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Il giovane ha fatto quello che umanamente qualsiasi uomo dovrebbe fare, specie per salvare la vita di un piccolo essere.
Ma come ben dici... un gesto naturale, di questi tempi, diventa un atto esemplare. :-/
Il Capitan Scoglione per me era idoneo a pilotare barchette di carta. Nella vasca da bagno.
Ps: anzi, me lo rianima, il cuore. Ce ne fossero tanti di giovani così. E ribadisco giovane, perchè anche lui ha ( o forse aveva ) una vita davanti.
Non è questione di vederci bene o meno, al di là dell'abbandono della nave, l'incidente è avvenuto perchè Capitan coraggio ha traghettato il Concordia troppo vicino alla costa, per il consueto "rito del saluto".
Guarda che si è scoperto essere una pratica diffusa, e ovviamente poco conosciuta ufficialmente, in quanto rischiosa.
Non sappiamo cosa avrebbe fatto Girolamo? Ma come, lo ha dimostrato! Se fosse stato al posto del Comandante sicuramente non avrebbe abbandonato i passeggeri, anzi, avrebbe fatto il possibile per salvarli. E questa mi pare la logica conseguenza.
Se avessi scelto di Comandare una nave, avrei fatto il mio dovere, nonostante la paura fottuta di crepare.
Altrimenti non si fanno certi mestieri, con tutti in rischi che comportano.
Ritornare al giusto rispetto delle regole sarà dura. Il comportamento illecito è ormai nel dna di troppi italiani.
Le carte dovrebbe mettersele nelle natiche. :-/
Oltre alla negazione dell'evidenza ostentata da Capitan Coraggio. Il mayday lanciato da una passeggera, lui che è uno dei primi a sbarcare sull'isola e chiede al tassista di farsi portare lontano, l'ordine di tornare sulla nave che non lo smuove di una virgola. Anzi, torna sulla banchina ma sale su una barca e se ne va. Insomma fugge proprio dal danno commesso e dalle sue responsabilità. E che cacchio.
- Come capitano, lei non è sulla nave?”. “No, non sono sulla nave e non ci torno”. Un’altra telefonata. “Capitano”, dice il funzionario di turno, “ordini superiori mi riferiscono di dire che lei deve tornare sulla sua nave”. “Non ci torno” -
.....................
Il giovane pugliese, che (pare) abbia perso la vita cedendo a un ragazzino il posto sulla scialuppa di salvataggio, con ogni probabilità verrà invece ricordato come un eroe, e forse lo è stato per davvero. Gli daremo una medaglia alla memoria, e amen.
Se vogliamo, quello che è accaduto sabato notte rappresenta una metafora perfetta dell'Italia di oggi: pavidi o impavidi, siamo tutti, fianco a fianco, sulla stessa barca. Si dirà: questa non è una novità e accade ovunque, non solo da noi. E' vero, ma il problema è che noi italiani sembriamo avere l'eccezionale abilità di affidare i posti di comando proprio alle mani di chi, puntualmente, manda l'imbarcazione a sfracellarsi sugli scogli, per poi tentare di darsela a gambe; mentre quelli onesti, seri e capaci, sono quasi sempre destinati a rimanere nelle retrovie, in posizione defilata, solo per miracolo gli verrà data la possibilità di trovare un sentiero per emergere. E' anche per questo che il nostro paese sta affondando, tanto meschinamente quanto meritatamente.