce;
e la terra feconda sarà seminata
delle mie parole e dei miei pensieri
che parlano a te.
Con la prima goccia d’acqua che
ogni giorno berrai
avrò dissetato l’arsura che
ti prende il cuore,
e col tuo sorriso rivolto a me
avrai riempito quell’attimo vuoto
che ti ha destata tutta la notte.
Sarò sempre alla mia sedia
nella stanza accanto
a scrivere per te questa poesia,
illuminato dal Sol occasum nesciens,
spiando che in esso ritorni
la crisalide che vola farfalla.