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dovrebbero vederla soprattutto i komunistelli, ma casomai gliela spieghiamo noi.
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Sì, lo so che anche Mario Draghi è un pericoloso comunista..
2001 Falso in bilancio - Dico, non vorrete che vada in galera qualche padrone solo perché ha sbagliato due conti, vero? Stop alle rogatorie internazionali - Generoso: l’ha fatto per se stesso, ma anche per il suo amico Previti. Scudo Fiscale - Tremonti era più giovane e non leggeva ancora la Bibbia, ma era già servizievole, e Silvio aveva 64 holding all’estero. Poverino!
2002 Legge Cirami - Detta del "legittimo sospetto". Silvio aveva il problemino di spostare qualche processo, tipo Imi-Sir, Lodo-Mondadori e Sme. Aveva il legittimo sospetto di poter essere condannato, e allora… Conflitto di interessi - Povero Silvio, costretto a farsi una legge che dice che la proprietà non basta per dire che c’è un conflitto di interessi! E comunque non ci sono le sanzioni, e quindi… Legge Pecorella - Una bella leggina che dice questo: se uno è stato assolto in primo grado, la procura non può fare ricorso, astuti, eh!.
2003 Lodo Schifani - Silvio è un’alta carica! Immunità per le alte cariche dello Stato! Intercettazioni - Uh, che fastidio che gli danno, via! via! Tremonti bis - Una bella detassazione per le plusvalenze. Dico, non vorrete mica che Silvio paghi tutte quelle tasse, no? Decreto Salva-Rete4 - La terza rete Mediaset doveva andare sul satellite dopo una sentenza della Cassazione. Ma una bella leggina… Inasprimento pene per falsi decoder - I decoder lservono come il pane a Silvio! E allora un po’ di agevolazioni dallo stato per comprarsli, no!… E quelli falsi? Sacrilegio!
2004 Legge Gasparri - Non era certo una legge ad personam. Era una legge per chiunque avesse tre tivù, una casa editrice, la pubblicità, il cinema e altro le cui iniziali fossero S.B. Decreto Villa Cerosa - Un bel segreto di stato sui lavori edilizi in casa! Sanatoria sui reati ambientali e sulle coste - Vedi qui sopra…
2005 Legge ex-Cirielli - Si chiama ex perché persino Cirielli si vergognava. Riduce le prescrizioni, bel colpo. Ma mai abbastanza! Mai abbastanza!
2008 Norma blocca processi - Per bloccarne due di Silvio l’idea era di bloccarne qualche decina di miglaia…. E poi dicono che sono ad pensonam! Macché Sono leggi per tutti i delinquenti,non per uno solo! Intercettazioni - Silvio non sa se gli seccano di più le intercettazioni, la stampa che le pubblica o la magistratura che le usa. Così fa una legge per tutte e tre le cose… Come, dire, tre piccioni con una fava… Ghedini fa la fava… Lodo Alfano - Wow! Ci riprova! Immunità per le alte cariche dello Stato! Tra cui lui… che caso, eh!
2009 Processo breve - Ed ecco l’ultima entusiasmante trovata. Perché accorciare la prescrizione quando si possono accorciare direttamente i processi? Tanzi, Cragnotti, i padroni dell’Eternit, tutti possono farla franca, grazie a Silvio. Che intanto, salva il culo anche lui. E fa 18! Record del mondo! [oknotizie.virgilio.it]
i reati di Berlusconi
3 reati estinti per prescrizione: Lodo Mondadori, All Iberian 1, Caso Lentini.
2 reati estinti per intervenuta amnistia: Falsa testimonianza P2, Terreni Macherio.
2 Assoluzioni per variazioni della Legge: All Iberian 2, Sme-Ariosto 2.
2 Archiviazioni per variazioni della Legge: Bilanci Fininvest, Consolidato Fininvest.
4 Procedimenti in corso: Tangenti a David Mills, Frode fiscale, Inchiesta Mediatrade, Corruzione di senatori.
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Nella fretta, ad averti bannato due volte sono stati gli Admin, non i compagnucci, e se ti hanno asfaltato anche i commenti, in entrambe le occasioni, è stato perchè hai oltrepassato qualsiasi soglia di decenza.
Vediamo di non far passare Jack The Ripper per un filantropo, visto che anche nei post [oknotizie.virgilio.it] hai la tendenza a cambiare la realtà delle cose...
Come racconto di fantascienza andava benissimo, come argomento reale faceva ca@@re, visto che hai raccontato una fregnaccia biblica e completamente falsa...
Vedo che l' allergia alla verità dei fatti continua ad essere totale.
La fortuna di Berlusconi dipende dal fatto che all'epoca Craxi gli fece il piano regolatore di Milano a misura. Cioè rese edificabili tutti i terreni comprati come agricoli da Berlusconi. Ai tempi in cui ogni milanese poteva comprarsi una casa.
E' chiaro che poi soldi portano soldi. Ed è evidente che ai tempi di Tangentopoli i soldi bisognava farli sparire.
Se sapessi come si fa anch'io metterei i miei soldi nelle banche di Berlusconi, per andare in c........ a Prodi.
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Ti sei chiesto se in Francia, in Germania o in Spagna sia mai accaduta una cosa del genere?
Quando parli di poteri forti e occulti sai di che cosa stai parlando?
Stai parlando di imprese che praticano il traffcio di armi anche a paesi in cui c'è l'embargo con l'ausilio dei servizi segreti, oppure di imrpese che d'accordo con la 'Ndrangheta vanno a smaltire i rifiuti tossici in Somalia.
ti sembra opportuno riporre delle speranze nell'attività di questi poteri?
Forse sarebbe giusto che ti riordinassi un pò le idee...........
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Comunque domando: Berlusconi è stato eletto premier dalla maggioranza degli italiani? Che significato e che valore date voi e che rispetto intendete portare a questa volontà popolare della maggioranza degli italiani?
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E neanche se è presidente del consiglio lo lasciano in pace.
Voglio poi ricordarti che tra i suoi antagonisti ci sono alcuni mandanti esterni o stragisti che non sono stati ancora individuati, i quali se concepiscono una strage a base di tritolo, ben potrebbero pensare a una semplice e più modesta persecuzione giudiziaria .........
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[oknotizie.virgilio.it]
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fino al 1994 Berlusconi non ha mai subito un solo processo.
E' sceso in campo in politica contro la sinistra. Gli hanno fatto 46 processi, 43 o 44 dei quali terminati con l'assoluzione, 2 o 3 con la prescrizione.
Tui chiedo di immaginare che cose sarebbe questo paese se ci fosse solo la Rai romana, se De Benedetti possedesse anche Panorama, tutta la Mondadori e tutte le testate giornalistiche (le chances che ha perso)
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Paradossalmente il P.C.I. era un partito più maturo dell'attuale P.D. e sapeva fare meglio opposizione, nell'interesse del paese.
Il paradosso estremo poi è che ammesso che opporsi significa scalzar di sella chi ci sta sopra (Riina) ancora non si capisce chi deve poi cavalacare il cavallo (P.D. + I.D.V. o P.D. + U.D.C.?)
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Dopo la caduta del muro di Berlino la Chiesa voleva stare a sinistra e nello stesso tempo continuare a detenere il primato politico in Italia anche senza il consenso della maggioranza del popolo elettore. Sono ricorsi perfino alle stragi pur di attuare questo disegno.
Ed è la Rete che ci informa che le lobby ebraiche americane vogliono che l'Italia sia un paese di sinsitra affinchè sia un paese debole e sottomesso.
Braccio armato di questo disegno politico è l'editore Carlo De Benedetti, il quale, non a caso, ha avuto in questi anni un rapporto avvelenato prima con Craxi e poi con Berlusconi.
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Il Partito Comunista Cinese è fatto da uomini politici di qualità (aumento di pil:9% annuo).
Se però si vuole la democrazia bisogna affidarsi alla quantità e rispettare poi il responso politico che viene dalla quantità.
Comunque la Sinistra in Italia (perchè in Spagna e in Grecia non è così) in questi anni ha perso 4.000.000 di voti. E se si è bruciata la quantità una ragione c'è................
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Ma se consideri che chi ha commissionato le stragi del 1992 a Cosa Nostra per eliminare con il tritolo (dico con il tritolo !!!!!!) i due migliori magistrati del paese è oggi il capo della Magistratura e nessuno (dico nessuno !!!!!!!) osa chiederne le dimissioni, allora converrai che il marcio è prima di tutto nel Sistema Giudiziario e poi in Berlusconi. Sicchè quando quel Sistema Giudizioario processa Berlusconi io non mi fido.
Non è vero che Berlusconi può fare le leggi a suo piacere. Le leggi le fa il Parlamento che, come per esempio sta avvenendo per questa legge sulla prescizione breve, può non essere d'accordo con lui.
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Riina disse a Natale 92: la trattativa va bene. Mi è arrivato un segnale positivo da Mancino. E la trattativa era: tu fai una strage a me, io do un papello a te...........
Nel Parlamento c'è Fini, c'è la Lega. Berlusconi ha il 23/24% dei parlamentari e per quello conta.
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Io faccio solo questo ragionamento: Mancino giuridicamente è nella m.............. perchè ha una chiamata in correità (Brusca) e un'accusa (Ciancimino) nei reati di concorso in strage e in associazione a delinquere di stampo mafioso con vari riscontri (l'incontro negato con Paolo Borsellino e la sua imposta nomina a ministro degli interni al posto di Scotti per esempio). Se anche Falcone avesse dei parenti che si attivassero per ricercare la verità nella stessa m........... si troverebbe oggi, rispetto alla strage Falcone, Virginio Rognoni.
Eppure nessuno li persegue. Non solo. Virginio Rognoni prima e Nicola Mancino poi sono stati eletti dai Magistrati vicepresidenti del CSM.
Io personalmente interpreto i fatti del 1992 anche come una faida Cosa Nostra (perdenti) contro Ndrangheta (vincenti). Ricordo che la N.dopo il 1992 è diventata la prima organizzazione criminale del pianeta mentre Cosa Nostra è andata in declino. Pertanto ritengo che esiste questo circuito: Sinistra democristiana- pezzi di Magistratura deviati - pezzi di Servizi Segreti deviati - Massoneria deviata - Chiesa deviata - Ndrangheta che formano un partito nel partito (P.D.) che è quello che spinge sulla persecuzione giudiziaria a Berlusconi e nello stesso tempo copre le responsabilità stragiste di Rognoni e di Mancino.
Aggiungo che è evidente che la Chiesa vuole a tutti i costi il primato politico in Italia e la Rete ci informa che le lobby ebraiche americane vogliono che l'Italia sia un paese di Sinistra, affinchè sia debole e sottomesso.
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C'è stato un contatto telefonico diretto, nel 1994, agli albori di Forza Italia, tra Silvio Berlusconi e un uomo allora impegnato a costruire «il partito di Cosa nostra». Lo ha raccontato un consulente della procura di Palermo, Gioacchino Genchi, in una delle udienze del processo in corso nella città siciliana con imputato Marcello Dell'Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. A telefonare ad Arcore, al numero riservato di Berlusconi, alle ore 18.43 del 4 febbraio 1994, è il principe Domenico Napoleone Orsini.
Esponente dell'aristocrazia nera romana, massone, Orsini è in contatto con il capo della P2 Licio Gelli, che va anche a incontrare a villa Wanda, ad Arezzo. Dopo una gioventù nell'estrema destra neofascista, nei primi anni Novanta Orsini si scopre leghista. Nel novembre 1993 accoglie Umberto Bossi che scende nella Roma ladrona per incontrare i suoi sostenitori nella capitale: si riuniscono nella villa di Trastevere di Gaia Suspisio per una cena e brindisi con Veuve Cliquot, costo politico centomila lire, a cui partecipano, tra gli altri, il giornalista Fabrizio Del Noce, la vedova del fondatore del Tempo Maria Angiolillo e Maria Pia Dell'Utri, moglie di Marcello. Mentre viene servita la crostata di frutta, Bossi si avventura in un comizio di tre quarti d'ora, che si conclude solo quando la brigata si trasferisce al Piper, storica discoteca romana.Orsini si impegna nella Lega Italia federale, articolazione romana della Lega nord. Ma, forte dei contatti con Gelli, lavora per un progetto più ampio: riunire tutti i movimenti «separatisti», tutte le «leghe» nate in quei mesi nel Sud del Paese. Sono per lo più uomini della massoneria a fondare in molte regioni del Sud, dalla Calabria alla Lucania, dalla Puglia alla Sicilia, piccoli gruppi che si ispirano alla Lega di Bossi. I partiti storici, Dc in testa, sono allo sbando, anche per effetto delle inchieste di Mani pulite. Molti lavorano sotto traccia per riempire quel vuoto politico, mentre le stragi del '92, in cui muoiono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e del'93, a Firenze, Roma e Milano, destabilizzano il Paese.
Il principe Orsini è tra i più attivi in quei mesi: contatta i notabili che hanno fondato le «leghe del Sud», li riunisce, si offre come loro candidato unico alle elezioni, proponendo la costituzione di un'unica, grande «Lega meridionale», in rapporti ambivalenti con la Lega di Bossi: contrapposizione polemica, dichiarata riscossa del Sud contro il Nord, ma sostanziale alleanza e convergenza d'intenti, nel comune progetto di spezzare e frantumare l'Italia. Nello stesso periodo, qualcun altro era molto attivo negli stessi ambienti. Lo racconta Tullio Cannella, uomo molto vicino al capo militare di Cosa nostra, Leoluca Bagarella, impegnato nelle stragi: «Sin dal 1990-91 c'era un interesse di Cosa nostra a creare movimenti separatisti; erano sorti in tutto il Sud movimenti con varie denominazioni, ma tutti con ispirazioni e finalità separatiste. Questi movimenti avevano una contrapposizione "di facciata" con la Lega nord, ma nella sostanza ne condividevano gli obiettivi. Successivamente, sorgono a Catania il movimento Sicilia libera e in altri luoghi del Sud movimenti analoghi. Tutte queste iniziative nascevano dalla volontà di Cosa nostra di "punire i politici una volta amici", preparando il terreno a movimenti politici che prevedessero il coinvolgimento diretto di uomini della criminalità organizzata o, meglio, legati alla criminalità, ma "presentabili"». È la mafia che si fa partito: dopo aver constatato l'inutilizzabilità della Democrazia cristiana, che aveva lasciato diventare definitive le condanne al maxiprocesso di Palermo, Totò Riina e i suoi cercano figure «presentabili» per varare in proprio una nuova forza politica.
«Nell'ottobre 1993», continua Cannella, «su incarico di Bagarella costituii a Palermo il movimento Sicilia libera», che apre una sede in via Nicolò Gallo e ha tra i suoi animatori, oltre allo stesso Cannella, anche Vincenzo La Bua. A Catania era nata la Lega Sicilia libera, controllata da Nando Platania e Nino Strano. Programma: la separazione dall'Italia della Sicilia, che doveva diventare «la Singapore del Mediterraneo», con conseguente possibilità di varare leggi più favorevoli a Cosa nostra, bloccare i «pentiti», annullare l'articolo 41 bis dell'ordinamento carcerario che aveva introdotto il carcere duro per i mafiosi, formare in Sicilia una autonoma Corte di cassazione...
I fondatori di «cosa nuova»
Agli uomini di Cosa nostra non sfugge fin dall'inizio che questo progetto è ambizioso e di difficile realizzazione. Per questo si lasciano aperta un'altra possibilità: cercare rapporti e offrire sostegno a nuove forze politiche nazionali che stanno nascendo sulle rovine del vecchio sistema dei partiti. «Le due strategie già coesistevano», racconta Cannella, «e lo stesso Bagarella sapeva della prossima "discesa in campo" di Silvio Berlusconi».
È Forza Italia, dunque, la carta di riserva di Cosa nostra. I suoi uomini sono informati in anticipo, attraverso canali privilegiati, dei programmi di Forza Italia. Li conoscono addirittura prima che il nome Forza Italia sia lanciato da Berlusconi sul mercato della politica. Prosegue infatti Cannella: «Bagarella, tuttavia, non intendeva rinunciare al programma separatista, perché non voleva ripetere "l'errore" di suo cognato (Riina, ndr), cioè dare troppa fiducia ai politici, e voleva, quindi, conservarsi la carta di un movimento politico in cui Cosa nostra fosse presente in prima persona. Inoltre, va detto che vi era un'ampia convergenza tra i progetti, per come si andavano delineando, del nuovo movimento politico capeggiato da Berlusconi e quelli dei movimenti separatisti. Si pensi al progetto di fare della Sicilia un porto franco, che era un impegno dei movimenti separatisti e un impegno dei siciliani aderenti a Forza Italia. Si pensi ancora che, all'inizio del 1994, da esponenti della Lega nord (Tempesta, Marchioni e il principe Orsini), con i quali avevo avuto diretti contatti, ero stato notiziato dell'esistenza di trattative fra Bossi e Berlusconi per un apparentamento elettorale e per un futuro accordo di governo che prevedeva, fra l'altro, il federalismo tra gli obiettivi primari da perseguire. Marchioni mi aveva riferito che un parlamentare della Lega nord, questore del Senato, aveva confermato che il futuro movimento, che avrebbe poi preso il nome di Forza Italia, aveva sposato in pieno la tesi federalista».
Giovanni Marchioni, un imprenditore vicino alla Lega Italia federale, l'articolazione romana della Lega nord, ha confermato che i promotori delle «leghe del Sud» si sono riuniti a Lamezia Terme. Erano presenti, tra gli altri, La Bua e Strano per Sicilia libera, oltre ai rappresentanti di Calabria libera, Lucania libera e Campania libera. In questa occasione il principe Orsini si propone come candidato unico del futuro raggruppamento di tutte quelle organizzazioni. Orsini conferma tutto ai magistrati palermitani e ammette «di avere chiaramente intuito il tipo di interessi che Sicilia libera intendeva tutelare», scrivono i magistrati di Palermo, «specialmente dopo che Cannella gli disse esplicitamente che "occorreva tenere un discorso all'Ucciardone per poi perorare la causa del noto 41 bis dell'ordinamento penitenziario"».
Già verso la fine del 1993, comunque, un boss di Cosa nostra impegnato in prima persona nella strategia delle stragi avverte Cannella che quella del movimento separatista non è l'unica via: «Nel corso di un incontro con Filippo Graviano, questi, facendo riferimento al movimento Sicilia libera di cui ero notoriamente promotore, mi disse testualmente: "Ti sei messo in politica, ma perché non lasci stare, visto che c'è chi si cura i politici... Ci sono io che ho rapporti ad alti livelli e ben presto verranno risolti i problemi che ci danno i pentiti». Graviano e, nell'ombra, Bernardo Provenzano, nei mesi seguenti constatano che la strada separatista non è percorribile. È in questo clima che si intrecciano rapporti frenetici tra esponenti delle «leghe» e uomini di Forza Italia.
Gioacchino Genchi è un poliziotto esperto in analisi dei traffici telefonici. Da tempo è in aspettativa dalla Polizia e dal suo ufficio di Palermo pieno di computer svolge il ruolo di consulente per diverse procure italiane. Per quella di Palermo ha analizzato, con i suoi programmi e i suoi data base, i flussi telefonici dei protagonisti della stagione di Sicilia libera. Scoprendo nei tabulati della Telecom e degli altri gestori telefonici una serie di contatti insospettabili.
Quel 4 febbraio 1994
Il giorno chiave è il 4 febbraio 1994. Il principe Orsini alle 10.50 telefona a Stefano Tempesta, esponente leghista vicino a Sicilia libera. Nel primo pomeriggio, alle 15.55, raggiunge al telefono Cannella, l'inviato di Bagarella nella politica. Subito dopo, alle 16.14, chiama la sede di Sicilia libera a Palermo. Alle 18.43 chiama Arcore: il numero è quello riservato a cui risponde Silvio Berlusconi. Immediatamente dopo chiama Marcello Dell'Utri. Alle 19.01 telefona di nuovo a Tempesta, che raggiunge ancora alle 19.20. Nei giorni successivi i contatti di Orsini continuano. Il 7 febbraio 1994, alle 17.34, chiama Sicilia libera. Il giorno dopo parla due volte con Dell'Utri. Il 10 febbraio alle 13.26 telefona a Cesare Previti. Il 14 febbraio contatta ancora Dell'Utri e, alle 16.04, Vittorio Sgarbi.
L'analisi al computer dei tabulati di migliaia di telefonate, naturalmente, non può far conoscere i contenuti dei contatti. Ma rivela i rapporti, le connessioni. Un deputato regionale siciliano dell'Udc, Salvatore Cintola, per esempio, nel periodo tra il 9 ottobre 1993 e il 10 febbraio 1994 chiama 96 volte il cellulare di Tullio Cannella, l'uomo di Sicilia libera. In quei mesi cruciali a cavallo tra il '93 e il '94 sono molti i contatti tra la sede di Sicilia libera e i numeri della Lega nord, a Roma, a Verona, a Belluno. Poi, quando l'opzione «leghista» tramonta, crescono i rapporti telefonici con uomini di Forza Italia. Gianfranco Micciché, Gaspare Giudice, Pippo Fallica, Salvatore La Porta. E Giovanni Lalia, che di Forza Italia siciliana è uno dei fondatori. È lui che dà vita al club forzista di Misilmeri, che anima il gruppo che si riunisce all'Hotel San Paolo di Palermo, formalmente posseduto dal costruttore Gianni Ienna, ma considerato dagli investigatori proprietà dei Graviano e per questo confiscato. È sempre lui, Lalia, che cede il suo cellulare a mafiosi di Misilmeri, il giro di Giovanni Tubato (poi ucciso) e Stefano Benigno (cugino di Lalia, in seguito condannato per le stragi del '93).
Le analisi dei traffici telefonici mettono in risalto anche gli intensi rapporti tra Marcello Dell'Utri e un gruppo di imprenditori siciliani attivi a Milano nel settore delle pulizie, capitanati da Natale Sartori e Antonino Currò, arrestati poi nel 1998 a Milano. Il gruppo di Sartori e Currò era a sua volta in strettissimi rapporti con il mafioso Vittorio Mangano, un tempo «stalliere» nella villa di Berlusconi ad Arcore. Un capomafia del peso di Giovanni Brusca ha testimoniato a Palermo che il tramite tra Berlusconi e Cosa nostra, a Milano, sarebbe proprio «un imprenditore nel settore delle pulizie». Chissà, si sono chiesti gli investigatori del caso Sartori-Currò, se ha a che fare con i nostri eroi. Ma per ora quell'imprenditore – ammesso che esista – è rimasto senza volto e senza nome. Restano soltanto i fili sottili dei rapporti intrecciati, nel momento forse più drammatico della storia italiana del dopoguerra, tra gli uomini di Cosa nostra, i promotori delle leghe, i fondatori di Forza Italia. Che questi contatti ci siano stati è ormai certo. Che cosa si siano detti, quali trattative, quali eventuali promesse si siano fatti non è invece ancora dato di sapere con certezza. Il momento fondativo della cosiddetta Seconda Repubblica resta avvolto nel mistero.
21 marzo 2003
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Vuoi vedere che Falcone E Borsellino erano un'ostacolo da rimuovere per poter sbloccare tutto questo? Altro che PD...
Come ti spieghi che dal gennaio 1992 (maxi-processo) al luglio 1993 (ultima strage) nessuno è in grado di indicare un solo rapporto o una sola telefonata a sfondo politico fra soggetti di Cosa Nostra e persone vicine a Dell'Utri? Avevano staccato il telefono? Non pagavano più la Sip? Usavano solo pizzini?
Eppoi nello stesso periodo che tu attenzioni (93-94) a chi telefonavano gli esponenti della 'Ndrangheta? Con chi avevano rapporti a sfondo politico? A chi telefonavano gli esponeneti della Camorra? Con chi avevano rapporti a sfondo politico? Non votavano queste persone? Non si interessavano di politica?
Facciamole complete queste indagini e non a spezzoni!
E' pacifico che dal novembre 93 in poi c'è stata una ricerca di voti da parte di Forza Italia in Sicilia ma nessuno di Forza Italia ha mai commissionato stragi di Magistrati e di agenti di polizia di scorta come invece aveva fatto qualcun altro nel periodo precedente, rivangando precedenti esprienze stragiste.
E se Cosa Nostra nel biennio 92-93 era stata inviatata a costiuire movimenti sepratisti che poi dovevano sottoscrivere mostruose stragi come quella dell'Olimpico, è evidente che ciò era voluto al fine di attuare una strategia della tensione intesa a discreditare la Lega Nord.
Ti dico io come sono andate le cose. Questa voce di una nuova strategia dela tensione attraverso stragi di inermi è arrivata a un certo punto all'orecchio del Papa, il quale scese appositamente in Sicilia il 9 maggio 93 per dire a chi doveva dire: "Non permetterò che sia sparso altro sangue di persone innocenti!" Il partito delle stragi a quel punto si spaccò fra chi voleva ugualmente continuare nella strategia della tensione e quindi organizzò le stragi del 93 e chi invece si voleva ritirare. Fra questi ultimi Scalfaro che il 3 novembre 93 fece conoscere a tutti con un discorso in TV a reti unificatre la sua posizione sulle stragi: "Io non ci sto!" - disse. Ma ai tempi delle stragi Falcone e Borsellino c'era stato.
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"ma nessuno di Forza Italia ha mai commissionato stragi di Magistrati e di agenti di polizia di scorta"
infatti forza italia è nata dopo, all'interno del quale potrebbero aver confluito proprio tali personaggi. Del resto si parla di incontri di berlusconi con bontade e cinà già nel 1974. Senza voler citare l'eroe Mangano, che basta da solo.
Mi ricordo bene il "non ci sto", ma da lì a parlare di mandanti di stragi ce ne corre. A differenza di berlusconi, scalfaro non aveva rapporti con boss della droga palermitana.
Ma dove ti documenti? Sul Giornale , su Libero , su Topolino , su Diva e Donna? Il PIL della Cina cresce cosi' perche' pagano gli operai con una ciotola di riso ...
"Non è vero che Berlusconi può fare le leggi a suo piacere. Le leggi le fa il Parlamento che, come per esempio sta avvenendo per questa legge sulla prescizione breve, può non essere d'accordo con lui."
Tanto mette la fiducia e la votano, molti sono addirittura a libro paga. Ricordo che grazie alla destra i parlamentari non sono scelti dal popolo. Ma vivi in Italia? Ci credi davvero in quello che scrivi oppure fai solo propaganda come i tanti servi sciocchi di corte che strepitano a comando?
Poi i politici cinesi impiegano nella edificazione di opere pubbliche 25 milioni di detenuti a costo zero. E questa è un'idea politica di qualità.
Sono di migliore qualità i politici che tengono i popoli a stecchetta piuttosto che quelli che, per tronaconto elettorale, fanno vivere il popolo al di sopra delle possibilità spingendo sul debito pubblico, salvo poi farlo trovare nella m....... come sta succedendo a noi.
Il voto di fiducia l'ha messo con molta maggiore freqeunza la Sinistra quando ha governato. Le liste bloccate le ha votate anche l'UDC e le voleva in modo particolare Casini. Berlusconi può bloccare solo la lista sua. Le altre liste le bloccano Bossi e Fini.
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Allora, servo pisellino, sono andato a cercarmi i dati e per tua sfortuna li ho trovati. Vediamo un po' riguardo ai primi 150 giorni circa per entrambi:
Per quanto riguarda i decreti legge nel periodo aprile-ottobre 2006 Prodi fece 11 decreti legge - dopo 10 mesi era arrivato a 17
Nel periodo aprile-ottobre 2008 berlusconi 18 (DICIOTTO) e sono 31 (TRENTUNO) al primo anno
Nel primo anno Prodi ricorse a 8 voti di fiducia, con una maggioranza risicatissima.
Nel primo anno berlusconi ha usato 10 volte (DIECI) lo strumento della fiducia, l'undicesima sarà con l'infamia sulle intercettazioni ma è oltre un mese dal compiemento dell'anno. Con probabimente la più vasta maggioranza che la storia repubblicana ricordi.
Ma non è tutto, andando a spulciare l'uso di questi simpatici strumenti con i quali vi siete stracciati le vesti gridando agli attentati alla democrazia quando li faceva Prodi, mentre se ne abusa il piduista va tutto bene (del resto siete degli ipocriti) troviamo che nella legislatura precedente a quella di Prodi, il primo governo Berlusconi (durato tre anni e 10 mesi) aveva superato 29 voti di fiducia, mentre il Berlusconi bis, nei nove mesi e mezzo di vita, aveva fatto ricorso alla fiducia 19 volte, più i due voti iniziali, per un totale di 21.
fonti: sole24ore, wallstreetitalia.com, l'unione sarda.
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Il disastro sul debito pubblico lo ha fatto soprattutto Craxi (padrino in senso siculo e testimone di nozze di Silvio).
Certo che se poi il migliore premier degli ultimi 150 anni fa un'operazione come Alitalia le cose non possono che migliorare ...
Pagare gli operai profumatamente ...
mi sembra il ciclostilato di partito estrato dal libro delle panzane di Berlusconi ...
Insisto: ci credete veramente in quello che dite ???
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