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certo, a largo Fochetti farebbero carte false per inchiodare giudiziariamente il Cavaliere, ma questo è un altro discorso...
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la mia era una riflessione su come sia rischioso dar credito, soprattutto mediatico, a certi pentiti...
Nel mirino degli stragisti (se poi c'era anche Berlusconi di mezzo lo accerterà la magistratura) c'era anche la torre di Pisa!
[oknotizie.virgilio.it]
un pentito può anche dire il vero per accreditarsi presso la magistratura e poi dire il falso per accoppare un ipotetico avversario!
comunque, hai ragione: aspettiamo che la magistratura faccia i dovuti accertamenti.
ma di sicuro è un rischio vedere sui giornali questo tipo di dichiarazioni prima ancora che abbiano ricevuto un qualche riscontro probatorio!!!
penso che Orlando conviva già con un peso sulla coscienza: aver abbandonato e anzi, attaccato Falcone quando era in vita...(salvo poi fare retromarcia una volta che il giudice era morto...)!
Baci, ilrosso.
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Agli atti della Procura di Firenze per le stragi del 1993 era effettivaemnte indagato un politico palermitano e quindi compaesano che è il sen. Vincenzo Inzerillo allora della Sinistra Democristiana di Mannino, di De Mata e (fate attenzione!)di NICOLA MANCINO, il quale è stato indicato dai pentiti come mandante delle stragi del 1992. E su qeusta cosa ci sono riscontri.
Il giudice fiorentino Gabriele Chelazzi il quale indigava su questo soggetto (Inzerillo) è morto a soli 59 anni in una caserma di Roma della stessa morte del pusch Gianguarino Cafasso o se vogliamo dela stessa morte di papa Luciani: infarto notturno nel sonno senza preavviso.
Prima di morire aveva scritto una lettera in cui diceva, proprio eprchè indagava su qeul soggetto (Inzerillo), che si sentiva solo e abbandonato dagli altri colleghi.
Agli atti dei processi il primo contato di Dell'Utri con soggetti di Cosa Nostra è del 2 novembre 93 (quindi dopo tutte le stragi fatte e non fatte) allorché Dell'Utri incontrò a Milano Mangano. Poi il 27 novembre 93 Berlusconi per la prima volta dichiarò di voler stare con Fini (essendo prima di allora andato dietro a Martinazzoli).
Prima di queste date non c'è un solo contatto fra Dell'Utri e esponenti di Cosa Nostra. Quindi anche se ci sono accuse di pentiti, non essendoci riscontri, quelle accuse non valgono niente.
Questo a Repubblica lo sanno. E se diramno ugualmente la sciocca notizia lo fanno inquietantemente per suggestionare i lettori.
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