I Mondiali sono una festa. Di popolo, di squadre, di calciatori. Sono una fiera di vanità, di identità etniche, di scuole tecniche, e ci parlano della maniera di vivere e di pensare delle genti. Ancora, possono rappresentarsi come una mostra di preconcetti e di stereotipi. I campioni – che sono super-partes, e universali – conquistano prime pagine e attenzioni, provocano ammirazione e devozione e molto spesso, nei bambini soprattutto, suscitano un sentimento che secondo alcuni andrebbe rivolto altrove: l’amore, l’amore vero.