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Meglio prevenire. E' possibile che a morire potesse essere lui, come e' successo tante altre volte in altre rapine. Saro' un "mancato buonista" ma in questi casi esprimo tutta la mia solidarieta' al padrone di casa.
per quanta ragione possa avere, la sentenza del giudice sarà omicidio colposo o peggio intenzionale. omicidio per difesa personale: doveva prima farsi sparare e poi sparare a sua volta. comunque avrà un processo.
Se riesco, non mi faccio certo ammazzare..ne mi faccio un problema, se per difendermi ammazzo qualcuno...io di principio non faccio male a nessuno...peggio per chi prova a farmene.
Avra' un processo perche' e' previsto dal nostro codice penale, purtroppo, e comincera' per lui un calvario. Ma sempre meglio che essere picchiato a morte o essere ucciso. Il nostro codice penale deve essere cambiato assieme al codice di procedura penale. Troppi vantaggi per gli imputati e quasi nessuno per le parti offese. Ma ormai in Italia siamo arrivati allo schifo totale. In questo momento sono a New York e vi dico, per quelli che parlavano di stampa estera comprata, che Berlusconi non e' ben visto da nessuno. Non gode di buona reputazione nemmeno tra gli italo-americani.
Ma avete letto bene, prima di vomitare il vostro disgustoso veleno? Il ragazzo albanese NON ERA ENTRATO. Stava cercando di entrare. NON AVEVA RUBATO NIENTE. Quindi non era un ladro. Non risulta che fosse armato. Quindi, davanti ad un tentativo di effrazione, per tutti voi è assolutamente normale imbracciare il fucile e uccidere? Non sarebbe stato più facile chiamare i carabinieri? L'omicidio, quello sì, è un reato. Il tentativo di entrare, non lo è ancora. Tutto normale, allora? Verme, vermi? Ma avete il coraggio di guardarvi in faccia al mattino? E magari siete di quelli che ieri, giorno del santissimo natale, siete andati in chiesa per sentirvi buoni tra i buoni? Siete voi le persone da condannare, se non altro per istigazione a delinquere! Vergogna! Ed infine, un riferimento alla storia: qualora fosse provato che il ragazzo fosse stato un ladro (ma ripeto, non ancora in questa occasione) la giustizia deve fare il suo corso, i suoi complici presi, processati e condannati. Ed anche il proprietario di quella casa, di quel fucile deve essere condannato. La vita è sacra, non lo dimentichiamo.
è all'ordine del giorno episodi simili di rapine e violenze da parte di questi signori (zingari e albanesi ),questo è il loro modo di vivere, vengono in italia per delinquere, nel loro paese fanno i bravi ,marcirebbero in galera, mi meraviglia il modo di entrare in casa che hanno usato, di solito usano spray narcotizzante ,rubano anche le lenzuola su cui dormi.chi non ha mai avuto a che fare con questa gente non si rende conto di come sono perfidi e violenti, bestie...magari avrà ecceduto sparandogli alla testa, ma in quei momenti non è facile ragionare correttamente...........
Loro? di quanti "loro" stai parlando? Io conosco centinaia di persone straniere che sono venute a vivere e lavorare in Italia e non hanno rapinato né picchiato nessuno. Ci sono delle eccezioni, qualche volta si mette troppo l'accento sulla nazionalità quando si parla di ladri o delinquenti. Se si parlasse più genericamente di "ladri" o "delinquenti" senza specificare la provenienza, si eviterebbe di parlare così genericamente degli stranieri immigrati. Ma quanti sono gli italiani che commettono simili reati? Per il solo fatto di non essere stranieri non vengono citati. Ho avuto a che fare con queste persone, ho lavorato con loro, ho dato lavoro. Sono stato ricambiato con affetto, impegno, amicizia.
Mi sento molto più vicino a tutti questi "loro" che ad uno solo di "voi", che avete il coraggio di giudicare, sentenziare, prepararvi ad uccidere in nome di un concetto marcio di proprietà.
non ho generalizzato, ho parlato di romeni e albanesi che riempiono quotidianamente le pagine di cronaca nera...dove abito la domenica gli zingari fanno mercato, 2-3 ore e poi scappano, tutta merce rubata,tanta..io ho lavorato con ucraini,africani,libici,russi,tutte brave persone,ma non ho buone parole ne per romeni e ne per albanesi,non sono assolutamente razzista, non mi sono simpatici ,non dico tutti ma in buona percentuale delinquono......
Troppa retorica e troppa demagogia. E' chiaro che c'era un tentantivo in corso ma solo perche' e' stato fermato prima. Non e' stata una scelta personale o di pentimento. Cosa c'entra se e' staniero o italiano: vale per tutti. Qui non si parla di delinquenti stranieri o italiani, mi sa che qualcuno non si e' spiegato bene. Qui si parla di delinquenza arrivata agli estremi per mancanza di certezza di pena. Ma poi perche' devi tentare di entrarmi in casa e derubarmi e forse ferirmi o uccidermi? Sono io la vittima o chi ha dato inizio al reato? Io sono per la giustizia. La giustizia pero' non c'e' e non per colpa dei giudici che devono solo applicare le leggi, ma per mancanza di leggi anzi per mancanza di leggi che facciano applicare le pene. Patteggiamenti, giudizi abbreviati, ecc. Se le stuprassero la figlia o le uccidessero un familiare e poi vedesse che il colpevole chiedesse il giudizio abbreviato e in 4 o 5 anni fosse fuori dal carcere, come si sentirebbe? Sempre un buonista pronto a dire agli altri di non dare giudizi quando lei li sta dando per prima in favore di chi tentava di entrare in casa d'altri?
Né retorica né demagogia. Non intendo convincere nessuno delle mie opinioni. Mi limito a constatare che ancor prima di commettere un reato, una persona è stata uccisa e molti hanno approvato il gesto dell'assassino. La giustizia c'è e deve essere applicata, non è certamente comportandosi come dei cowboy da film western che può trionfare la legge. Non mi piace parlare di me, ma in questo caso credo sia necessario. Due anni fa sono stato aggredito da un ladro che stava scappando da casa mia. Mi ha picchiato, rotto il fegato, spedito in ospedale. Il suo complice ha assistito tranquillamente alla scena. Ho chiamato i carabinieri che sono intervenuti, hanno preso i dati che sono stato in grado di fornire, qualche giorno dopo la mia uscita dall'ospedale sono stato chiamato a riconoscere i delinquenti. Ho fatto la mia parte, ma ero in grado di riconoscere solo uno di loro. L'altro non era certamente coinvolto. Avrei potuto far mettere in galera tutti e due, tanto erano stranieri, sconosciuti, ladri per giunta. I carabinieri sarebbero stati perfettamente d'accordo. Ma non avrei mai potuto lamentarmi della nostra giustizia se per primo non avessi fatto il mio dovere. Non so cosa sia accaduto dei due ragazzi, sicuramente uno è stato trattenuto. Ora qualcuno potrebbe dirmi che sarebbe stato meglio prendere un fucile, sparare, uccidere... ma per cosa? La prigione deve essere il deterrente che la legge impone. Nessuno deve aver il diritto di farsi giustizia da solo, finiremmo tutti nel far west. E quale differenza ci sarebbe tra un ladro che commette un reato e un assassino che non esita a sparare per difendere in modo eccessivo la sua proprietà?
Non accusare anche l'altro non e' stata un'azione corretta per chi parla di giustizia. C'e' stata complicita' da parte dell'altro e allora andava giudicato anche lui. Siamo arrivati a doverci fare giustizia da soli non perche' siamo nel far west ma perche' non siamo protetti dalle leggi italiane. Se i suoi aggressori sapessero di rischiare dieci anni di galera, da scontare in carcere, ci avrebbero pensato bene a entrare in casa sua. Non puo' non essere d'accordo sul fatto che la gente ha paura e spara per quello non perche' vuole sparare per piacere. C'e', inoltre, molta differenza tra un padrone di casa (e non un assassino che e' cosa diversa) e uno che viola l'altrui domicilio. Il primo non avrebbe mai sparato se il secondo non fosse entrato in maniera fraudolenta nella sua abitazione. Comunque, fino ad oggi, sono pochi i casi in cui il rapinatore ha la peggio, di solito la peggio l'hanno i proprietari delle abitazioni che non tentano neanche di commettere reati ma sono gente onesta che vive nelle proprie case. Io sono per la certezza della pena e non per l'autodifesa ma se quest'ultima manca perche' devo farmi picchiare, spappolare il fegato e finire in ospedale come e' accaduto a lei e poi lasciare che anche il complice del rapinatore rimanga in giro libero di commettere altri reati?
semplicemente perché quello che mi era stato presentato come "complice" non lo era. Non era lui la persona che aveva assistito inerte al pestaggio. E non sono tra quelle persone che scelgono il capro espiatorio, pur di avere una giustizia qualunque. Credo che il punto sia ancora aperto: chiamo assassino il padrone di casa che ha ucciso una persona che non aveva ancora commesso nessun reato. Non aveva violato niente. Purtroppo non sono d'accordo con lei quando afferma che la gente ha paura e spara per quello. Direi che un buon inizio sarebbe quello di non acquistare le armi. Ricordo che nel 1980, più volte minacciato seriamente per aver cacciato dalla mia proprietà un discreto numero di prostitute che nei piazzali del mio albergo avevano stabilito la loro base operativa, la questura ha accolto la mia richiesta di porto d'armi per motivi di difesa. Un corretto e cortese ispettore mi ha però convocato in ufficio e mi ha chiesto: è sicuro di voler tenere con sé un'arma? Non dimentichi che i delinquenti sanno come si usano le armi, non hanno alcuno scrupolo di sparare se vedono che anche il loro avversario è armato. E in questo caso, ha la meglio chi spara per primo. Lei è pronto a sparare? A ferire? A uccidere? Mi ha convinto, ho restituito il foglio con l'approvazione e ho scelto di farmi accompagnare da un arrabbiatissimo cane lupo che non permetteva a nessuno di avvicinarsi a me. Ogni volta che penso a quell'ispettore, provo un sentimento di riconoscenza e di stima. Vede, caro amico, è la violenza che si insinua nei nostri pensieri e fa degenerare un semplice sentimento di stizza in un moto di inarrestabile reazione. Meglio evitare e lasciare che a difenderci siano le persone che lo fanno per lavoro, con tutti i problemi che noi cittadini dobbiamo aiutare a risolvere.
Ho ribadito che dobbiamo essere protetti da altri, come dice lei. Per quanto riguarda il complice avevo capito che lei l'avesse riconosciuto ma non voleva accusarlo. Anche io penso che se hai un'arma sicuramente prima o poi potresti essere costretto a usarla. Ma chi ridara' la vita a tutte quelle persone rapinate in casa propria e uccise? Io non sono pronto a sparare, ferire o uccidere ma sono pronto a difendermi. Io non rubo, non entro nelle case altrui in maniera fraudolenta, ecc. Hanno rubato la macchina a un mio amico, i carabinieri hanno preso i ladri e li hanno rilasciati. Non e' colpa loro, e' il nostro schifoso codice di procedura penale. Crede che in questo modo siamo protetti? Se un potenziale delinquente sapesse che il suo crimine e' punito con una pena alla reclusione da scontare in carcere, ci penserebbe bene a commettere reati. Ribadisco: la gente ha paura, non si sente protetta e cerca di farlo da se'. Tra l'altro sono anche poche le persone che lo fanno e di solito sono loro a essere incriminate per eccesso di difesa. Paradossi della legge italiana. Lei ribadisce "non aveva violato niente"; per forza, e' stato fermato prima. Per difenderci dobbiamo aspettare che ci picchi a sangue (come purtroppo accaduto a lei), che ci spari addosso, cosi' il reato e' compiuto e non tentato e se abbiamo ancora la forza ci difendiamo. Certo viaggiamo, almeno in parte, su due linee parallele e questa conversazione potrebbe durare all'infinito. Io penso comunque alle vittime, ai parenti delle vittime. Del delinquente non mi interessa nulla, sia se ha compiuto il reato sia se stava tentando di compierlo.
i non vado a forzare le porte altrui..se tu ti vuoi fare massacrare in casa..fai pure...io mi sarei comportato allo stesso modo..ed un paio di miei vicini mi avrebbero aiutato a sbarazzarmi del cadavere...come io farei per loro..mai sentito delle persone massacrate in casa????
meglio un delinquente morto, che una familia onesta che piange.
pensierino della sera: '......Sei contenta se un ladro muore se si arresta una puttana se la parrocchia del sacro cuore acquista una nuova campana.......'
meglio un delinquente morto, che una familia onesta che piange.