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L’ultima frontiera dell’anticlericalismo italiano sta dando il meglio di sé proprio in questi giorni. Lo fa con una tesi che da fastidio alla Chiesa cattolica: infatti la Chiesa Cattolica usufruisce di ingiusti privilegi economici, come l’esenzione dall’Ici e da altre tasse, ed in una fase di crisi come quella che stiamo vivendo tali privilegi vanno cancellati. In sintesi, la Chiesa è un parassita dello Stato.
Assieme all’Unione Atei e Agnostici Razionalisti, di Piergiorgio Odifreddi, si sono aggregati il segretario dei Radicali Mario Staderini dalle pagine de Il Fatto, le armate intellettuali futuriste vicine a Gianfranco Fini, esponenti del Pd e dell’Italia dei Valori. Anche Massimo Gramellini su La Stampa e Filippo Facci su Libero, bravi giornalisti, hanno sostenuto pressappoco le stesse cose.
In tutta la rete, ormai, principalmente nei social network si criticano le mancate tasse del Vaticano. Una pagina di Facebook intitolata «Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria» nata da pochi giorni, ha già raggiunto la considerevole quota di circa centocinquanta mila iscritti.
Cosa risponde il Vaticano a queste critiche?
"La Città del Vaticano è uno stato estero, non è Italia.
La Chiesa paga regolarmente l’Ici per gli immobili dati in affitto (sempre a famiglie in difficoltà, tra l’altro) e per le strutture alberghiere.
Non la paga per le mense Caritas, oratori, sacrestie e monasteri: luoghi che hanno un indubbio valore sociale non limitato ai soli credenti."
Poi la questione dell’8 per mille: La Chiesa rivendica che lo può vedere chiunque sul sito della Conferenza Episcopale cosa servono: attività pastorali, interventi sull’edilizia di culto, aiuti al Terzo Mondo, mantenimento di un patrimonio culturale che il mondo ci invidia, stipendi dei parroci (lavoratori che non limitano la loro attività alla celebrazione liturgica).
Peccato, però, che nessun magistrato italiano o revisore dei conti della corte di cassazione possa vedere quei bilanci: infatti sono oggetto di un segreto profondamente e gelosamente custodito in nome del diritto di uno stato sovrano (il Vaticano, appunto) a gestire come meglio crede i suoi denari.
A questo punto non resta che chiedere a tutti i cittadini di non firmare l'8 x 1000 alla chiesa cattolica, ma alla chiesa valdese, per esempio, che invece consente a tutti di verificare fino all'ultimo centesimo ricevuto in dono dalle tasse dello Stato Italiano.
Assieme all’Unione Atei e Agnostici Razionalisti, di Piergiorgio Odifreddi, si sono aggregati il segretario dei Radicali Mario Staderini dalle pagine de Il Fatto, le armate intellettuali futuriste vicine a Gianfranco Fini, esponenti del Pd e dell’Italia dei Valori. Anche Massimo Gramellini su La Stampa e Filippo Facci su Libero, bravi giornalisti, hanno sostenuto pressappoco le stesse cose.
In tutta la rete, ormai, principalmente nei social network si criticano le mancate tasse del Vaticano. Una pagina di Facebook intitolata «Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria» nata da pochi giorni, ha già raggiunto la considerevole quota di circa centocinquanta mila iscritti.
Cosa risponde il Vaticano a queste critiche?
"La Città del Vaticano è uno stato estero, non è Italia.
La Chiesa paga regolarmente l’Ici per gli immobili dati in affitto (sempre a famiglie in difficoltà, tra l’altro) e per le strutture alberghiere.
Non la paga per le mense Caritas, oratori, sacrestie e monasteri: luoghi che hanno un indubbio valore sociale non limitato ai soli credenti."
Poi la questione dell’8 per mille: La Chiesa rivendica che lo può vedere chiunque sul sito della Conferenza Episcopale cosa servono: attività pastorali, interventi sull’edilizia di culto, aiuti al Terzo Mondo, mantenimento di un patrimonio culturale che il mondo ci invidia, stipendi dei parroci (lavoratori che non limitano la loro attività alla celebrazione liturgica).
Peccato, però, che nessun magistrato italiano o revisore dei conti della corte di cassazione possa vedere quei bilanci: infatti sono oggetto di un segreto profondamente e gelosamente custodito in nome del diritto di uno stato sovrano (il Vaticano, appunto) a gestire come meglio crede i suoi denari.
A questo punto non resta che chiedere a tutti i cittadini di non firmare l'8 x 1000 alla chiesa cattolica, ma alla chiesa valdese, per esempio, che invece consente a tutti di verificare fino all'ultimo centesimo ricevuto in dono dalle tasse dello Stato Italiano.