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Link permanente  1 punto 1 voto scritto da solovangelo 159132 il 10 lug 11, 16:55:37
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Amen. Le Scritture sono la Parola di Dio, e non può esserci altra fonte di autorità oltre a ciò che Egli ha dichiarato. Non può esserci unità con chi si permette di aggiungere dogmi alla volontà divina, spacciandoli come provenienti da essa.
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da solovangelo 159132 il 14 nov 10, 18:38:48
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Ciao violet, scusa se rispondo solo ora, ma non avevo visto questo tuo commento: ho dato un'occhiata molto rapida alla discussione che mi hai indicato, e ho compreso le tue perplessità. Ovviamente sono a tua disposizione per chiarimenti ulteriori, tuttavia una cosa la dico subito: la differenza principale tra la chiesa cattolica e le chiese protestanti è il rapporto che hanno con la Bibbia, che tutti definiamo come Parola di Dio. I protestanti sono però fermi nell'affermare che - proprio perchè Parola ispirata da Dio - non ci possa essere nulla di più autorevole della Sacra Scrittura, e che, di conseguenza, se qualcuno propone una dottrina non ravvisabile nella Bibbia, tale insegnamento è da rigettare. La chiesa cattolica invece considera anche il "magistero", ossia riconosce autorità nella figura del papa come e nella chiesa stessa, trovandosi quindi spesso a proporre insegnamenti di cui le Scritture non fanno menzione. Questo in estrema sintesi, come ti dicevo sono a tua disposizione per altri chiarimenti.

Un salutone anche a te
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da solovangelo 159132 il 13 set 10, 00:31:43
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Quanto dici non compare nelle Scritture, ergo è extra-dottrina. Il rapporto tra Cristo e l'uomo è diretto, Egli soltanto è Sommo Sacerdote per l'umanità presso Dio. La totalità degli scritti neotestamentari, ed in particolare l'epistola agli Ebrei, fa capire molto bene che non esistono caste di mediazione, e ciò proprio perchè nessuno può vantare la perfezione della vita di Cristo, nonchè il suo essere divino, cosa che gli ha permesso di essere il solo a poter pagare il prezzo delle trasgressioni dell'umanità.

Maria, così come tutti quelli che la CCR assurge a mediatori, è morta ed attende la resurrezione finale. Non le è possibile intervenire in alcun modo, perchè non è nella condizione di farlo. Quando si tralascia la dottrina biblica ci si addentra in un terreno pericoloso, che rischia di volgere la semplicità e la potenza del Vangelo verso forme devozionali ad esseri che in alcun modo la Bibbia dice di perseguire.

Non credo sia un discorso mariologico, più che altro dovrebbe essere un discorso di fedeltà alle Scritture, ma mi rendo conto che se si accetta il magistero degli uomini, mettendolo allo stesso livello della Parola di Dio, questo sia un passo complesso da compiere. Non mi fraintendere, non intendo buttarla in polemica (dallo scritto molte cose non traspaiono), ma ciò che intendo sottolineare è semplicemente il concetto che dovrebbe caratterizzare la cristianità intera, ossia il considerare che - se per noi le Scritture sono realmente Parola di Dio - nulla può essere messo a loro fianco in termini di autorità.
Link permanente  1 punto 1 voto scritto da solovangelo 159132 il 27 ago 10, 23:43:30
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«Anche satana si traveste da angelo di luce» (2Co.11:14)

Vi sono innumerevoli persone che - ricevuta una guarigione - iniziano a sviluppare una devozione malsana verso la madonna, "malsana" perchè le Scritture indicano chiaramente che ogni espressione di lode e adorazione deve essere indirizzata soltanto a Dio.

C'è un solo essere che ha interesse a far sì che l'uomo si allontani sempre di più dal suo Creatore, e certamente ritiene che una guarigione non sia poi chissà quale prezzo da pagare per questo...

P.S.: nel filmato il mio intento era appunto quello di confutare il culto mariano utilizzando l'unica base delle Sacre Scritture.
Link permanente  0 punti 2 voti scritto da solovangelo 159132 il 27 ago 10, 09:23:30
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Verissimo: e allora ci sarebbe da chiedersi perchè molti accettino, per esempio, il ruolo di «corredentrice» della madonna, quando le Scritture affermano chiaramente che vi è un solo redentore e mediatore tra l'umanità e Dio, ossia Cristo. La chiesa non dovrebbe riconoscere autorità a fatti/rivelazioni evidentemente al di fuori dell'insegnamento di Cristo (e di tutta la rivelazione biblica), ma anzi, dovrebbe condannarle come falsità. Invece, dà il beneplacito a tutta una serie di aberrazioni teologiche, tali proprio perchè in aperto contrasto con il messaggio delle Scritture.
Link permanente  0 punti 2 voti scritto da solovangelo 159132 il 26 ago 10, 20:44:52
Link permanente  0 punti 2 voti scritto da solovangelo 159132 il 26 ago 10, 09:55:23
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Bellissima riflessione: diamo per scontato tutto ciò che ci circonda, e lo imputiamo al caso! Ma a guardar meglio, non si può che dar ragione all'apostolo Paolo:

«Quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato» (Ro.1:19-21)
Link permanente  3 punti 3 voti scritto da solovangelo 159132 il 31 lug 10, 18:23:29
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Il nonno che passa dalla giovinezza alla vecchiaia non subisce processi migliorativi, ma degenerativi quanto alle capacità e possibilità. Quindi è un esempio che non sta in piedi. È pur vero che giorno dopo giorno si sveglia "diverso", ma non certo per un trend evolutivo: la sua "forma biologica" è ben definita, e tale rimane. Casomai, vengono a modificarsi tutta una serie di parametri che lo avvicinano alla vecchiaia. E questo certo non può essere definito un fattore evolutivo.

Che poi un fenomeno di crossing-over, per dirne una, faccia sì che troviamo in un nipote le caratteristiche dei nonni non presenti nei genitori, non è certo prova di un'evoluzione extra-specie: è normale che i tratti genetici vengano passati attraverso le generazioni, ma che la nostra specie sia il prodotto di evoluzioni da organismi "inferiori" è tutto da dimostrare, anche se affermi il contrario.

Si noti, tra l'altro, che nonostante la relativa giovinezza della nostra specie, siamo praticamente identici a come eravamo agli inizi: è vero, sono avvenute modifiche strutturali causate da abitudini di vita differenti, ma sostanzialmente siamo sempre noi. Oggi ci sembra di essere "evoluti" rispetto a qualche centinaio di anni fa a causa del nostro tenore di vita attuale (più attenzione per la salute, maggiore istruzione, ecc.), ma se prendessimo una persona di un qualunque periodo storico e la trasponessimo al nostro, facendola vivere nelle nostre stesse condizioni, avrebbe i medesimi risultati ("abbonando" l'adattamento ambientale, e fattori di questo tipo).

P.s.: Quando non si sa qualcosa, è bene prima informarsi - il fatto che Dio abbia creato la donna da una costola è un errore di traduzione storico: il termine ebraico "tsemah", che è stato tradotto "costola" per convenzione, è da intendersi come "metà", come d'altra parte è utilizzato nel resto della narrazione veterotestamentaria. Ciò significa che Dio ha creato la donna da una "metà" dell'uomo, anche se le interpretazioni su questo si sprecano (...c'è chi dice che, dato che il patrimonio genetico dell'uomo è XY, mentre quello della donna è XX, la metà sarebbe da intedere a livello cromosomico...ma dato che la Bibbia non ha pretese di spiegare realtà scientifiche, questa è appunto soltanto un'ipotesi)

Finchè vuoi discutere di Scritture usando una conoscenza da catechismo, ho paura che continuerai a tenerti i tuoi pregiudizi grandi quanto una casa.
Link permanente  2 punti 2 voti scritto da solovangelo 159132 il 31 lug 10, 18:20:33
Profilo solovangelo
Che mi risulti non vi è prova alcuna che testimoni il passaggio da specie precdenti al "Sapiens sapiens" (il famoso anello mancante)...la stessa comunità dei ricercatori è molto onesta nel far presente questo: gli evoluzionisti seri *ipotizzano* (proprio in quanto evoluzionisti) che probabilmente prima o poi si troverà qualcosa....ma fino ad ora, rimangono solo supposizioni...si arriva fino ad un certo punto, poi ecco il "salto" improvviso.

Evidentemente, hai una fede piuttosto forte in ciò che nemmeno gli addetti al settore sanno indicare con precisione.

Ma per quanto mi riguarda, preferisco esercitare fede in ciò che conosco e che vivo, piuttosto che credere ciecamente a chi non riesce ad andare oltre il «forse», però intanto spaccia le proprie «verità zoppicanti» per assoluti.
Link permanente  0 punti 4 voti scritto da solovangelo 159132 il 29 lug 10, 10:57:39
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Ciao violetrouet, è vero, in un certo senso Dio ci dice che siamo "zoppi" dalla nascita. Però non ci chiede di correre, ma di renderci conto che abbiamo bisogno di essere guariti.

Tanti vedono Dio come qualcuno che ti chiede quello che non puoi fare, ma non è così: nella Bibbia leggiamo prima della caduta dell'umanità, per poi leggere di come Dio sia intervento per la nostra salvezza. È come se fosse una "lettera d'amore per l'umanità": spiega il perchè della nostra naturale ribellione, ma poi ci parla della realtà dell'offerta di Dio, che desidera che siamo riconciliati con Lui, per salvarci dalla conseguenza della nostra distanza.

Continuando con l'esempio che hai fatto, è un po' come se Dio ci dicesse che, proprio perchè siamo "zoppi", Lui è disposto a prenderci in braccio e condurci al sicuro. La scelta di lasciarci prendere è solo nostra, ma l'offerta è sempre valida: Gesù ha rimosso la causa del nostro "zoppicare", ossia il peccato, così che - se ci affidiamo a Lui - è vero che nasciamo nel peccato, ma esso non ci viene più imputato.

Questo non vuol dire che non sbaglieremo più: siamo imperfetti, e la nostra imperfezione ci verrà dietro tutta la vita. Ma vuol dire che non avremo più conti aperti con Dio: se il peccato è ciò che ci separa da Lui, allora il fatto che accettiamo che venga rimosso significa che non ci sarà più nessun impedimento, e ci sarà così permesso l'ingresso nel suo regno.

Per questa vita non abbiamo promesse di essere sani, o di evitare i guai: ma accettando Cristo nella nostra vita abbiamo una promessa futura, che non riguarda solo pochi anni, ma che abbraccia l'eternità.

Fammi sapere se sono riuscito a spiegarmi, e grazie per la tua domanda, che, sono convinto anch'io, permette di dialogare un po' meglio :-) Un caro saluto
Link permanente  1 punto 5 voti scritto da solovangelo 159132 il 28 lug 10, 23:44:11
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Non puoi neanche immaginare quante certezze abbia, e quanto sperimenti la bontà e le risposte di Dio ogni giorno. Queste certezze trovano il fondamento nella Scrittura, ma non rimangono nelle pagine: le si vive. La base della fede è il rapporto del credente con Dio, confermata poi dagli insegnamenti scritturali, ma è qualcosa di molto tangibile. Logicamente nel parlartene non posso che rifarmi alla forma intelliggibile che Dio ci ha lasciato per comprendere la sua volontà, ma la vita del cristiano è fatta di tanti piccoli "miracoli".

Credo alla "storiella" di Adamo ed Eva. Perchè? Perchè Dio mi ha mostrato quanto sia reale e vero il suo perdono e la sua guida, che sperimento, e quindi mi fido anche di quello sul quale nè io nè tu possiamo esprimerci come individui, per il semplice fatto che non esistevamo, e nessuno può dirci nulla in proposito. Se Dio l'ha rivelato è vero, come è vero ciò che ha rivelato e che dà di vivere a quelli che l'hanno accettato.

Se ripenso alla mia vita senza Dio, posso rendermi conto di quanto fosse vuota e senza una direzione concreta. Ci riempiamo la mente di obiettivi, e siamo così piccoli e inconcludenti, destinati a far franare tutta la nostra supponenza sul primo ostacolo che la vita ci para davanti. Ma con Dio cambia tutto, ed il fatto che io sia qui a parlartene non significa che stia cercando di "difendere" una posizione, perchè essa non ha alcun bisogno di difesa - io lo so che è vera.

Ma te ne parlo nella speranza che Dio ti conceda di capire il tuo stato davanti a Lui, accettando l'offerta di riconciliazione che ti fa: non stiamo parlando di pochi decenni, stiamo parlando di eternità. E ho fiducia che la medesima opera che Dio ha fatto nel mio cuore, la vuole e la può fare anche in te.
Link permanente  0 punti 6 voti scritto da solovangelo 159132 il 28 lug 10, 19:56:37
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Ok, era soltanto per avere una base comune. Nessun problema a risponderti in maniera più estesa. Cercherò di prendermi un po' di tempo quanto prima per dedicarmi alla risposta. Buona serata.
Link permanente  3 punti 3 voti scritto da solovangelo 159132 il 28 lug 10, 19:09:19
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Con quanto sto per scrivere non intendo affatto "svicolare" dalla discussione e dagli spunti, interessantissimi, ma piuttosto dare un piccolo suggerimento per chiarire meglio la questione, in vista di riprenderla con maggiori elementi: ho deciso di fare questo proprio per il tenore delle tue domande.

Per avere più chiara la situazione generale, ti consiglio la lettura della Lettera agli Ebrei, per la lettura della quale ti lascio un link: [www.laparola.net]

In essa sono spiegate, con dovizia di particolari, molte questioni legate alle tue domande. La lettera fa ampio uso della simbologia ebraica, ma la sua complessità non è "impossibile": eventualmente, se lo riterrai, potremo confrontarci su essa.
Link permanente  0 punti 4 voti scritto da solovangelo 159132 il 28 lug 10, 18:33:42
Profilo solovangelo
Come preferisci: evidentemente è più facile tapparsi le orecchie e urlare. Ti auguro davvero che Dio faccia la stessa cosa che ha fatto con me: demolire le tue "certezze", e dimostrarti chi Egli sia davvero. In gioco c'è tanto, e spero vivamente che prima o poi ti sia concesso di rendertene conto.

Un saluto
Link permanente  1 punto 5 voti scritto da solovangelo 159132 il 28 lug 10, 18:27:51
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Allora, per quanto riguarda il "chi": Adamo, ossia il nostro primo progenitore. Se mi chiedi di portarti le prove della sua esistenza non posso farlo, tutt'al più posso sciorinarti una luuuunga genealogia che arriva ad indentificare quelli che sarebbero i "padri delle nazioni", le quali, in effetti, ne portano il nome (ad esempio, oggi conosciamo gli Ebrei, che arrivan o dal patriarca Eber; l'Egitto, che in ebraico si chiama Mitzraim, prende il suo nome dal figlio di Cam che per primo lo abitò, ecc.). Comunque, torniamo a noi: Adamo, dicevo.

Per quanto riguarda il "quando", parliamo di un non meglio specificato momento, posteriore alla creazione dell'umanità: ad oggi sappiamo bene o male datare il diluvio, e andando indietro qualche speculazione sul momento storico la si può fare. Ad ogni modo, si tratta, come dicevo, di un tempo posteriore alla nascita dell'umanità

Passiamo al "cosa": il racconto di Genesi, cap.3, narra di un albero che Dio aveva messo in Eden. Non sappiamo di che albero si trattasse (la Bibbia non lo specifica), ma ci viene detto che attraverso di esso si acquisiva la conoscenza del bene e del male. Dio aveva riservato tale conoscenza per l'uomo ad un momento futuro, probabilmente in vista di una crescita condotta in un certo modo, ma le cose andarono diversamente: satana tenta i nostri progenitori dicendogli - in sostanza - che Dio temeva che i due si cibassero del frutto dell'albero, perchè sarebbero diventati come Lui. La molla che li spinse a dar retta al serpente fu appunto la prospettiva di diventare come Dio, e di essere maestri della propria esistenza.

Sia che vogliamo vedere l'episodio in chiave metaforica, o letterale, ad ogni modo il peccato è consistito nel ribellarsi ad un preciso comandamento, che era dato per la nostra protezione, e così facendo l'umanità ha perso l'innocenza in una fase in cui non poteva gestire la nuova nozione. Siamo arrivati a cose che non erano per noi, sprofondando - di fatto - nell'immoralità più nera, condizione lontana da quella purezza che Dio desiderava che mantenessimo.

E, proprio come succede ad un torrente al quale frana una riva, da lì in avanti, l'acqua è rimasta fangosa: fuor di metafora, oggi patiamo gli effetti del peccato perchè esso è entrato a far parte della natura umana, ed in qualche modo lo "tramandiamo". Già da piccolissimi mostriamo la spiccata tendenza a ribellarci, a voler far da soli. E questa è una lontana eco di quanto è stato commesso quando abbiamo deciso, di fatto, di volerci allontanare da Dio.

È per questo che mi permetto di parlare di "libertà": perchè, anche se nasciamo "bollati", non è un qualcosa che dobbiamo per forza tenerci addosso! Dio ha provveduto affinchè potessimo essere perdonati. E questo è un fatto che riguarda l'uomo ed il suo Creatore.

Se tu oggi decidessi di dare la tua vita a Cristo (Dio lo voglia), non saresti certo legato a uomini ai quali devi qualcosa: al limite potresti confrontarti con qualcuno che è nella fede da più tempo per discutere di tematiche varie, ma avrai la certezza di essere - per così dire - "a posto" con Dio, perchè la natura corrotta con la quale sei nato (e con la quale sono nato anch'io) è stata sostituita dall'intervento di Cristo sul Calvario. Sei inguaiato! Sì! Anch'io, anche tutto il resto dell'umanità. E questa non è una condizione di libertà (infatti la Bibbia afferma che siamo naturalmente schiavi del peccato), ma è proprio per questo che Gesù ha dato la sua vita: affinchè, avendo fede nel suo sacrificio espiatorio e sostitutivo, quelle catene che ci rendono schiavi siano finalmente spezzate.
Link permanente  1 punto 5 voti scritto da solovangelo 159132 il 27 lug 10, 18:47:48
Profilo solovangelo
Sarò più chiaro: la chiesa cattolico-romana ha apostatato dalla fede cristiana autentica quando ha istituito il suo sistema dicaste ed ha alterato l'insegnamento biblico attraverso i suoi catechismi. La sessuofobia che evidenzi non è biblica, è cattolica, la visione del "peccato originale" quale atto sessuale non è biblica, è cattolica....e potremmo andare avanti. Stai continuando a fare l'errata equazione cattolicesimo=cristianesimo, e questo porta fuori strada l'intero approccio alla discussione. Cristianesimo=Sacre Scritture, cosa affermino chierici vari per il loro tornaconto non è questione che c'entri con il tema del post: o parliamo di Dio, o parliamo di chi falsamente ritiene di poterLo rappresentare.
Link permanente  0 punti 4 voti scritto da solovangelo 159132 il 26 lug 10, 23:34:07
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Lasciamo perdere catechismi vari, quelli li lascio ai preti che vogliono tenere la gente sotto il loro controllo. Le Scritture parlano invece di libertà, di quella che abbiamo perduto e di quella che possiamo riconquistare, perchè Dio l'ha riconquistata per noi.

Ad ogni modo, sì, mi riferisco ad Adamo ed Eva. Dio aveva creato l'umanità perfetta, la Bibbia non fa menzione di malattie o morte se non con la caduta. Quindi l'imperfezione alla quale ti riferisci ha fatto il suo ingresso soltanto dopo la ribellione dell'umanità, ossia quando si è deliberatamente deciso che al posto delle vie di Dio, l'uomo avrebbe seguito la propria volontà.

Quando si fanno discussioni di questo tipo, si è sempre pronti a puntare il dito contro Dio, indicandolo come responsabile delle nostre sciagure, e non ci si ferma invece a pensare che ad ogni azione c'è una conseguenza. L'esempio che facevo più sopra in merito ai cavi dell'alta tensione è sicuramente limitato, ma a suo modo calzante: chi incolpiamo se qualcuno decide di afferrarli? (non tirarmi in ballo, per cortesia, la ditta che avrebbe dovuto eseguire una posa in sicurezza, il senso è ovviamente un'altro). Ciò che intendo dire è che le conseguenze alle nostre azioni sono perfettamente accettate, a meno che non si tratti di fatti "spirituali".

E perché? È presto detto: perchè costa, e tanto. Se parliamo di cavi dell'alta tensione è un conto, ma se parliamo di moralità, è tutto diverso. Lasciamo stare i nostri progenitori, parliamo di noi: a nessuno fa piacere sapere di essere così guasto da non potersi neanche avvicinare lontanamente agli standard divini, ma questa è la nostra situazione. Il fatto, però, è che la Bibbia non ci parla di questa mancanza in soli termini di condanna, ma evidenzia l'amore di un Dio che, dopo essere stato tradito, decide comunque di intervenire per aggiustare le cose pagando del proprio, in modo che ciò che conta davvero (cosa sono 70 anni di media in confronto all'eternità?) possa essere ristabilito.

Che piaccia oppure no, esseri innocenti non esistono: da questa frase potresti leggere giudizio, ma non è così. È un semplice considerare le cose per ciò che sono. Ma ciò che è promesso a chi crede è di ricevere un perdono eterno, che ci mette in condizione di non essere "scartati", ma annessi al regno di Dio, per sempre. E questo riguarda anche i bambini malati di cancro, tanto quanto riguarda il padre di famiglia che va a prostitute, o l'assassino incallito: malattia, vizio, malvagità sono tutte espressioni dell'unico vero problema: aver voltato le spalle a ciò che Dio ci offriva.

Ed ecco che è fondamentale capire il valore del sacrificio di Cristo, che rimuove la condanna di chi vi si identifica.

È certamente questione di fede, ma non solo: da un lato, la fede è quella che ci fa muovere il primo passo, ma Dio certo non lesina sulle conferme, e questo te lo dico da ex-scettico ed ex-stra-ateo.
Link permanente  1 punto 5 voti scritto da solovangelo 159132 il 26 lug 10, 21:35:58
Profilo solovangelo
Per quanto tu possa definirti scettico, pensatore, o illuminato dalla scienza o che altro, ti garantisco che ero piazzato uguale...ma ho dovuto rendermi conto che le cose stanno ben diversamente...la differenza che c'è tra chi crede e chi non crede, alla fine, non è tanto il cerebro, quanto piuttosto l'umiltà di riconoscersi per ciò che si è.

Ma dato che in questo caso preferisci rimanere sulla cima de ltuo pinnacolo, in attesa di ulteriori sviluppi (con i quali l'uomo non può esimersi dall'avere a che fare), mi dedico alla risposta per licaone. Buona serata.
Link permanente  0 punti 6 voti scritto da solovangelo 159132 il 26 lug 10, 21:20:37
Profilo solovangelo
È una questione di fede, ovviamente - questo è evidente. Al di là di tutto, la cosa principale che mi interessa sottolineare non sono quelle che potresti definire "regole" o altro, ma "semplicemente" ciò di cui ho fatto accenno nel mio primo intervento.

Sostanzialmente, il messaggio della Bibbia lo potresti racchiudere in questi punti:

1) Dio crea, e stabilisce uno "standard" 2) L'uomo, per brama, volta le spalle al Creatore, e si crea un suo modello, fallimentare, che causa l'instaurarsi di ciò che ho definito "peccato", ed i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti 3) Dio interviene nella storia dell'uomo, facendo sì che - nonostante sulla nostra testa pesi una condanna, dettata dalla nostra natura ribelle - possiamo avere modo di ricevere il perdono 4) Gesù, come Dio incarnato, ha realizzato questo con la sua morte vicaria, rendendo il perdono divino disponibile a chiunque crede.

Non mi piace fare riassunti così stringati su questi argomenti, ad ogni modo l'ho fatto per mostrarti che, al di là di quegli aspetti che, non conoscendo il fine delle Scritture, potresti considerare "coercitivi" (ma che vanno analizzati secondo un'ottica esegetica corretta), il messaggio che le Scritture recano è, in ultima analisi, un messaggio di riconciliazione con Dio.

Per questo ti ho chiesto di ripartire dal mio commento, perchè in breve il percorso l'ho già tracciato: ho evitato di inserire richiami a versetti, per non appensantire il tutto, ad ogni modo non ho detto mezza virgola che non sia nelle Scritture.
Link permanente  -1 punti 5 voti scritto da solovangelo 159132 il 26 lug 10, 19:46:28
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