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Il postante e l'autrice del post, sono in attesa!!!
Visto che resteremo a lungo in attesa del concetto differente dell'emulazione della morte, che c'entra come il cavolo a merenda (si parla di suicidi), vorrei dire la mia..
Non è un caso che abbia postato io. Non amo parlare di me e me ne guardo bene, ma visto che si tocca una tematica così drammatica una cosa posso affermare: che il contenuto di quello scritto deve essere preso da tutti come qualcosa che potrebbe accadere e non sempre agli altri...
Io per esperienza personale ho vissuto quella tragedia e ho perso delle persone care.... Ti segna per sempre, ti spezza, non ti riprendi più perché vivi nel senso di colpa, nel dolore di non aver compreso, di non aver afferrato quei segnali lanciati...
Ti corrode anche la rabbia dell'abbandono..
Per chi resta è l'inferno...
E ben vengano le associazioni di supporto per chi un giorno, inaspettatamente, mentre era impegnato nel suo stupido tran tran quotidiano ha ricevuto una telefonata con la comunicazione che mai si sarebbe aspettato....
quattro anni fa ero in un' edicola, arriva un mio caro amico saluti e convenevoli, compra seconda mano... mi dice che forse aveva trovato lavoro, lui incapace di stare con le mani in mano, da quando era a casa era sempre in tuta.. stava comprando casa... ti offro un caffè dai andiamo.. mi dice no, ho fretta... dopo un' ora e mezza non c' era più... la depressione è una malattia subdola, non ti avvisa... ti ammazza.
potrei dire anche della famiglia distrutta, come dice la lettera, i sensi di colpa sono devastanti e potrebbero poi a loro volta far ammalare anche le persone care rimaste...
i concetti diversi li lasciamo a chi legge solo ( forse nemmeno ) i titoli dei giornali senza andare a fondo a certe delicate questioni.
scusa se ho messo anche la mia esperienza.. in fondo ci vuole coraggio a scrivere queste cose, ma qualcuno scrivendo e se lo fa seriamente, può dare il suo anche piccolo contributo.
Esatto...
i nostri sono contributi di vita, dolorosi ma credo utili affinché non si veda la cosa come una entità che colpisce altrove....
E quindi, ben venga chi si attiva per supportare chi resta, chi continua a vivere, ma con un tarlo dentro che ogni tanto ricomincia a bussare..
Domande senza risposta...inutili sensi di colpa...solo una cosa è certa...
Il suicidio è sempre una punizione per qualcuno...la società,la famiglia il coniuge,il datore di lavoro,la scuola.
Difficile da prevenire e da prevedere,l'aspirante suicida...camuffa molto bene le sue intenzioni.Triste a chi tocca.
Triste a chi tocca e a chi resta... Io credo che comunque, per chi resta, un supporto specie a cosa fresca sia importante...
La cosa non si elaborerà mai di fatto e comunque la ferita si riapre, nonostante si cicatrizzi poco alla volta.
Ma mai definitivamente.. Io non voglio entrare troppo nello specifico con il personale perché questo non è il contesto adatto ma come scrive anche Malta quando un pezzo di te se ne va, la vita non tornerà più uguale...
C'è però chi ti aiuta a conviverci...
Questo non significa che si resterà incapaci di gustarsi la vita... Significa però che c'è e resterà un segno indelebile, fatto di migliaia di "perché?" che comunque non troveranno mai una risposta...
Chiamiamoli sensi di colpa, chiamiamoli sentimenti di abbandono e conseguente rabbia, chiamiamolo dolore....
Dopo lo sgomento,la rabbia e il dolore...quel dolore che non ti abbandonerà mai più,arriva il crollo,prima psichico e poi fisico.
Il tuo sistema immunitario impazzisce...e quando te ne accorgi e cerchi di reagire...è ormai troppo tardi!Ha già fatto i suoi danni....
Ciao,Enzì!!!Non leggo più commenti ne post di You...???
Poi, sai come vanno le cose: domande curiose, morbosità cinica di chi vuole sapere..
C'erano gli amici, ma è ovvio, naturale, che per mesi hanno portato in giro un essere inanimato e assente (me), poi, piano piano...
ps: Per l'altro aspetto, lo abbiamo sempre detto: o l'uno o l'altra, due non sarebbe corretto...
IL rifiuto della vita che non è più degna di essere vissuta, che non ha cause se non nella decisione di terminare la propria vita.
la nostra cultura da valenza negativa al suicidio, ma è unicamente una visione culturale del fenomeno, che è invece è unicamente "parte della natura"...gli animali si suicidano.
Dietro ogni suicidio c'è una storia... E anche il dramma delle emulazioni non colpisce chi già non si porta dietro un fortissimo disagio interiore... E' di fatto la resa (e ce ne vuole di "coraggio" per attuarla)o l'esplosione di una pentola a pressione satura di fronte a tutto..
Però, c'è anche chi rimane con tutti i suoi fardelli pesanti e che segnano a vita...
E' impossibile farsi una ragione quando lo vivi e sai che chi ha condiviso con te tutto o quasi, ha tenuto celato un simile segreto e avresti potuto fare qualcosa per evitare...
La depressione è una malattia come tutte le altre e si può curare!!
Ma guarda che approccio decisamente più malato c'è nei confronti di chi soffre del cosiddetto "male dell'anima" (che poi intacca anche il fisico)..
Un depresso è quasi un appestato in una società fondamentalmente stigmatizzante per ignoranza, diciamocelo!!!
Esistono le terapie farmacologiche, quanto i supporti di medici e dimmi: quante volte ti è capitato di sentire una persona bollata perché assume un antidepressivo???
Io ne ho sentito tante di queste assurdità vergognose!!!!
Tempo fa mi capitò una conoscente che all'improvviso e giovane (mia coetanea) scoprì di aver contratto un male grave, ma non irrimediabile, diciamo così...
Mi permisi di suggerire il ricorso a un sostegno psicologico perché ne avrebbe risentito: del resto si trattava di una bella botta..
Sai che mi rispose? "Non sono mica pazza! Perché dovrei andare dallo psicologo?"..
Questo per dire quanto è radicato il pensiero completamente distorto!!! Tanto distorto che non si è in grado, talvolta, nemmeno di prevenire su se' stessi per colpa di stupidi pregiudizi!!!!
Mah, sai... Anche le cittadine (pure quelle più grandi che vanno dai 40mila agli oltre 100mila abitanti) a volte sono dei piccoli cosmi dove tutti si sentono in diritto di sindacare su tutti...
Io posso parlare di queste realtà e ti dirò: siccome non tutti possono permettersi lo specialista privato, sapessi che appostamenti nei punti strategici esterni ai servizi territoriali pubblici per vedere chi va dallo psicologo o dallo psichiatra!!!
Così si farà ben poca strada, ma veramente poca!!
Si rallegra ogni core. Sì dolce, sì gradita Quand'è, com'or, la vita? Quando con tanto amore L'uomo a' suoi studi intende? O torna all'opre? o cosa nova imprende? Quando de' mali suoi men si ricorda? Piacer figlio d'affanno; Gioia vana, ch'è frutto Del passato timore, onde si scosse E paventò la morte Chi la vita abborria; Onde in lungo tormento, Fredde, tacite, smorte, Sudàr le genti e palpitàr, vedendo Mossi alle nostre offese Folgori, nembi e vento.
O natura cortese, Son questi i doni tuoi, Questi i diletti sono Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena E' diletto fra noi. Pene tu spargi a larga mano; il duolo Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto Che per mostro e miracolo talvolta Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana Prole cara agli eterni! assai felice Se respirar ti lice D'alcun dolor: beata Se te d'ogni dolor morte risana.
La crisi arriva da lontano, sono anni che se ne sentiva il riverbero. E i governi precedenti non hanno fatto nulla per combatterla, anzi, hanno contribuito a spolpare lo spolpabile, a gestire lo stato in maniera vergognosa.
Il tema del post verte principalmente sulle responsabilità dei media in relazione ai comportamenti imitativi, e a come prevenire l'emulazione, prestando maggiore attenzione al "tenore" della notizia, magari correlandola d'informazioni utili per i soggetti a rischio.
Qua, poi, c'è la tragedia di una madre che lancia un messaggio: non stravolgiamo ed enfatizziamo una catena di tragedie perché in chi già vive un disagio il pericolo emulazione c'è...
E' giusto informare, ma facciamolo a 360 gradi, fornendo anche a chi sta vivendo ora la disperazione della crisi, del lavoro che non c'è gli strumenti per elaborare un lutto...
Un lutto incancellabile. Ma appunto, occorre imparare a conviverci.. Questo per chi affronta l'inferno riservato a chi rimane...