Home > Commenti
[italia-che-resiste] | (pape-satan-aleppe.blogspot.com) | postato 179 giorni fa da PapeSatanAleppe 139182
Votata OK da:
PapeSatanAleppe139
sognolibero456
laleggenoneugualepertutti4494
sandro470
FrenckCinemaBlog72
Mestranger13504
Heide692378
Parole_al_vento172
heriberto1560
pummarulella1217
Grifone6
celitolindo3859
Polipone3456
italo621187
micheleimperio911
licaone1576
nanasanecio18
giadatea31
Utente rimosso0 e altri 18 anonimi
Votata NO da: 8 utenti e 4 anonimi
Puoi iscriverti al feed RSS dei commenti di questa notizia per seguire la discussione.
Per aggiungere un commento effettua il Login.
oggi la BCE presta soldi alle banche, all'interesse annuo dell'1,25%, e le banche con quei soldi comprano titoli di stato all'interesse annuo del 7% e oltre. Un governo serio chiederebbe alla BCE di prestare i soldi all'1,25% direttamente allo stato, minacciando (anzi promettendo) in caso di risposta negativa di non rimborsare alcun titolo alle banche quando giungono alla scadenza naturale, o di rimborsarne solo il valore al netto degli interessi accumulati. Questo obbligherebbe la BCE a intervenire, per non trovarsi con le principali banche europee (anzi mondiali) fallite e di conseguenza fallita essa medesima. Ci troveremmo così a pagare interessi accettabili ed a non dover rincorrere continuamente il rifinanziamento delle spese per interessi.
Ma forse adesso gli italioti cominciano ad aprire gli occhi.
Meglio tardi che mai
Noi occidentali dobbiamo capire che dobbiamo fare tutti un passo indietro e quindi gli americani dovrebbero rinunciare al monopolio del dollaro negli scambi internazionali, i tedeschi dovrebbero rinunciare agli interessi sui prestiti in euro agli altri europei, i romani dovrebbero rinunciare ai dipartimenti dei ministeri, ecc. ecc.
Invece questo passo indietro non lo vuole fare nessuno. Questo è il problema.
Se un domani arriveremo a un euro che si affianca al dollaro come moneta abilitata alle transazione internazionali, allora effettivamente l'euro diventerà una risoprsa per gli Stati che lo adottano. Finchè non sarà così l'Italia meridionale rischia di deindustrializzarsi totalmente. Fiat ha chiuso Termini Imerese e Avellino ma sta aprendo altre due fabbriche in Polonia. E ciò perchè in Polonia il salario medio è di un valore pari a 700-800 euro mensili. Se l'Italia meridionale tornasse alla lira la bolla immobiliare si sgonfierebbe, tutti i prezzi calerebbero e anche l'operaio italiano vivrebbe bene con un salario di 1.400.000 - 1.600.000 lire mensili che corrispondono appunto a 700-800 euro mensili.