Home > Commenti
Votata OK da:
Wenda81
cheg316
Mehy10
blu82
Angelwitch57
piripippo291
NONSOLOPANE2139
saturninox7656
clandestinodellavita671
giozampa448
devis762057
wlaverita725
oscarginori43
invictvm222
pierpaolobasso1042
AntiSilvio22528
simona_rm0
talentosprecato867
Favola379
llewal24
max75313
Lameduckq5026
vlrntn8011
fiammifero3696
pippi5812
max8198
oggi14febbraio259
merobit636
heidi7070
progvolution1482
lupin197511
Polvere659
giusnico5688
Tanci86185
casadelpopolo3728
sytry98262
yurj257
katya23
EnzodaMilano144
Utente rimosso0 e altri 31 anonimi
Votata NO da: 13 utenti e 26 anonimi
Puoi iscriverti al feed RSS dei commenti di questa notizia per seguire la discussione.
Per aggiungere un commento effettua il Login.
Nulla vieta però di sviluppre la conoscenza e mantenere la sensibilità al trascendente.
Non credo che un mondo in cui esiste solo la logica, senza sentimento e arte, sia auspicabile.
complimenti, la tua comicità è insuperabile.....
ma non riesco a desiderare /creare un ..Dio???.. nella mia Umana mente; Tantissime cose, come immaginazione, visuali, analisi delle cose viste...anche se nel limite conoscitivo, mi inducono alla scoperta, allo svelare il non ancora conosciuto (mistero), così come fanno tante persone, anche fra coloro che anno un credo o una spiritualità, e svelandone, conoscendone i fattori formativi delle cose, tutto porta ad altro, ma non al divino, che nella sua concezione è un limite, un freno alla ricerca, alla scoperta dello svelare il mistero, essendone considerato il creatore, il perfetto ideatore, del passato presente e futuro; tutto già programmato per il nostro esistere??? ma allora perché??? le cose cambiano e mutano, in base ai tempi e luoghi, o in base all'intervento Umano??? O accettiamo che una utopica divinità, abbia di Noi miseri mortali, i fili per adoperarci come burattini, ma allora se siamo di questo certi, perché dannarci la vita se intanto non ne abbiamo la scelta??? perché vivere sapendo che intanto è tutto un gioco di qualcuno più bravo..... e che fa il suo gioco???
Einstein; Parlo in quel discorso di mistero e religiosità.... come per spiegare la forza che, induce un ricercatore ho anche un semplice osservatore, di capire, studiando e osservando, conoscere e formulare, dando certezze momentanee, che consapevolmente sono limitate solo dalla conoscenza momentanea, altri nel tempo sapranno ampliare, questa conoscenza, mutandone analisi o confrontandosi con altre conoscenze che nel tempo si sono evolute; Ecco il senso di religiosità, una forza interiore che, rimane sempre insoddisfatta alla scoperta del mistero, e che ti brucia nella consapevolezza del poco tempo che, ti concede una esistenza umana. Ma anche rimanere razionali, dei limiti quantitativi della conoscenza, consapevoli che ad ogni risultato positivo alla domanda, immediatamente si presentano altre domande ed altri fattori da scoprire; E ciò che era alla base primordiale di un mistero, sparisce come ombra, nello spalancarsi di una porta che, ti fa entrare in una stanza piena di segreti da scoprire.
Ma è un senso di religiosità, non è una percezione della mente Umana, per crearsi un ...Dio???....
E non è la religione ad imporre limiti all'uomo, ma la sua stessa natura di creatura finita e limitata che, per definizione, non può comprendere in se l'Infinito; è importante ricercare la conoscenza, ma altrettanto avere l'umiltà di riconoscere che non è possibile sapere tutto. "So di non sapere" disse Socrate
La religione è un'evoluzione della superstizione. Ne condivide ancora molti aspetti. Tra l'altro la maggior parte dei religiosi vive la propria fede proprio come se fosse un corpus organico di superstizioni (non mangiare pesce di venerdi o ti capiterà qualcosa di male, facciamo venire il prete a benedirci la casa così magari siamo più protetti da eventuali terremoti o incendi, se prego il buon Dio domani passo l'esame, etc...)
Quelle che tu elenchi come esempi si che sono corruzioni della fede in superstizione, in cui al rapporto con Dio si sostituisce il suo uso scaramantico
Il perchè è fin troppo semplice:sappiamo tutti che prima o poi dobbiamo morire,cosa che gli animali non sanno fino a quando capita loro.
Ma essendo l'uomo portato alla vita e non alla morte,ed è giusto che sia così,allora viene spontaneo e automatico concepire Dio come qualcosa di infinito ed eterno,fuori dalla logica dello spazio e del tempo nella quale noi siamo immersi.
Dio è quindi colui che dà la vita,ed essendo immortale rispetto a noi,allora cerchiamo di andargli incontro con il cuore,poichè non lo vediamo,e la vita eterna che viene dopo questa esistenza terrena passeggera è una speranza che avvolge chi crede in Dio,ma alla quale anche gli atei non possono restare indifferenti.
Sarà interessante scoprire cosa succederà alle religioni quando (tra 20, 50 o 200 anni) la medicina, la genetica o la tecnologia ci avrà resi praticamente immortali...
Forse potremmo veramente dire 'Dio è morto' solo quando saremo noi stessi diventati degli Dei (o almeno semidei!).
ma quale immortalità?che forse tu legga troppo focus o newton?
vediamo se la scienza sarà in grado di resuscitare i morti o addirittura di impedire che il sole tra 5 miliardi di anni bruci tutto il sistema solare!
e semmai diventassimo immortali,affrettiamoci a trovare altri pianeti,perchè qui non ci sarà più posto per nessuno.già ce n'è poco,figurarsi se il mondo si riempie di esseri immortali e per di più beoti quali siamo adesso.
ma lo vuoi capire che non ci serve a niente l'immortalità se continuiamo a divorarci fra di noi?prova a leggere,non so,rènè girard,se non ti va di leggere la Bibbia.
Nietzche: "Dio è morto"
Dio: "Per ora, l'unico ad essere morto è Nietzche"
Che poi l'uomo abbai meno 'bisogno' di Dio per necessità 'materiali' lo ritengo positivo, in questo modo si può rendere la fede un sincero cammino di ricerca e relazione con Dio.
Veramente diverse specie animali, quali scimpanzè e elefanti, hanno dimostrato non solo di comprendere l'evento della morte, ma addirittura di svolgere riti funebri...
poi gli animali che citi sono in genere molto socievoli fra loro.prediligono il gruppo rispetto al singolo.
[miaplacidusedaltriracconti.blogspot.com]
ti dirò una cosa:ad agosto un gattino mi è andato sotto a una macchina,e la mamma lo andava ad annusare che era morto,forse per capire se reagisse oppure no,ma non so.
il giorno dopo la mamma gatta se ne stava addormentata sulla palladiana,mi vide,fece un miagolio e si riaddormentò,e a me parve che fosse come molto rattristata per quello che era accaduto al gatto suo figlio.
certamente anche gli animali sono rattristati quando vedono morto un loro simile,ma quello che intendevo dire è che gli animali,a differenza degli uomini,non sono preparati alla morte come lo siamo noi.non ci pensano alla loro morte anche se vedono morire uno della loro specie,fino a che la cosa non li tocca personalmente.d'altra parte,il più delle volte anche noi viviamo come se non dovessimo mai morire,finchè essa ci coglie di sorpresa.ed è allora che ci fermiamo a riflettere sul senso della vita.
comprendo quello che provano gli atei e gli agnostici,ma di fronte alla morte tutti quanti,credenti o no,dovremmo porci delle domande sul senso della vita.
che senso ha avere tutte le più belle soddisfazioni del mondo se poi le perdi?
è che noi cerchiamo proprio di esorcizzare la paura della morte con le cose di questo mondo,e questo te lo garantisco succede anche a me,ma sbagliamo.
se io sono tornato alla fede,anzi,forse ci sono arrivato per la prima volta da qualche anno a questa parte,è perchè mi sono anche io posto le mie domande sullo schifo che c'è in questo mondo.non riesco a vivere solamente alla giornata,sono ossessionato da quello che di brutto può succedere domani,e tutto è possibile,per cui cerco di farmene una ragione.
[mariomasi.files.wordpress.com]
La tua non è mai stata una scelta. Si è trattato solo di un caso. Se fossi nato da qualche altra parte magari adesso non mangeresti maiale e avresti una cintura di esplosivo attaccata alla cintura.
Io, e buona parte degli atei/agnostici, probabilmente la penseremmo come la pensiamo adesso in qualunque posto fossimo nati. Questo perché la nostra è stata una scelta consapevole e ragionata. Probabilmente è un fatto genetico, così come vi sono alcuni che geneticamente sono portati ad essere giocatori d'azzardo cronici così vi sono alcuni portati per la creduloneria ovvero l'accettare per vera una cosa senza nessuna prova reale (detta anche Fede).
(la funzione di commenti e' disabilitata per questo utente per azione degli amministratori)